Il mondo del carbone e dell'oil&gas avranno sempre più vita difficile anche nel reperire credito bancario. Intesa Sanpaolo ha reso noto questa settimana di aver aggiornato le regole per l'operatività creditizia del gruppo nel settore del carbone e di aver introdotto regole dedicate per il settore oil (petrolio) e gas non convenzionale. Le regole si applicano a tutte le società del gruppo e in tutti i Paesi in cui operano.
In particolare, con l'aggiornamento il gruppo si impegna «ad azzerare (phase out) entro il 2025 la quota di servizi finanziari verso controparti appartenenti al settore dell'estrazione del carbone. Vengono inoltre rivisti e rafforzati limiti ed esclusioni previsti per il settore della generazione di energia elettrica da carbone, dando rilievo ai piani di transizione delle aziende operanti in tale settore».
Azzerare esposizioni collegate a quelle industrie significa ricomprendere anche attività come trasporto marittimo, terminalismo portuale e distribuzione terrestre delle materie prime? A MF Shipping&Logistica l'istituto di credito guidato da Carlo Messina ha specificato che i mezzi di trasporto (fra cui in primis le navi) impiegate per spedire queste materie prime non rientrano fra i settori esclusi dai finanziamenti. Al contrario rientrano invece nel perimetro delle categorie escluse le infrastrutture dedicate, come ad esempio le pipeline (oleodotti e gasdotti).
Le «Regole per l'operatività creditizia nel settore oil&gas non convenzionale» introducono invece limiti ed esclusioni «in relazione alle risorse shale oil & gas, tar sands e tight oil&gas ottenute con tecniche non convenzionali e la cui estrazione genera maggiori emissioni di gas serra rispetto alle risorse estratte con tecniche convenzionali, determinando maggiori impatti ambientali». La policy esclude anche l'esplorazione e l'estrazione in aree geografiche caratterizzate da ecosistemi fragili, ad esempio l'Artico o l'Amazon Sacred Headwaters. Il gruppo si impegna ad azzerare le esposizioni collegate a risorse non convenzionali entro il 2030 come dettagliato nelle Regole. Intesa Sanpaolo aggiunge inoltre che «sosterrà le aziende nella transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, anche attraverso finanziamenti finalizzati alla produzione di energia da fonti rinnovabili, ad esempio nella forma di green loan, sustainable loan, transition loan, acquisition/project transition financing». «L'adozione di queste misure - fa sapere l'istituto - rappresenta per la banca un importante passo ulteriore per il contrasto al cambiamento climatico, nell'ambito di una pluriennale e articolata strategia di sostenibilità». Sempre a proposito di finanza e logistica la Banca europea per gli investimenti (Bei) ha appena lanciato una nuova consultazione pubblica proprio sul sostegno al settore dei trasporti. L'obiettivo è ridefinire le priorità per il sostegno della Bei nel quadro della tabella di marcia per rafforzare l'impatto dei suoi futuri investimenti nei trasporti. (riproduzione riservata)