Nel giorno in cui i francesi del Crédit Agricole stringono sul Banco Bpm, nel capitale dell’istituto spunta Francesco Gaetano Caltagirone. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, l’imprenditore capitolino i cui interessi spaziano dall’immobiliare al cemento e dall’editoria alla finanza ha costruito una posizione importante nel gruppo di Piazza Meda.
E’ all’1,1% del capitale. La posizione è stata costruita nell’ultimo anno, acquistando piccoli pacchetti sul mercato, nei momenti più propizi di borsa, modus operandi simile a quello con cui in passato l’ingegnere romano ha assemblato le proprie partecipazioni in Assicurazioni Generali o in Mediobanca.
Caltagirone non è nuovo agli investimenti nel settore bancario. Oltre a Mediobanca, è stato socio anche del Montepaschi e di Unicredit. E a maggio dello scorso anno ha puntato le sue fiches anche sul settore del risparmio gestito, entrando nel capitale di Anima.
Con i tassi in rialzo e l’appeal speculativo del risiko bancario, i titoli del settore offrono rendimenti interessanti, condizioni che hanno spinto Caltagirone, forte di una liquidità intorno ai due miliardi di euro, a ritenere quello in Banco Bpm un ottimo investimento. Nell’ultimo anno il gruppo guidato da Giuseppe Castagna ha portato a casa un guadagno di oltre il 34%, vale 4,06 euro.
A spingere il titolo al rialzo sono state le speculazioni su un blitz di Unicredit che si sono particolarmente infittite nell’ultima settimana anche grazie alla nomina di Fabrizio Palenzona alla presidenza della Crt. Secondo fonti finanziarie il dossier starebbe anche circolando in diverse banche d’affari, fra cui si fa anche il nome di Mediobanca.
La fondazione torinese è infatti azionista di riferimento sia di Unicredit (1,65%) sia di Bpm (1,8%) e potrebbe fare da apripista per un’eventuale aggregazione tra i due gruppi, a questo punto contando sulla sponda di Caltagirone. Il nocciolo italiano quindi sarebbe in grado di contrastare anche una possibile offensiva francese in funzione anti Orcel.
Proprio ieri in assemblea è emerso che il primo socio di Piazza Meda ha incrementato la partecipazione dal 9,18 al 9,9%. Sebbene la salita non modifichi gli assetti di controllo del Banco, resta comunque un segnale significativo. Dopo il blitz dello scorso anno l’Agricole è diventato il perno dell’azionariato del gruppo. Un peso rafforzato anche dalle alleanze industriali che legano i due istituti. Oltre a essere partner del Banco nel credito al consumo in Agos Ducato, la banque verte è infatti da dicembre partner assicurativo sul ramo danni.
Per superare la soglia del 9,9% l’Agricole avrà bisogno dell’autorizzazione della Bce che, per il momento, non sembra interessata a richiedere. Vero è però che ogni operazione straordinaria su Piazza Meda dovrà tenere conto della presenza del gruppo guidato in Italia da Giampiero Maioli.
Sempre ieri l’assemblea ha nominato il nuovo cda presieduto da Massimo Tononi e comprende Castagna, Maurizio Comoli (vicepresidente), Mario Anolli, Paolo Bordogna, Paola Ferretti, Marina Mantelli, Chiara Mio, Alberto Oliveti, Eugenio Rossetti, Manuela Soffientini, Luigia Tauro, Paolo Boccardelli e Nadine Faruque. Mauro Paoloni, da sempre sostenuto da Lando Sileoni della Fabi, è stato nominato consigliere di amministrazione del Banco, eletto nella lista dei dipendenti. Paoloni è stato eletto anche presidente del cda di banca Akros, controllata di Piazza Meda.
Il nuovo collegio sindacale è composto da Marcello Priori, quale presidente, Maurizio Lauri, Nadia Valenti, Silvia Muzi e Elbano De Nuccio come sindaci effettivi. I sindaci supplenti sono Mario Tagliaferri, Marina Scandurra, Sara Antonelli. (riproduzione riservata)