Credem chiude il primo trimestre in crescita spinto ancora una volta dagli alti tassi d’interesse. La banca emiliana ha battuto anche le attese e così il titolo ha chiuso la seduta a 10,18 euro, in rialzo del 2,21%. Da gennaio a marzo Credem ha messo a segno un utile netto consolidato di 160,9 milioni di euro (+19,4%), e questo dopo aver spesato 32,2 milioni di contributi ai fondi per la gestione delle banche in difficoltà. I profitti hanno nettamente superato i 134 milioni previsti da Equita.
Anche il margine di intermediazione ha battuto le previsioni e si è attestato a 525,3 milioni (+11,3%): gli analisti della sim si erano fermati a 486 milioni. La spinta, come detto, è arrivata dal margine d’interesse, che nel primo trimestre di quest’anno è salito a 310 milioni, 60 milioni in più del gennaio-marzo 2023. Ancora una volta oltrepassate le attese di Equita, indicate a 280 milioni.
Credem ha visto crescere anche le commissioni nette, salite a 184,4 milioni (+6,9%). Inoltre, i costi operativi sono saliti a 221,4 milioni dai 206,8 milioni dello stesso trimestre dell’anno precedente (+7,1%). Nel dettaglio, le spese amministrative ammontano a 69,8 milioni (+10,4%) e quelle per il personale a 151,6 milioni (+5,6%). Durante il primo trimestre di quest’anno Credem è poi riuscito a incrementare i prestiti, spinti fino a 34,6 miliardi (+2,2%). Il gruppo ha acquisito oltre 45 mila nuovi clienti, mentre la raccolta totale è arrivata a quota 98,2 miliardi (+6,3%).
Fronte sofferenze, il rapporto tra crediti problematici totali lordi e impieghi lordi (npl ratio) è sceso al 2% dal 2,11% di fine marzo 2023. Il dato è inferiore alla media delle banche significative italiane (2,7%) e a quella Ue (2,3%). Infine, il cet1 ratio calcolato su Credemholding è del 14,6%, ai massimi livelli del sistema con oltre 1,4 miliardi di margine sui requisiti patrimoniali di vigilanza. La banca emiliana si conferma quindi tra le più solide in Europa. (riproduzione riservata)