Con l’evolversi di temi come l’AI, la modernizzazione della difesa, l’elettrificazione e la crescita delle infrastrutture, la gestione e la disponibilità di risorse chiave assumono un’importanza crescente. Per questo le prospettive dell’argento nel solare diventano più sfumate, ma restano interessanti. Gli alti prezzi della materia prima spingono i produttori di fotovoltaico a ridurre i costi, riprogettare le celle ed esplorare materiali sostitutivi, con un conseguente atteso calo dell'impiego di argento per pannello.
Tuttavia le installazioni solari globali sono ancora destinate a crescere: l’Agenzia Internazionale dell’Energia (Iea) prevede che la capacità aggiuntiva di fotovoltaico raddoppierà nei prossimi cinque anni. Il ruolo crescente dell’energia solare nel mix elettrico globale riflette non solo i suoi costi in calo e la sua scalabilità, ma anche la capacità di offrire ai Paesi una fonte di generazione elettrica più decentralizzata e resiliente. Con il solare che rappresenta circa un quinto della domanda totale di argento, il metallo prezioso è destinato a continuare a beneficiare di questo contesto di domanda strutturale.
Il legame tra argento e solare è diventato più evidente, sostenuto dall’accelerazione della domanda di energia pulita seguita al conflitto in Medio Oriente. Le esportazioni record di solare dalla Cina hanno coinciso con importazioni record di argento, a indicare che volumi solidi di produzione e spedizione possono ancora tradursi in una domanda significativa di argento. Ciò conferma l'importanza del solare come mercato di sbocco ampio e strategicamente rilevante per l’argento.
Oltre al solare diversi driver strutturali emergenti sostengono il mercato dell'argento, tra cui le infrastrutture per l’AI e i data center, l’elettrificazione dell’automotive, gli investimenti nelle reti elettriche, l’aerospazio e i satelliti e la biomedicina. Sebbene questi mercati di sbocco non vengano scomposti singolarmente nel bilancio della domanda di argento, essi rientrano in un consistente bacino di domanda industriale, equivalente a circa il 58% della domanda totale di argento nel 2026. Questo suggerisce che la rilevanza industriale dell’argento si sta diversificando sempre di più, con una domanda legata all'elettrificazione, alle infrastrutture digitali e alle tecnologie avanzate. Allo stesso tempo, il versante degli investimenti appare sempre più favorevole, rafforzando il duplice ruolo dell'argento come metallo industriale e metallo prezioso.
La domanda di investimento fisico è attesa in crescita del 20% nel 2026, arrivando a rappresentare circa un quinto della domanda totale di argento. Pertanto, le più ampie applicazioni industriali e una più solida domanda da parte degli investitori potrebbero contribuire a mantenere teso il mercato, in particolare sullo sfondo di un altro deficit annuale. Nonostante l’aumento dell'offerta, si prevede infatti che il mercato resti in deficit per il sesto anno consecutivo, con un disavanzo destinato ad ampliarsi del 15% rispetto allo scorso anno. Il deficit persistente dovrebbe continuare a sostenere quotazioni elevate dell’argento e a incentivare un’ulteriore produzione mineraria, rafforzando le ragioni a favore delle società minerarie del settore.
Proprio sul versante minerario, le revisioni al ribasso dei costi di produzione stimati dovrebbero migliorare la sensibilità dei margini e rafforzare la leva operativa. Le società minerarie sembrano dimostrare la capacità di tradurre prospettive più solide per l’argento in uno slancio degli utili nel breve periodo, anche se la risposta dell’offerta del settore resta vincolata, soprattutto perché gran parte dell'argento viene estratto come sottoprodotto. Le recenti dinamiche di volatilità appaiono favorevoli: nonostante la loro leva operativa rispetto all'argento, le società minerarie hanno sovraperformato l’argento fisico da inizio anno, con valutazioni che appaiono ancora interessanti. (riproduzione riservata)
*commodities investment strategist
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