I mercati viaggiano molto volatili da quando l’asta sui T bond Usa di mercoledì ha ricevuto un’accoglienza piuttosto fredda da parte degli investitori istituzionali. Che sono sempre più preoccupati per il progetto di taglio fiscale del presidente Usa, Donald Trump, la cosiddetta «bellissima legge», che potrebbe scuotere le fondamenta della stabilità fiscale Usa. Infatti, secondo analisi indipendenti, le attese sono di una crescita del debito statunitense di 3.000 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni.
La cosiddetta «big beautiful bill» si riferisce, in modo ironico, alla nuova proposta di legge fiscale promossa dall’amministrazione Trump alla Camera (sono attese novità giovedì 22 maggio), nata per prolungare i tagli fiscali del 2017 e ridurre la spesa per programmi sociali come Medicaid e Snap (Supplemental Nutrition Assistance Program ovvero i cosiddetti food stamp per l’assistenza alimentare delle famiglie a basso reddito).
I Repubblicani (con qualche contrasto interno) stanno spingendo per una riforma fiscale di ampia portata che riplasmerebbe il sistema di tasse e spesa pubblica degli Stati Uniti per i prossimi dieci anni. Il costo totale di queste modifiche supera i 2700 miliardi di dollari.
Per compensare parzialmente, il piano introduce requisiti lavorativi per chi riceve Medicaid, controlli più severi sull’idoneità e tagli ai fondi per gli stati che coprono immigrati irregolari (625 miliardi risparmiati). Si aggiungono 300 miliardi di risparmi nel programma Snap, aumentando da 54 a 64 anni l’età per cui vale l’obbligo di lavorare per ricevere aiuti alimentari.
Il disegno di legge rappresenta «un cambiamento profondo nelle priorità fiscali degli Stati Uniti», spiega Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia e potrebbe «ridefinire il bilancio federale e la rete di protezione sociale per un intero decennio». Il deficit federale aumenterebbe di quasi 3.000 miliardi in 10 anni. In un contesto di debito crescente, è un «chiaro segnale che il consolidamento fiscale non è una priorità», ragiona l’esperto.
La legge consolida i tagli del 2017, bloccando politiche fiscali favorevoli a imprese e redditi alti e riduce la rete di protezione sociale: con i tagli a Medicaid e Snap, milioni di americani a basso reddito potrebbero perdere accesso a cure e alimenti.
Secondo Diodovich, gli effetti potrebbero essere contrastanti: «i tagli fiscali favoriscono pmi e finanza, ma i tagli a Medicaid e Snap possono penalizzare i consumi di base e il settore healthcare. Le azioni di auto elettriche e delle rinnovabili rischiano forti ribassi per l’eliminazione degli incentivi».
Nel mercato valutario, Diodovich si aspetta un «dollaro più forte nel breve ma debole nel lungo periodo. Rendimenti americani più alti potrebbero attrarre capitali stranieri, rafforzando il dollaro. I timori di pressioni inflazionistiche potrebbero ritardare i tagli dei tassi da parte della Fed. Nel medio lungo periodo le preoccupazioni degli investitori sul debito potrebbero incrinare la fiducia nell’economia Usa e indebolire il biglietto verde».
Nrl mercato obbligazionario, sono attesi rendimenti ancora più alti. L’aumento del deficit comporta più emissioni di titoli pubblici, spingendo i rendimenti al rialzo e al calo dei prezzi dei bond, conlcude l’analista. (riproduzione riservata)