Il Fondo Indennizzo Risparmiatori (Fir) dovrà assicurare una più accurata programmazione finanziaria e la definizione delle nuove istanze «nel più breve tempo possibile». Questo è quanto prescrive la Corte dei Conti nella relazione sul Fondo istituito dalla legge di bilancio 2019 e gestito dal ministero dell’Economia, con una dotazione finanziaria complessiva di 1,6 miliardi di euro nel triennio 2019-2021, volto «all’indennizzo dei risparmiatori, dei loro familiari e dei successori mortis causa, titolari di azioni o obbligazioni subordinate, che abbiano subito un ingiusto pregiudizio, a causa di violazioni massive degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza, buona fede oggettiva e trasparenza, da parte di alcuni istituti di credito, con sede legale in Italia, in liquidazione coatta amministrativa tra il 16 novembre 2015 e il 1° gennaio 2018». La fase della crisi bancaria italiana tra il 2015 e il 2018 causata da un'enorme mole di crediti deteriorati (Npl) accumulati dopo la crisi finanziaria.
Finora sono state accolte oltre 134 mila domande e sono stati liquidati 1,35 miliardi di euro di indennizzi. Il 59,3% circa delle somme complessivamente erogate «è stato destinato al Veneto, mentre le istanze sono state esaminate da una Commissione tecnica, con il supporto operativo della Consap SpA».
L’ultima legge di bilancio ha autorizzato una spesa massima di 80 milioni di euro da integrare nella dotazione del Fondo (20 milioni nel 2026 e 30 milioni per ciascuno degli anni 2027-2028), da destinare ai risparmiatori la cui domanda era stata respinta per incompletezza documentale o procedimentale». Proprio su queste risorse la Corte «ha raccomandato all’amministrazione, ferma restando la verifica dei requisiti normativamente previsti, di assicurare la definizione delle nuove istanze nel più breve tempo possibile, anche al fine di prevenire la formazione di ulteriori residui sull’apposito capitolo di spesa».
I giudici contabili hanno inoltre «sollecitato una più accurata stima degli stanziamenti destinati alla Commissione tecnica, allo scopo di assicurare una programmazione finanziaria coerente con l’effettivo fabbisogno», evidenziando «una sovrastima delle risorse per il funzionamento di tale Commissione». (riproduzione riservata)