La sempre più probabile stretta monetaria in arrivo a livello europeo a giugno sta spingendo da qualche settimana le fintech che operano in Italia a giocare in anticipo sui tempi, ritoccando preventivamente all’insù gli interessi attivi riconosciuti sui rispettivi conti di deposito.
Nel tentativo di arginare gli effetti della spinta inflattiva innescata dalla crisi di Hormuz e dalla guerra commerciale avviata dagli Stati Uniti, il prossimo 11 giugno la Banca Centrale Europea potrebbe ritoccare di un quarto di punto il tasso sui depositi nell’eurozona, fermo da circa un anno al 2%.
La mossa dei banchieri centrali di Francoforte, ormai data per molto probabile, avrebbe come di consueto un effetto pressoché immediato sugli interessi attivi che gli istituti di credito riconoscono alla clientela, applicati sui conti di deposito remunerati. Questi ultimi sono diventati nel corso del tempo uno dei prodotti di punta delle fintech, che facendo leva su strutture di costo particolarmente asciutte sono in grado di offrire una remunerazione più interessante rispetto alle banche tradizionali, assicurandosi un’importante fonte di raccolta.
Secondo le rilevazioni effettuate per Milano Finanza da Facile.it e aggiornate a mercoledì 13 maggio 2026, le offerte vincolate più interessanti oggi sottoscrivibili sul mercato italiano riconoscono interessi lordi che oscillano tra il 2,8% e il 3,5%. Ma il dato più interessante che traspare dalle tabelle pubblicate in questa pagina è che in gran parte dei casi il tasso attivo di remunerazione è stato ritoccato all’insù negli ultimi 40 giorni, in diversi casi addirittura di un quarto rispetto a quanto applicato in precedenza. Inoltre le migliorie hanno riguardato soprattutto le formule che prevedono vincoli protratti nel tempo e che costringono pertanto i correntisti a immobilizzare la liquidità depositata fino a cinque anni.
Meno ghiotte sono le offerte che non prevedono vincoli di sorta e che di conseguenza consentono entro pochi giorni di tornare in possesso delle somme impegnate, in caso di necessità.
Il prodotto che oggi offre la remunerazione più elevata è ContoTe di Tyche Bank, che propone formule di vincolo a partire da 10 mila euro, da 6 mesi a 5 anni. Nelle simulazioni di Facile.it è stato ipotizzato un vincolo a 5 anni per un’immobilizzazione di 50 mila euro. Aderendo alla proposta commerciale dell’istituto nato nel 2024 dalla fusione della Banca di Credito Peloritano con Tyche - una realtà specializzata nella gestione di npl - nel maggio 2031 si ritorna in possesso del capitale, mentre a cadenza trimestrale vengono pagati interessi netti per un montante complessivo di 6.475 euro netti. Oltre a 500 euro di imposta di bollo di cui è la banca stessa a farsi carico, unica tra gli istituti selezionati in questa pagina.
Sui vincoli a un anno la spunta Banca Cf+. La challenger bank controllata dal fondo Elliott, guidata da Iacopo De Francisco, propone un conto deposito vincolato in due declinazioni: Young (sottoscrivibile da chi hai un’età compresa tra 18 e 35 anni) e Standard. Rendono rispettivamente il 3% e 2,9% lordo annuo, che si traduce in interessi netti di 1.010 e 973 euro.
Per chi invece preferisce rivolgersi a soluzioni che non prevedono alcuna immobilizzazione del capitale, il prodotto che sulla breve distanza offre la remunerazione più elevata è Conto Arancio di Ing. La banca olandese nelle ultime settimane ha alzato il tasso al 4% per i primi 12 mesi, interessi che in seguito si riducono allo 0,5%. Per un deposito di 50 mila euro, si traduce in 1.380 euro netti incassati. A distinguersi sulla lunga distanza è invece Scalable Capital: i conti deposito Free e Prime+ della piattaforma fintech tedesca pagano il 2,5% annuo lordo, che a distanza di cinque anni danno diritto a incassare 4.297,32 euro di interessi netti.
Tra le proposte commerciali che non appaiono nella cartina di tornasole delle offerte monitorate da Facile.it va segnalato il conto Rendimax proposto da Banca Ifis. Nella formula che prevede un vincolo a cinque anni di un capitale complessivo di 50 mila euro, l’istituto controllato dalla holding La Scogliera che fa capo alla famiglia von Furstenberg propone due interessanti formule per remunerare la liquidità. Secondo le simulazioni che è possibile effettuare dal sito dell’istituto, Ifis riconosce infatti interessi del 3% lordo - che si traducono in un 2,22% netto per un montante complessivo di 5.546,96 euro - pagati con cadenza trimestrale (Vincolo Posticipato). È tuttavia possibile sottoscrivere una formula alternativa (Vincolo Anticipato) che consente di mettersi subito in tasca gli interessi che la banca riconosce al momento del vincolo. Un gruzzolo da 5.087,5 euro, poiché in questo caso l’istituto veneziano applica un tasso lordo del 2,75% (2,04% netto)(riproduzione riservata)