Si chiama Cerebro (dal latino «cervello) la nuova arma della polizia di Stato per le indagini patrimoniali. È un software progettato per il controllo dei conti correnti, con l’obiettivo di individuare flussi di denaro sospetti e legati ad attività criminali. Autorizzato ad agosto 2025 dal Garante della Privacy, Cerebro è pronto a partire con le indagini.
Cerebro è «una piattaforma software centralizzata» - così è descritto in una nota ufficiale della polizia - destinata «alla raccolta e al trattamento delle informazioni personali acquisite principalmente da diverse banche dati istituzionali». I dati che il sistema rastrella, analizza e confronta sono relativi alla «situazione finanziaria e patrimoniale» sia di persone fisiche sia di aziende e altri enti. Quindi redditi dichiarati, spese effettuate, movimenti dei conti. Incrociando queste informazioni, la piattaforma genera una segnalazione in caso di posizioni sospette, ad esempio una chiara sproporzione tra le spese e le entrate ufficiali di una persona, consentendo alla polizia di avviare le indagini.
L’obiettivo non è la lotta alla semplice evasione fiscale (per questo ci sono gli strumenti dell’Agenzia delle Entrate), ma «la prevenzione, l’indagine, l’accertamento e il perseguimento di reati» e «l’esecuzione di sanzioni penali».
Il software, dunque, non agirà in modo indiscriminato sui conti corrente di tutti i cittadini italiani. Trattandosi di uno strumento investigativo della Polizia, andrà a controllare nello specifico persone, imprese ed enti coinvolti in indagini o sottoposti a misure di prevenzione. In più, il sistema non avvia autonomamente un accertamento, ma - in casi anomali - si ferma all’invio di un alert. Saranno poi la polizia e l’autorità giudiziaria a disporre, eventualmente, approfondimenti o misure come sequestri e confische dei beni.
Infine, Cerebro ha ottenuto il benestare del Garante della Privacy, ma ad alcune condizioni. Il sistema tratta dati personali e i soggetti interessati hanno diritto a presentare reclamo al Garante stesso, ad avere accesso (su richiesta) ai dati analizzati dal software e, in alcuni casi, alla rettifica o alla cancellazione delle informazioni. (riproduzione riservata)