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Concordato preventivo, conto alla rovescia per le adesioni
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Concordato preventivo, conto alla rovescia per le adesioni

30 ottobre 2024, 21:00

Il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, si dice ottimista sulla risposta dei contribuenti: ci sarà un aumento del gettito. Poi rassicura: niente repressione per chi non aderisce | Fisco, l’Agenzia delle Entrate promuove il concordato preventivo

Conto alla rovescia per il concordato preventivo: giovedì 31 ottobre scade il termine per le adesioni. Mercoledì 30, in audizione davanti alla commissione Bilancio del Senato, Maurizio Leo ha ostentato ottimismo: «Il gettito aggiuntivo dal concordato sicuramente ci sarà». Indossando inavvertitamente i panni di monsieur de La Palice, il numero due del Mef ha spiegato: «Non abbiamo stimato entrate, quindi tutto quello che arriverà sarà ben accetto».

Nessuna proroga, nessuna repressione

Le dichiarazioni del viceministro dell’Economia celano una fiducia che neanche le previsioni della vigilia rilasciate dagli addetti ai lavori (orientati su un 10%-15% di adesioni) paiono scalfire. Per capire chi avrà avuto ragione, «ci vorrà al massimo una decina di giorni». Ai commercialisti, che ancora ieri hanno chiesto una proroga dei termini («senza, si rischia un insuccesso», ha dichiarato il presidente del Consiglio nazionale, Elbano de Nuccio), il vice di via XX Settembre ha detto: «Avremmo voluto dare più tempo, ma il nostro obiettivo era vedere le risorse che verranno».

Nel corso dell’audizione, Leo ha allontanato l’ipotesi di «atteggiamento repressivo» verso chi deciderà di non aderire: «Se il contribuente non lo fa», ha spiegato, con un sillogismo non proprio rassicurante, «vuol dire che ritiene di essere nel giusto perché ha pagato, quindi non ha nulla da temere». Posto che, ha aggiunto, «abbiamo un tax gap di 65 miliardi l’anno legato ai metodi di accertamento».

La piaga dell’evasione, i problemi con la riscossione

Con il nuovo «dialogo ex ante» introdotto dal concordato, però, le cose dovrebbero cambiare: «Dobbiamo invertire la rotta, perché nel 2023 sulla massa di contribuenti Isa (Indici sintetici di affidabilità, ndr) sono stati fatti controlli per il solo 2%: c’è tutto un mondo di soggetti che non vengono controllati, non per cattiva volontà dell’amministrazione finanziaria ma perché c’è una capacità operativa che non consente controlli a 360 gradi su tutti i contribuenti». Un tema «delicatissimo», quello della riscossione: «Oggi – ha aggiunto Leo – lo stock delle cartelle è di 1.247 miliardi di euro: abbiamo istituito una commissione che dovrà dirci cosa fare».

Il tesoretto del concordato per l’Irpef

Cosa farà il governo con l’eventuale tesoretto del concordato? Al netto dei desiderata della Lega, pronta a dirottare i fondi sull’estensione della flat tax alle partite Iva fino a 100 mila euro, Leo ha confermato l’intenzione di «lavorare sulla famosa aliquota Irpef del 35%» per «venire incontro al ceto medio» tagliandola di 1-2 punti (meglio due, fa sapere Fi) e, compatibilmente con le risorse a disposizione, ampliandone la platea ai redditi fino a 60 mila euro.

Il calendario della manovra alla Camera

A proposito di manovra, la Camera ha intanto definito il calendario dei lavori in commissione Bilancio, con il termine per il deposito degli emendamenti fissato all’11 novembre. Fra 13 e 14 novembre il vaglio dell’ammissibilità e gli eventuali ricorsi, mentre il 18 scadrà la deadline per la segnalazione dei prioritari. Le audizioni, invece, partiranno lunedì 4 con, tra gli altri, Ance e Confindustria. Martedì sarà la volta di Istat, Bankitalia e Upb, seguite mercoledì da Ania e altri. Giovedì la chiusura con Giancarlo Giorgetti: dulcis in fundo o in cauda venenum? La risposta tra poco più di una settimana. (riproduzione riservata)



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