Conafi verso l’uscita di scena da Piazza Affari dopo 18 anni di quotazione. La società di Torino, scambiata su Euronext Milan e attiva nell'intermediazione finanziaria e negli npl, è ancora nelle mani del suo fondatore e amministratore delegato, Nunzio Chiolo, che detiene il 65,5% delle quote tramite Nusia Spa, il 18,3% circa è flottante.
Dopo una serie di bilanci in rosso, l’ultimo pubblicato è del 2023 che ha chiuso con una perdita di 3 milioni di euro (-4,5 milioni nel 2022, -2,74 milioni nel 2019) il cda ha deciso di proporre all’assemblea, attesa riunirsi giovedì 20 febbraio, la trasformazione da Spa ad Srl e il delisting indiretto.
Quest’ultimo è una novità a Piazza Affari, perché non è possibile uscire dal mercato principale (Mta) senza passare dall’opa o da una fusione. Ma l’idea innovativa alla quale, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza da fonti a conoscenza dei fatti, ha lavorato lo Studio Chiomenti, è di trasformare come si è visto la società da spa a srl, sapendo che una srl non può essere quotata. E di conseguenza scatterebbe il delisting. Non è mai successo nella storia di Piazza Affari e potrebbe essere un progetto apripista per altre operazioni simili.
Il titolo valeva 5,6 euro nel 2007, è salito fino ad un massimo di 6,7 euro circa poco dopo la quotazione, adesso è una penny stock, vale 0,2 euro per poco più di 7 milioni di capitalizzazione. Da segnalare che Conafi ha fatto nel 2021 lo spinoff su Egm di Iscc Fintech (npl), che controlla al 60%, e che ha chiuso il 2023 con una perdita a sua volta di 3,4 milioni di euro.
Il delisting potrà avvenire con i due terzi dei voti a favore del passaggio a srl. E per chi non è d’accordo, scatta il diritto di recesso stabilito in 0,2578 euro. Non sarà però semplice uscire dalla borsa, visto che un socio di minoranza si è messo nel frattempo di traverso costringendo la Consob a intervenire. Infatti, Conafi ha ricevuto lo scorso 29 gennaio da D&C Governance Technologies Srl, titolare di una partecipazione pari al 2,767% del capitale sociale (società di corporate governance con sede a Cosenza) una richiesta di integrazione dell’ordine del giorno dell’assemblea, con l’aggiunta della: «Azione di responsabilità nei confronti dei componenti del Consiglio di amministrazione, nonché nei confronti dei componenti del Collegio Sindacale ai sensi degli art.li 2392, 2393 e 2407 del codice civile».
La Consob ha quindi pubblicato un documento in cui chiede chiarimenti in merito al cda di Conafi, il quale, prima dell’assemblea, ha risposto con una serie di precisazioni, a partire dal fatto che ritiene il delisting tramite trasformazione da società per azioni in società a responsabilità limitata l'unica strada percorribile. L’analisi è stata condotta con il supporto di Kpmg dopo aver valutato opzioni di cessione del pacchetto di controllo a terzi, l’opa e fusione.
Nello specifico, la società spiega che, con riferimento alla cessione del pacchetto di controllo a terzi, «nonostante i tentativi effettuati, anche con il coinvolgimento di advisor, non è stato possibile riuscire ad identificare soggetti potenzialmente interessati».
In riferimento all'offerta al pubblico di acquisto, «non è stato poi possibile identificare soggetti interessati». In relazione poi all'ipotesi di fusione, «non è stato possibile identificare un soggetto idoneo a consentirne l'esecuzione». (riproduzione riservata)