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Con i nuovi processori M1 Pro e Max, Apple non ha solo reso ancora più potenti i MacBook Pro

19 ottobre 2021, 18:54 Ultimo aggiornamento: 18:59

I nuovi computer rafforzano non solo la leadership di Apple nel segmento premium dei computer portatili, ma pongono anche le basi per un’ulteriore espansione unita a una marginalità ancora superiore rispetto ai Mac con chip Intel | Apple, nuovi AirPods e processori M1 per MacBook Pro

Con i nuovi processori M1 Pro e Max, Apple non ha solo reso ancora più potenti i MacBook Pro
Con il lancio dei nuovi MacBook Pro, i primi a integrare la seconda generazione del processore proprietario M1, Apple ha compiuto il passo decisivo per staccarsi dalla piattaforma Intel e completare anche sui Mac lo stesso binomio vincente hardware-software che ha portato iPhone e iPad a imporsi nei rispettivi mercati di riferimento. I nuovi MacBook Pro, infatti, vantano prestazioni ancora superiori a quelle della prima generazione di chip M1 non solo per la potenza esuberante dei nuovi M1 Pro e M1 Max, ma anche perché lo sviluppo dei processori è andato di pari passo con quello dei sistemi operativi di Apple, a partire naturalmente da MacOs Monterey che sarà rilasciato il 25 ottobre come aggiornamento gratuito per tutti i Mac compatibili.

Con 10 core per la cpu e 16 core per la gpu, M1Pro riesce non solo a surclassare chip con grafica integrata come gli ultimi modelli top di Intel, ma anche l’abbinata di cpu e schede grafiche discrete presenti nei notebook di fascia alta. Oltre a una banda di 200 Gb al secondo per la memoria e un processo di produzione a 5 nanometri, che abbatte i consumi energetici e la generazione di calore, indispensabili per dispositivi portatili, M1 Pro ha infatti anche un vero e proprio motore media che dialoga con il sistema operativo di Apple per ottimizzare le operazioni. In questo modo la velocità di esecuzione di operazioni complesse e pesanti come l’editing video di filmati in qualità 4K, sempre più diffusa, raggiunge livelli non comparabili con quelle di computer con chip Intel, compresi i MacBook Pro con questi chip. Non a caso tutti i principali sviluppatori, a partire da Adobe, hanno subito compreso le enormi potenzialità dei chip M1, riscrivendo a tempo di record software come Premiere e Photoshop per spremere ogni ciclo dei potentissimi chip Apple.

Con i nuovi processori M1 Pro e Max, Apple non ha solo reso ancora più potenti i MacBook ProCon i nuovi processori M1 Pro e Max, Apple non ha solo reso ancora più potenti i MacBook Pro
Il nuovo M1 Max porta i livelli di prestazioni su una classe a sé, forte di 32 core per la gpu, 57 miliardi di transistor contro i 33,7 miliardi dell’M1 Pro e una banda di 400 GB al secondo per la memoria. Un risultato strabiliante in sé ma che diventa davvero straordinario se abbinato al consumo energetico di questo potentissimo chip, quattro volte inferiore rispetto a quelli abbinati di processore Intel e scheda grafica dedicata.

Con i nuovi M1 Pro e Max, Apple ha così completato la propria offerta di MacBook con chip proprietari, passando dal leggero MacBook Air e arrivando ai nuovi e potentissimi MacBook Pro, che adottano anche un display perfetto per appassionati e professionisti grazie alla stessa tecnologia ProMotion degli iPhone, che varia dinamicamente la velocità di aggiornamento delle immagini capace di arrivare a 120 Hz, il doppio della tradizionale frequenza di aggiornamento di 60 volte al secondo. Una gamma che rafforza non solo la leadership di Apple nel segmento premium dei computer portatili, ma pone anche le basi per un’ulteriore espansione unita a una marginalità ancora superiore rispetto ai Mac con chip Intel. Senza trascurare anche il fatto che i processori proprietari attenuano almeno in parte anche la problematica dello shortage di chip che sta affliggendo l’intero comparto. Non a caso il titolo Apple è stato subito premiato a Wall Street, dove ha messo a segno un apprezzamento dell'1,5% a 149 dollari. (riproduzione riservata)



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