«Mai come oggi emergono continuamente rischi sistemici per il sistema finanziario nazionale ed europeo». Per questo la terza Commissione d’inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo per tutelare «risparmiatori e consumatori, che sono contraenti deboli, non si pone solo l’obiettivo di fare chiarezza sugli scandali del passato ma anche di prevenire crisi future». Questo ha sottolineato in colloquio con MF-Milano Finanza il senatore di Forza Italia (nonché avvocato d’impresa) Pierantonio Zanettin, da cinque mesi alla guida dell’organo monocamerale.
Domanda. Il fintech e le criptovalute sono un rischio concreto?
Risposta. Fortunatamente per ora i risparmiatori italiani rimangono prudenti rispetto a questi investimenti così rischiosi, pur se aumentano costantemente gli investitori attratti dal «campo dei miracoli» che viene loro prospettato. Dal canto loro le autorità di controllo fanno il possibile per prevenire le truffe, disponendo oscuramento di piattaforme illecite, con server spesso collocati in Stati canaglia. Oltre che con segnalazioni continue. In particolare, il presidente della Consob, Paolo Savona, in audizione ha evidenziato i pericoli derivanti dalle criptovalute, tra l’altro ora anche sponsorizzate dal governo statunitense, prive di un valore sottostante. E Chiara Scotti, vice direttore di Bankitalia, ci ha voluto mettere in guardia anche dai rischi degli stablecoin in dollari, che nascondono rischi potenziali, addirittura per la sovranità monetaria degli stati europei.
D. Pensa che l’introduzione dell’euro digitale contribuirà a fare ordine in questo comparto?
R. Non si può che rimanere al passo con il progresso tecnologico, sempre in un quadro regolamentato e sicuro. L’euro digitale è una risposta dell’Europa per un’opzione di pagamento pubblica, sicura, istantanea e rispettosa del nostro quadro normativo. Ma mi preoccupa il ritardo con cui si sta procedendo.
D. Questo interventismo della politica dovrebbe essere applicato anche al risiko bancario? E che cosa pensa dello strumento del golden power?
R. Il golden power è uno strumento di politica economica essenziale per i governi europei. Nessuno può rinunciarvi, specialmente in un momento di confronto geopolitico così drammatico come quello che stiamo vivendo; si pensi ai settori della sicurezza o della difesa. Ritengo però che la sua applicazione nel settore bancario o assicurativo richieda sicuramente maggiore cautela. Sono da sempre liberale e quindi guardo a questo istituto con qualche riserva.
D. Restando ai protagonisti dei settori che vigilate: che ruolo dovrebbero avere le fondazioni bancarie e le casse previdenziali? E invece le banche di credito cooperativo?
R. Delle ultime penso tutto il bene possibile: le bcc sono ormai le uniche banche rimaste vicine alle famiglie, agli artigiani e alle imprese piccole e medie, che sono l’ossatura del nostro sistema produttivo. Quanto alle fondazioni bancarie, per fortuna dopo gli errori di certe gestioni a dir poco avventurose e sfortunate - penso alla Fondazione Mps ma non solo - che hanno dilapidato patrimoni miliardari, hanno capito la lezione e si sono trasformate in investitori stabili e prudenti. Così dovrebbero fare anche le casse di previdenza, cui sono affidati i risparmi degli iscritti.
D. A proposito di tutela degli italiani, è vero che come Commissione puntate al riesame delle domande respinte per il Fondo indennizzo risparmiatori?
R. Assolutamente sì. Non rinunciamo all’idea di far riesaminare le domande dei risparmiatori respinte per errori formali e materiali e ci riserviamo di chiedere delucidazioni al ministro Giorgetti. Un rappresentante del Mef ha da poco dichiarato che il residuo del Fir, pari a 185 milioni, è stato dirottato per finalità di bilancio pubblico. Una notizia che ci ha lasciato perplessi, perché le somme del Fir erano state attinte dai conti dormienti, in un capitolo di bilancio, previsto dalla finanziaria 2006, con la finalità esclusiva di tutelare i risparmiatori.
D. Restando sui risparmiatori, quanto è importante lavorare sull’educazione finanziaria?
R. L’educazione finanziaria è fondamentale soprattutto nell’epoca in cui le truffe telematiche, agevolate anche dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale diventano di giorno in giorno più sofisticate. Però gli investitori devono anche avere la consapevolezza che nessuno, nel mercato finanziario, regala niente e che dietro la promessa di facili guadagni si cela con ogni probabilità un imbroglio.
D. Per concretizzare le vostre priorità, quali audizioni la commissione d’inchiesta ha completato e quali ha in programma dopo la pausa estiva delle Camere?
R. Abbiamo concluso in queste settimane le audizioni degli operatori istituzionali, ossia Consob, Abi, Bankitalia, Ivass. A settembre invece ho intenzione di iniziare con i vertici delle principali imprese bancarie ed assicuratrici del Paese, visto che per la prima volta la commissione di inchiesta sulle banche ha esteso la sua azione anche al mondo assicurativo, che rappresenta l’ambito sul quale le associazioni dei risparmiatori ci hanno segnalato le maggiori criticità.
D. Quindi saranno auditi anche i protagonisti del risiko?
R. Certamente, anche di loro ci occuperemo. (riproduzione riservata)