skin track
Come costruire una vera ed efficace difesa dell’Unione Europea
Analisi Leggi dopo

Come costruire una vera ed efficace difesa dell’Unione Europea

di Vincenzo de Luca*
16 giugno 2026, 02:00 Ultimo aggiornamento: 06:57

L'Unione Europea spende 380 miliardi in armamenti, ma in modo frammentato. Serve un bilancio integrato e una chiara politica di acquisto di prodotti europei per rafforzare la cooperazione e l'autonomia strategica

Costruire una vera difesa europea richiede oggi un forte impulso politico per passare dalle parole ai fatti. L’Ue spende attualmente circa 380 miliardi di euro in armamenti, la stessa cifra della Cina che ne spende 370. Ma l’Ue li spende in modo frammentato, con duplicazioni e sovrapposizioni di spesa.

Ecco perché abbiamo bisogno di un bilancio per la difesa più integrato e di una chiara indicazione di acquisto di prodotti europei. Consapevoli di questo contesto, dobbiamo riconoscere l’importanza di un approccio graduale e differenziato, individuando nel rafforzamento delle metodologie di cooperazione rafforzata il nucleo programmatico iniziale, nel quale inevitabilmente occorrerà includere il Regno Unito, che sia capace, progressivamente, di includere l’insieme degli Stati membri.

Il formato E5, che attualmente coordina i ministeri della difesa di cinque paesi europei (Italia, Francia, Germania, Polonia e Regno Unito), è un esempio di cooperazione rafforzata che potrebbe rapidamente diventare un E7, includendo altri player rilevanti nel campo della difesa come Svezia e Spagna. A partire da questo nucleo dovrebbero essere definiti i requisiti comuni per un procurement integrato che si rivolga all’insieme delle industrie europee della difesa.

Alla base di tale definizione dei requisiti del modello europeo di difesa deve esservi un’analisi aggiornata e realistica delle sue esigenze. La natura dei conflitti odierni sta subendo una profonda trasformazione. Le operazioni multi dominio, che integrano le dimensioni terrestre, marittima, aerea, spaziale e cibernetica, le innovazioni scaturite dallo sviluppo dei droni, richiedono una elevata capacità adattiva, sostenuta da sistemi elettronici pienamente interoperabili.

Le piattaforme europee di collaborazione nella Difesa

In questo contesto, la creazione di nuove piattaforme europee è essenziale in tre aree chiave: difesa aerea, satelliti e integrazione elettronica dei sistemi di difesa. Nel panorama europeo stanno emergendo nuove alleanze. Tra le più significative è la cooperazione lungo l’asse industriale Italia-Francia nel settore spaziale tra Leonardo, Airbus e Thales, che mira a creare una nuova società europea di sistemi satellitari sotto controllo congiunto (Progetto Bromo). Sono inoltre da richiamare i nuovi progetti di aerei da combattimento Fcas (Francia e Spagna dal quale la Germania ha recentemente annunciato il distacco) e Gkap (Italia, Uk e Giappone) che, auspicabilmente, potrebbero in prospettiva integrarsi.

Altre iniziative in corso includono la fusione franco-tedesca Knds (Nexter-KMW), che sviluppa progetti congiunti relativi a carri armati, artiglieria, munizioni e veicoli blindati, nonché Mbda, il principale consorzio europeo che costruisce missili e tecnologie di difesa nei settori dell’aeronautica, della marina e delle forze armate terrestri, di cui l’Italia detiene il 25%. Il 37,5% è destinato al Regno Unito e il 37,5% alla Francia.

L’ecosistema europeo della difesa sta vivendo inoltre una rapida evoluzione che vede le startup assumere un ruolo crescente nell’innovazione del settore. La transizione è sostenuta da fondi comunitari, con programmi mirati ad accelerare lo sviluppo di tecnologie duali (civili e militari) e ad avvicinare le piccole imprese innovative alle grandi industrie europee.

La difesa europea deve essere fortemente integrata ad una nuova politica industriale europea in particolare in materia di reperimento dei materiali critici e di sicurezza energetica. Senza economie di scala, programmi integrati, valorizzazione delle competenze esistenti nei vari paesi, coinvolgimento dell’ecosistema delle start-up e delle piccole imprese e senza un orientamento per il buy European l’aumento dei budget per la difesa non si tradurrà in una maggiore autonomia strategica europea. I tempi per realizzare una più autonoma capacità di difesa europea non saranno brevi, ma se non si parte ora, quando le sfide per l’Europa sono divenute più pressanti si rischia di perdere l’occasione di far svolgere all’Europa un ruolo di attore nell’attuale fase di passaggio ad un nuovo ordine internazionale. (riproduzione riservata)

*ambasciatore e of Counsel Gianni & Origoni



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza