Nuovo club deal specializzato in investimenti navali pronto a sbarcare sul mercato armatoriale italiano nel 2023. Lo ha rivelato a MF Shipping&Logistica l'amministratore delegato di Perseveranza di Navigazione, Angelo D'Amato, che a breve chiuderà definitivamente la parentesi relativa alla ristrutturazione del debito dell'azienda di famiglia. Perseveranza spa di Navigazione si appresta infatti a diventare Perseveranza srl di Navigazione, passaggio formale all'interno di un più ampio e diverso disegno di ripartenza dell'attività armatoriale sotto la guida dei fratelli Umberto e Angelo D'Amato. L'assemblea ordinaria e straordinaria degli azionisti di Perseveranza di Navigazione, già convocata, affronterà, fra gli altri punti all'ordine del giorno, «le delibere inerenti e conseguenti successive al completamento delle attività previste ai sensi dell'accordo di ristrutturazione del debito ex art. 182 bis L.F».
«Ci apprestiamo a chiudere definitivamente il capitolo della ristrutturazione del debito, che ci è costato tanto in termini economici e umani, e ora pensiamo alla ripartenza cercando soci e soldi. Siamo oltre il pour parler con vari soggetti, famiglie e nuovi partner, per avviare una nuova realtà armatoriale», annuncia Angelo D'Amato, secondo il quale «oggi non si può fare a meno di avviare nuove iniziative insieme ad altri soggetti». Sarà un club deal «sia con partner finanziari sia con un'altra famiglia che appartiene al mondo dell'industria. Noi avremo il ruolo di soci tecnici. Dobbiamo solo aspettare il timing giusto sul dry bulk». I nomi sono top secret, ma tutti gli indizi portano ai fratelli Riccardo e Luca Vitiello oltre che al Vsl Club guidato da Fabrizio Vettosi.
L'idea è quella di raccogliere capitali da diversi investitori e mettere a disposizione il know how e la struttura manageriale e tecnica ancora esistente in Perseveranza di Navigazione, società ancora oggi impegnata nella gestione tecnica di due navi passate nel frattempo a Dea Capital e poi a Navigazione Montanari. «Abbiamo sempre operato nel dry e nel liquid bulk, per cui sono quelli i mercati a cui guardiamo per nuovi investimenti navali, anche se in questa fase di mercato è consigliabile stare alla finestra. Quanto alle navi cisterna, in questo momento si può solo vendere, mentre nei prossimi trimestri mi aspetto una correzione al ribasso dei noli delle navi portarinfuse secche, per cui potrebbero presentarsi le condizioni per rientrare e finalizzare un nuovo acquisto», spiega l'armatore partenopeo. D'Amato si dice però preoccupato dall'entrata in vigore delle nuove normative sugli indici di efficienza energetica che «penalizzeranno molto le bulk carrier, fino al paradosso che, rallentandone la velocità, faranno sì che per trasportare lo stesso volume di merce, alla fine si avranno più navi in circolazione. Le due navi che abbiamo in gestione sono gemelle, consegnate dal cantiere a pochi mesi l'una dall'altra: secondo le simulazioni che abbiamo fatto una sarebbe oggi in compliance con le nuove regole e l'altra no perché impegnata in un traffico dove le attese in porto sono maggiori».
Appuntamento, dunque, al 2023 con la nascita di un nuovo soggetto armatoriale e la ripartenza della famiglia D'Amato nello shipping, insieme ad altri soci. «Vogliamo raccogliere molti capitali perché nella prossima esperienza abbiamo intenzione di avere poco debito o addirittura niente», ha concluso l'armatore campano, a riprova di quella che sembra essere stata una lezione imparata dopo la ristrutturazione finanziaria faticosamente portata a termine con Pillarstone Italy e Dea Capital. (riproduzione riservata)