L’Asia chiude la settimana positiva nonostante la brutta sessione del Nasdaq che ha messo in discussione gli ottimi conti di Nvidia. Alle ore 7:40 italiane il Nikkei sale dello 0,13%, Hong Kong dello 0,95% e Shanghai dello 0,3%, I futures su Wall Street restano in rosso per lo 0,2%.
In Cina gli investitori hanno gli occhi puntati sulla riunione parlamentare annuale della prossima settimana, durante la quale Pechino dovrebbe fissare gli obiettivi economici. Le «Due Sessioni» in Cina si svolgono dal 4 all’11 marzo, quando il governo dovrebbe presentare il 15° Piano Quinquennale con gli obiettivi politici per il 2026–2030.
La Cina ha destituito nove alti ufficiali, tra cui un comandante dell’esercito in una posizione tattica in vista di un potenziale attacco a Taiwan, segnale di epurazione in atto dell’Esercito Popolare di Liberazione da parte del presidente Xi Jinping.
Il Comitato Permanente dell’Assemblea Nazionale del Popolo (Anp) ha revocato agli ufficiali il ruolo di delegati, insieme ad altri 10 membri della stessa Anp, secondo quanto emerge da una dichiarazione di giovedì sera in vista della sessione plenaria annuale del parlamento prevista per la prossima settimana.
La decisione ha ridotto la rappresentanza dell’Esercito Popolare di Liberazione dentro all’Anp a 243 membri rispetto ai 281 nominati all’inizio dell’attuale legislatura della stessa Anp nel 2023. Di solito, i delegati vedono revocato il loro mandato solo quando sono oggetto di indagine. La misura arriva inoltre un mese dopo l’epurazione di Zhang Youxia, il generale più alto in grado della Cina, accusato dal Partito Comunista di aver minato l’autorità di Xi.
L’annuncio dell’indagine su Zhang ha lasciato la Commissione Militare Centrale, il massimo organo di comando dell’Esercito Popolare di Liberazione, con un solo membro oltre al presidente. La mossa è stata interpretata come prova del fatto che la campagna di pulizia di Xi sia andata oltre la lotta alla corruzione. Gli ufficiali rimossi dall’Anp questa settimana non sono alti in grado quanto Zhang, ma le ultime epurazioni confermano l’ampliamento della stretta voluta da Xi.
Tra i rimossi figura Ding Laifu, comandante della 73ª Armata delle Forze di Terra, che secondo gli analisti militari sarebbe una delle unità più importanti nel caso in cui Pechino tentasse di invadere Taiwan. Diverse unità anfibie della 73ª Armata hanno intensificato l’addestramento negli ultimi anni, in quello che Taipei descrive come un aumento della capacità dell’esercito cinese di lanciare un assalto con breve preavviso.
Un altro ufficiale operativo tra i delegati rimossi è Yang Guang, comandante della Base 64 della Forza Missilistica, l’unità che gestisce i missili balistici intercontinentali, anche quelli con capacità nucleare. Secondo un rapporto del China Aerospace Studies Institute, centro di ricerca dell’Air University dell’Aeronautica Militare statunitense, la base ha quasi raddoppiato le dimensioni dal 2017. (riproduzione riservata)