L’Asia viaggia positiva, martedì 21 luglio, con il calo dei prezzi del petrolio (Wti a 82 dollari, Brent a 88,5) che hanno ripiegato grazie alla speranza di una ripresa dei negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran dopo diversi giorni di escalation militare. I mediatori stanno lavorando per favorire un nuovo cessate il fuoco tra le parti e, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe allo studio una tregua di dieci giorni.
Alle ore 7:30 italiane, il Nikkei balza del 2,4%, l’Hang Seng scambia in calo dello 0,2%, Shanghai sale dello 0,8%, mentre il Kospi del 3,23%.
Il governo cinese ha ribadito l’impegno a raggiungere l’obiettivo di crescita fissato per il 2026 e ad accelerare l’attuazione delle misure di sostegno all’economia, dopo che nel secondo trimestre il Pil è cresciuto sotto le attese.
Nel corso di una riunione del Consiglio di Stato presieduta dal premier Li Qiang, l’esecutivo ha sottolineato la necessità di massimizzare l’efficienza nell’utilizzo delle risorse fiscali. I mercati si aspettano ora un’accelerazione della spesa pubblica e degli investimenti infrastrutturali per riportare la crescita sui livelli programmati.
La riunione si è svolta pochi giorni dopo la pubblicazione dei dati sul Pil del secondo trimestre, cresciuto del 4,3% su base annua, al di sotto dell’intervallo-obiettivo del 4,5%-5%. Tra i principali fattori del rallentamento figura la frenata della spesa pubblica.
Il governo ha inoltre confermato la centralità del programma infrastrutturale «Sei Reti», un piano da 7.000 miliardi di yuan (circa 1.000 miliardi di dollari) che prevede la realizzazione di data center, reti sotterranee e altre infrastrutture strategiche. Secondo il Consiglio di Stato, il progetto dovrà essere portato avanti in modo coordinato, adattandolo alle esigenze dei diversi territori e dei settori industriali, con un rafforzamento delle risorse finanziarie destinate alle opere.
Un orientamento fiscale più espansivo segnerebbe una svolta rispetto ai mesi precedenti. A maggio il deficit di bilancio cumulato si era infatti ridotto per la prima volta dopo due anni, riflettendo una politica di bilancio più prudente che ha contribuito a mantenere debole la domanda interna.
Una possibile inversione di rotta potrebbe arrivare nei prossimi mesi, con l’avanzamento del piano di Pechino per il rifinanziamento dei debiti delle amministrazioni locali, che consentirebbe alle province di tornare a finanziarea loro volta nuovi progetti infrastrutturali.
Nel corso della riunione il governo ha anche esaminato i risultati delle verifiche sull’esecuzione del bilancio statale e sulla gestione della spesa pubblica, impegnandosi a rafforzare il controllo dei conti pubblici, approfondire le riforme fiscali e intervenire sulle criticità emerse dagli audit. (riproduzione riservata)