skin track
Xi Jinping
Xi Jinping
Mercati Azionari Leggi dopo

Cina in netto rosso, petrolio (13,7%) e gas (+22,4%) in fiamme: corsa a oro e dollaro dopo l’attacco Usa-Israele sull’Iran

02 marzo 2026, 07:30 Ultimo aggiornamento: 08:54

Il petrolio registra il maggiore rialzo degli ultimi quattro anni e l’oro corre dopo l’attacco congiunto Usa-Israele contro l’Iran nel weekend. Futures in profondo rosso

L’Asia viaggia in netto calo dopo l’attacco degli Usa e di Israele all’Iran nel weekend e la risposta armata di Teheran sul Medio Oriente. Alle ore 7:20 di lunedì 2 marzo il Nikkei perde l’1,5%, Hong Kong l’1,8%, Shanghai sale dello 0,3%. In volata l’oro (+2,7% a 5.390 dollari), il petrolio Wti americano (+7% a 71,6 dollari), il gasolio da riscaldamento (+10,3%) e il dollaro (+0,5%) che fa scendere l’euro a 1,1755. I futures sul Nasdaq sono in profondo rosso (-1,25%).

Il petrolio registra il maggiore rialzo degli ultimi 4 anni

I prezzi del petrolio sono balzati lunedì, con il Brent in rialzo fino al 13% in apertura, a quota 82 dollari al barile, mentre la guerra in Medio Oriente minaccia di interrompere le forniture energetiche. Il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, arteria dell’energia globale, si è fermato dopo che le compagnie assicurative hanno minacciato di revocare le coperture e aumentare i premi. Il gasolio da riscaldamento è salito del +13,7%, mentre il gas scambiato ad Amsterdam (TTF) balza lunedì del +22,4% a 39,11 euro per megawatt ora.

L’oro balza con l’escalation del conflitto in Medio Oriente

L’oro è salito di oltre il 2,7% superando i 5.390 dollari l’oncia lunedì, toccando i massimi da oltre un mese, mentre la domanda di beni rifugio si intensifica dopo gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran nel fine settimana. Gli attacchi hanno provocato la morte della Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, facendo salire ulteriormente le tensioni e interrompendo il traffico marittimo nel Golfo, ricco di petrolio.

Teheran ha risposto con attacchi di ritorsione contro asset statunitensi nei Paesi vicini, tra cui Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Kuwait, Qatar, Arabia Saudita, Giordania, Iraq e Siria. L’oro ha registrato a febbraio il settimo rialzo mensile consecutivo, la serie più lunga dal 1973, sostenuto dall’intensificarsi delle tensioni geopolitiche e dal riassetto delle relazioni internazionali da parte del presidente Usa, Trump. Il rally è stato inoltre supportato dai forti acquisti delle banche centrali e da un più ampio spostamento degli investitori lontano da titoli di Stato e valute.

Il dollaro sale con il conflitto in Medio Oriente

L’indice del dollaro è salito fino allo 0,5% a quota 98 lunedì, prima di ridurre i guadagni, mentre gli investitori cercavano beni rifugio. Stati Uniti e Israele hanno condotto attacchi militari contro l’Iran nel fine settimana, che hanno portato alla morte della Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, e alla chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz. Teheran ha reagito prendendo di mira asset statunitensi nella regione, alimentando i timori di un conflitto più ampio.

Nel frattempo, i dati di venerdì hanno mostrato che i prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono aumentati più del previsto a gennaio, segnalando che le aziende stanno trasferendo ai consumatori i costi dei dazi e complicando il percorso verso eventuali tagli dei tassi da parte della Federal Reserve. Tuttavia, i mercati prezzano ancora due tagli dei tassi da 25 punti base quest’anno, alla luce delle speculazioni secondo cui le recenti turbolenze di mercato potrebbero spingere la banca centrale ad allentare la politica monetaria.

Borse europee attese in calo 

I mercati azionari europei si avviavano ad aprire in netto ribasso lunedì, mentre la propensione al rischio globale si deteriora a seguito della forte escalation del conflitto in Medio Oriente. I prezzi dell’energia sono balzati, aumentando la pressione sull’Europa, che sta cercando di assicurarsi ingenti forniture di gas naturale in un contesto di scorte ai minimi storici.

Nel frattempo, gli investitori valuteranno i dati sulle vendite al dettaglio in Germania, il pil di Turchia e Italia e gli indici pmi manifatturieri dell’Eurozona. I dati di venerdì hanno mostrato che l’inflazione tedesca è risultata inferiore alle attese a febbraio, mentre la crescita dei prezzi ha accelerato in Francia e Spagna.

I mercati monetari attribuiscono attualmente solo una probabilità del 30%  di un taglio dei tassi da parte della Banca Centrale Europea entro dicembre. Nel pre-market, i futures sullo EuroStoxx 50 e Stoxx 600 sono in calo rispettivamente dell’1,5% e dell’1,1%. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza