Crollano le azioni di Evergrande. La società immobiliare cinese, quotata alla borsa di Hong Kong, ha perso fino al 25% nella mattinata di oggi, 18 settembre, quando si è diffusa la notizia di alcuni arresti nel suo staff. Il titolo ha poi recuperato terreno, ma ha chiuso comunque in perdita dell’1,6%. L’indice Hang Seng ha terminato le contrattazioni con un calo dell’1%.
Secondo quanto riporta Reuters, la polizia di Shenzhen, città della Cina sud-orientale dove Evergande ha sede, avrebbe arrestato alcuni dipendenti della società controllata che si occupa di gestione patrimoniale. Non è chiaro quanti siano i membri dello staff coinvolti, né se tra questi ci sia Du Liang, responsabile della divisione di wealth management.
Gli arresti appena resi noti sono solo l’ultimo dei problemi di Evergrande. Il colosso dell’immobiliare è in crisi dal 2021, quando è passato da guadagni miliardari – nel 2020 gli utili netti erano stati di 8,1 miliardi di yuan (circa 1 miliardo di dollari) – a una perdita da 81 miliardi di dollari nel biennio 2021-2022. La società, che ha accumulato oltre 300 miliardi di debiti con banche, privati e istituzioni pubbliche, ha quindi fatto istanza di protezione dai creditori (Chapter 15) negli Usa per tutelare l’ampio piano di ristrutturazione del debito da 19 miliardi di dollari presentato mesi prima a Hong Kong.
La forte difficoltà di Evergrande è una conseguenza della bolla immobiliare cinese. Nell’ultimo decennio il settore, che vale circa il 28% del Pil della Cina, è cresciuto in modo incontrollato grazie a pesanti finanziamenti pubblici. Il risultato è stato un surplus di abitazioni e il dilagare di fenomeni di speculazione.
Nel 2021 la bolla è scoppiata per l’intervento del governo che vuole raffreddare la crescita dei prezzi delle case, trascinando in rosso la maggior parte delle imprese immobiliari a partire dai colossi Evergrande e Country Garden.
Per il gruppo edilizio Country Garden scade oggi, 18 settembre, il tempo per pagare interessi per 15 milioni di dollari su un’obbligazione offshore. La società avrà 30 giorni di grazia per saldare il conto. Se non pagherà «il capitale diventerà immediatamente esigibile e il mancato servizio farà scattare i termini di cross-default», ha spiegato Sandra Chow, co-responsabile della ricerca Asia-Pacifico di CreditSights, a Reuters.
Country Garden ha quasi 15 miliardi di dollari di debiti in scadenza nei prossimi 12 mesi, ma non ha molta liquidità. All’inizio di settembre ha evitato il default in corner, rimborsando due bond scaduti ad agosto appena prima della fine del periodo di grazia.
Oggi è atteso anche il voto dei creditori sulla richiesta della società di estendere di tre anni il pagamento di un’emissione in yuan con scadenza il 21 ottobre. Se la proroga non andasse in porto, Country Garden dovrebbe rimborsare 492 milioni di yuan (67,6 milioni di dollari) a ottobre. (riproduzione riservata)