La Cina ha ufficialmente bloccato l’acquisizione della startup di intelligenza artificiale Manus da parte di Meta, segnando un nuovo capitolo nello scontro tecnologico globale. La decisione è stata annunciata dalla Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma, il principale organismo di pianificazione economica di Pechino.
In una nota, l’ente ha chiarito che «vieterà gli investimenti stranieri nell’acquisizione del progetto Manus» e richiederà alle parti coinvolte di ritirare l’operazione, senza citare esplicitamente Meta ma lasciando pochi dubbi sull’obiettivo del provvedimento.
La decisione di Pechino giunge alla vigilia del previsto vertice del mese prossimo tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping, durante il quale cercheranno di raggiungere un accordo per allentare le tensioni commerciali. Qualsiasi annullamento sarebbe complesso, poiché Meta ha già integrato Manus in alcuni dei suoi strumenti, come riportato dal Financial Times. Manus è stata fondata in Cina, ma lo scorso anno ha trasferito la sua sede centrale e il team principale a Singapore in seguito a un round di finanziamento guidato da una società di venture capital statunitense. Successivamente è stata acquisita da Meta. Da allora, diverse autorità di regolamentazione cinesi hanno esaminato la transazione, tra cui la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma, il Ministero del Commercio e l’autorità antitrust cinese.
Pechino aveva precedentemente definito l’acquisizione un tentativo «cospiratorio» di svuotare la base tecnologica del paese. Secondo alcune fonti, i funzionari stavano esaminando l’accordo utilizzando una serie di strumenti, dalle norme sul controllo delle esportazioni alle leggi sugli investimenti esteri e sulla concorrenza. A marzo, inoltre, Pechino ha impedito a due co-fondatori della startup, Xiao Hong e Ji Yichao, di lasciare il paese mentre l’accordo era in fase di revisione. Meta aveva precedentemente affermato che la transazione era pienamente conforme alla legge applicabile e aveva dichiarato di prevedere una risoluzione adeguata alle richieste di Pechino.
Manus, sviluppata dalla società Butterfly Effect, è un agente di intelligenza artificiale avanzato capace di analizzare dati complessi, sintetizzare curriculum e creare strumenti digitali per l’analisi finanziaria. L’accordo, annunciato a dicembre, puntava a rafforzare le capacità di Meta nel settore dell’intelligenza artificiale, integrando la tecnologia Manus nei propri ecosistemi, tra cui Facebook e Instagram. Secondo stime di Bloomberg Intelligence, il valore dell’operazione avrebbe potuto superare i 2 miliardi di dollari. Per Meta, lo stop rappresenta, ora, un ostacolo significativo nella corsa globale all’AI. Per Pechino, invece, è un segnale chiaro: le tecnologie chiave restano sotto stretto controllo statale. (riproduzione riservata)