skin track
Chievo, il 23 giugno il ricorso della vita
Corporate Italia Leggi dopo

Chievo, il 23 giugno il ricorso della vita

di Sergio Rizzo
21 giugno 2022, 18:47 Ultimo aggiornamento: 18:49

I legali del Chievo hanno mandato una lettera al Consiglio di stato, chiedendo l’astensione di metà dei giudici che il 23 giugno devono decidere il ricorso per tornare in campionato. La squadra veronese, in B nel 2019, era stata esclusa dal campionato dalla Federcalcio applicando alla lettera una regola che assume i contorni di una beffa burocratica | Autogol con il Fisco

Era scritto. Prima o poi il corto circuito generato da certi incarichi extragiudiziali dei magistrati amministrativi sarebbe esploso. Come sta appunto avvenendo ora in una causa che oppone una squadra di calcio, il Chievo degli imprenditori veronesi Campedelli alla Federcalcio e al Coni. E in modo fragoroso.

Giovedì 16 giugno i legali del Chievo hanno mandato una lettera al Consiglio di stato, chiedendo l’astensione di metà dei giudici chiamati una settimana dopo, il 23 giugno, a decidere il loro delicatissimo ricorso. Determinati in subordine, nel caso in cui i magistrati tirati in ballo facessero spallucce, perfino a ricusarli tutti e tre, dei sei che compongono l’intero collegio. La ragione? Manifesta incompatibilità, sostengono nel loro “interpello”, come si definisce tecnicamente l’atto spedito il 16 a palazzo Spada. Tanto per dirne una, chi mai potrebbe considerare imparziale il presidente di un collegio che giudica un ricorso contro la Federcalcio il quale è contemporaneamente anche componente della Corte federale d’appello della medesima Federcalcio?

Per il Chievo quello del 23 giugno è il ricorso della vita. Dopo 11 anni ininterrotti di militanza in serie A la squadra miracolo sbucata da un quartiere di Verona era scivolata in B nell’estate del 2019. Ma dopo due anni di permanenza nella serie cadetta, durante i quali era anche andata vicina alla promozione, la Federcalcio l’aveva esclusa dal campionato applicando alla lettera una regola che però, nel caso del club veronese, assumeva chiaramente i contorni di una beffa burocratica. In più con una conseguenza economicamente devastante: lo svincolo dei cartellini dei calciatori. Il che significa la perdita dell’intero patrimonio.

La regola per poter giocare: non avere debiti con il Fisco

La regola dice che per iscriversi a un campionato di calcio professionistico non bisogna avere arretrati con il fisco. Come tantissime squadre, anche il Chievo ce l’ha: 16 milioni. Ma siccome questa situazione è appunto generalizzata, la regola dice pure che se il debito fiscale viene rateizzato allora l’iscrizione al campionato è un diritto. E il Chievo la rateizzazione l’ha chiesta all’Agenzia delle entrate. Incappando però in un assurdo e imprevisto ostacolo. Perché il governo di Giuseppe Conte ha vietato l’emissione di cartelle esattoriali dall’8 marzo 2020, quando l’Italia certifica l’inizio della pandemia, al primo settembre 2021. Dettaglio non trascurabile, come abbiamo raccontato sabato su questo giornale: infatti senza la cartella il Chievo non può ottenere la rateizzazione che il Fisco aveva comunque in animo di concedere. Ma la Federcalcio, che conosce bene la storia, non sente ragioni.

Questa prima beffa, poi, è subito seguita da una seconda beffa a testata multipla. A settembre la Figc concede a tutte le squadre non in regola con le imposte correnti di partecipare ai campionati, e tre mesi più tardi salta fuori addirittura una moratoria sulle tasse per decreto legge che riguarda solo il calcio professionistico: a dimostrazione della pazzesca influenza del sistema calcistico sulla politica.

Il ricorso contro la decisione della Federcalcio

La decisione della Federcalcio viene confermata dalla giustizia sportiva, e il club ricorre alla magistratura amministrativa. Due volte però il Tar e il Consiglio di Stato rifiutano di sospendere la misura, in attesa del giudizio di merito. Che arriva a maggio 2022 ed è una mazzata: il Tar respinge il ricorso. Allora il Chievo ricorre al Consiglio di Stato, che dopo una sentenza di sospensiva del giudizio del Tar pronunciata con grande profusione di latinorum dallo stesso giudice che qualche mese prima aveva rigettato una richiesta analoga, fissa la causa per il 23 giugno.

E siamo al colpo di scena. Nel loro clamoroso interpello gli avvocati del Chievo spiegano che il presidente del collegio giudicante del 23, Diego Sabatino, è anche componente della sezione consultiva della Corte federale d’appello della Federcalcio. La stessa Corte federale d’appello, insistono, la quale il 26 ottobre 2021 ha già respinto il ricorso del club veronese contro lo svincolo dei calciatori, che a detta degli avvocati avrebbe provocato un danno di 50 milioni. Non basta. Inoltre la consigliera Giuseppina Luciana Barreca, che fa parte anch’ella del collegio giudicante, è stata relatrice di una ordinanza che il 27 agosto 2021 avrebbe confermato l’esclusione dal campionato e ritenuto “non impugnabili” gli svincoli dei calciatori. Dulcis in fundo, il consigliere Valerio Perotti ha già partecipato ai collegi che hanno rigettato le istanze cautelari del Chievo, e in un caso l’ha addirittura presieduto in sostituzione del presidente allora incaricato Carlo Santelli, che si era dovuto astenere. Motivo, anche il consigliere di stato Saltelli faceva parte della Corte federale d’appello della Federcalcio.

Chi sono i giudici del Consiglio di Stato

Situazione quantomeno curiosa, quella per cui la sezione del Consiglio di Stato competente a giudicare i ricorsi contro le decisioni degli organi sportivi ha avuto tre presidenti degli ultimi quattro (e due degli attuali tre) contemporaneamente anche impegnati negli stessi organi della giustizia sportiva: Carlo Saltelli, Diego Sabatino e Francesco Caringella.

La faccenda adesso si fa assai spinosa. Che faranno il 23 giugno i tre giudici? Si asterranno, come chiedono i Campedelli, o andranno avanti lo stesso rischiando la ricusazione? Anche se la ricusazione, per assurdo che possa sembrare, dovrebbero deciderla anche loro insieme agli altri del collegio. Di sicuro un Paese serio non potrebbe continuare a chiudere gli occhi davanti alle distorsioni della giustizia che le incredibili sovrapposizioni di incarichi dei magistrati amministrativi provocano. Non solo nel calcio. Che comunque è molto malato. Ma questo certo non aiuta la guarigione. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza