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La classifica è guidata da Dhl ma è Grimaldi il vero leader nazionale

Chi guida la logistica italiana

Pagina a cura di Nicola Capuzzo
MF - Numero 179 pag. 20 del 10/09/2021

Il fatturato risulta in crescita per tutti gli operatori, ma sono i corrieri espresso (quasi tutti stranieri) a registrare margini di guadagno più elevati

È la Germania, in termini di risultati, a guidare la classifica italiana della logistica. Per la prima volta infatti, la graduatoria I top 1.000 elaborata da Il Giornale della Logistica ha visto il sorpasso di Dhl, attiva in diversi settore dei trasporti, spedizioni, magazzinaggio tricolore ecc. nei confronti di Savino Del Bene. In attesa di vedere quanto e come la pandemia ha impattato sui conti del 2020, l'ultima edizione della classifica si riferisce ai risultati del 2019 e fotografa un comparto il cui volume d'affari (per le prime mille aziende considerate) è salito a 40,3 miliardi di euro dai 21,5 di dieci anni prima e dai 38,2 miliardi del 2018.

In un periodo in cui viene spesso richiamata da alcune associazioni di categoria (Confetra in primis) la necessità di un maggiore consolidamento e, soprattutto, della presenza di campioni italiani della logistica in grado di intercettare e dirottare importanti volumi di traffico, la classifica mostra ai primi posti alcuni soggetti controllati proprio da capitali nostrani. Da notare subito che nella graduatoria manca Grimaldi Group, azienda da 3 miliardi di fatturato con sede a Napoli e leader sia in Italia che a livello mondiale nella logistica marittima e terrestre soprattutto di carichi rotabili (prevalentemente auto nuove, camion e semirimorchi). La leadership nazionale sarebbe dunque italiana, mentre la classifica in questione mostra al primo posto Dhl che può vantare in Italia 1,86 miliardi di ricavi e 39,9 milioni di profitto. Al secondo posto Savino Del Bene che, rispetto all'anno precedente, ha perso una posizione seppure abbia aumentato il proprio fatturato a oltre 1,6 miliardi di euro (dai 1,55 nel 2018) con un utile di 27,8 milioni (da 28,9). C'è poi il caso di Jas Worldwide, altra importante azienda di spedizioni controllata dall'italiano Biagio Bruno con un fatturato anch'essa da oltre 1,5 miliardi ma che, avendo la holding basata ad Atlanta negli Stati Uniti, figura in questa classifica solo con il volume d'affari generati della società italiana (429 milioni di euro e 3,1 milioni di utile netto).

Alle spalle di Dhl e Savino Del Bene, segue Brt Spa, corriere espresso controllato per il 75% dal gruppo francese Geopost che vanta un volume d'affari annuale da 1,46 miliardi (in lieve crescita rispetto all'anno prima) e un risultato netto positivo per 25,7 milioni. Medaglia di legno per l'altro corriere Tnt Global Express (nel frattempo inglobato da Fedex) che nel 2019 registrato un fatturato di 1,1 miliardi e un utile di 18,7 milioni.

In quinta posizione, ma nettamente più staccato in termini economici, figura il gruppo altoatesino Fercam con 831 milioni di ricavi e 23 milioni di profitto, mentre per Ups Italia (sesta) il volume d'affari annuo è di 723 milioni (in netta crescita da 684 milioni) e l'ultimo rigo del bilancio è positivo per 23,6 milioni. La settima piazza è occupata da un'altra filiale di un gruppo tedesco, Schenker Italiana, con 698 milioni di ricavi e 12,1 milioni di utile, meglio di Arcese Trasporti che mostra 670 milioni di fatturato e 9 milioni di risultato positivo. Completano la top 10 Sda Express Courier (667 milioni di fatturato e 32 milioni di rosso), una delle poche aziende in perdita fra le prime cento della classifica, e Dsv (663 milioni di fatturato e 11,5 milioni di utile) che nelle graduatorie del 2020 e del 2021 guadagnerà posizioni grazie alle ultime importanti acquisizioni messe a segno.

Dalla 11ma alla 20ma posizione si trovano poi Kuehne Nagel (613 milioni di ricavi e 2,5 milioni di profitto), Havi Logistics (599 milioni e 2,4 milioni), Gls Italy (579 milioni e 65,2 milioni), Bcube (565 milioni e 5,6 milioni), Transmec Group (440 milioni e 11,5 milioni), Jas-Jet Air Service (429 milioni e 3,1 milioni), Rhenus Logistics (382 milioni e 3,1 milioni), Geodis (377 milioni e 3,6 milioni), Amazon Italia Logistica (da 265 a 365 milioni di fatturato, da 8,6 a 13,1 milioni di utile) e Gruber (357 milioni e 1,9 milioni). Da osservare la scalata del braccio logistico di Amazon che tra il 2018 e il 2019 è balzata dalla 26ma alla 19ma posizione. (riproduzione riservata)



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