Il tribunale di Roma ha condannato il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro delle Vedove per rivelazione di segreto d'ufficio a 8 mesi di reclusione e a un anno di interdizione dai pubblici uffici, in relazione al caso dell'anarchico Alfredo Cospito.
La Procura di Roma aveva chiesto l'assoluzione per il sottosegretario. Mentre i giudici della ottava sezione penale del tribunale capitolino pur riconoscendo a Delmastro le attenuanti generiche, hanno decretato la sospensione della pena e applicato l'interdizione di un anno dai pubblici uffici. Respinte, invece, le richieste di risarcimento avanzate dalle parti civili, quattro parlamentari del Pd. Il legale del sottosegretario, coinvolto in quanto presente se pur «uscito a fumare» nell’incidente di Capodanno alla Pro loco di Rosazza (Biella) – dove un proiettile partito dalla pistola di Emanuele Pozzolo, deputato di Fratelli d’Italia (ora sospeso) presente con lui a un veglione, ha ferito il 31enne Luca Campana, genero del suo caposcorta, Pablito Morello – ha già dichiarato che farà ricorso in appello.
La vicenda ruota attorno alla diffusione di documenti riservati relativi all’anarchico Alfredo Cospito, detenuto in regime di 41 bis e noto per il suo sciopero della fame di protesta. Il 29 gennaio 2023, Delmastro contattò il capo del dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap), Giovanni Russo, per ottenere relazioni della polizia penitenziaria su Cospito. I documenti riportavano dettagli sulle conversazioni tra l’anarchico e alcuni detenuti di camorra e 'ndrangheta nello stesso regime carcerario.
Sebbene i documenti fossero classificati come «a limitata divulgazione», Delmastro li condivise con il collega di partito e coinquilino Giovanni Donzelli che lì utilizzò in un intervento parlamentare (riportando le conversazioni nell’ora d’aria nel carcere di Sassari) contro alcuni deputati del Pd che avevano visitato Cospito in carcere.
Il sottosegretario ha subito messo in chiaro che non si dimetterà «perché aderisco alla tesi della procura della Repubblica» ha dichiarato, aggiungendo «spero che ci sia un giudice a Berlino». Dal canto loro, invece, le opposizioni chiedono a gran voce le dimissioni di Delmastro.
Non si è fatta attendere neanche la reazione della premier Giorgia Meloni che si è detta «sconcertata per la sentenza di condanna di Delmastro, per il quale il pubblico ministero aveva inizialmente richiesto l’archiviazione e successivamente l’assoluzione. Dunque mi chiedo se il giudizio sia realmente basato sul merito della questione». Il sottosegretario «rimane al suo posto» ha infine dichiarato. (riproduzione riservata)