Bisogna raccontare la realtà. «L'andamento dei prezzi dell'energia e delle bollette non dipendono dalle scelte del governo, ma da fattori totalmente estranei e talvolta speculativi, su cui l'attenzione del governo è massima» tanto che «nelle prossime settimane dovrà essere assunto un provvedimento sulle dinamiche dei prezzi dell'energia». Lo ha anticipato il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, rispondendo al question time in Senato. Serve inoltre «un’onesta riflessione su cosa abbia significato il passaggio al libero mercato per l'elettricità».
«La situazione internazionale ci pone delle grandissime sfide, non nascondo che ci sono anche elementi di preoccupazioni di fronte alle nuove dinamiche che ha assunto l'amministrazione Usa e le risposte o le non risposte che si stanno studiando a livello Ue» ha sottolineato il ministro. Ma «ci sono anche delle opportunità, che questo governo è in grado di interpretare, proprio grazie al nuovo standing di tipo internazionale che ci siamo meritati».
Il Southampton – per cui tifa Giorgetti – ultimo in classifica nella Premier League britannica «ci ricorda un po' l'Italia di qualche anno fa». Una posizione da cui è «uscita anche grazie ai comportamenti di questo governo. I risultati in termini di spread e fiducia lo testimoniano quotidianamente» ha aggiunto il titolare del Mef.
Anche l’aggiornamento delle stime sul pil tricolore, fatto in linea con i previsori internazionali, è una buona notizia: «L’economia tedesca è in recessione da due anni, diversamente dall'economia italiana che ha indici positivi». E tra qualche settimana «ci saranno sorprese positive sui dati della finanza pubblica».
Compatibilmente con le esigenze di aggiustamento di bilancio e di compliance con le nuove regole di governance europea, «il governo si impegna a utilizzare tutti gli spazi disponibili per il sostengo ai lavoratori», ha dichiarato Giorgetti, ricordando che «abbiamo deciso di rendere strutturali la riduzione delle aliquote Irpef da 4 a 3 ed estendere ulteriormente il beneficio a tutti i lavoratori con reddito fino a 40mila euro: parliamo di 1,3 milioni di lavoratori, cui vengono riconosciuti i vantaggi previsti con un impegno totale di 18 miliardi».
Diverse le domande al numero uno del Mef sulle partecipate pubbliche in settori strategici. Con riferimento al futuro di Rai Way – società della quale Rai detiene una quota di circa il 65% del capitale – l'attuale piano industriale «amplia l'ambito di operatività della società, al fine di farla diventare un operatore di infrastrutture digitali integrate e fornitore di servizi per la distribuzione di contenuti media». In tale contesto, ha aggiunto il titolare del Mef, «ritenendo opportuno valutare le possibilità una aggregazione con la società Ei Towers (controllata da F2i e MediaForEurope), che risulterebbe funzionale a creare un campione nazionale delle torri, è stato stipulato il Memorandum of Understanding tra Rai e F2i».
L'obiettivo, ha spiegato, è «avviare le analisi relative ad una eventuale aggregazione tra Rai Way e EI Towers, finalizzata alla realizzazione di un'unica rete infrastrutturale di trasmissione a copertura nazionale, sviluppando la sicurezza e l'integrità dell'infrastruttura». Il Memorandum prevede un periodo di esclusiva fino al 30 settembre 2025 e precisa i capisaldi della potenziale operazione, tra i quali, il mantenimento della quotazione della combined entity.
Quanto agli interessi di aziende europee per Tim e le ipotesi di un subentro di Poste a Cdp nell’azionariato, Giorgetti ha solo voluto ribadire che al ministero dell'Economia «soggetti che chiedono di parlare sono accolti, ma quello che il ministero farà sempre in qualsiasi partita sarà tutelare l'interesse nazionale attraverso gli strumenti consentiti, il golden power appunto».
Nello specifico, il coinvolgimento del fondo spagnolo Asterion nell'operazione Sparkle con una partecipazione di minoranza «prevede una partnership a natura prettamente industriale e non pregiudica in alcun modo le prerogative di indirizzo strategico dello Stato sull'asset». Il coinvolgimento di Retelit «consente di attivare sinergie industriali importanti per Sparkle, in quanto Retelit opera nello stesso settore ed è in grado di contribuire allo sviluppo degli investimenti nella rete e all'efficientamento della gestione».
Ma su una cosa non c’è dubbio: «il controllo di Sparkle sarà del ministero, che deterrà una quota del 70% del capitale, conserverà il diritto di nominare la maggioranza del Consiglio di amministrazione e avrà ampi poteri di governance e di indirizzo stretegico» ha concluso Giorgetti. (riproduzione riservata)