L’intenzione è creare il secondo polo bancario nazionale il secondo polo bancario nazionale mettendo insieme Bper e metà Mps. Si chiamerà Banca Monte dei Paschi e per crearla, dopo 14 anni, Unipol è pronta a lanciare un nuovo aumento di capitale. Nel 2012 le risorse erano state usate per l’acquisizione di FonSai che aveva dato una prima svolta all’assicurazione di Bologna.
Oggi, al gruppo che nel frattempo è diventato il principale azionista di Bper, servono 2,5 miliardi per cogliere al volo un’altra occasione che si è venuta a creare con l’opas di Intesa Sanpaolo su Mps: l’acquisizione di 635 filiali, 55 miliardi di raccolta diretta, 42 miliardi di impieghi, 2 milioni di clienti e il marchio Monte dei Paschi Siena. In pratica la metà del Monte (licenza bancaria compresa), che vale 3,5 miliardi, e che Intesa dovrà cedere per ragioni Antitrust.
«L’operazione avrà successo come è stato per FonSai», ha assicurato il presidente di Unipol, Carlo Cimbri. Accrescerà fin da subito utile e dividendi ed è «il rafforzamento di una strategia che ha radici lontane. La crescita di Unipol nel settore bancario a servizio della nostra capacità distributiva come assicuratori, e il rafforzamento della componente di utili che arrivano dalle banche». Uno sviluppo arrivato mattone dopo mattone: dopo FonSai c’è stata Bper, di cui oggi Unipol ha poco meno del 30% del capitale (il 19,9% diretto e il 9,99% in derivati), poi l’integrazione di Carige e della Popolare di Sondrio.
L’intenzione di Unipol è di offrire a Bper gli asset di Mps, con la banca guidata da Gianni Franco Papa che dovrà approvare l’operazione in una seconda fase. Dall’integrazione nascerà una nuova entità da 2.600 sportelli, 170 miliardi di impieghi e 225 miliardi di euro di raccolta che prenderà il nome di Banca Monte dei Paschi, secondo gruppo nazionale.
«Sarà preservato il valore del marchio della banca più antica del mondo. La storia di Mps continuerà», ha detto il presidente di Unipol sottolineando l’italianità dell’operazione realizzata con Intesa che terrà per sè tutte le principali partecipazioni di Mps, compreso il 13% di Generali cui ha aggiunto un altro 3,1% tramite derivati. «È un’operazione che dimostra la forza che possono avere grandi soggetti italiani quando si mettono insieme, che consolida il mercato bancario del Paese come chiesto da Bruxelles e più di recente dalla Banca d’Italia. Questo non vuol dire chiudersi all’Europa ma competere con passo sicuro e schiena dritta», ha concluso Cimbri.
In conseguenza della combinazione degli asset di Siena con Bper, Unipol arriverà a detenere oltre il 40% della nuova Banca Monte dei Paschi, senza necessità di lanciare un’opa, e avrà accesso alle 635 filiali che saranno rilevate libere dagli attuali accordi bancassicurativi con Axa. Il mercato sembra gradire: i titoli Unipol sono saliti ieri del 4,55% (a 21,82 euro) e quelli Bper del 5,18% (a 12,27 euro). (riproduzione riservata)