Un attacco informatico ha trasformato nel fine settimana i semafori pedonali di tre città californiane in attrazioni virali. Le voci, clonate grazie all’intelligenza artificiale, di Elon Musk e Mark Zuckerberg hanno improvvisamente cominciato a risuonare dagli impianti acustici utilizzati per aiutare i pedoni — in particolare quelli con disabilità visive — nell’attraversamento.
I video, pubblicati su TikTok mostrano le reazioni incredule dei passanti, sorpresi nel sentire il ceo di Tesla chiedere ironicamente di essere suo amico o vantarsi dell’acquisto di un Cybertruck: «Benvenuti a Palo Alto, la sede di Tesla. Si dice che i soldi non possano comprare la felicità... Ma possono comprare un Cybertruck, ed è una cosa fantastica, no?», recita la voce clonata di Musk. Non meno provocatorie le frasi attribuite a Zuckerberg, la cui voce digitale in un altro semaforo di Palo Alto ironizza, ringraziando gli utenti per «aver reso il mondo un posto meno sicuro per la comunità Lgbtq+.»
Secondo le autorità locali, l’episodio, verificatosi tra venerdì 11 e sabato 12 aprile, è riconducibile a un cyberattacco mirato proprio ai dispositivi vocali dei semafori intelligenti creati per aiutare le persone con deficit visivi a attraversare la strada. Sebbene non vi siano al momento indicazioni certe sul fatto che la funzionalità di assistenza ai non vedenti sia stata compromessa, resta alta l’attenzione sull’accaduto.
I tecnici stanno lavorando per ripristinare la normalità e rafforzare la sicurezza dei sistemi urbani. Nel frattempo, però, i contenuti virali hanno alimentato il dibattito sull’uso delle voci clonate e sull’immagine pubblica dei due imprenditori tech, già frequentemente al centro di polemiche. L’episodio californiano, tra ironia e inquietudine, rilancia la questione della vulnerabilità delle infrastrutture digitali e della necessità di un intervento normativo sull’uso dell’intelligenza artificiale negli spazi pubblici. (riproduzione riservata).