Le mani del governo sul calcio. Non si placa la polemica sulla proposta del ministro dello Sport, Andrea Abodi, di affidare il controllo dei bilanci delle squadre di calcio e basket a un ente autonomo sottraendo la competenza alla Covisoc, la commissione di Vigilanza sulle società di calcio professionistiche.
La bozza di decreto, che non andrà sul tavolo del Consiglio dei ministri in programma lunedì 6 maggio, ha provocato una levata di scudi da tutto il mondo del calcio e dello sport. Le ultime critiche in ordine di arrivo sono quelle del presidente del Coni Giovanni Malagò: «Con questa norma l’Italia rischia di fare una figuraccia davanti a tutto il mondo – dice in un’intervista a Repubblica il numero uno del Comitato olimpico – questa norma non nasce per migliorare la situazione ma per cambiare le regole del gioco: ho seri dubbi che possa essere accettata da Uefa e Fifa». Un contropiede, quello del governo, che a Malagò ricorda «nel metodo» la nascita di Sport e Salute.
Il presidente della Figc Gabriele Gravina – che ha dichiarato di non aver mai sentito parlare dell’iniziativa prima di venerdì 3 maggio – ha convocato per il pomeriggio di lunedì 6 maggio una riunione straordinaria della Federcalcio per cercare di fare sintesi tra le posizioni dei vari club. Non sarà semplice, nonostante la contrarietà alla proposta trovi per la prima volta sullo stesso fronte di Gravina anche il presidente della Lazio, e senatore di Forza Italia, Claudio Lotito. Tra gli aperturisti c’è il presidente della Lega Serie A, Lorenzo Casini, che già il 23 aprile scorso, in audizione al Senato, aveva chiesto «interventi sui controlli finanziari per assicurare maggiore indipendenza dei controllori rispetto ai soggetti che dettano le regole». Sulla stessa lunghezza il presidente della Lega cadetta, Mauro Balata: «La Serie B difenderà l’autonomia sportiva, ma dobbiamo svegliarci: da anni invochiamo riforme e non le facciamo».
Della bozza di decreto, che arriverà sul tavolo del Cdm nelle prossime settimane, emergono solo alcune delle competenze della nuova Authority formata da 30 componenti e dotata di «autonomia regolamentare»: controllo sui bilanci delle squadre professionistiche di calcio e basket, potere ispettivo nelle sedi delle società, potere di richiedere deposito documenti e correttivi ai bilanci. Il costo della nuova agenzia, stimato in 2,5 milioni di euro, sarà a carico delle società sportive controllate.
Quello che ancora non è chiaro invece è se l’Authority avrà o meno il potere di decidere con parere vincolante sull’iscrizione di un club al campionato, che tuttavia dovrebbe restare in capo alle Federazioni. La proposta – ha spiegato Abodi – potrà subire modifiche in senso migliorativo, ma non stravolgimenti nella sostanza: con o senza il benestare dello sport, è il concetto, la riforma si farà. (riproduzione riservata)