Continuano a crescere gli importi a l’utilizzo del Buy now pay later in Italia, che vede un ampliamento della platea degli utilizzatori anche tra i baby boomers (over 60) e una stabilità del rischio di insolvenza ben al di sotto della media per i prestiti degli small ticket.
I trend emergono dalla nuova analisi di Crif sullo strumento di pagamento Bnpl relativa al secondo semestre 2024 in Italia che MF-Milano Finanza può anticipare.
Nella seconda metà dell’anno scorso l’incremento degli importi è stato del 32% rispetto allo stesso periodo del 2023, mentre se si confronta il dato rispetto a due anni fa è quasi raddoppiato (+85%). Evidente una leggera migrazione dai finanziamenti small ticket (ossia i prestiti tradizionali inferiori a 5 mila euro) che nello stesso periodo sono diminuiti dell’1%. Per il Bnpl, sottolinea Crif, il valore medio finanziato continua però a essere relativamente basso, considerando che il 61% dei prestiti è tra 0 e 150 euro, mentre il 18% è tra 150 e 300, per un totale di circa l’80% dei contratti inferiore ai 300 euro.
Al contrario, i finanziamenti Small Ticket sono focalizzati per fasce più alte, con importi superiori ai 500 euro per circa l’80% dei finanziamenti e una preferenza per le cifre comprese tra 500 e mille euro (oltre il 21%) e oltre 3 mila euro (20%).
Analizzando nel dettaglio le peculiarità del mercato italiano, sono due le tipologie principali di Bnpl: Pay in X e Pos Lending. Le soluzioni Pay in X consistono in una dilazione di pagamento in 3 o 4 rate senza interessi, mentre le soluzioni Pos Lending sono forme di finanziamento del carrello alla cassa, che generalmente prevedono l’applicazione di interessi. Crif spiega che in Italia si sta assistendo a un «effetto sostituzione», cioè i consumatori stanno optando maggiormente per il Pos Lending rispetto ai tradizionali piccoli prestiti, inferiori ai 1.500 euro.
Prosegue anche l’ampliamento della platea in termini di fasce anagrafiche. La popolazione che utilizza il Bnpl è mediamente più giovane rispetto a quella che utilizza i prestiti Small Ticket e nel primo semestre 2024 le quote maggiori di utilizzatori continuano a essere Gen X (34,2%) e Millennials (29,1%). Tuttavia si nota anche un trend che vede i baby boomers come la fascia di popolazione che sta crescendo di più in termini di quota di utilizzo del Bnpl, con un aumento di 8 punti percentuali rispetto al primo semestre 2023.
Inoltre non si sta assistendo a un deterioramento della qualità dei creditori, stando ai dati riportati da Crif, che anzi sta migliorando anno su anno. Fatta base 100 la rischiosità degli small ticket nel 2024 (ossia con almeno una rata non pagata), nello stesso anno i Pay in X hanno una rischiosità dimezzata, mentre i Pos lending hanno una rischiosità del 35% inferiore a quella dei tradizionali prestiti small ticket. (riproduzione riservata)