Il Ftse Mib chiude a 40.656 punti (+0,6%), trainato da Iveco (+5,6%), Leonardo (+3,4%) e Brunello Cucinelli (+3,2%). Per il listino milanese si tratta della settima seduta consecutiva in rialzo grazie all’allentarsi delle tensioni commerciali. Deboli alcuni titoli industriali come Buzzi (-1,4%), Prysmian (-1%) e Saipem (-0,9%). Spread Btp/Bund poco mosso a 101 punti.
In Europa chiudono sopra la parità Londra (+0,6%), Parigi (+0,4%) e Francoforte (+0,3%), mentre Oltre Oceano anche Wall Street viaggia positiva.
I listini azionari statunitensi aprono contrastate, con il focus che resta sulle politiche commerciali del presidente Donald Trump. Il Dow Jones perde lo 0,1%, mentre l'S&P 500 guadagna lo 0,10% e il Nasdaq lo 0,17%.
«La settimana sembra avviarsi verso una chiusura positiva, dopo i moderati avanzamenti degli indici azionari e il ribasso dei rendimenti obbligazionari nella seduta del 15 maggio. Per una volta, il driver principale sono stati i dati macro su prezzi e attività, dai quali emerge un'economia Usa che mostra segni molto limitati di un impatto dei dazi», affermano gli strategist di Mps.
Nel frattempo, la visita di Trump ad Abu Dhabi si è tradotta in accordi commerciali per un valore di oltre 200 miliardi di dollari, che da un lato stimoleranno la trasformazione digitale del Paese mediorientale e dall'altro rafforzeranno la collaborazione in settori chiave come l'energia, i trasporti e il cloud.
Sul fronte macro, i prezzi delle importazioni statunitensi sono aumentati dello 0,1% ad aprile, rispetto alle previsioni degli economisti di una contrazione dello 0,3% e dopo una discesa dello 0,4% nel mese precedente. Infine, è attesa oggi la lettura preliminare di maggio per l'indice di fiducia dei consumatori della Università di Michigan.
All'avvio dei mercati americani il Ftse Mib perde un po’di slancio e viaggia in rialzo dello 0,3%, a 40.551 punti. In vetta al listino spicca Iveco (+4,6%) insieme a Leonardo (+2,6%) e Fineco (+2,2%). Chiudono il paniere Buzzi (-1,3%), Mps (-1,2%) e Prysmian (-0,8%). Spread a 101 punti. Miste le borse europee.
Alle ore 13 circa il Ftse Mib consolida il rialzo (+0,7%) a 40.702 punti. In rally ElEn (+9%), bene Leonardo (+3,2%), Iveco, Diasorin (+2,5%) e FinecoBank (+2%).
Alle ore 10:25 il Ftse Mib sale dello 0,6% a 40.659 punti dopo la pubblicazione del dato sull’inflazione in Italia, in calo ad aprile. Salgono Iveco (+2,4%), Diasorin 8+2,9%), FinecoBank (+1,7%), Brunello Cucinelli (+1,5%).
Il tasso di inflazione annuale in Italia è rimasto stabile all’1,9% ad aprile 2025, invariato rispetto al mese precedente, ma rivisto al ribasso rispetto alla stima preliminare del 2,0% e lievemente inferiore alle attese di mercato, anch’esse al 2,0%.
Il dato rappresenta comunque il livello più alto degli ultimi 18 mesi, confermando la fase di normalizzazione del paniere dei consumi, che negli ultimi anni ha registrato forti oscillazioni a seguito degli shock energetici e alimentari legati all’invasione russa dell’Ucraina.
Nel dettaglio, si è registrata un’accelerazione dei prezzi per:
Al contrario, i prezzi dell’energia non regolamentata sono tornati in calo (-3,4% rispetto a +0,7%). L’inflazione core, che esclude energia e alimentari non lavorati, è salita significativamente al 2,1% dal 1,7% di marzo, segnando il valore più elevato da un anno. Su base mensile, l’indice dei prezzi al consumo (CPI) è aumentato dello 0,1%.
Il Ftse Mib apre positivo, venerdì 16 maggio, +0,4% circa a 40.568 punti con Campari (+,8%), Tim (+1,6%), Unicredit e Diasorin (+1,5%).
I futures sullo Eurostoxx 600 si muovono in rialzo dello 0,3%, venerdì 15 maggio alle ore 8:30 circa, dopo un andamento fiacco in Asia, con il Pil del Giappone in decisa contrazione a causa dei dazi Usa. Anche se è emerso che il Giappone ha registrato nel contempo un record storico di afflussi di investimenti.
Venerdì è giornata di Pil anche in Europa e in Italia, mentre la Commissione europea pubblica stime di primavera. Ed è giornata tecnica di scadenza delle opzioni sui mercati per 3.400 miliardi di dollari, i listini potrebbero ballare.
Dopo un mese particolarmente movimentato per i mercati, gli investitori si ritrovano con una quantità elevata di opzioni call (scommesse al rialzo) in portafoglio, che scadono venerdì 15 maggio. Secondo Brent Kochuba, fondatore della società di analisi dei derivati SpotGamma, l’attività di copertura da parte dei dealer su queste posizioni lunghe ha contribuito a sostenere la crescita dei mercati nelle ultime settimane. Tuttavia, una volta scadute le opzioni, il rimbalzo dei listini potrebbe perdere slancio.
«La chiusura delle call opzioni non solo porterà a flussi di copertura ribassisti, ma anche a un indebolimento della dinamica positiva. Non ho mai visto una simmetria così spinta a favore delle call», ha spiegato Kochuba in un commento a MarketWatch. Goldman Sachs, dal canto suo, stima il valore totale dei contratti in scadenza venerdì in circa 3.400 miliardi di dollari, una cifra in linea con la media per una scadenza mensile, secondo quanto riporta Kochuba.
Ue, Commissione europea pubblica stime di primavera
Europa/Usa, giornata scadenze tecniche: opzioni
10.00 Italia, inflazione armonizzata aprile
14.30 Usa, nuove costruzioni abitative
14.30 Usa, permessi edilizi aprile
16.00 Usa, indice fiducia Università Michigan maggio
Trimestrali: Siemens, Rwe, Terna
Terna, le richieste di connessioni elettriche legate all'installazione di data center in Italia hanno raggiunto i 42 gigawatt a fine marzo, ha detto il cfo Francesco Beccali.
Unipol ha chiuso il primo trimestre con utile netto a 285 milioni di euro, il solvency ratio del gruppo assicurativo era al 277% a fine marzo. Conference call alle 12,00.
Unicredit, Amundi (ha una partnership sulla distribuzione di risparmio gestito) ha annunciato di voler procedere entro la fine dell'anno a interventi di riorganizzazione e taglio dei costi in Italia, deliberati dal cda della controllata locale il 12 maggio.
Telecom Italia, Moody's ha alzato il rating a Ba2 con outlook stabile.
Pirelli, il socio Sinochem ha respinto la proposta sulla governance perché dannosa e iniqua. Lo ha dichiarato in una nota la holding Marco Polo International attraverso cui gli azionisti cinesi detengono il 37% del gruppo di pneumatici, confermando la «volontà di collaborare».
Interpump ha registrato un calo delle vendite, dell'ebitda e dell'utile netto nel primo trimestre, confermando le stime di fatturato per l'intero anno tra -5% e +1% su base organica.
Media, il mercato pubblicitario in Italia ha registrato un incremento degli investimenti dell'1,8% nel mese di marzo confermando la crescita osservata nei primi due mesi dell'anno, comunica la società di analisi Nielsen. (riproduzione riservata)