Giornata poco mossa sui mercati, con il Ftse Mib che ha terminato le contrattazioni in calo dello 0,7% a 51.638 punti. Sul principale listino milanese le perdite maggiori hanno interessato Leonardo (-4,8%), Avio (-3,7%), Saipem (-3,2%) ed Eni (-3,2%). Si sono mossi in controtendenza Diasorin (+3,1%), Tim (+2%), Ferrari (+1,9%) e Snam (+1,6%).
Spread Btp/Bund a 73 punti, col rendimento del decennale al 3,6%.
L’Europa ha terminato le contrattazioni sopra la parità: il Cac 40 ha segnato un progresso dello 0,5% e il Ftse 100 dello 0,3%. Sul Dax (-0,8%) ha invece pesato il crollo di Rheinmetall (-18,6%), dopo che Berlino ha cancellato il programma di costruzione di sei nuove fregate.
Wall Street viaggia in territorio positivo. Il Nasdaq solido intorno allo 0,6% di rialzo tenta una correzione rispetto alle precedenti sedute chiuse in rosso.
In discesa i prezzi dei future su Brent e Wti, rispettivamente a 73,7 dollari (-4%) e a 70 $, (-4,4%). Il presidente americano Donald Trump ha detto che l’Iran lo ha informato che non ci saranno pedaggi, costi assicurativi o oneri di alcun tipo per le navi che intendono attraversare lo Stretto di Hormuz, di vitale importanza strategica.
Da segnalare che nel pomeriggio l’oro spot è sceso sotto i 4.000 dollari l’oncia, attestandosi a quota 3.993 e tornando ai livelli toccati a novembre 2025. Come spiegato da Benoît Harger, portfolio manager del Jss Commodity Transition Enhanced Fund, «nel breve termine, nonostante le tensioni geopolitiche, l’oro ha corretto del 30% rispetto al suo massimo storico di 5.600 dollari l’oncia raggiunto nel gennaio 2026». La situazione attuale che vede «un debito pubblico statunitense pari al 120% del pil e previsto al 140% entro il 2040, limita la possibilità di mantenere rialzi dei tassi nel lungo periodo. Poiché l’oro presenta caratteristiche assimilabili a quelle di un’attività finanziaria a lunga duration, esso dovrebbe beneficiare di successivi tagli dei tassi d’interesse».
Inoltre, aggiunge l’esperto «le banche centrali detengono in media il 27% delle proprie riserve in oro», perciò il metallo giallo rappresenta «un’allocazione strategica» in grado di offrire «protezione contro il rischio sovrano e la svalutazione delle valute in un contesto caratterizzato da politiche monetarie accomodanti e da un crescente indebitamento pubblico».
Il Ftse Mib accentua i ribassi e perde lo 0,75% a 51.635 punti alle 15:30. Pesano ancora le vendite su Leonardo (-4,9%), Avio (-3,9%), Saipem (-3,4%) ed Eni (-3,26%), mentre sale in testa al listino Ferrari, in progresso del 2,2%, seguita da Poste Italiane (+1,6%) e Diasorin (+1,46%).
L’oro spot è sceso sotto i 4.000 dollari l’oncia, attestandosi a quota 3.993, tornando ai livelli toccati a novembre 2025.
Wall Street apre in territorio positivo.
Alle 14:30 il Ftse Mib prosegue in rosso, con un calo dello 0,6% a 51.708. Tra i titoli peggiori spiccano Leonardo (-5%), Avio (-4%), Eni (-2,5%) e Nexi (-2,4%). Poste è ancora la migliore (+1,4%), bene Ferrari (+1%) e Tim (+0,8%). In rimonta StM (+1,3%). Spread Btp/Bund a 74 punti.
A Wall Street i futures preannunciano un’apertura in territorio positivo.
Alle ore 11:10 circa il Ftse Mib resta in rosso (-0,3%), salgono Poste (+2%) e Tim (+1,4%), Campari (+1,2%) e Ferrari (+1,2%). In calo Avio (-5%), Leonardo (-4%), Nexi (-2,2%) e Unipol (-2%).
L'indice Ifo sul clima economico in Germania è salito a 85,6 a giugno 2026, il valore più alto degli ultimi tre mesi, rispetto all'85 (dato rivisto al rialzo) di maggio e in linea con le aspettative del mercato. «Le imprese percepiscono un contesto economico meno incerto. Le aziende tedesche sperano in un allentamento delle tensioni geopolitiche», ha dichiarato Clemens Fuest, presidente dell'Ifo. L'indicatore delle condizioni attuali è salito a 87 da 86,1, superando le previsioni di 86. Anche l'indice delle aspettative è migliorato, raggiungendo 84,1 da 83,9, ma è rimasto al di sotto delle aspettative di 85.
Piazza Affari apre debole (-0,2%) mercoledì 24 giugno, salgono Saipem (+2,3%), Poste (+1,4%), Ferrari e Tim (+1%). In calo Avio (-2,3%), Leonardo, Fincntieri (-2%), Lottomatica (-1,3%).
Dopo il -2,2% del Nasdaq e un’Asia ancora piuttosto volatile a causa del selloff sui titoli dell’AI, i futures sullo Eurostoxx 600 si muovono in calo dello 0,2% mercoledì 24 giugno. Intanto il presidente Usa, Donald Trump torna ad alzare la voce e accusa le compagnie petrolifere di sfruttare i consumatori con prezzi alla pompa troppo alti mentre il greggio viaggia ormai fra 72 e 76 dollari il barile.
Il quadro per i mercati europei si presenta ancora fragile, quindi. La correzione di martedì ha colpito un comparto dell’intelligenza artificiale considerato da molti investitori troppo affollato e valutato su aspettative elevate, rendendo ancora più importanti i risultati trimestrali di Micron Technology, attesi oggi dopo la chiusura dei mercati statunitensi.
L’accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran e il calo del petrolio, che riflette aspettative di minori rischi geopolitici, maggiore offerta e un incremento del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, stanno contribuendo a un clima comunque più disteso in Europa. Al contrario, negli Stati Uniti la volatilità è aumentata, soprattutto nei titoli tech.
La possibilità di ulteriori scossoni resta elevata in vista dei risultati trimestrali di Micron. Le aspettative sono particolarmente elevate e il posizionamento degli investitori appare molto affollato su uno dei principali protagonisti della sovraperformance del mercato statunitense nel 2026. Come gran parte del settore dei semiconduttori Usa, Micron ha beneficiato di una dinamica caratterizzata dall’aumento simultaneo del prezzo del titolo e della volatilità, sostenuta dagli investitori che hanno mantenuto esposizioni rialziste attraverso opzioni call. Le opzioni indicano oggi una possibile oscillazione del titolo attorno al 10% in seguito alla pubblicazione dei risultati, una stima in costante crescita dalla fine di aprile.
Prima dell’appuntamento con Micron, alle 10:00 verrà pubblicato l’indice Ifo tedesco, che offrirà nuove indicazioni sull’impatto delle tensioni geopolitiche sulla fiducia di imprese e consumatori.
Sul fronte corporate, il settore assicurativo potrebbe dover affrontare richieste di risarcimento significative per le navi danneggiate durante il conflitto tra Iran e Stati Uniti, secondo quanto riferito da Allianz.
In Spagna, Grupo Antolin-Irausa ha raggiunto un accordo con i creditori per la ristrutturazione di oltre un miliardo di euro di debiti. L’operazione dovrebbe garantire al produttore di componenti per auto una maggiore flessibilità finanziaria e un miglioramento della liquidità.
Le società europee delle consegne potrebbero essere sotto pressione dopo che l’americana FedEx ha perso fino al 6,8% nelle contrattazioni after-hours. Pur avendo battuto le attese sugli utili trimestrali, il gruppo ha segnalato pressioni sui margini e incertezze legate al commercio globale. Da monitorare: InPost, PostNL, Deutsche Post, Bpost, International Distribution Services (IDS), Poste Italiane e Oesterreichische Post.
Resta inoltre sotto i riflettori il mercato del private credit, dopo che un fondo da 7 miliardi di dollari gestito da Morgan Stanley ha limitato i riscatti degli investitori al 5%, soddisfacendo meno della metà delle richieste di rimborso presentate nel secondo trimestre.
Poste Italiane: Barclays alza il giudizio a overweight con target price a 35,20 euro.
Renault: Oxcap migliora la raccomandazione a Equal Weight con target price a 32 euro.
Il ceo di Unicredit, Andrea Orcel, ritiene più probabile di quanto fosse inizialmente previsto che la banca centrale europea dichiari che l'istituto italiano ha il controllo su Commerzbank alla luce dei risultati dell'offerta.
L'ad di Eni, Claudio Descalzi, ha incontrato a Tirana il Primo ministro della Repubblica d'Albania, Edi Rama. Nell'ambito dell'incontro, Eni, il ministero dell'Energia e delle infrastrutture, e il ministero dell'Economia e dell'Innovazione hanno firmato un memorandum d'intenti per la realizzazione congiunta di uno studio di fattibilità mirato alla costituzione e gestione una riserva strategica nazionale di idrocarburi e di un hub energetico nel Paese.
Massimiliano Di Silvestre è stato nominato Chief marketing & commercial officer di Ferrari con effetto dal 1° luglio. Nel suo nuovo ruolo, Di Silvestre entrerà a far parte del Leadership Team Ferrari, riportando direttamente al Ceo Benedetto Vigna. (riproduzione riservata)