La Borsa di Milano riduce le perdite nel finale e chiude in calo dello 0,1% a quota 43.202, nel giorno in cui la Bce lascia i tassi di interesse invariati al 2% per la terza riunione consecutiva, e all'indomani della decisione della Fed di tagliare i tassi dello 0,25%.
A catalizzare l'attenzione, il vertice in Corea del Sud tra Trump e Xi definito dal presidente Usa «un grande successo». Il leader cinese si è detto «disponibile a lavorare insieme: essere amici è una necessità». Tra i due Paese è stato raggiunto un accordo sulle terre rare e si è arrivati a una riduzione dei dazi alla Cina dal 57% al 47%.
Tornando alla piazza milanese, forti rialzi per Campari all'indomani dei conti positivi. Il titolo guadagna l'11% a 6,04 euro per azione. In luce Tenaris +4,8% e Tim +4,8%. Scivola in fondo al paniere Stellantis -8,9% sebbene la società abbia chiuso il terzo trimestre del 2025 con ricavi di nuovo in crescita a 37,2 miliardi di euro (+13%), grazie principalmente ai risultati conseguiti in Nord America, Emea e Africa. Risultati finanziari che hanno portato alla conferma della guidance per l'intero 2025.
Secondo Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte, è stato più di impatto «l'esito della riunione della Federal Reserve di ieri, 29 ottobre, nel corso della quale il presidente Powell ha esplicitamente invitato a non dare per scontato un ulteriore taglio dei tassi in dicembre».
Le riunioni più importanti, tanto per la Fed quanto per la Bce avverranno a gennaio: «ipotizzando una risoluzione dello shutdown, si attende maggiore chiarezza sui dati macro e grande attesa c’è per la decisione della Corte Suprema sulla legittimità o meno del licenziamento del membro Cook, prevista in gennaio. Rispetto alla BCE, un’eventuale Fed più “trumpiana” potrebbe impattare in modo significativo sulle attese di futuri tagli dei tassi e, di conseguenza, anche sul cambio euro/dollaro. Un avvicinamento in area 1,20 potrebbe spingere l’Eurotower ad un ulteriore allentamento monetario».
I principali indici europei proseguono negativi tranne il Dax, che viaggia leggermente sopra la parità dopo che la presidente della Bce Christine Lagarde ha confermato che l'inflazione rimane vicina al target di medio termine del 2% e l'economia ha continuato a crescere a ritmo moderato dello 0,2% nel terzo trimestre.
Il dato è superiore alle attese del mercato e migliore delle previsioni della Bce, nonostante le tensioni geopolitiche.
Il Ftse Mib perde lo 0,4%, affossato da Stellantis (-9,9%) e da Prysmian. Continua il rally di Campari (+11%). Sprint di Italgas al 4%. Spread in calo a 76 punti.
Sui possibili futuri tagli della Bce si è espresso Simon Dangoor, head of fixed income macro strategies di Goldman Sachs Asset Management: «Riteniamo che la possibilità di un taglio dei tassi a dicembre o nella prima metà del 2026 sia sottovalutata, anche se il nostro scenario di base rimane quello che vede la Bce mantenere i tassi invariati nel prossimo futuro». Mentre i dati rimangono contrastanti, «il possibile rallentamento dell'espansione fiscale della Germania potrebbe ridurre le prospettive di crescita e placare alcuni dei falchi del Comitato. Il meeting di dicembre prevede la presentazione delle proiezioni economiche per il 2028: se queste dovessero indicare un'inflazione inferiore alle attese per il terzo anno consecutivo, i membri più accomodanti spingeranno per un taglio dei tassi il prima possibile» spiega il money manager.
Wall Street apre la seduta in rosso e anche i principali indici europei perdono terreno nel giorno in cui la Bce ha comunicato di voler lasciare invariati i tassi di interesse al 2%.
Il Ftse Mib è in calo dello 0,6%, affossato da Stellantis (-9%) dopo i risultati del terzo trimestre. Male anche Prysmian (-4,8%).
Brilla invece Campari (+10,5%) che nella trimestrale ha evidenziato una crescita organica delle vendite del +4,4%. L’ebitda rettificato è salito del 18,8% nel terzo trimestre rispetto all’anno precedente.
Il cambio euro/dollaro è in calo a 1,156. In flessione lo spread da 76 a 77 punti.
Non scemano le vendite sui listini europei dopo che la Bce ha lasciati i tassi di interesse fermi al 2% nell’area euro, come ampiamente previsto dagli economisti. Milano (-0,8% a 42.894 punti alle 14:15) si conferma la peggiore con la caduta di Stellantis (-9,22%) e di Prysmian (-5,56%). Male anche Amplifon (-3,44%) e Inwit (-1,39%).
Da mesi la Bce considera quella attuale «una buona posizione» a livello di tassi per osservare gli sviluppi della situazione (l'inflazione resta prossima all'obiettivo del 2%) e valutare eventuali mosse. Il consiglio dell’istituto centrale europeo ha ripetutamente avvertito che le sue decisioni vengono prese volta per volta, valutando i dati e «senza vincolarsi ad alcun percorso predeterminato». Alle 14:45 la presidente, Christine Lagarde, terrà la consueta conferenza stampa illustrativa.
Il tasso sui depositi resta, dunque, al 2%, il tasso sulle principali operazioni di rifinanziamento al 2,15% e quello sulle operazioni marginali resta al 2,40%. Dopo il nulla di fatto, scontato, della Bce, l’euro vira al ribasso e perde lo 0,36% a 1,1557 dollari. Lo spread è inchiodato a quota 76,4 punti base, ma il rendimento del Btp 10 anni balza al 3,42%.
Lato macro, l'inflazione tedesca è rallentata leggermente al 2,3% su base annua a ottobre, secondo i dati preliminari. Gli economisti avevano previsto un rallentamento dell'inflazione al 2,2% dal 2,4% del mese scorso.
L’indice Ftse Mib prosegue in ribasso (-0,73% a 42.928 punti alle 12:35 con Stellantis e Prysmian sempre in fondo al listino), peggio del Dax (-0,16%,) del Cac40 (-0,81%) e del Ftse 100 (-0,54%). Il sentiment resta cauto dopo il taglio dei tassi della Fed di 25 punti base e in attesa di una Bce che dovrebbe rimanere ferma, mentre il flusso di trimestrali guida le rotazioni settoriali (tecnologia e assicurazioni meglio del benchmark, media, retail e banche in coda).
Lato macro, il sentiment economico nell'area euro è salito a ottobre, con l'indice che è passato a 96,8 punti dai 95,6 punti rivisti di settembre, secondo i dati della Commissione Europea. La lettura è superiore al consenso degli economisti a 95,7 punti. Mentre l'indice di fiducia dei consumatori è stato confermato a -14,2 punti, in miglioramento rispetto ai -14,9 punti precedenti.
Quanto all’Italia i dati pubblicati sul pil nel terzo trimestre hanno confermano un quadro di stagnazione, in cui l'impatto dei dazi statunitensi sui flussi commerciali non si è ancora stabilizzato. «Ci aspettavamo una certa ripresa della componente estera, che nel secondo trimestre aveva sottratto lo 0,7% alla crescita trimestrale del pil, e sembrava ragionevole ipotizzare un minore contributo da parte delle scorte», afferma Paolo Pizzoli, Senior Economist di Ing. «Riteniamo che alla base del dato piatto vi siano anche un altro trimestre piatto per i consumi privati e una leggera contrazione degli investimenti. A quanto pare, la stagione turistica estiva non ha funzionato come sperato, nonostante i solidi flussi turistici internazionali».
Sul fronte degli investimenti, l'incertezza legata ai dazi potrebbe aver pesato sulle decisioni delle imprese nel settore dei macchinari, lasciando l'onere della crescita alla componente infrastrutturale, ancora trainata dalla realizzazione dei progetti del Pnrr. I fondamentali rimangono coerenti con un leggero miglioramento sul fronte dei consumi in un contesto di bassa inflazione. «Confermiamo, quindi, la nostra previsione di una crescita del pil marginalmente positiva nel quarto trimestre, che porterebbe la crescita media del pil per il 2025 allo 0,5%», conclude Pizzoli.
Piazza Affari accelera al ribasso (-0,7% a 42.941 punti alle 11), affossata da Stellantis, Prysmian e Amplifon dopo le trimestrali. Mentre Webuild ha ridotto le perdite a -2% dopo che la Corte dei Conti ha bocciato la delibera del governo per il progetto che impegna 13,5 miliardi per realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina.
Lo spread Btp/Bund è stabile a quota 76,6 punti base. Nel terzo trimestre del 2025 l’Istat ha stimato che il pil dell’Italia è rimasto stazionario rispetto al trimestre precedente ed è cresciuto dello 0,4% in termini tendenziali. Il terzo trimestre ha avuto quattro giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al terzo trimestre del 2024. La variazione acquisita per il 2025 è pari allo 0,5%.
Anche il pil della Germania si è stabilizzato nel terzo trimestre, dopo un calo rivisto dello 0,2% nei tre mesi precedenti. La lettura è in linea al consenso degli economisti. Su base annua, l'economia tedesca è cresciuta dello 0,3% nel trimestre, in linea con le previsioni. Mentre il tasso di disoccupazione destagionalizzato della Germania si è attestato al 6,3% a ottobre, invariato rispetto al mese precedente. La lettura è in linea al consenso degli economisti. Nel frattempo, il numero di disoccupati in Germania è diminuito di 1.000 unità in ottobre, rispetto al rivisto aumento di 13.000 unità del mese precedente e all'incremento atteso di 8.000 unità. Dopo questi dati macro, in attesa della Bce, l’euro sale dello 0,15% a 1,1617 dollari.
Borse europee quasi tutte in calo in avvio di seduta. Il Dax sale dello 0,33%, il Cac40 perde invece lo 0,46%, il Ftse100 lo 0,39% e il Ftse Mib lo 0,47% a 43.038 punti. Il contesto macro è guidato da due vettori: la Federal Reserve, che taglia i tassi di 25 punti base ma segnala cautela per dicembre e una Bce attesa neutrale con comunicazione orientata a mantenere i tassi dove sono, «guardando oltre» eventuali deviazioni minori dal target inflattivo fino all’aggiornamento proiezioni di dicembre.
Il tutto mentre gli Usa riducono i dazi alla Cina al 47% in cambio della ripresa degli acquisti di soia, una pausa di un anno sulle restrizioni alle terre rare e una stretta sui precursori del fentanyl; in parallelo, con la Corea del Sud finalizza un accordo che prevede 350 miliardi di dollari di investimenti in America in cambio di alleggerimenti tariffari.
I futures Usa sono poco mossi (S&P 500 -0,03% e Dow Jones -0,14%). Il sentiment resta guidato dal flusso di trimestrali e dalla lettura più cauta della Fed su eventuali mosse a dicembre. L’euro/dollaro sale a 1,1621 (+0,16%) e il dollaro/yen a 153,40 (+0,43%). Il rendimento del Treasury Usa 10 anni sale al 4,083% dopo che il presidente della Fed, Jerome Powell, ha detto che un taglio dei tassi a dicembre è «tutt’altro che scontato». Lo spread Btp/Bund scende a 76 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in aumento al 3,41%.
Sul listino milanese Stellantis è sospesa con un teorico -5,33% dopo aver chiuso il terzo trimestre con un incremento del fatturato del 13% su base annua, a 37,2 miliardi di euro, trainato soprattutto dai suoi mercati più grandi, il Nord America e l'Europa. Il risultato è in linea con il consenso degli analisti.
Mentre Campari vola del 7,10% a 5,826 euro dopo aver registrato una crescita organica resiliente nei primi nove mesi del 2025, con un incremento delle vendite e dell'ebitda rettificato, nonostante un contesto operativo sfidante. JP Morgan ha alzato la raccomandazione da underweight a neutral e il target price da 5 a 6 euro.
Tra le banche Unicredit, che ha comunicato di aver incrementato a circa il 29,5% la propria partecipazione nella greca Alpha Bank, avendo ricevuto il via libera Bce a salire fino al 29,9%, arretra dello 0,19% a 63,55 euro.
Quanto al piano strategico al 203 di Italgas (+2,37% a 9,08 euro), il primo dopo l'acquisizione di 2i rete Gas, prevede 16,5 miliardi di euro di investimenti complessivi, in crescita del 5,7% rispetto al precedente piano, e un ebitda a 3 miliardi al 2031, con una Rab (ritorno degli investimenti) complessiva superiore ai 20 miliardi.
Conti anche per Prysmian, in flessione del 6,26% a 85,96 euro, dopo aver registrato nel terzo trimestre una crescita significativa di utili e ricavi e ha rivisto al rialzo la guidance per l'intero 2025 e per Amplifon che ha registrato nel terzo trimestre un calo dell'utile netto adjusted e previsto una crescita dei ricavi per l'intero 2025 tra il 2% e il 2,5% a cambi costanti, con un margine ebitda adjusted intorno al 23%.
Meglio Tenaris con un +0,91% a 16,65 euro che a sorpresa ha evidenziato un aumento del 2% delle vendite nette del terzo trimestre, grazie alla stabilità dell'attività di perforazione in Nord America che ha contribuito a compensare la debolezza in altre regioni, anche se ha segnalato che i margini saranno colpiti dall’impatto dei costi legati ai dazi.
E se Consob ha approvato la pubblicazione del prospetto per l'aumento di capitale da 400 milioni di Avio (-0,52% a 38,05 euro), con la negoziazione dei diritti dal 3 all'11 novembre: oggi, 30 ottobre, si riunisce il cda per fissare il prezzo di offerta delle nuove azioni, la Corte dei Conti ha bocciato la delibera del governo per il progetto che impegna 13,5 miliardi per realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina, che vede Webuild (-4,19% a 3,33 euro) nel ruolo di leader del consorzio Eurolink per il progetto e la costruzione dell'opera. Quanto a Iveco (-0,08% a 18,42 euro), Iveco Bus ha firmato tre accordi quadro con Île-de-France Mobilités, ente di trasporto pubblico francese, per fornire fino a 4.000 autobus a basse o zero emissioni tra il 2026 e il 2032. Infine Iren scivola dell’1,19% a 2,66 euro perché Kepler Cheuvreaux ha tagliato la raccomandazione da buy a hold.
Borse europee attese in leggero rialzo (+0,16% il futures sull’Eurostoxx50) dopo l’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping in Corea del Sud. Per il presidente Usa si è trattato di un incontro «straordinario», al termine del quale ha annunciato la riduzione dei dazi sulle importazioni dalla Cina a 47%. In cambio, Pechino riprenderà gli acquisti di soia Usa, manterrà le esportazioni di terre rare e intensificherà la lotta al traffico di fentanyl. Si è trattato del primo faccia a faccia tra i leader delle prime due economie mondiali da quando Trump è diventato presidente, aprendo la guerra dei dazi.
Come previsto, la Federal Reserve ha tagliato i tassi di interesse di 25 punti base. Tuttavia, ciò che preoccupa maggiormente gli investitori è quello che la Fed farà d’ora in avanti. La domanda principale, secondo Bret Kenwell, US investment analyst di eToro, ora è: su quale lato del doppio mandato della Fed si concentrerà il comitato: il mercato del lavoro in indebolimento o l’inflazione persistente?
L’ultimo rapporto sull’indice dei prezzi al consumo è risultato inferiore alle attese degli economisti, ma ha mostrato che l’inflazione non si sta raffreddando. Un’inflazione persistente potrebbe effettivamente impedire alla Fed di muoversi tanto rapidamente o in modo aggressivo quanto vorrebbe per contrastare l’indebolimento del mercato del lavoro — e la mancanza di nuovi dati economici rende il compito ancora più difficile, sottolinea Kenwell.
Fino a mercoledì, il Nasdaq 100 era in rialzo di oltre 20% da inizio anno e di più del 55% rispetto ai minimi di aprile, proseguendo una serie positiva di sette mesi consecutivi. Se, come ha affermato il presidente Jerome Powell, un taglio dei tassi a dicembre è “tutt’altro che scontato”, ciò potrebbe spingere alcuni investitori a frenare la recente corsa dei mercati.
Gli utili trimestrali avranno un ruolo cruciale nei prossimi giorni, ma potremmo assistere a prese di profitto dopo un rally così forte. Tuttavia, finché la crescita degli utili resterà solida e i consumatori manterranno la loro forza, eventuali correzioni potrebbero rappresentare un’interessante opportunità di acquisto. Negli ultimi mesi, infatti, i ribassi brevi e superficiali hanno lasciato molti investitori con liquidità in attesa di un’occasione più allettante per entrare sul mercato, conclude Kenwell.
Alle 14:15 si pronuncerà la Bce sui tassi e alle 14:45 la presidente, Christine Lagarde, terrà la consueta conferenza stampa. «La riunione della Bce non riguarda tanto la decisione sui tassi in sé - si prevede infatti che Francoforte li lascerà invariati al 2% - quanto piuttosto il tono e gli eventuali segnali di un possibile cambiamento rispetto all'attuale posizione di tassi fermi», afferma Philippe Haïk, portfolio manager di Axiom Alternative Investments. «Non prevediamo che questa riunione porterà cambiamenti significativi. I dati macroeconomici che sono stati pubblicati dopo la scorsa riunione hanno largamente confermato la valutazione della Bce: crescita bassa ma stabile, senza un impatto visibile dai dazi come inizialmente temuto; e inflazione in ritorno verso l'obiettivo del 2% nel medio termine, con un possibile calo nella seconda metà del prossimo anno che è in gran parte considerato tecnico e temporaneo. Riteniamo che i rischi siano leggermente orientati verso un tono più restrittivo, poiché gli ultimi dati Pmi e dell'inflazione di settembre sono risultati robusti».
L’euro sale dello 0,15% a 1,1616 dollari. Il pil della Francia è aumentato dello 0,5% nel terzo trimestre, dopo un incremento dello 0,3% nei tre mesi precedenti, secondo dati preliminari. La lettura ha battuto il consenso degli economisti che si aspettavano un incremento dello 0,2% trimestre su trimestre. Su base annua, il pil è cresciuto dello 0,9%, rispetto all'espansione rivista dello 0,7% precedente e all'incremento previsto dello 0,6%. Mentre i consumi delle famiglie francesi su base mensile sono aumentati dello 0,3% a settembre, dopo un incremento rivisto dello 0,2% ad agosto. La lettura ha battuto il consenso degli economisti che si aspettavano un dato invariato.
Alle 10 è atteso il pil preliminare del terzo trimestre dell’Italia, alle 10:55 la disoccupazione a ottobre della Germania, alle 11 il pil preliminare del terzo trimestre sempre della Germania e la disoccupazione a settembre dell’Italia. mentre alle 12 arriva una raffica di dati macro dall’Eurozona: il pil del terzo trimestre (prima stima), l’indice sulla fiducia economica a ottobre, l’indice sulla fiducia industriale a ottobre, l’indice sulla fiducia dei consumatori a ottobre e il dato sul tasso di disoccupazione a settembre. Alle 13 il fatturato industriale ad agosto dell’Italia.
I prezzi dell’oro hanno interrotto la serie negativa durata quattro giorni poiché il previsto taglio dei tassi da parte della Federal Reserve ha fornito un po' di supporto. L’oro spot sale dell’1% a 3.967,03 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro scendono dello 0,72% a 3.971 dollari. Il metallo è precipitato dai livelli record della scorsa settimana sopra i 4.300 dollari l’oncia a causa dell’aumento delle prese di profitto e del calo della domanda di beni rifugio. Il taglio dei tassi della Fed ora lo sostiene, anche perché la mossa ha temporaneamente messo pressione sul dollaro, anche se i guadagni sono limitati dopo che il presidente della Fed, Jerome Powell, ha dichiarato che un ulteriore taglio a dicembre è «ben lontano dall’essere scontato».
Sul listino milanese attenzione a Stellantis che ha chiuso il terzo trimestre con un incremento del fatturato del 13% su base annua, a 37,2 miliardi di euro, trainato soprattutto dai suoi mercati più grandi, il Nord America e l'Europa. Il risultato è in linea con il consenso degli analisti.
Mentre Campari ha registrato una crescita organica resiliente nei primi nove mesi del 2025, con un incremento delle vendite e dell'ebitda rettificato, nonostante un contesto operativo sfidante. JP Morgan ha alzato la raccomandazione da underweight a neutral e il target price da 5 a 6 euro.
Tra le banche occhio a Unicredit che ha comunicato di aver incrementato a circa il 29,5% la propria partecipazione nella greca Alpha Bank, avendo ricevuto il via libera Bce a salire fino al 29,9%.
Quanto al piano strategico al 203 di Italgas, il primo dopo l'acquisizione di 2i rete Gas, prevede 16,5 miliardi di euro di investimenti complessivi, in crescita del 5,7% rispetto al precedente piano, e un ebitda a 3 miliardi al 2031, con una Rab (ritorno degli investimenti) complessiva superiore ai 20 miliardi.
Conti anche per Prysmian che registrato nel terzo trimestre una crescita significativa di utili e ricavi e ha rivisto al rialzo la guidance per l'intero 2025 e per Amplifon che ha registrato nel terzo trimestre un calo dell'utile netto adjusted e previsto una crescita dei ricavi per l'intero 2025 tra il 2% e il 2,5% a cambi costanti, con un margine ebitda adjusted intorno al 23%.
Invece, Tenaris ha registrato a sorpresa un aumento del 2% delle vendite nette del terzo trimestre, grazie alla stabilità dell'attività di perforazione in Nord America che ha contribuito a compensare la debolezza in altre regioni, anche se ha segnalato che i margini saranno colpiti dall’impatto dei costi legati ai dazi.
E se Consob ha approvato la pubblicazione del prospetto per l'aumento di capitale da 400 milioni di Avio, con la negoziazione dei diritti dal 3 all'11 novembre: oggi, 30 ottobre, si riunisce il cda per fissare il prezzo di offerta delle nuove azioni, la Corte dei Conti ha bocciato la delibera del governo per il progetto che impegna 13,5 miliardi per realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina, che vede WeBuild nel ruolo di leader del consorzio Eurolink per il progetto e la costruzione dell'opera. Quanto a Iveco, Iveco Bus ha firmato tre accordi quadro con Île-de-France Mobilités, ente di trasporto pubblico francese, per fornire fino a 4.000 autobus a basse o zero emissioni tra il 2026 e il 2032. Infine è da monitorare Iren dopo che Kepler Cheuvreaux ha tagliato la raccomandazione da buy a hold. (riproduzione riservata)