Ore 16:30 Ftse Mib verso i 45 mila punti, Wall Street in calo
Ore 15:30 Wall Street apre poco mossa
Il Ftse Mib chiude a un soffio dai 45 mila punti, a quota 44.944, con un rialzo dell’1,1% che vale la maglia rosa tra i listini europei. Il paniere milanese tocca così un livello che non si vedeva dal 2001 grazie alle performance toniche dei titoli bancari, con Mps (+2,6%), Unicredit (+2,3%) e Mediobanca (+2,1%) sul podio. In calo solo due blue chip: Moncler (-0,5%) e Ferrari (-0,1%). Spread Btp/Bund in aumento a 69 punti.
Bene anche le altre borse europee con Francoforte che guadagna l'1,1%, Londra lo 0,8%, Parigi lo 0,7% e Madrid lo 0,9%. In calo, invece, Wall Street dopo due ore di scambi.
Sulle due sponde dell’Atlantico i listini azionari procedono in direzioni opposte. Le borse europee si avviano verso una chiusura sopra la parità, con il Ftse Mib (+1,12%) che vede i 45 mila punti a un'ora dal termine degli scambi, mentre negli Stati Uniti i principali indici trattano sotto la parità a un'ora dall'apertura.
Sul fronte dei dati, negli Usa l'indice dei prezzi delle abitazioni Case-Shiller ha registrato un calo dello 0,2% in ottobre, dopo la flessione dello 0,3% registrata a settembre. Su base annua, i prezzi delle case a livello nazionale sono cresciuti dell'1,4%, in lieve aumento rispetto all'1,3% di settembre. Inoltre, le vendite comparabili, misurate dal Redbook, sono cresciute del 7,6% su base annua nella settimana terminata il 27 dicembre, rispetto all'incremento del 7,2% dell'ottava precedente. Gli investitori attendono ora i verbali della riunione della Fed di dicembre, in arrivo stasera.
Wall Street apre debole nella penultima seduta del 2025 per i mercati americani. Gli investitori attendono la pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve, in cui il Comitato ha ridotto il tasso di riferimento di 25 punti base, alla ricerca di segnali sul futuro della politica monetaria per il prossimo anno. Secondo lo strumento FedWatch, al momento i mercati attribuiscono una probabilità del 16,1% a un nuovo taglio di 25 punti base nella riunione di gennaio.
All’avvio dei mercati americani il Ftse Mib viaggia a 44.909 punti, in rialzo dell’1,1%. Il listino è sostenuto dai titoli bancari, con Mps (+2,4%) che guida il paniere insieme a Unicredit (+2,2%), Mediobanca (+2%) e Bper Banca (+1,9%). In calo solo tre blue chip: Diasorin (-0,2%), Moncler (-0,1%) e Campari (-0,1%). Spread a 68 punti.
L’indice Ftse Mib di Piazza Affari resta il migliore in Europa con un +1,18% a 44.961 punti alle 14:40 grazie alla spinta delle banche, tutte in rialzo di oltre due punti percentuali, di Stm, Tim e Unipol. Poche le azioni che rimangono indietro tra cui Brunello Cucinelli e Moncler nel settore del lusso, Campari e Diasorin, ma hanno corso parecchio nelle sedute precedenti.
Al 29 dicembre del 2025 l'indice Ftse Mib ha registrato un aumento del 30% (44.793 il massimo annuale il 12 novembre), la massima variazione in positivo dall'anno 2000.
Lo spread Btp/Bund sale a quota 68,4 punti base (il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,50%) dopo che con 216 sì, 126 no e 3 astenuti la manovra, la quarta del governo a guida Meloni, è legge dopo l'ok definitivo della Camera arrivato poco prima delle 13 concludendo un iter, lungo e complesso, iniziato a ottobre.
Il Ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, in conferenza stampa a chi gli chiedeva un commento sulle accuse dell'opposizione che la Legge di Bilancio sia a favore dei ricchi, ha replicato dicendo che «è semplicemente falso», aggiungendo che lo sforzo che è stato fatto si concentra sui redditi medio-bassi.
Negli ultimi 12 mesi lo spread Btp/Bund ha registrato un restringimento di oltre 50 punti base in scia ad alcuni fattori tra cui l'aumento dei rendimenti tedeschi per il massiccio piano di emissioni e le promozioni dell'Italia da parte delle agenzie di rating che hanno ulteriormente aumentato l'appetito degli investitori per i titoli di Stato italiani.
Piazza Affari si porta sui massimi di gennaio 2001 grazie alle banche. L’indice Ftse Mib sale dell’1,03% a 44.894 punti alle 13:30 e segna la performance migliore tra gli indici europei (Francoforte +0,59%, Parigi +0,45% e Londra +0,40%) grazie al rally di Mps (+2,60%), Unicredit (+2,38%), Mediobanca (+2,41%), Bper (+2%) e Intesa Sanpaolo (+1,70%). Inoltre, con le nuove tensioni geopolitiche tra la Russia e l’Ucraina, ma anche tra gli Stati Uniti e il Venezuela e l’Iran, i titoli della difesa come Leonardo +0,64% e Fincantieri +0,36% tornano in auge. Di riflesso salgono anche i prezzi del petrolio (futures sul Brent +0,31% a 61,68 dollari al barile).
Tutto questo anche se i futures Usa viaggiano sulla parità in attesa dei verbali dell'ultima riunione della Fed, in uscita alle 20, che forniranno maggiori spunti sulle future mosse di politica monetaria e sulle posizioni dei vari membri della banca centrale americana. Il taglio dei tassi di interesse di un quarto di punto al 3,50%-3,75% nella riunione del 9-10 dicembre ha suscitato tre dissensi nel board della Fed.
Le borse europee consolidano il rialzo (Francoforte +0,35%, Parigi +0,35%, Londra +0,26% e Milano +0,93% a 44.848 punti grazie allo sprint delle banche, in particolare di Mps, Unicredit, Mediobanca e Bper, con lo spread inchiodato a quota 67,5 punti base alle 12:15). Il prezzo del petrolio vira in territorio positivo (futures sul Brent +0,47% a 61,78 dollari al barile e sul Wti +0,36% a 58,29 dollari al barile) dopo che il ministro degli Esteri ucraino ha invitato gli altri Paesi ad astenersi dal rispondere a quelli che ha definito resoconti «falsi russi» su un presunto attacco a una residenza del presidente, Vladimir Putin, affermando che minano il processo di pace.
Mentre il Cremlino ha detto che l'attacco ucraino con droni contro una residenza presidenziale nella regione di Novgorod renderà più dura la posizione di Mosca su un possibile accordo di pace. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha affermato che i media occidentali stanno assecondando Kiev.
Guardando al futuro, le prospettive per il 2026 appaiono meno favorevoli. «Con i prezzi destinati a rimanere sotto pressione, prevediamo che la produzione di greggio statunitense inizierà a rallentare nel 2026. Il nostro scenario di base presuppone prezzi del Wti costantemente inferiori a 60 dollari al barile, il che aumenterà il rischio di cali più pronunciati della produzione», stima Violeta Todorova, Senior Research Analyst di Leverage Shares. «I produttori di scisto necessitano di un prezzo medio del petrolio di circa 65 dollari al barile per perforare un nuovo pozzo in modo redditizio, evidenziando la crescente tensione tra prezzi e crescita futura dell'offerta».
La maggior produzione di petrolio e l'imminente eccesso di offerta stanno creando una persistente pressione al ribasso sui prezzi del greggio, che probabilmente si estenderà nei prossimi mesi, secondo Violeta Todorova. «Una rottura al di sotto del supporto chiave di 55,12 dollari appare sempre più probabile, il che suggerisce che il greggio Wti potrebbe scendere a circa 50 dollari al barile nel primo trimestre del 2026, prima di stabilizzarsi attorno a quel livello per il resto dell'anno», continua l’esperta. «Sebbene sia probabile una debolezza dei prezzi a breve termine, il ribasso appare sempre più contenuto. La disciplina della politica di produzione dell'Opec+ e l'attuale accumulo di scorte strategiche e commerciali da parte della Cina dovrebbero agire come forze stabilizzatrici, limitando l'entità di ulteriori cali dei prezzi».
Le borse europee accelerano al rialzo (Dax +0,16%, Cac40 +0,29%, Ftse100 +0,26% e Ftse Mib +0,79% a 44.785 punti alle 11 con lo spread Btp/Bund stabile a 67 punti base) con i futures Usa positivi (+0,02% quello sul Dow Jones e +0,03% quello sull’S&P500). In evidenza con guadagni oltre due percentuali Mps e Mediobanca. Bene anche Unicredit (+1,9%) e Intesa Sanpaolo che passa di mano a quota 5,912 euro (+1,27%) dopo aver comunicato che, attraverso la divisione Imi Corporate & Investment Banking, guidata da Mauro Micillo, ha consolidato il proprio ruolo di partner finanziario di riferimento nel Medio Oriente.
Dal 2023, la divisione ha partecipato, assieme ad altre banche, a operazioni del valore complessivo pari a oltre 60 miliardi di euro e in particolare operazioni di finanziamento nel ruolo di Mandated Lead Arranger per oltre 30 miliardi di euro; emissioni obbligazionarie in qualità di bookrunner per un importo complessivo pari a 30 miliardi di euro. A queste si aggiungono operazioni di advisory e di copertura tasso.
A Piazza Affari l’indice Ftse Mib allunga il passo e sale dello 0,56% a 44.686 punti alle 10 con tutte le banche positive, in particolare Mps, Unicredit, Banco Bpm, Bper e la Popolare di Sondrio. Poche le note stonate, tra cui Moncler, Campari e Diasorin, salite lunedì 29 dicembre.
L’euro perde lo 0,02% a 1,1768 dollari. L'inflazione annua in Spagna è scesa al 2,9% a dicembre rispetto al 3% di novembre, secondo i dati preliminari. Il dato si colloca leggermente al di sopra delle stime degli economisti al 2,8%. Su base mensile, i prezzi al consumo in Spagna sono aumentati dello 0,3% rispetto al +0,2% registrato nel mese precedente.
I mercati europei si muovono incerti in apertura. Il Dax sale dello 0,02%, il Cac 40 scende dello 0,10%, il Ftse100 guadagna lo 0,11% e il Ftse Mib lo 0,26% a 44.553 punti con lo spread Btp/Bund poco mosso a quota 67,4 punti base. L’attività resta contenuta in vista della chiusura dell’anno, con volumi ridotti e il sentiment comunque sostenuto dalla resilienza macro dell’Eurozona e dalle speranze di una ripresa in Germania nel 2026.
I futures statunitensi scendono: Dow Jones -0,11% ed S&P 500 -0,08%. Il sentiment resta cauto dopo il sell-off sui titoli tecnologici del 29 dicembre con Nvidia, Palantir e Meta in ribasso. Il dollaro è stabile in attesa delle minute della riunione della Fed di dicembre, mentre i Treasury Usa 10 anni restano fermi al 4,11%. Sul fronte materie prime, oro e argento rimbalzano dopo il forte calo di lunedì, mentre il petrolio è in lieve flessione: il consorzio dell'oleodotto del Mar Caspio, che trasporta petrolio dal Kazakistan, ha sospeso le esportazioni di greggio dal terminale del Mar Nero a causa del maltempo.
Sul listino milanese Mps che ha recepito i rilievi della Bce e modificato la bozza del nuovo statuto, eliminando il passaggio più controverso, sale dello 0,6% a 8,94 euro: il principio di residualità della lista del board. L’istanza è stata inviata di nuovo a Francoforte che potrebbe tornare a esprimersi a giorni, aprendo così la strada alla fase operativa del rinnovo del vertice del Monte.
Invece, Azimut (+0,23% a 35,47 euro) ha esteso l'accordo vincolante di esclusiva con Fsi Sgr relativo al progetto The Next Bank.
Nel settore delle costruzioni Webuild (+1,55% a 3,40 euro) si è aggiudicata in consorzio un contratto da 660 milioni di euro nell'ambito dei lavori per la realizzazione della nuova Linea 10 della metropolitana di Napoli.
Contratti anche per Maire (+0,69% a 13,08 euro). Alle controllate della business unit Integrated E&C Solutions sono stati assegnati lavori aggiuntivi relativi a ordini precedentemente annunciati e nuove commesse per un importo complessivo di 700 milioni di euro, di cui 430 milioni relativi a lavori aggiuntivi situati principalmente nell’Africa subsahariana e in Medio Oriente, e 270 milioni a nuove aggiudicazioni per l’esecuzione di progetti di energia rinnovabile in Medio Oriente, oltre a integrazioni contrattuali riguardanti progetti di efficientamento energetico in Italia.
Mentre tra i media Mondadori (-0,48% a 2,07 euro) ha sottoscritto un accordo per l'acquisizione, da parte di Arnoldo Mondadori Editore, del 58,84% di Edilportale.com per 31,2 milioni di euro.
Infine, rally di Farmacosmo (+5,91% a 0,448 euro) che ha sottoscritto un accordo per la cessione del 50% di BauCosmesi, società controllata attiva nel canale pet attraverso il portale baucostmesi.it, a Pet Being, guidata da Nicolò Galante. L’operazione valorizza il 100% di BauCosmesi 10 milioni di euro, a fronte di un investimento iniziale di circa 0,5 milioni, segnando una significativa creazione di valore per il gruppo quotato sull’Egm.
Borse europee attese in calo (-0,14% il future sull’Eurostoxx50) in scia alla debolezza di Wall Street del 29 dicembre e in attesa, alle 20, della pubblicazione dei verbali della riunione della Fed svoltosi tra il 9 e il 10 dicembre, che ha tagliato i tassi di interesse di 25 punti base e ha fornito un outlook meno falco del previsto. Dalle minute dovrebbero emergere divisioni in seno al consiglio della banca centrale americana riguardo all'orientamento sui tassi nel 2026.
Dopo la riunione di dicembre il presidente, Jerome Powell, ha sottolineato che il percorso della politica monetaria non è «risk-free», ma ha segnalato che la carta vincente per gli Stati Uniti, alle prese con un'inflazione persistente e la debolezza del mercato del lavoro, può essere l'alta produttività. La settimana scorsa i dati hanno mostrato che nel terzo trimestre l'economia statunitense è cresciuta più velocemente del previsto.
Il tutto mentre il presidente statunitense, Donald Trump, ha ribadito la minaccia di intentare una causa contro Powell per quella che ha definito una «grave incompetenza» in relazione alla gestione dei lavori di ristrutturazione della sede centrale della Fed a Washington. Il tycoon intende annunciare il successore di Powell a gennaio.
Il dollaro è stabile sia nei confronti dell’euro sia dello yen in attesa della diffusione delle minute della Fed. Inoltre alle 9 viene pubblicato il dato sull’inflazione preliminare a dicembre della Spagna, alle 14:55 l’indice settimanale Redbook degli Statii Uniti e alle 15 l’indice dei prezzi delle case a ottobre.
Il rendimento del Btp 10 ani è poco mosso al 3,46% con lo spread con il Bund a 67 punti base dopo che la Camera ha votato il sì alla fiducia per la manovra 2026 in attesa del via libera definitivo atteso in giornata.
Sul fronte dell'offerta, non si svolgeranno le aste a medio-lungo termine, cancellate dal Tesoro in ragione delle attività di gestione di cassa. Mentre si ragiona su un possibile sindacato che via XX Settembre potrebbe lanciare nei primi giorni del 2026, come in occasione del dual tranche dello scorso 8 gennaio, con cui raccolse 18 miliardi di euro. Ifr segnala la possibilità di un'emissione sul segmento 7 o 15 anni.
Tra le materie prime rimbalzano oro (futures +0,94% a 4.384 dollari l’oncia) e argento (+5,3% a 74,24 dollari l’oncia), viceversa i prezzi del petrolio scendono (futures sul Wti -0,14% a 58 dollari al barile e sul Brent -0,16% a 61,39 dollari al barile) dopo i forti rialzi della sessione precedente, mentre le tensioni tra Russia e Ucraina restavano elevate nonostante gli sforzi degli Stati Uniti per rilanciare i colloqui di pace.
Mosca ha accusato Kiev di aver attaccato una delle residenze del presidente russo, Vladimir Putin, garantendo una ritorsione, senza tuttavia fornire prove a sostegno dell'accusa che l'Ucraina ha respinto e che mette a rischio i negoziati per porre fine alla guerra.
A queste tensioni geopolitiche se ne aggiungono altre. Proseguono, infatti, per il secondo giorno le esercitazioni cinesi al largo di Taiwan. Pechino ha lanciato razzi verso Taiwan e ha schierato nuove navi d'assalto anfibie insieme a bombardieri e navi da guerra per circondare l'isola.
Al contempo Trump ha detto che gli Stati uniti potrebbero sostenere un altro attacco di grande portata contro l'Iran qualora riprendesse la ricostruzione dei suoi programmi di missili balistici o armi nucleari e ha avvertito Hamas delle gravi conseguenze se non procedesse al disarmo.
Come se non bastasse gli Usa hanno colpito una zona del Venezuela dove la droga viene caricata a bordo delle navi, parlando apertamente per la prima volta delle operazioni terrestri di Washington nel Paese dall'inizio della campagna contro il governo del presidente Nicolas Maduro.
Sul fronte dell’offerta, gli investitori hanno valutato i dati della U.S. Energy Information Administration relativi alla settimana conclusasi il 19 dicembre. Il rapporto ha mostrato che le scorte di greggio negli Stati Uniti sono aumentate di 405.000 barili, in controtendenza rispetto alle aspettative degli economisti che prevedevano un calo. Anche le scorte di benzina e di distillati sono risultate in aumento, segnalando una domanda più debole o una forte attività delle raffinerie nel periodo considerato.
Sul listino milanese attenzione a Mps che ha recepito i rilievi della Bce e modificato la bozza del nuovo statuto, eliminando il passaggio più controverso: il principio di residualità della lista del board. L’istanza è stata inviata di nuovo a Francoforte che potrebbe tornare a esprimersi a giorni, aprendo così la strada alla fase operativa del rinnovo del vertice del Monte.
Invece, Azimut ha esteso l'accordo vincolante di esclusiva con Fsi Sgr relativo al progetto The Next Bank.
Nel settore delle costruzioni Webuild si è aggiudicata in consorzio un contratto da 660 milioni di euro nell'ambito dei lavori per la realizzazione della nuova Linea 10 della metropolitana di Napoli.
Mentre tra i media Mondadori ha sottoscritto un accordo per l'acquisizione, da parte di Arnoldo Mondadori Editore, del 58,84% di Edilportale.com per 31,2 milioni di euro.
Infine, è da monitorare Farmacosmo che ha sottoscritto un accordo per la cessione del 50% di BauCosmesi, società controllata attiva nel canale pet attraverso il portale baucostmesi.it, a Pet Being, guidata da Nicolò Galante. L’operazione valorizza il 100% di BauCosmesi 10 milioni di euro, a fronte di un investimento iniziale di circa 0,5 milioni, segnando una significativa creazione di valore per il gruppo quotato sull’Egm. (riproduzione riservata)