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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in netto rialzo (+1,2%) con Bper, Iveco e Leonardo. Spread a 83 punti
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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in netto rialzo (+1,2%) con Bper, Iveco e Leonardo. Spread a 83 punti

29 luglio 2025, 08:17 Ultimo aggiornamento: 17:57

Milano è la piazza migliore in Ue. Wall Street procede mista. L’euro resta sotto 1,16 dollari in attesa dei dati macro Usa e alla vigilia della Fed. Makhlouf (Bce): accordo sui dazi un freno alla crescita, ma riduce l’incertezza | Unicredit pronta a riprendere la scalata su Commerzbank

  • Ore 16:30 Ftse Mib in netto rialzo a un’ora dalla chiusura 
  • Ore 15:30 Wall Street apre mista dopo accordo Usa-Ue sui dazi
  • Ore 14:40 Futures Usa in rialzo, a Milano sprint di Iveco 
  • Ore 11:50 Ftse Mib positivo, svetta Bper. Lo spread scende a 83 dopo l’asta Bot
  • Ore 10:30 Il Ftse Mib riconquista quota 41.000 con Unicredit. Lo spread scende a 83
  • Ore 09:10 Ftse Mib in rialzo con Bper e Mediobanca. Spread stabile a 84 alla vigilia della Fed
  • Ore 08:10 Europa attesa in rialzo, euro ancora sotto 1,16 dollari

Il Ftse Mib chiude a 41.234 punti, in rialzo dell’1,2%, con la migliore performance tra le borse europee. A trainare il listino milanese, oltre a Bper, è la coppia Iveco-Leonardo, sulla scia delle nuove indiscrezioni relative alla vendita della divisione Difesa al gruppo italiano e del business dei veicoli commerciali agli indiani di Tata Motors. Iveco guadagna il 4,8% e Laonardo il 3,6%. Bene anche le banche con Bper (+4,9%) e Banco Bpm (+3%). In coda al paniere delle blue chip Nexi (-1,4%), Campari (-1,1%) e Moncler (-1%). Spread a 83,5 punti. 

L’attenzione dei mercati si sposta ora sulla riunione della Federal Reserve che comunicherà il 30 luglio la sua decisione sui tassi di interesse. 

Ore 16:30 Ftse Mib in netto rialzo a un’ora dalla chiusura 

Il Ftse Mib si avvia a chiudere la seduta del 29 luglio in netto rialzo e, a circa un’ora dalla fine degli scambi, viaggia a 41.357 punti (+1,5%). In vetta c’è sempre Iveco (+6,2%), seguita da Bper Banca (+4,7%) e Leonardo (+3,5%), probabile acquirente della divisione Difesa di Iveco: secondo Bloomberg il deal sarebbe in dirittura d’arrivo. In calo Campari (-1,2%), Nexi (-0,9%) e Inwit (-0,8%). 

Negli Stati Uniti gli indici azionari proseguono contrastati. Intanto la fiducia di consumatori a luglio si è attestata a 97,2 punti, in aumento rispetto alla precedente misurazione di 95,2 punti e meglio delle attese degli economisti. L’attenzione ora si sposta sulla Federal Reserve, che il 30 luglio comunicherà la sua decizione sui tassi di interesse. 

«Le aspettative per la riunione della Fed di questa settimana sono in generale positive, con i mercati che prevedono sostanzialmente nessun cambiamento nella politica monetaria e solo lievi modifiche alla dichiarazione ufficiale. La Fed rimane in modalità “aspetta e osserva”, poiché l’inflazione, l’occupazione e la crescita sono vicine, ma non hanno ancora raggiunto, i loro livelli target», sostiene George Bory, chief investment strategist Fixed Income di Allspring Global Investments. 

Ore 15:30 Wall Street apre mista dopo accordo Usa-Ue sui dazi

Le borse americane aprono miste all’indomani dell’accordo Usa-Ue sui dazi. Il Dow Jones resta sulla parità, mentre S&P 500 e Nasdaq aprono guadagnando rispettivamente lo 0,2% e lo 0,5%. A Milano il Ftse Mib rimane tonico, a quota 41.330 punti (+1,5%), trainato da Iveco che corre (+7,3%) dopo le indiscrezioni sull’imminente chiusura della vendita della divisione Difesa a Leonardo e dei veicoli commerciali a Tata Motors. 

Sul fronte macro, le vendite al dettaglio delle catene nazionali statunitensi sono aumentate del 4,9% su base annua nella settimana terminata il 26 luglio, rallentando rispetto al +5,2% registrato dalla rilevazione precedente del Redbook Research Index. 

Makhlouf (Bce): l’accordo sui dazi è un freno alla crescita, ma riduce l’incertezza

Il giorno dopo l’intesa commerciale tra Stai Uniti e Ue, che prevede tariffe del 15% sulla maggior parte delle merci scambiate tra i due blocchi, Gabriel Makhlouf, membro del consiglio direttivo della Banca centrale europea, osserva come questo accordo porti con sé conseguenze sia positive sia negative.

«I dazi statunitensi del 15% sui beni dell'Unione europea freneranno la crescita economica della zona euro rispetto a sei mesi fa, ma la riduzione dell'incertezza e il minore rischio di una dannosa guerra commerciale attenueranno in parte l'impatto», sottolinea Makhlouf. «La crescita economica nella zona euro continua comunque a svilupparsi in linea con le previsioni e l'inflazione si sta stabilizzando. Questo significa che la Bce può aspettare per vedere se i dati indicano la necessità di rivedere la propria posizione di politica monetaria».

Ore 14:40 Futures Usa in rialzo, a Milano sprint di Iveco 

Con i futures statunitensi positivi (+0,11% quello sul Dow Jones e +0,23% quello sull’S&P500 alle 14:40), i mercati azionari europei salgono: Francoforte guadagna l’1%, Parigi l’1,31%, Londra lo 0,67% e Milano l’1,41% a 41.308 punti, la piazza migliore in Ue grazie ai progressi delle banche, in particolare di Bper, Popolare di Sondrio, Banco Bpm, Banca Medioanum, Unicredit, tutte in crescita di oltre due punti percentuali, e nel settore della difesa di Leonardo e Iveco (+6%). L’euro resta sotto 1,16 dollari in attesa dei dati macro Usa (le scorte di magazzino negli Stati Uniti a giugno sono salite dello 0,2% a 907,7 miliardi di dollari, contro il calo dello 0,1% atteso dal consenso degli economisti) e alla vigilia della Fed e lo spread Btp/Bund è schiacciato a 83,14 punti base.

Ore 11:50 Ftse Mib positivo, svetta Bper. Lo spread scende a 83 dopo l’asta Bot

Le borse europee consolidano il rialzo (Dax +1,13%, Cac40 +1,22% e Ftse100 +0,46% alle 11:50) mentre gli investitori soppesano l'impatto dei nuovi dazi del 15% sulla maggior parte dei beni dell'Unione Europea.

In vista della scadenza del 1° agosto, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto che un'aliquota generalizzata tra il 15% e il 20% di «dazi mondiali» sarà estesa ai partner commerciali che non negozieranno accordi separati con gli Stati Uniti.

A Piazza Affari l'indice Ftse Mib sale dello 0,80% a 41.056 punti. Svetta Bper (+2,67%) che ha chiuso l'opas sulla Popolare di Sondrio (+1,51%) con l'80% del capitale lo scorso 25 luglio. Sugli scudi anche Leonardo con un +2,94%, in ripresa dal flop della vigilia. 

Scende a quota 83,4 punti il differenziale tra Btp e Bund decennali dopo che il Tesoro ha collocato 6,5 miliardi di Bot a 6 mesi con un rendimento al top da fine aprile. Il tasso del Buono 30 gennaio 2026 è salito all’1,993% dall’1,95% del collocamento di fine giugno. A fine aprile era al 2,069%. Il 30 luglio l’asta da 9 miliardi tra Btp e Ccteu. 

Ore 10:30 Il Ftse Mib riconquista quota 41.000 con Unicredit. Lo spread scende a 83

L’indice Ftse Mib allunga il passo, sale dello 0,77% a quota 41.044 punti alle 10:30 con Leonardo (+2,06%), Bper (+2,35%) e Unicredit (+1,30%) in testa. La quota azionaria di quest’ultima in Commerzbank è salita dal 19,20% al 20,17%, come risulta da un documento depositato oggi, 29 luglio, mentre la banca italiana spinge per una fusione tra i due istituti di credito.

L'8 luglio Piazza Gae Aulenti aveva comunicato di aver raddoppiato la propria partecipazione in Commerzbank portandola a circa il 20%, e che intendeva aumentare «a tempo debito» la sua partecipazione a «circa il 29%». Tra i segni meno spicca il -2,12% di Stellantis dopo i conti semestrali.

A giugno salgono export e import extra Ue

Lo spread Btp/Bund scende a 83,9 punti base e l’euro si conferma debole sotto 1,16 dollari (-0,15% a 1,1565). A giugno l'Istat ha stimato per l'interscambio commerciale con i Paesi extra Ue a 27 Stati un aumento congiunturale per entrambi i flussi, più ampio per le esportazioni (+6%) rispetto alle importazioni (+5,1%).

L'incremento su base mensile dell'export si deve alle maggiori vendite di beni strumentali (+13,1%), tra cui mezzi di navigazione marittima. Sono aumentate anche le vendite di energia (+19,7%), beni intermedi (+5,2%) e beni di consumo non durevoli (+1,8%) mentre sono scese quelle di beni di consumo durevoli (-5,4%). Dal lato dell'import, sono stati rilevati incrementi congiunturali diffusi, i più marcati per beni di consumo durevoli (+12,2%) e beni strumentali (+8,6%).

Ore 09:10 Ftse Mib in rialzo con Bper e Mediobanca. Spread stabile a 84 alla vigilia della Fed

Le borse europee si muovono in rialzo in avvio di seduta. Il Dax segna un progresso dello 0,51%, il Cac40 guadagna lo 0,45%, il Ftse100 lo 0,11% e il Ftse Mib lo 0,41% a 40.900 punti. Sui mercati resta l’attenzione verso i negoziati tra Stati Uniti e Cina, che riprendono oggi, 29 luglio, con l’ipotesi di una proroga di 90 giorni sui dazi commerciali. I futures americani si mantengono in leggero rialzo: quello sull’S&P 500 registra un +0,14% e quello sul Dow Jones un +0,09%, alla vigilia della riunione della Fed.

Fed: non è il momento di fare sonnellini per Mfs Im

Con zero aspettative per un cambiamento dei tassi, ci si sarebbe potuti aspettare una riunione del tutto soporifera. Ma questa riunione del Fomc, a detta di Erik Weisman, Chief Economist, Portfolio Manager di Mfs Im, ha il potenziale per suscitare più interesse rispetto alla maggior parte delle altre. «Anche se la dichiarazione della Fed probabilmente non rivelerà nulla di nuovo, la conferenza stampa potrebbe essere un evento televisivo da non perdere. Il presidente Powell sarà senza dubbio sottoposto a numerose domande sul suo mandato e sulle pressioni e critiche che sta ricevendo dalla Casa Bianca», sottolinea Weisman.

Probabilmente gli verrà chiesto quale sia il significato dell'indipendenza della Fed e quale sia il suo contributo nel cercare di preservarla. Rimarrà fermo nella sua decisione di portare a termine il suo mandato come presidente? Potrebbe prendere in considerazione l'idea di rimanere nel Consiglio fino al 2028, anche dopo la fine del suo mandato di presidente? Prenderebbe in considerazione l'idea di dimettersi per alleggerire la pressione sulla Fed? Probabilmente gli verranno anche poste domande sulla ristrutturazione degli edifici della Federal Reserve e sul suo ruolo nella supervisione dei costi aggiuntivi. Powell cercherà probabilmente di chiudere il prima possibile questo interrogatorio, ma la stampa potrebbe avere altri piani e insistere su questi temi.

Al contempo Powell dovrà quasi certamente spiegare perché uno o forse anche due governatori si sono dichiarati contrari alla decisione di tagliare i tassi. Il governatore Waller ha praticamente annunciato che si opporrà (e la maggior parte interpreta questa decisione come un tentativo di ingraziarsi il presidente Trump nella corsa di Waller alla presidenza della Fed). Anche il governatore Bowman ha lasciato intendere che potrebbe unirsi alla richiesta di un taglio. «Se entrambi votassero contro il presidente, sarebbe la prima volta in oltre 30 anni di almeno due governatori dissenzienti. Come dovremmo interpretare questa divisione tra i membri del comitato, presidente Powell? È preoccupato di poter perdere il controllo della situazione, per così dire?», si chiede Weisman, convinto che Powell continuerà a esprimere un approccio attendista.

Data l'incertezza riguardo l'esito della politica dei dazi, la Fed vorrà più tempo per valutarne le conseguenze. Una settimana prima della riunione del Fomc, il mercato stimava una probabilità del 65% circa di un taglio dei tassi a settembre. Questa probabilità si stabilizzerà su un valore più vicino allo 0% o al 100% man mano che ci avvicineremo al 17 settembre. 

La Spagna cresce più delle attese

L’euro resta in ribasso dello 0,36% a 1,1541 dollari. La crescita economica spagnola ha accelerato fino a raggiungere lo 0,7% nel secondo trimestre rispetto allo 0,6% del trimestre precedente. Gli economisti si aspettavano una crescita del pil dello 0,6% su base trimestrale. Su base annua, l'economia spagnola del secondo trimestre ha registrato un'espansione del 2,8%, oltre il 2,5% stimato dagli esperti.

A Milano bene Bper, Mediobanca, Unicredit e Webuild. Cade Stellantis


Sul listino milanese Mps segna un +0,49% a 7,248 euro. In un’intervista al Corriere, F. Milleri, ceo di Luxottica e presidente di Delfin, ha commentato con interesse l’operazione lanciata da Mps su Mediobanca, in rialzo dell’1,36% a 18,97 euro (di cui Delfin detiene rispettivamente il 9,9% e 19,5%), definendola «molto interessante». Secondo lui, un eventuale adeguamento dell’offerta che rispecchi meglio l’andamento dei corsi di Borsa la renderebbe ancora più appetibile per gli investitori. Per quanto riguarda Generali (+0,69% a 32,15 euro), Milleri ha chiarito che Delfin (in cui detiene circa il 10% del capitale) non ha aumentato ulteriormente la propria partecipazione, ma ha concluso il processo di autorizzazione in due giurisdizioni Ue mancanti.

Secondo Il Sole 24 Ore, Mediobanca ha inviato una lettera a Generali per sollecitare, entro il 6 agosto, un accordo preliminare sul contratto di distribuzione legato all’offerta su Banca Generali (+0,55% a 47,62 euro), considerato un elemento chiave dell’operazione. Un via libera da parte del cda di Generali equivarrebbe a un primo sì all’intera operazione, ma non è ancora chiaro se la compagnia sia pronta a esporsi.

In evidenza con un +2,72% a 8,23 euro Bper Banca e con un +0,92% a 62,25 euro Unicredit, pronta a rafforzare la propria posizione in Commerzbank (+1,14% a 30,21 euro a Francoforte). Secondo quanto ricostruito da MF-Milano Finanza i consulenti della banca tedesca, Goldman Sachs e Ubs, sarebbero in allerta in vista di una possibile mossa da parte del gruppo guidato da Andrea Orcel: la conversione in azioni dell’ultimo pacchetto di derivati detenuto dal gruppo italiano, pari a circa l’8% del capitale. L’operazione, costruita a fine 2024 attraverso total return swap con controparti bancarie come Barclays e Citi, segnerebbe un passaggio decisivo nella strategia di avvicinamento al gruppo tedesco.

Inoltre, sono numerose le società che riuniscono i rispettivi cda sui conti trimestrali: Stellantis (-3,58% a 7,97 euro) li ha appena pubblicati. Nel primo semestre del 2025 il gruppo automobilistico ha registrato ricavi pari a 74,3 miliardi di euro, in calo del 13% anno su anno e una perdita netta di  2,3 miliardi dall’utile di 5,6 miliardi dello stesso periodo del 2024. L’impatto dei dazi Usa sull’esercizio 2025 è stato stimato in 1,5 miliardi circa. Nel secondo semestre la società vede ricavi e free cash flow industriale (i flussi di cassa industriali netti sono stati pari a -3 miliardi di euro nei primi sei mesi) migliorare rispetto al primo.

Seguiranno i conti di Terna, Amplifon, Recordati, Banca Generali, Brembo e Inwit. Per il resto, spunta un +3,59% a 3,92 euro Webuild visto che i lavori per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina dovrebbero ricevere il via libera del governo la prossima settimana.

In ambito editoriale, secondo Milano Finanza, Mondadori (+0,45% a 2,005 euro) avrebbe rilevato il 20% di Molly Bloom, un’accademia dedicata all’insegnamento della scrittura creativa in ambiti come la letteratura, lo spettacolo e i media, attraverso percorsi formativi quali master e corsi. Nel 2024 Molly Bloom ha registrato circa 400.000 euro di ricavi, 37.000 euro di ebitda e una perdita netta di 14.000 euro. Infine, Bialetti lascerà Piazza Affari dal 7 agosto dopo l'opa di Octagon Bidco che ha raggiunto il 96,4% del capitale.

Ore 08:10 Europa attesa in rialzo, euro ancora sotto 1,16 dollari

Le borse europee sono viste rimbalzare (+0,50% il futures sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta. L’accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea, che ha fissato una tariffa base del 15% sui beni europei che entrano negli Stati Uniti, elimina una delle principali fonti di incertezza per i mercati. «In diversi momenti durante il botta e risposta pubblico, una guerra commerciale più prolungata con dazi significativamente più alti sembrava possibile. Quel rischio, per ora, è stato accantonato», sottolinea Michael Metcalfe, Head of Macro Strategy di State Street Global Markets.

Ma incombono ancora altre scadenze tariffarie in particolare con la Cina. Nel frattempo l’Europa ha beneficiato di aspettative di crescita relative più favorevoli. «Ora che il rischio di una guerra commerciale sta diminuendo e la Bce ha riportato proattivamente la politica commerciale a un livello neutrale, la domanda chiave è se le aspettative di crescita europea non solo rimarranno stabili, ma inizieranno a migliorare», prosegue Metcalfe. «La risposta comincia a delinearsi e probabilmente determinerà se gli investitori si sentiranno a loro agio nell’aumentare le esposizioni su asset europei e sull’euro», che resta sui minimi di maggio a 1,1578 dollari (-0,03%).

L’impatto dei dazi Usa sulle imprese italiane

Solo per le imprese italiano l'impatto dei dazi al 15% è pari a 22,6 miliardi, secondo quanto ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, al Tg1. «Non è un tema solo di governo italiano ma di Europa anche. L'Europa deve compensare le mancanze di competitività dei nostri prodotti e aiutare quei settori più colpiti. Da subito deve attuare un nuovo piano industriale straordinario per le imprese, deve sforare il Patto di stabilità per le armi e la difesa, ma dobbiamo farlo anche per l'industria. E andare da subito a fare accordi con nuovi mercati dove noi potremmo essere forti e sostituire in parte la perdita che abbiamo negli Usa», ha suggerito Orsini. 

Bny Investments: la Fed manterrà invariati i tassi tra il 4,25% e il 4,5%

C’è attesa per l’esito della riunione della Fed del 30 luglio. «I funzionari della Fed dovranno impegnarsi molto per non intervenire nella prossima riunione del Fomc che manterrà invariato il range dei tassi di riferimento tra il 4,25% e il 4,5%, poiché né alla riunione precedente né da parte degli alti funzionari di alto livello sono stati inviati segnali di un possibile intervento», afferma Vincent Reinhart, chief economist di Bny Investments. «Lasceranno gradualmente sgonfiare le aspettative del mercato, che attualmente attribuisce circa il 60% di probabilità a un taglio dei tassi nella riunione di settembre».

Affinché la Fed tagli i tassi devono verificarsi tre condizioni. Ci deve essere una certa preoccupazione sul mercato del lavoro, la percezione che l’inflazione stia tornando verso l’obiettivo e una sufficiente certezza sulle prospettive future per essere fiduciosi riguardo alle prime due condizioni, spiega Reinhart che per ora prevede un taglio di 25 punti base nella riunione di dicembre e una probabilità inferiore al 50% di un taglio prima di allora.

L’agenda macro

Lato macro, alle 9 viene pubblicato il dato sul pil del secondo trimestre del 2025 preliminare della Spagna (precedente: +0,6% trimestre su trimestre), alle 10 la bilancia commerciale extra Ue dell’Italia a giugno (precedente: 5,3 miliardi di euro), alle 14:55 l’indice settimanale Redbook negli Stati Uniti (precedente: +5,1% anno su anno), alle 15 l’indice Case Shiller a maggio sempre in Usa (precedente: +3,4% anno su anno) e alle 16 l’indice sulla fiducia dei consumatori a luglio (precedente: 93 punti).

Prezzi del petrolio ancora in rialzo

I prezzi del petrolio si limitano a un leggero rialzo dopo il rally, frenati dall'incertezza sulle prospettive economiche globali dopo l'accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea, mentre gli investitori attendono la decisione della Fed sui tassi di interesse. I futures sul Brent salgono dello 0,12% a 69,39 dollari al barile e quelli sul Wti dello 0,10% a 66,78 dollari al barile. Entrambi i contratti sono cresciuti di oltre il 2% nella sessione precedente con il Brent che ha toccato il livello più alto dal 18 luglio.

L’accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea, pur imponendo dazi d’importazione del 15% sulla maggior parte dei beni europei, ha evitato una guerra commerciale totale tra i due principali alleati, che avrebbe avuto ripercussioni su quasi un terzo del commercio globale e avrebbe peggiorato le prospettive per la domanda di carburante. L’accordo prevede, inoltre, acquisti da parte dell’Ue per 750 miliardi di dollari di energia statunitense nei prossimi anni, mentre le aziende europee dovrebbero investire 600 miliardi di dollari negli Stati Uniti.

Tuttavia, tempistiche e traguardi previsti per gli investimenti restano poco chiari, secondo gli analisti di Anza. «Riteniamo che l’aliquota del 15% rappresenterà un ostacolo per le prospettive di crescita dell’area euro, ma difficilmente porterà l’economia alla recessione». Nel frattempo, alti funzionari di Stati Uniti e Cina si sono incontrati il 28 luglio a Stoccolma per risolvere le dispute economiche di lunga data al centro della guerra commerciale tra le due maggiori economie del mondo. I colloqui riprendono oggi, 29 luglio.

A Milano occhio a Unicredit, Stellantis, Amplifon, Recordati, Banca Generali, Brembo, Inwit e Webuild

Sul listino milanese occhio a Unicredit, pronta a rafforzare la propria posizione in Commerzbank. Secondo quanto ricostruito da MF-Milano Finanza i consulenti della banca tedesca, Goldman Sachs e Ubs, sarebbero in allerta in vista di una possibile mossa da parte del gruppo guidato da Andrea Orcel: la conversione in azioni dell’ultimo pacchetto di derivati detenuto dal gruppo italiano, pari a circa l’8% del capitale. L’operazione, costruita a fine 2024 attraverso total return swap con controparti bancarie come Barclays e Citi, segnerebbe un passaggio decisivo nella strategia di avvicinamento al gruppo tedesco.

Inoltre, sono numerose le società che riuniscono i rispettivi cda sui conti trimestrali: Stellantis li ha appena pubblicati. Nel primo semestre del 2025 il gruppo automobilistico ha registrato ricavi pari a 74,3 miliardi di euro, in calo del 13% anno su anno e una perdita netta di  2,3 miliardi dall’utile di 5,6 miliardi dello stesso periodo del 2024. L’impatto dei dazi Usa sull’esercizio 2025 è stato stimato in 1,5 miliardi circa. Nel secondo semestre la società vede ricavi e free cash flow industriale (i flussi di cassa industriali netti sono stati pari a -3 miliardi di euro nei primi sei mesi) migliorare rispetto al primo.

Seguiranno i conti di Terna, Amplifon, Recordati, Banca Generali, Brembo e Inwit. Per il resto, occhio a Webuild visto che i lavori per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina dovrebbero ricevere il via libera del governo la prossima settimana.

Infine, Bialetti lascerà Piazza Affari dal 7 agosto dopo l'opa di Octagon Bidco che ha raggiunto il 96,4% del capitale. (riproduzione riservata))



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