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Borse europee in calo, Stellantis perde terreno e Telecom guadagna

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Borse oggi in diretta | Piazza Affari regge ai dazi di Trump e chiude in rialzo dello 0,1%. Giù Stellantis e Buzzi, corre Tim | IL VIDEO

27 marzo 2025, 08:23 Ultimo aggiornamento: 17:58

Francoforte è la più colpita per la presenza di big come Volkswagen, Bmw e Mercedes. A Milano giù anche Buzzi e Tenaris, su Nexi e Prysmian. Spread stabile a 110 punti e cambio euro-dollaro a quasi 1,08 | Ftse Mib future: spunti operativi in diretta per giovedì 27 marzo | Il calendario macro di oggi | Trump impone dazi permanenti del 25% sulle auto importate: stangata dal 2 aprile

  • Ore 15:50 I dazi sulle auto frenano gli indici Ue. Milano regge nonostante la caduta di Stellantis. Corre Tim
  • Ore 14:55 Milano limita i danni, nonostante la caduta di Stellantis. L’euro accelera al rialzo dopo i dati macro Usa
  • Ore 12:50 Il Ftse Mib va sotto 39.000 con Stellantis e le banche. Rendimenti in calo all’asta Bot
  • Ore 11:20 Il Ftse Mib riduce le perdite grazie a Tim. Euro in ripresa
  • Ore 09:05 Ftse Mib in rosso con Stellantis e Pirelli sotto pressione. Lo spread sale a 111
  • Ore 08:15 Europa attesa in calo con escalation guerra commerciale. Focus sull’asta Bot

Piazza Affari regge l’impatto dei dazi sulle auto di Trump e resta sopra i 39 mila punti. Il Ftse Mib ha chiuso la seduta in rialzo dello 0,1%, un sostanziale pareggio con due forze opposte che si sono bilanciate a vicenda. Da un lato Stellantis (-4,1%) ha pagato le nuove tariffe americane del 25%, dall’altro Tim (+4,5%) ha continuato la sua corsa spinta dalle indiscrezioni su un riassetto dei soci nel capitale

La seduta del 27 marzo ha sorriso anche a Nexi (+2%), Prysmian (+1,9%) e Inwit (+1,9%), mentre nella lista delle azioni in difficoltà c’è in vetta Buzzi (-4,2%), seguita da Tenaris (-2,1%) e Brunelllo Cucinelli (-1,7%). Tra i titoli più osservati c’è anche Mediaset (Mfe A -0,2% e Mfe B -2,1%) dopo che la tv dei Berlusconi ha lanciato un’opa sulla tedesca Prosiebensat (-10,2% a Francoforte) da 729 milioni, oltre a 207 milioni in azioni Mfe A. Stabile infine lo spread a 110 punti, mentre il cambio euro-dollaro è risalito a quasi 1,08 (+0,4%).

Francoforte la più colpita

L’attenzione dei mercati è tornata quindi sulla politica commerciale statunitense. Nei giorni scorsi le borse avevano sperato in un ammorbidimento di Trump, sembrato incline a eccezioni. Ora invece il presidente americano si è fatto più minaccioso e ha rilanciato la dose: «Se Europa e Canada collaboreranno per danneggiare economicamente gli Usa, adotteremo tariffe molto più elevate».

La borsa europea più colpita dalle tariffe di Trump non poteva che essere il Dax (-0,8%) per via dei tanti big (Volkswagen -1,1%, Mercedes -2,9% e Bmw -2,5%) quotati sul listino. Anche il Cac 40 (-0,5%) e il Ftse 100 (-0,3%) hanno scambiato in rosso, mentre l’Ibex 35 è riuscito a restare ancorato alla parità.  

Ore 15:50. I dazi sulle auto frenano gli indici Ue. Milano regge nonostante la caduta di Stellantis. Corre Tim

I dazi del 25% sulle auto di Donald Trump continuano a frenare le borse europee. Alle 15:50 il Dax cede lo 0,7%, il Cac 40 e il Ftse 100 lo 0,4%. Piazza Affari limita i danni e perde solo lo 0,1% nonostante il tonfo di Stellantis (-5%), provocato dalle tariffe Usa: per la casa italo-francese il Paese rappresenta circa il 37% dei ricavi. Ferrari reagisce invece con un aumento dei prezzi del 10%, mossa che spinge le azioni in borsa (+1,3%). In calo poi Buzzi (-3,8%), Unipol (-1,9%) prima dei conti e Tenaris (-1,7%). 

Il Ftse Mib tiene grazie a Tim (+4,6%). Il titolo della tlc italiana è tornato a correre dopo l’ingresso tra i soci di Poste al posto di Cdp e l’alleggerimento di Vivendi nel capitale. Ora continua a sfruttare le voci su un nuovo riassetto azionario: secondo indiscrezioni Poste potrebbe aumentare la sua quota dal 9,8% al 20%. Dietro Tim si piazzano Nexi (+1,9%), Enel (+1,6%) e Inwit (+1,6%). Spread stabile a 110 punti e rendimento del Btp decennale in leggero calo al 3,88%.

Ore 14:55. Milano limita i danni, nonostante la caduta di Stellantis. L’euro accelera al rialzo dpo i dati macro Usa

Con Wall Street che ha aperto in territorio negativo (Nasdaq -0,19% ed S&PP500 -0,10% alle 14:55) in seguito all’annuncio di dazi permanenti al 25% sulle auto importate negli Stati Uniti, le borse europee si confermano in rosso. Francoforte, che ha nel suo listino una rosa di big del settore auto (Volkswagen, Porsche, Mercedes e Daimler), perde l’1,17%, Parigi lo 0,43%, Londra lo 0,48% e Milano lo 0,12% a 39.009 punti. Non si ferma la caduta di Stellantis (-5,3%), controbilanciata dall’oltre +4% di Tim, seguita da Inwit ed Enel.

«Non solo le case automobilistiche europee sono state colpite dalla decisione dei dazi di Trump ma anche quelle statunitensi come General Motors e Ford. Entrambi i produttori hanno numerosi stabilimenti in Messico», commenta Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia. «Crediamo che sia difficile immaginare che i dazi introdotti da Trump possano essere permanenti nello stato attuale fino alla fine del mandato del presidente repubblicano. Le forti pressioni dei produttori Usa e quelle dall'estero dovrebbero convincere l'amministrazione Trump a rivedere queste scelte nel medio termine. Tuttavia, nel breve periodo è chiaro che le scelte sui dazi produrranno dei forti effetti negativi, sia sul settore automobilistico europeo e statunitense sia sulle economie globali, in particolare quelle di Canada e del Messico».

L’euro si rafforza dopo i dati macro Usa

L’euro si rafforza ulteriormente nei confronti del dollaro dopo i dati macro americani. La moneta unica sale dello 0,31% a 1,078 dollari. Il pil degli Stati Uniti è cresciuto del 2,4% su base annua nel quarto trimestre del 2024, secondo la lettura finale. Il dato è stato rivisto al rialzo rispetto alla stima precedente (+2,3%) e risulta superiore alle attese degli economisti al 2,3%. Nel terzo trimestre del 2024 il pil aveva registrato un +3,1%. Inoltre, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono risultate pari a 224.000 unità, in calo di 1.000 rispetto al dato della settimana precedente.

Ore 12:50 Il Ftse Mib va sotto 39.000 con Stellantis e le banche. Rendimenti in calo all’asta Bot

L’indice Ftse Mib va sotto 39.000 con la stretta di Trump sulle auto Ue. Ora perde lo 0,31% a 38.938 punti alle 12:50 con Stellantis, Pirelli, Buzzi, Saipem e le banche più colpite dalle vendite. Viceversa, salgono contro corrente Tim, Prysmian ed Enel.

«I dazi saranno la pietra tombale sulle imprese italiane. Così mettiamo il Paese in ginocchio», commenta la senatrice M6s in commissione Industria e attività produttive, Sabrina Licheri. «Dopo 24 mesi consecutivi di calo nella produzione italiana», avverte, «rischiano di crollare intere filiere produttive. Basti pensare alla crisi nera dell’automotive, al siderurgico come ex-Ilva e Portovesme, al vitivinicolo e agricoltura». Eppure c’è chi dice che i dazi faranno bene all’economia. «Una follia. Si intervenga presto se non vogliamo diventare un Paese desertificato», conclude Sabrina Licheri.

Rendimenti in calo all’asta Bot

Lo spread Btp/Bund scende a 110,80 punti base dopo che l’asta di Bot semestrali (scadenza 30 settembre 2025) ha visto i rendimenti scendere al minimo da 29 mesi, al 2,268% rispetto al 2,448% dell’asta di fine febbraio. Il Tesoro ha assegnato tutti i 7 miliardi di euro offerti.

Ore 11:20 Il Ftse Mib riduce le perdite grazie a Tim. Euro in ripresa

Piazza Affari si porta a ridosso della parità (-0,04% a 39.037 punti l’indice Ftse Mib) grazie alla spinta di Tim (+4,09%), Nexi (+1,70%) e Prysmian in ripresa del 2,10%. Mentre restano in calo i titoli dell’auto, Stellantis (-3,49%) in primis, dopo la doccia fredda di Donald Trump con dazi al 25% sulle importazioni di veicoli negli Stati Uniti. Per il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, bisogna «risolvere tutto con la diplomazia. Ho grande considerazione del Commissario europeo Sefcovic, è persona di buon senso, sa trattare e tutelare gli interessi delle imprese europee e italiane. La guerra dei dazi non conviene a nessuno», ha aggiunto Tajani intervenendo ad Agorà su RaiTre.

L’euro sale dello 0,15% a 1,076 dollari. La massa monetaria M3 dei Paesi dell'Eurozona ha registrato a febbraio un incremento del 4% su base annua, in accelerazione rispetto al dato di gennaio (+3,8%, rivisto da +3,6%). I prestiti alle famiglie sono aumentati dell'1,5% anno su anno, dopo l'incremento dell'1,3% di gennaio, quelli alle imprese del 2,2% rispetto al +2% del mese precedente.

Ore 09:05 Ftse Mib in rosso con Stellantis e Pirelli sotto pressione. Lo spread sale a 111

Le borse europee aprono la seduta in netto calo (Dax -1,17%, Cac40 -0,97%, Ftse100 -0,51% e Ftse Mib -1,40% a 38.512 punti) con Donald Trump che ha riportato l’avversione al rischio sui mercati. Il presidente statunitense ha annunciato dazi del 25% su tutte le auto e i camion leggeri importati, che entreranno in vigore il prossimo 2 aprile, insieme a dazi reciproci, misure che si è impegnato a mantenere per tutto il suo secondo mandato.

Si teme una recessione in Usa

«L'escalation della guerra commerciale ha scatenato timori di una crescita economica statunitense più lenta e di rinnovate pressioni inflazionistiche», afferma Saverio Berlinzani, analista senior di ActivTrades. «La fiducia dei consumatori statunitensi è scesa al livello più basso in oltre quattro anni, aggiungendo preoccupazioni. L’attesa ora si sposta verso il rapporto sull'indice dei prezzi Pce di venerdì, la misura dell'inflazione preferita dalla Fed». L’euro è stabile a 1,076 dollari e lo spread Btp/Bund sale a 111,2 punti base nel giorno dell’asta Bot semestrali da 7 miliardi di euro.

A Milano cadono Stellantis, Ferrari, Pirelli, Brembo, Sogefi. Vendite ancora su Banco Bpm, Unicredit e Mfe. Bene Tim e Ariston

Sul listino milanese naturalmente cadono tutti i titoli del settore automotive, quindi Stellantis (-5,53% a 10,76 euro), Ferrari (-2,18% a 376,1 euro), Pirelli (-2% a 5,47 euro) che, tra l’altro riunisce il cda, Brembo (-2,20% a 8,27 euro) e Sogefi (-2,32% a 1,852 euro).

Nel comparto bancario Banco Bpm perde l’1,73% a 9,74 euro dopo che ha ricevuto una comunicazione da parte della Bce sull'applicazione del Danish Compromise che, a suo avviso, non si applicherebbe all'opa su Anima (+0,07% a 6,94 euro). Quella di Francoforte non costituisce una decisione e di conseguenza non pregiudica la valutazione dell'Eba, «coinvolta dalla stessa Bce, quale autorità competente al fine di esprimersi definitivamente sulla questione».

A questo punto Unicredit (-2% a 53,89 euro) non alzerà il prezzo dell’ops sul Banco. Intanto l’istituto di Piazza Gae Aulenti riunisce l’assemblea ordinaria sul bilancio 2024 e quella straordinaria. Goldman Sachs ha avviato la coperatura sul titolo con un rating buy e un target price a 63 euro. Invece, post conti 2024 e piano al 2028, Deutsche Bank ha alzato il target price su Terna (+0,37% a 8,13 euro) da 8,2 a 8,5 euro (rating hold), Morgan Stanley ha fatto lo stesso da 7,6 a 8 euro (rating underweight).

In primo piano anche Poste Italiane (-1% a 16,29 euro) che secondo fonti di stampa starebbe valutando di aumentare la propria partecipazione in Tim (+2,16% a 0,3069 euro) fino al 20%, in seguito alla riduzione della quota di Vivendi al 18,4% dopo la cessione del 5,4% del capitale. La mossa, ancora in fase esplorativa, rafforzerebbe la governance del gruppo telefonico, potenziandone le prospettive di ristrutturazione e apertura a sinergie industriali.

Quanto a Prysmian (-0,30% a 53,08 euro) ha firmato un accordo quadro di 7 anni con N-Sea, un'azienda olandese che fornisce soluzioni sottomarine integrate per la manutenzione e le riparazioni dei cavi sottomarini in tempi rapidi, ma sospenderà il processo di valutazione per un dual listing negli Stati Uniti a causa della recente volatilità dei mercati e della necessità di concludere e consolidare l'acquisizione di Channel.

Scivola poi del 3,24% a 3,342 euro Mfe-MediaForEurope che ha annunciato il 26 marzo un’opa volontaria su ProsiebenSat.1, offrendo 5,74 euro per azione, in parte in contanti (78%) e in parte tramite azioni Mfe A (22%). Il prezzo rappresenta un multiplo ev/ebit 2025 implicito di circa 9, al di sotto di quello di Rtl. 

Tra i titoli minori, segna un +0,64% a 4,404 euro Ariston dopo che il presidente russo, Vladimir Putin, ha revocato la gestione temporanea degli asset del gruppo italiano nel Paese.

Ore 08:15 Europa attesa in calo con escalation guerra commerciale. Focus sull’asta Bot

Borse europee attese in calo in avvio di seduta (-0,69% il future sull’Eurostoxx50) dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha imposto dazi sul settore auto, intensificando la guerra commerciale globale. Le tariffe saranno del 25% sui veicoli importati, riguarderanno auto e camion leggeri ed entreranno in vigore il 2 aprile. 

I nuovi dazi, se mantenuti per un periodo prolungato, potrebbero aggiungere migliaia di dollari al costo medio di acquisto di un veicolo statunitense e ostacolare la produzione di auto in tutto il Nord America. Questo a causa dell'intreccio di attività produttive sviluppate dalle case automobilistiche in Canada, Messico e Stati Uniti negli ultimi tre decenni. I futures statunitensi sono leggermente positivi (+0,12 quello sul Dow Jones e +0,07% quello sull’S&P500) in seguito al sell-off della vigilia.

Sempre in tema di dazi, Trump ha anche detto che ha intenzione di limitare quelli nei confronti della Cina per concludere l'accordo su TikTok e che quelli reciproci, che riguarderanno anche l'Ue, saranno «clementi». Ma il tycoon ha anche avvertito che l'Unione Europea e il Canada potrebbero essere soggetti a maggiori dazi se questi collaborano «per danneggiare economicamente gli Stati Uniti».

Focus sull’asta Bot

In attesa del 2 aprile quando dovrebbero entrare in vigore anche i dazi reciproci Usa, il rendimento del Btp 10 anni è stabile al 3,88% nel giorno in cui si tiene l'asta di 7 miliardi di Bot semestrali. Il 26 marzo in chiusura, sul mercato grigio di Mts, il rendimento del Bot con scadenza 30 settembre 2025 era pari al 2,32% in calo rispetto al 2,448% di fine febbraio quando aveva toccato il minimo da novembre 2022. Il Tesoro emetterà i nuovi Btp a 7 e a 10 anni nel periodo aprile-giugno.

Dati macro importanti dagli Usa

L’euro sale dello 0,14% a 1,076 dollari in attesa alle 10 della bilancia commerciale extra Ue a febbraio dell’Italia (precedente: 0,3 miliardi di euro) e della massa monetaria M3 a febbraio dell’Eurozona (precedente: +3,6% anno su anno). Mentre dagli Stati Uniti alle 13:30 arrivano le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione (precedente: +2.000 unità a 223.000) e il pil del quarto trimestre finale (preliminare: +2,3%), invece alle 15 tocca all’indice pending home sale a febbraio (precedente: -4,6% mese su mese).

La parola ai banchieri centrali

Dopo che il 26 marzo Fabio Panetta, governatore della Banca d'Italia e membro del consiglio direttivo della Bce, ha scritto in una lettera al Financial Times che la Banca Centrale Europea deve essere pragmatica e orientata ai dati nel fissare i tassi di interesse, il membro del Consiglio direttivo della Bce, Martins Kazaks, in un'intervista a Bloomberg News, ha detto che Francoforte potrebbe abbassare ulteriormente i tassi se l'attuale andamento dell'economia verrà mantenuto. Però ha ammesso che i dazi Usa rappresentano un'altra fonte di incertezza. Sono diversi gli interventi in giornata di esponenti dell’istituto centrale europeo: alle 10 parla Buch, alle 14 de Guindos e Villeroy, alle 17:15 Wunsch, alle 17:45 Escriva, alle 18:40 Schnabel e alle 19:05 la presidente Lagarde.

A Milano occhio a Stellantis Ferrari, Pirelli, Brembo, Sogefi, Banco Bpm, Anima, Unicredit, Poste, Tim, Prysmian e Ariston

Sul listino milanese sono naturalmente da monitorare tutti i titoli del settore automotive, quindi Stellantis, Ferrari, Pirelli che, tra l’altro riunisce il cda, Brembo e Sogefi.

Nel comparto bancario ancora Banco Bpm dopo che ha ricevuto una comunicazione da parte della Bce sull'applicazione del Danish Compromise che, a suo avviso, non si applicherebbe all'opa su Anima. Quella di Francoforte non costituisce una decisione e di conseguenza non pregiudica la valutazione dell'Eba, «coinvolta dalla stessa Bce, quale autorità competente al fine di esprimersi definitivamente sulla questione».

A questo punto Unicredit non alzerà il prezzo dell’ops sul Banco. Intanto l’istituto di Piazza Gae Aulenti riunisce l’assemblea ordinaria sul bilancio 2024 e quella straordinaria. Goldman Sachs ha avviato la coperatura sul titolo con un rating buy e un target price a 63 euro. Invece, post conti 2024 e piano, Deutsche Bank ha alzato il target price su Terna da 8,2 a 8,5 euro (rating hold), Morgan Stanley ha fatto lo stesso da 7,6 a 8 euro (rating underweight).

In primo piano anche Poste Italiane che secondo fonti di stampa starebbe valutando di aumentare la propria partecipazione in Tim fino al 20%, in seguito alla riduzione della quota di Vivendi al 18,4% dopo la cessione del 5,4% del capitale. La mossa, ancora in fase esplorativa, rafforzerebbe la governance del gruppo telefonico, potenziandone le prospettive di ristrutturazione e apertura a sinergie industriali.

Quanto a Prysmian ha firmato un accordo quadro di 7 anni con N-Sea, un'azienda olandese che fornisce soluzioni sottomarine integrate per la manutenzione e le riparazioni dei cavi sottomarini in tempi rapidi, ma sospenderà il processo di valutazione per un dual listing negli Stati Uniti a causa della recente volatilità dei mercati e della necessità di concludere e consolidare l'acquisizione di Channel.

Inoltre Mfe-MediaForEurope ha annunciato il 26 marzo un’opa volontaria su ProsiebenSat.1, offrendo 5,74 euro per azione, in parte in contanti (78%) e in parte tramite azioni Mfe A (22%). Il prezzo rappresenta un multiplo ev/ebit 2025 implicito di circa 9, al di sotto di quello di Rtl. 

Tra i titoli minori, focus su Ariston dopo che il presidente russo, Vladimir Putin, ha revocato la gestione temporanea degli asset del gruppo italiano nel Paese.

(riproduzione riservata)



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