Ore 15:30 Borse Usa deboli in attesa dei conti di Nvidia
Ore 14:40 Ftse Mib in calo con le banche, salgono i rendimenti dei bond
Il Ftse Mib chiude a 42.349 punti, in calo dello 0,7%. Il listino milanese è ancora penalizzato dalle banche, con Mps e Bper che cedono entrambe il 2,7% circa, ma anche da alcuni titoli industriali: Diasorin (-5,8%), che arretra dopo aver guadagnato il 5% nella seduta del 26 agosto, e Stellantis (-2,8%).
In vetta al paniere delle blue chip chiudono invece Moncler (+2,3%), Amplifon (+2%) e Italgas (+1,6%). Continua a salire lo spread Btp/Bund che supera i 90 punti base.
I listini azionari statunitensi aprono deboli e misti mentre tiene banco lo scontro tra il presidente Donald Trump e Lisa Cook, membro della Federal Reserve licenziata dal tyconn. «La sostituzione di Cook è diventato un obiettivo dell'amministrazione Usa, con il presidenteTrump che ha irritualmente dichiarato che presto avrà la maggioranza del board», osservano gli strategist di Mps. «È evidente che ci si debba preparare a una battaglia legale lunga, il cui esito sarà esiziale per l’indipendenza della Fed». Ora il focus degli investitori si sposta sulla trimestrale di Nvidia, in arrivo a mercati chiusi.
Sul fronte macroeconomico, l’indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è sceso dello 0,5% nella settimana terminata il 22 agosto, dopo la contrazione dell'1,4% nell'ottava precedente. Secondo la Mortgage Bankers Association (Mba), le domande di mutui per l’acquisto di una nuova casa sono aumentate del 2,2%. Le richieste per rifinanziare un mutuo esistente, che sono più sensibili alle variazioni a breve termine dei tassi di interesse, sono invece scese del 3,5%.
All'avvio dei mercati americani il Ftse Mib continua a viaggiare in calo (-0,5%), appesantito dalle banche e da Diasorin (-4,1%) che arretra dopo il rally del 5% del 26 agosto. Controcorrente i titoli del lusso con Moncler (+3,9%) e Brunello Cucinelli (+2,4%) a guidare il paniere delle blue chip sull’onda della notizia dell’acquisizione della storica Capannina di Franceshi di Forte dei Marmi da parte di Giorgio Armani.
Piazza Affari resta in ribasso dello 0,28% a 42.535 punti alle 14:40 con le banche come Mps, Bper e Intesa Sanpaolo che flettono del 2% circa. Male anche Diasorin (-3,23%) con JP Morgan che ha avviato la copertura dell’azione con un rating underweight e un target price a 75,4 euro.
I rendimenti dei bond governativi europei risalgono. Il Bund a 10 anni rende il 2,72%, il Btp 10 ani il 3,61% e gli Oat francesi il 3,52%. L’euro flette dello 0,47% a 1,1586 dollari. Il biglietto verde recupera terreno approfittando della crisi istituzionale in Francia. I futures sul petrolio Brent crescono dello 0,22% a 66,85 dollari al barile in attesa alle 16:30 del dato sulle scorte di greggio negli Stati Uniti. Ma Goldman Sachs prevede un prezzo del Brent in calo a 50 dollari al barile entro la fine del 2026 a causa di un aumento del surplus di greggio il prossimo anno.
Con i futures statunitensi leggermente positivi (+0,04% quello sul Dow Jones e +0,07% quello sull’S&P500), Milano limita le perdite a un -0,28% a 42.535 punti alle 13:20. Tra le banche restano in rosso solo Mps, Bper e Mediobanca. Terna, Snam, Italgas, Recordati, Amplifon, Azimut sostengono il listino milanese, insieme ai titoli del lusso come Moncler, Brunello Cucinelli e Ferrari.
Scivola a 8 punti base lo spread Italia-Francia. I decennali italiani rendono il 3,58%, mentre i corrispettivi titoli francesi pagano il 3,50% con il mercato che continua a scontare i timori legati alla crisi di governo a Parigi. I bond tedeschi pagano il 2,71%, lo spread Roma-Berlino è stabile intorno a 86 punti base.
In seguito al crollo dei mercati azionario e obbligazionario francesi di questa settimana e in vista del voto di fiducia sul governo l’8 settembre, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha detto ai membri del governo che la Francia è solida, «con un'economia solida, ma dobbiamo prendere in mano le redini del nostro destino», ha affermato la portavoce del governo, Sophie Primas, riferendo i commenti di Macron. «È un segnale forte che inviamo ai mercati finanziari: vogliamo una Francia ancora più solida». Il presidente non ha discusso l'opzione di uno scioglimento del Parlamento.
A causa del rischio Francia e dell’effetto contagio, l’euro scende dello 0,51% a 1,1582 dollari. Le richieste di mutui negli Stati Uniti nella settimana del 22 agosto su base settimanale hanno registrato un -0,5%, in aumento rispetto al precedente -1,4%.
L’indice Ftse Mib lima le perdite (-0,22% a 42.559 punti alle 11:35), anche se le banche restano sotto pressione, in particolare Bper (-2,51%) e Intesa Sanpaolo (-2,06%). Regge Unicredit (+0,02%) grazie al buy di Citi. Bene le utilities, in particolare Terna con un +1,62% e Italgas con un +1,24%. Segue Ferrari con un +1,42%.
Lo spread Btp/Bund è stabile a quota 87,15 punti base dopo l’asta di Bot per 3 miliardi di euro che ha visto il rendimento medio dei titoli semestrali toccare il massimo da aprile al 2,012% rispetto all’1,993% del precedente collocamento. È giovedì 28 agosto l'appuntamento clou con titoli a medio/lungo: fino a 8 miliardi nelle riaperture di quattro titoli.
Più in dettaglio, giovedì Via XX settembre collocherà 2,5-2,75 miliardi di euro del Btp 2,70% ottobre 2030, 1-1,25 miliardi del Btp 3,65% agosto 2035, 1,75-2 miliardi del Btp 3,60% ottobre 2035, 1,5-2 miliardi del Ccteu aprile 2034. Dopo quest’asta, secondo i calcoli di Luca Cazzulani, Head of Strategy di Unicredit, l’Italia avrà emesso circa 265 miliardi di euro di debito a medio/lungo termine, pari a circa il 77% del target annuale (338-348 miliardi). «L’offerta netta fino a fine anno dovrebbe restare moderatamente positiva», ha detto l’esperto di Unicredit.
Gli investitori restano cauti con il rischio Francia anche se il rendimento degli Oat 10 anni scende al 3,48%. L'equivalente italiano garantisce un 3,57%. Più sensibile agli sviluppi sul fronte della politica economica in un orizzonte a lungo termine, segnala Reuters, il trentennale francese rende il 4,38%, sui massimi dal 2011, contro il 4,52% dell'equivalente Btp. Al momento, tra i titoli periferici la performance migliore è quella dei benchmark portoghesi.
A Milano l’indice Ftse Mib accelera al ribasso (-0,79% a 42.320 punti alle 10:30) con le banche sotto pressione: Mps (-3,40%), Intesa Sanpaolo (-2,68%), Unicredit (-0,71%), Banco Bpm (-2,60%), Mediobanca (-2,33%) e Bper (-3,22%). Il governo è intenzionato a negoziare con gli istituti di credito i termini di un contributo per fornire liquidità aggiuntiva alle finanze pubbliche in vista di possibili tagli fiscali nel 2026. Stabile a quota 23,35 euro Stm mentre cresce l'attesa per i conti di Nvidia che saranno pubblicati dopo la chiusura di Wall Street.
In Francia (Cac40 +0,19%) il governo resta in bilico a causa della legge di bilancio. Il rendimento degli Oat francesi a 10 anni scende al 3,48% e quello del Btp 10 anni al 3,57% con lo spread con il Bund in aumento a 87,31 punti base in attesa dell’asta di 3 miliardi di euro di Bot semestrali.
Le borse europee rimbalzano in avvio di seduta (Dax +0,02%, Cac40 +0,41%, Ftse100 +0,36% e Ftse Mib +0,27% a 42.768 punti) con l’attenzione rivolta agli sviluppi politici francesi e alle tensioni tra la Casa Bianca e la Federal Reserve. In Francia si teme per la tenuta dell'esecutivo Bayrou, con le forze di opposizione – tra cui Rassemblement National, La France Insoumise, i Verdi e i Socialisti – che hanno già annunciato un voto contrario alla legge di bilancio da 43,8 miliardi di euro. La possibilità di un mancato sostegno parlamentare mantiene alta la pressione sui titoli di Stato, con il rischio che i rendimenti francesi possano superare quelli italiani nelle prossime settimane (quello del Btp 10 anni sale al 3,595% in vista dell’asta di Bot semestrali per 3 miliardi di euro con i tassi attesi poco mossi). Il ministro dell’Economia, Eric Lombard, ha tuttavia ribadito che il debito rimane sostenibile e che il piano di rifinanziamento procede senza intoppi.
I futures americani si muovono senza una direzione definita, con l'S&P 500 in lieve rialzo (+0,09%). Gli operatori restano concentrati sugli sviluppi legati alla decisione del presidente, Donald Trump, di rimuovere la governatrice della Fed, Lisa Cook, una vicenda che ora si sposta sul piano giudiziario. Sul fronte corporate, cresce l'attesa per i conti di Nvidia, in arrivo dopo la chiusura di Wall Street. Sul mercato valutario, l’euro perde lo 0,22% a 1,1615 dollari, mentre lo yen si indebolisce dello 0,28% a 147,83 contro il biglietto verde.
Sul listino milanese le banche non rimbalzano con il governo che intende negoziare i termini di un contributo per fornire liquidità aggiuntiva alle finanze pubbliche in vista di possibili tagli fiscali nel 2026. Secondo alcune fonti, l’eventuale intervento riguarderebbe le tempistiche di utilizzo delle imposte differite attive, le Dta, con una proroga della sospensione già prevista per il biennio 2025-2026 dalla manovra dello scorso anno.
L’estensione, di uno o due anni, garantirebbe allo Stato un gettito aggiuntivo stimato tra 1 e 1,5 miliardi di euro l’anno. Stando a quanto riportato da La Repubblica, l’obiettivo del governo sarebbe quello di incassare 1 miliardo circa attraverso questa misura supplementare.
Fa eccezione nel comparto bancario Unicredit con un +0,93% a 67,05 euro grazie a Citigroup che ha riavviato la copertura del titolo con un rating buy e un target price a 74 euro. «Incrementiamo l’utile per azione 2026-2027 del 3-5%, grazie ai maggiori proventi derivanti dalla quota in Commerzbank/Alpha e alla revisione del modello sul margine di interesse netto, che include anche il beneficio incrementale potenziale derivante dall’hedge sui depositi (183 miliardi nozionale, rendimento medio dell’1,25%). Di conseguenza, le nostre nuove previsioni di utile netto risultano sostanzialmente in linea con quelle del consenso», si legge nella nota di Citi che vede un rendimento complessivo dal ritorno del capitale del 10-11% e ulteriore opzioni per operazioni di m&a dopo la frenata su Banco Bpm (-0,46% a 11,84 euro).
Invece, JP Morgan ha avviato la copertura di Diasorin (-2,68% a 88,04 euro) con un rating underweight e un target price a 75,4 euro.
Meglio Stellantis (+0,82% a 8,481 euro) che ha accantonato il suo primo programma di guida autonoma di livello 3 a causa dei costi elevati, della complessità tecnologica e delle incertezze sul reale interesse da parte del mercato.
Tra l’altro, quest'anno il gruppo automobilistico ha pagato 190,6 milioni di dollari in sanzioni per non avere rispettato i requisiti degli Stati Uniti in materia di risparmio di carburante. Secondo un rapporto governativo, Stellantis ha pagato in totale 773,5 milioni di dollari dal 2018. Le cifre sono state confermate a Reuters dalla società.
Non è da meno Saipem con un +0,93% a 2,484 euro che ha completato la conversione dell’unità di perforazione semisommergibile Scarabeo 5 in impianto galleggiante per la separazione degli idrocarburi e la compressione del gas. Un traguardo fondamentale del contratto assegnato a Saipem da Eni Congo nell’agosto del 2023 nell’ambito del progetto Congo Lng di Eni, il primo progetto di liquefazione di gas naturale del Paese. L’operazione di conversione dello Scarabeo 5 è stata completata in meno di 24 mesi: un’ulteriore dimostrazione della capacità di Saipem di esecuzione in fast-track.
Infine, Danieli (+0,12% a 42,25 euro) torna sotto i riflettori. Il Messaggero riporta che, in continuità con quanto visto nella precedente gara, sarebbero state depositate nei giorni scorsi 6 manifestazioni di interesse per rilevare l’ex-Ilva: Baku Steel (Azerbaigian), Jindal (India) e Bedrock (Usa) per l’intero perimetro; Marcegaglia (Italia), Eusider (Italia) e Sideralba (Italia) per singoli asset.
L’attuale bado di gara prevede la presentazione delle offerte entro il 15 settembre; l’obbligo vincolante per l’acquirente di investire nella transizione green degli impianti con la conversione degli attuali altiforni a Taranto con 3 nuovi forni arco elettrici. Secondo quanto indicato dal Mimit, a valle dell’accordo tra istituzioni per rendere vincolante la transizione green, sono previsti investimenti per 3 miliardi di euro per i tre nuovi forni arco elettrici e potenzialmente fino ad altri 6 miliardi per il polo di Dri e la carbon capture.
La settimana scorsa, in un’intervista sempre a Il Messaggero la vicepresidente di Danieli, Camilla Benedetti, ha ribadito che l’azienda è pronta ad avere un ruolo come supplier tecnologico, essendo leader mondiale sia nei forni arco elettrici che negli impianti di Dri. A detta di Equita l’opportunità per la divisione plant-making è significativa, vista la dimensione degli investimenti previsti e la leadership tecnologica del gruppo. Tuttavia, il contesto rimane molto volatile e poco visibile: è necessario definire con chiarezza il tema della governance e il supporto istituzionale e finanziario che il governo intenderà fornire al nuovo acquirente, in uno scenario ancora sfidante per l’industria siderurgica europea.
Borse europee viste rimbalzare in avvio di seduta (+0,17% il futures sull’Eurostoxx50) anche se Parigi resta scossa dalla crisi politica. Il premier, François Bayrou, ha annunciato un voto di fiducia per l'8 settembre dopo aver presentato un piano di austerità da 44 miliardi di euro per contenere il deficit, proposta che le opposizioni si preparano a respingere. Il debito pubblico ha superato 112% del pil.
Gli investitori temono un effetto contagio sull'intera zona euro e il differenziale di rendimento a 10 anni tra Italia e Francia è sceso per la prima volta sotto la soglia di 10 punti base, al minimo dal 2007. Le opposizioni chiedono elezioni anticipate, mentre si moltiplicano le ipotesi di un governo tecnico o di una paralisi istituzionale. Il movimento Bloquons tout ha indetto una giornata di disobbedienza civile per il 10 settembre, con scioperi e azioni simboliche contro la manovra. Il clima ricorda le proteste dei gilet gialli e il governo teme un'escalation.
È in questo contesto che il Tesoro mette sul piatto 3 miliardi di euro nell'asta di Bot semestrali con rendimenti visti poco mossi, segnala Reuters. Il 26 agosto, sul mercato grigio di Mts, il buono 30 gennaio 2026 aveva un rendimento di poco superiore al 2%, in marginale rialzo rispetto a quello del collocamento di fine luglio (1,993%). Invece, in occasione dell'asta a medio lungo di giovedì Via XX Settembre offre un massimo di 8 miliardi nelle riaperture dei Btp a 5 e 10 anni, nel Ccteu a sette anni oltre che nell'off-the-run decennale agosto 2035. Attiva sul primario anche la Germania che offre 4 miliardi di Bund. In attesa, lo spread Btp/Bund scambia a 86 punti base con il rendimento del decennale italiano al 3,59%. novembre 2032.
L’euro flette dello 0,19% a 1,1619 dollari. Pubblicato prima dell’apertura l’indice sulla fiducia dei consumatori in Germania a settembre è peggiorato a -23,6 punti rispetto al -21,7 di agosto (dato rivisto da -21,5). Gli economisti avevano stimato un dato pressoché stabile a -21,5 punti. Sono peggiorate anche le aspettative sulla situazione economica, con l'indicatore sceso di 7,2 punti a 2,7 punti.
Alle 11 è in agenda la bilancia commerciale (extra-Ue) a luglio dell’Italia, alle 13 l’indice settimanale richieste mutui negli Stati Uniti e alle 16:30 le scorte settimanali di petrolio in Usa. I prezzi del greggio scendono leggermente mentre gli investitori hanno valutato le conseguenze delle tariffe statunitensi più elevate sull’India per le importazioni di greggio russo, senza cambiamenti significativi degli acquisti da parte delle raffinerie locali.
Il futures sul Brent scambia a 66,62 dollari al barile (-0,12%) dopo essere sceso di oltre il 2% nella sessione precedente, mentre il Wti resta sopra i 63 (63,21 dollari al barile, -0,21%). Gli Stati Uniti hanno imposto oggi 27 agosto dazi del 50% su alcuni beni indiani, i più alti in Asia, per punire il Paese per l’acquisto di petrolio russo.
«Non vedo grandi preoccupazioni sull’offerta», ha detto Vandana Hari, fondatrice della società di analisi Vanda Insights. «Non c’è alcuna direttiva del governo indiano per interrompere gli acquisti di greggio russo e non avrebbe molto senso per le raffinerie indiane prendere decisioni individuali di riduzione, dato che non c’è alcuna chiara indicazione che ciò aiuterebbe Nuova Delhi nelle trattative». Martedì 26 agosto Trump ha elogiato prezzi del petrolio vicini ai 60 dollari al barile, aggiungendo che il greggio sarebbe sceso «abbastanza presto».
La mossa da parte degli Stati Uniti, che hanno evitato azioni simili contro la Cina, altro grande acquirente di petrolio russo, fa parte di uno sforzo più ampio per cercare di negoziare la fine della guerra in Ucraina. L’India è diventata un grande acquirente del petrolio di Mosca dopo lo scoppio della guerra in Ucraina nel 2022. Attualmente le società statali e private stanno acquistando tra 1,4 e 1,6 milioni di barili al giorno per le consegne di ottobre e successive, rispetto a una media di 1,8 milioni di barili al giorno nella prima metà dell’anno.
Sul listino milanese attenzione alle banche con il governo che intende negoziare i termini di un contributo per fornire liquidità aggiuntiva alle finanze pubbliche in vista di possibili tagli fiscali nel 2026. Secondo alcune fonti, l’eventuale intervento riguarderebbe le tempistiche di utilizzo delle imposte differite attive, le Dta, con una proroga della sospensione già prevista per il biennio 2025-2026 dalla manovra dello scorso anno.
L’estensione, di uno o due anni, garantirebbe allo Stato un gettito aggiuntivo stimato tra 1 e 1,5 miliardi di euro l’anno. Stando a quanto riportato da La Repubblica, l’obiettivo del governo sarebbe quello di incassare 1 miliardo circa attraverso questa misura supplementare.
Citigroup ha riavviato la copertura del titolo Unicredit con un rating buy e un target price a 74 euro. «Incrementiamo l’utile per azione 2026-2027 del 3-5%, grazie ai maggiori proventi derivanti dalla quota in Commerzbank/Alpha e alla revisione del modello sul margine di interesse netto, che include anche il beneficio incrementale potenziale derivante dall’hedge sui depositi (183 miliardi nozionale, rendimento medio dell’1,25%). Di conseguenza, le nostre nuove previsioni di utile netto risultano sostanzialmente in linea con quelle del consenso», si legge nella nota di Citi che vede un rendimento complessivo dal ritorno del capitale del 10-11% e ulteriore opzioni per operazioni di m&a dopo la frenata su Banco Bpm.
Invece, JP Morgan ha avviato la copertura di Diasorin con un rating underweight e un target price a 75,4 euro.
Da monitorare, inoltre, Stellantis che ha accantonato il suo primo programma di guida autonoma di livello 3 a causa dei costi elevati, della complessità tecnologica e delle incertezze sul reale interesse da parte del mercato.
Tra l’altro, quest'anno il gruppo automobilistico ha pagato 190,6 milioni di dollari in sanzioni per non avere rispettato i requisiti degli Stati Uniti in materia di risparmio di carburante. Secondo un rapporto governativo, Stellantis ha pagato in totale 773,5 milioni di dollari dal 2018. Le cifre sono state confermate a Reuters dalla società.
Occhio a Saipem che ha completato la conversione dell’unità di perforazione semisommergibile Scarabeo 5 in impianto galleggiante per la separazione degli idrocarburi e la compressione del gas. Un traguardo fondamentale del contratto assegnato a Saipem da Eni Congo nell’agosto del 2023 nell’ambito del progetto Congo Lng di Eni, il primo progetto di liquefazione di gas naturale del Paese. L’operazione di conversione dello Scarabeo 5 è stata completata in meno di 24 mesi: un’ulteriore dimostrazione della capacità di Saipem di esecuzione in fast-track.
Infine, Danieli torna sotto i riflettori. Il Messaggero riporta che, in continuità con quanto visto nella precedente gara, sarebbero state depositate nei giorni scorsi 6 manifestazioni di interesse per rilevare l’ex-Ilva: Baku Steel (Azerbaigian), Jindal (India) e Bedrock (Usa) per l’intero perimetro; Marcegaglia (Italia), Eusider (Italia) e Sideralba (Italia) per singoli asset.
L’attuale bado di gara prevede la presentazione delle offerte entro il 15 settembre; l’obbligo vincolante per l’acquirente di investire nella transizione green degli impianti con la conversione degli attuali altiforni a Taranto con 3 nuovi forni arco elettrici. Secondo quanto indicato dal Mimit, a valle dell’accordo tra istituzioni per rendere vincolante la transizione green, sono previsti investimenti per 3 miliardi di euro per i tre nuovi forni arco elettrici e potenzialmente fino ad altri 6 miliardi per il polo di Dri e la carbon capture.
La settimana scorsa, in un’intervista sempre a Il Messaggero la vicepresidente di Danieli, Camilla Benedetti, ha ribadito che l’azienda è pronta ad avere un ruolo come supplier tecnologico, essendo leader mondiale sia nei forni arco elettrici che negli impianti di Dri. A detta di Equita l’opportunità per la divisione plant-making è significativa, vista la dimensione degli investimenti previsti e la leadership tecnologica del gruppo. Tuttavia, il contesto rimane molto volatile e poco visibile: è necessario definire con chiarezza il tema della governance e il supporto istituzionale e finanziario che il governo intenderà fornire al nuovo acquirente, in uno scenario ancora sfidante per l’industria siderurgica europea. (riproduzione riservata)