Alle 15:30 il Ftse Mib prosegue in rialzo con un guadagno dello 0,5%, trainato da Stellantis (+6%), Nexi (+4,6%), Amplifon (+2,5%) e Moncler (+2%). Si muovono in controtendenza Tim (-2,5%), Leonardo (-2,4%), Saipem (-2,2%) e Buzzi (-2%). Spread a 61 punti, cambio euro/dollaro a 1,1810.
Le borse Usa aprono contrastate, con solo il Dow Jones sopra la parità (+0,5%). Nvidia in ribasso dopo i conti (-3%).
Borse europee positive (Dax +0,48%, Cac40 +0,83%, Ftse100 +0,14% e Ftse Mib +0,42% a 47.369 punti alle 14:30) come i futures statunitensi (+0,27% quello sul Dow Jones e +0,14% quello sull’S&P500). Il dollaro resta debole sia nei confronti dell’euro (+0,02% a 1,1811) sia nei confronti dello yen (-0,18% a 156,024) dopo i dati macro americani: +4.000 le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti a 212.000 unità contro una previsione degli economisti a 217.000. Secondo lo strumento FedWatch del CME Group, i futures sui Fed funds quotano una probabilità implicita del 98% che la banca centrale americana mantenga i tassi fermi nella prossima riunione del 18 marzo. Il rendimento del Treasury Usa a 10 anni scende al 4,042%.
Sul listino milanese cadono Buzzi, Leonardo, Tim e Saipem, di segno opposto Nexi, la migliore con un +3,8% in scia alla francese Worldline (+7,26%) che ha annunciato risultati in linea con le previsioni, ma ha aggiunto che il recupero operativo e la trasformazione sono sulla buona strada. Seguono Enel, Eni, Stm, Stellantis e Lottomatica, mentre il gruppo cantieristico italiano Fincantieri si limita a un +0,21% dopo che con il costruttore navale spagnolo Navantia ha sottoscritto un memorandum of understanding per coordinare ed eseguire congiuntamente il progetto European Patrol Corvette (Epc).
La corvetta europea Epc rientra nel quadro Pesco, tra le iniziative di difesa europea più ambiziose, ed è supportato dal Fondo eruropeo per la Difesa, attraverso il programma Multi Mission Patrol Corvette. Obiettivo del progettoè concepire e sviluppare una corvetta modulare, multiruolo e interoperabile, guidata da Italia, Spagna, Francia e Grecia, con il coinvolgimento di 46 aziende di 12 Paesi.
Le borse europee si rafforzano (Dax +0,44%, Cac40 +0,92%, Ftse100 +0,17% e Ftse Mib +0,31% a 47.315 punti alle 13:10 grazie al rally di Nexi, +4,25%, e di Stm, +2%, mentre Enel e Amplifon avanzano oltre un punto percentuale).
I prezzi del greggio cadono (futures sul Brent -1,37% a 69,65 dollari al barile) in scia alla notizia che i colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran si stanno svolgendo in uno spirito costruttivo con i negoziatori che stanno dimostrando «un'apertura senza precedenti a idee nuove e creative», come indicato dal ministro degli Esteri omanita, Badr Albusaidi.
Poco prima il consigliere della guida suprema iraniana, Ali Shamkhani, ha spiegato che un «accordo immediato» tra Stati Uniti e Iran potrebbe essere raggiungibile se l'argomento dei colloqui restasse limitato alla «non produzione di armi nucleari» da parte dell'Iran.
Shamkhani, ex comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, ha precisato che il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, che si trova a Ginevra, ha «sufficiente supporto e autorità per concludere un tale accordo».
Lunedì 23 febbraio il Brent ha raggiunto il livello più alto dal 31 luglio, mentre Washington schierava forze militari in Medio Oriente per fare pressione sull'Iran affinché negoziasse la fine del suo programma nucleare e balistico. Un conflitto prolungato potrebbe interrompere le forniture dall'Iran, il terzo produttore di greggio dell’Opec, e da altri esportatori del Medio Oriente.
Dal lato dell'offerta, ha segnalato Reuters, l'Arabia Saudita sta aumentando la produzione e le esportazioni di petrolio come parte di un piano di emergenza nel caso ci fosse un attacco degli Stati Uniti all'Iran.
L'Opec+, che comprende anche la Russia, potrebbe prendere in considerazione un aumento della produzione di petrolio di 137.000 barili al giorno per aprile, secondo quanto riferito da alcune fonti a Reuters, ponendo fine a una pausa di tre mesi nell'incremento dell'output, mentre il gruppo si prepara al picco della domanda estiva.
L’indice Ftse Mib di Piazza Affari si porta a quota 47.201 punti base (+0,07%) alle 11:10 grazie al sostegno di Enel, Eni, Nexi e Inwit. Dopo i conti e l’outlook oltre le attese del colosso Usa Nvidia, la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha sottolineato che l'intelligenza artificiale sta aumentando la produttività nella zona euro e ha assicurato che non sta ancora causando un'ondata di licenziamenti dovuta alla maggior automazione del lavoro.
L’euro resta sotto 1,18 dollari. Secondo i dati diffusi dalla Bce il mese scorso i prestiti bancari alle imprese della zona euro hanno subito un rallentamento, mentre quelli alle famiglie sono rimasti stabili. Il tasso di crescita dei prestiti alle imprese è sceso al 2,8% a gennaio, il ritmo più lento dal giugno 2025, dal 3% di dicembre. Invece, i prestiti alle famiglie si sono attestati al 3% a gennaio, invariati rispetto al mese precedente.
I mercati azionari europei restano misti (Francoforte -0,11%, Parigi +0,36%, Londra +0,09% e Milano -0,02% a 47.163 punti con Eni, Enel e Stm che guadagnano oltre un punto percentuale; in netto calo Buzzi, Prysmian, Saipem, Fineco e Tim). L’euro cade sotto 1,18 a 1,1798 (-0,09%) e lo spread Btp/Bund resta fermo a 60,30 punti base dopo che la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha sottolineato che l’andamento dei prezzi dei prodotti acquistati di frequente tende a pesare maggiormente sulle percezioni dell'andamento dell'inflazione rispetto ai movimenti più ampi del paniere di consumi complessivo.
L'inflazione dei prodotti alimentari è stata superiore all'inflazione misurata dall'indice armonizzato dei prezzi al consumo da metà 2022, ha osservato Lagarde. Guardando al futuro, «ci aspettiamo che continui a diminuire e si stabilizzi leggermente al di sopra del 2% entro la fine del 2026», ha detto all'audizione in corso presso la Commissione affari economici e monetari del Parlamento europeo.
A febbraio, intanto, l’indice di fiducia dei consumatori in Italia è salito da 96,8 a 97,4 mentre quello del clima di fiducia delle imprese è sceso da 97,7 a 97,4. Tra i consumatori, l’Istat ha notato un miglioramento delle opinioni, soprattutto di quelle sulla situazione economica del Paese da 97,4 a 99,1, inoltre il clima personale è aumentato da 96,6 a 96,8, il clima corrente da 100,1 a 100,7 e il clima futuro da 92,3 a 93,1. Con riferimento alle imprese, l'indice di fiducia è aumentato nelle costruzioni (da 99,9 a 103,1) e nel commercio al dettaglio (da 102,5 a 105,1) mentre è sceso nella manifattura (da 89,2 a 88,5) e nei servizi di mercato (da 103,5 a 102,2).
Borse europee contrastate in avvio di seduta (Dax -0,21%, Cac40 +0,19%, Ftse100 +0,08% e Ftse Mib -0,04% a 47.151 punti). Gli Stati Uniti hanno iniziato a riscuotere il 25 febbraio i dazi globali temporanei del 10% sulle importazioni, anche se la Casa Bianca ha fatto sapere che sta lavorando per portarli al 15%, come preannunciato da Donald Trump dopo la sentenza della Corte Suprema. L'impatto dei nuovi dazi sull'economia e sulle scelte monetarie resta un'incognita ma Christine Lagarde, che in mattinata partecipa a una sessione del parlamento europeo, ha ribadito che inflazione e politica monetaria restano in un a buona posizione, indicando che nel breve termine non si stanno valutando interventi sui tassi.
I futures statunitensi sono deboli (-0,19% quello sul Dow Jones e -0,05% quello sull’S&P500). Nvidia lo ha fatto di nuovo con questi ultimi risultati trimestrali. «Da qualsiasi prospettiva si guardi questo risultato, è solido. Il beniamino del settore tecnologico ha superato le aspettative su tutta la linea e, soprattutto, ha battuto le attese sulla guidance», sottolinea Josh Gilbert, market analyst di eToro. Per il primo trimestre dell’esercizio 2027 è stato indicato infatti un fatturato a metà forchetta di 78 miliardi di dollari, nettamente superiore ai 72,78 miliardi di dollari attesi da Wall Street.
«La guidance per il primo trimestre presuppone inoltre zero ricavi dai data center in Cina, il che significa che un eventuale allentamento delle restrizioni all’export rappresenterebbe un potenziale rialzo puro, non ancora incorporato nelle stime», aggiunge Gilbert. Con questi risultati, «Nvidia ha inviato un messaggio chiaro al mercato: la costruzione dell’infrastruttura per l’intelligenza artificiale sta solo accelerando. Ogni trimestre gli scettici si fanno avanti e, trimestre dopo trimestre, Nvidia è riuscita a smentirli».
Il rendimento del Treasury Usa 10 anni è stabile al 4%, invece quello del Btp 10 anni scende al 3,31% con lo spread con il Bund poco mosso a 60,4 punti base. L’obbligazionario resta particolarmente prudente in ragione delle incertezze sui dazi e delle rinnovate frizioni geopolitiche. Il 25 febbraio il Tesoro ha collocato 4,5 miliardi di euro di Bot semestrali con tassi ai minimi da tre mesi.
In mattinata offre fino a 9 miliardi di titoli a medio/lungo, spalmati sulle riaperture dei Btp febbraio 2031 e febbraio 2036, oltre che sul Ccteu aprile 2035. I rendimenti, segnala Reuters, sono attesi in calo sia sulla scadenza quinquennale sia su quella decennale rispetto al collocamento di fine gennaio. Il 27 febbraio Via XX Settembre comunica i tassi cedolari minimi del nuovo Btp Valore a 6 anni che sarà offerto agli investitori retail dal 2 al 6 marzo. Il titolo prevede un meccanismo di step-up della cedola ogni due anni.
Sul listino milanese Eni guadagna un +0,70% a 19 euro dopo aver chiuso il quarto trimestre 2025 con un utile netto rettificato di 1,2 miliardi, in aumento del 35% rispetto all'anno precedente. La produzione giornaliera di idrocarburi nello stesso periodo è stata di 1,84 milioni di barili equivalenti, con una crescita del 7% rispetto all'anno precedente.
Ha pubblicato i risultati anche Prysmian, in calo del 3,8% a 96,2 euro: ricavi per 19,65 miliardi (dai 17 miliardi del 2024), con una crescita organica del 5,4%. Sul fronte della marginalità, l'adjusted ebitda è stato di 2,4 miliardi (da 1,93 miliardi), con un ebitda adjusted margin passato dal 12,9% al 14,2%. Post conti Citi ha confermato il rating buy e il target price a 102 euro, lo stesso rating di Jefferies (target price a 104 euro).
Utile netto record di 2,2 miliardi per Poste Italiane (+0,51% a 23,47 euro), in crescita del 10% rispetto al 2024. Un risultato in linea con la guidance aggiornata per il 2025 e in anticipo rispetto agli obiettivi del piano 2024-2028 presentato dal gruppo guidato dall’amministratore delegato, Matteo Del Fante. In aumento anche il dividendo che, per l’intero esercizio, è stato fissato a 1,25 euro, che rappresenta un incremento del 16% anno su anno, per una distribuzione complessiva di 1,6 miliardi. Post conti Jefferies ha ribadito il rating hold e il prezzo obiettivo a 21,50 euro.
Mentre, dopo il recente profit warning, Stellantis (+0,25% a 6,51 euro) archivia il 2025 con ricavi in calo del 2% a 153,5 miliardi di euro e una perdita netta di 22,3 miliardi, zavorrata da 25,4 miliardi di oneri straordinari complessivi legati al cambio di strategia. Il flusso di cassa industriale è risultato negativo per 4,5 miliardi. La guidance 2026 comunicata lo scorso 6 febbraio in occasione del profit warning rimane confermata mentre, come già annunciato, non ci sarà alcun dividendo quest’anno. Post conti, Citi ha confermato il rating neutral e il target price a 9 euro.
Fresca di conti anche Tim (-0,27% a 0,6546 euro). Secondo l'amministratore delegato, Pietro Labriola, il gruppo valuta l'introduzione di una politica di prezzi basata su servizi premium per i clienti che desiderano avere una connessione mobile stabile e veloce in determinate situazioni, come nel caso di grandi eventi sportivi.
E se Pirelli (+0,31% a 6,41 euro) ha chiuso l'esercizio 2025 con un miglioramento dell'utile e dei ricavi, oltre a un calo della leva finanziaria che consente il pagamento di un dividendo straordinario, Leonardo (+1,55% a 57,8 euro) prevede di firmare un accordo di joint venture per la propria unità aerospaziale entro la fine di giugno. Il gruppo è in trattative da oltre 14 mesi con un partner finanziario e industriale la cui identità non è stata rivelata dalla società a causa di accordi di riservatezza, ma che è stato identificato dai media come il fondo sovrano dell'Arabia Saudita.
Al test dei conti anche Intesa Sanpaolo (+0,21% a 5,82 euro), Igd (+0,36% a 4,19 euro) e Dovalue (+3% a 2,276 euro). Quanto a Saipem (-2,57% a 3,41 euro) non procederà all'acquisto della nave Deep Value Driller. Barclays post conti 2025 ha alzato il target price da 3,3 a 4 euro (rating overweight).
Infine, si segnala che AlphaValue ha alzato il rating su Buzzi (-0,53% a 48,98 euro) da reduce ad add (target price a 57,6 euro). «Abbiamo leggermente incrementato la nostra valutazione dcf a seguito della pubblicazione dei dati preliminari 2025 di Buzzi, nel complesso in linea con le attese con una solida generazione di cassa nonché un rafforzamento della posizione finanziaria netta positiva», si legge nella nota di AlphaValue.
Sebbene la redditività a perimetro omogeneo rimanga sotto pressione, «i dati riportati supportano una base di utili a medio termine più stabile rispetto a quanto precedentemente incorporato nel nostro modello. Detto ciò, questa revisione si basa esclusivamente su informazioni preliminari; i conti annuali completi potranno fornire ulteriori dettagli sulla redditività per area geografica, sulle dinamiche dei costi, sull’evoluzione del capitale circolante e sui piani di allocazione del capitale, elementi che potrebbero portare a ulteriori aggiustamenti», ha precisato AlphaValue che ha rivisto leggermente al rialzo le stime di eps per il periodo 2025-2027 (2026 a 3,81 da 3,17 e 2027 a 4,61 da 3,82, +20% e +20,6% rispettivamente).
Borse europee attese poco mosse (+0,05% il future sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta. I futures sull’S&P 500 calano dello 0,067% con il colosso Nvidia che si è limitato a un +0,20% nelle contrattazioni after-hours a Wall Street. Sebbene il produttore di chip abbia riportato utili e previsioni superiori alle attese del consenso, sono rimasti alcuni dubbi sui livelli delle scorte e sulle vendite in Cina.
Il dollaro scende nei confronti dell’euro che vale 1,1818 (+0,08%) in attesa dei dati macro: alle 11 l’indice sulla fiducia economica a febbraio, l’indice sulla fiducia dell’industria a febbraio, l’indice sulla fiducia dei consumatori finale a febbraio e l’indice sulla fiducia dei servizi a febbraio tutti dell’Eurozona. Mentre alle 14:30 sono in agenda le richieste di sussidi settimanali di disoccupazione negli Stati Uniti.
I prezzi del petrolio sono in rialzo frazionale mentre i mercati si preparano al terzo round di colloqui sul nucleare tra Stati Uniti e Iran previsto nel corso della giornata, un evento cruciale per l’andamento del greggio nel breve termine. I futures sul Brent crescono dello 0,16% a 70,80 dollari al barile e quelli sul Wti dello 0,15% a 65,52 dollari al barile. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araqchi, ha detto che una soluzione diplomatica resta a portata di mano se entrambe le parti si impegnano in un dialogo costruttivo.
Il presidente statunitense, Donald Trump, ha fatto presente che potrebbero accadere «cose negative» se non verranno compiuti progressi significativi. «Una risoluzione costruttiva probabilmente indurrebbe il mercato a ridurre gradualmente un premio al rischio fino a 10 dollari al barile, che riteniamo sia attualmente incorporato nei prezzi», affermano gli analisti di Ing. «Se i colloqui dovessero fallire, il rischio di un rialzo dei prezzi rimane, ma bisognerà vedere l’entità di una possibile azione statunitense contro l’Iran».
In quanto uno dei maggiori produttori all’interno dell’Opec, il greggio iraniano contribuisce in modo significativo all’offerta globale e qualsiasi interruzione — in particolare nello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita una quota sostanziale del commercio mondiale di petrolio — farebbe aumentare i prezzi. Dal lato dell’offerta, i dati settimanali della U.S. Energy Information Administration hanno mostrato un aumento inatteso e significativo delle scorte di greggio: +16 milioni di barili nella settimana conclusa il 20 febbraio, il maggior incremento settimanale degli ultimi tre anni circa.
Sul listino milanese attenzione a Eni che ha chiuso il quarto trimestre 2025 con un utile netto rettificato di 1,2 miliardi, in aumento del 35% rispetto all'anno precedente. La produzione giornaliera di idrocarburi nello stesso periodo è stata di 1,84 milioni di barili equivalenti, con una crescita del 7% rispetto all'anno precedente.
Ha pubblicato i risultati anche Prysmian: ricavi per 19,65 miliardi (dai 17 miliardi del 2024), con una crescita organica del 5,4%. Sul fronte della marginalità, l'adjusted ebitda è stato di 2,4 miliardi (da 1,93 miliardi), con un ebitda adjusted margin passato dal 12,9% al 14,2%. Post conti Citi ha confermato il rating buy e il target price a 102 euro, lo stesso rating di Jefferies (target price a 104 euro).
Utile netto record di 2,2 miliardi per Poste Italiane, in crescita del 10% rispetto al 2024. Un risultato in linea con la guidance aggiornata per il 2025 e in anticipo rispetto agli obiettivi del piano 2024-2028 presentato dal gruppo guidato dall’amministratore delegato, Matteo Del Fante. In aumento anche il dividendo che, per l’intero esercizio, è stato fissato a 1,25 euro, che rappresenta un incremento del 16% anno su anno, per una distribuzione complessiva di 1,6 miliardi. Post conti Jefferies ha ribadito il rating hold e il prezzo obiettivo a 21,50 euro.
Mentre, dopo il recente profit warning, Stellantis archivia il 2025 con ricavi in calo del 2% a 153,5 miliardi di euro e una perdita netta di 22,3 miliardi, zavorrata da 25,4 miliardi di oneri straordinari complessivi legati al cambio di strategia. Il flusso di cassa industriale è risultato negativo per 4,5 miliardi. La guidance 2026 comunicata lo scorso 6 febbraio in occasione del profit warning rimane confermata mentre, come già annunciato, non ci sarà alcun dividendo quest’anno. Post conti, Citi ha confermato il rating neutral e il target price a 9 euro.
Fresca di conti anche Tim. Secondo l'amministratore delegato, Pietro Labriola, il gruppo valuta l'introduzione di una politica di prezzi basata su servizi premium per i clienti che desiderano avere una connessione mobile stabile e veloce in determinate situazioni, come nel caso di grandi eventi sportivi.
E se Pirelli ha chiuso l'esercizio 2025 con un miglioramento dell'utile e dei ricavi, oltre a un calo della leva finanziaria che consente il pagamento di un dividendo straordinario, Leonardo prevede di firmare un accordo di joint venture per la propria unità aerospaziale entro la fine di giugno. Il gruppo è in trattative da oltre 14 mesi con un partner finanziario e industriale la cui identità non è stata rivelata dalla società a causa di accordi di riservatezza, ma che è stato identificato dai media come il fondo sovrano dell'Arabia Saudita.
Al test dei conti anche Intesa Sanpaolo, Igd e Dovalue. Quanto a Saipem non procederà all'acquisto della nave Deep Value Driller. Barclays post conti 2025 ha alzato il target price da 3,3 a 4 euro.
Infine, si segnala che AlphaValue ha alzato il rating su Buzzi da reduce ad add (target price a 57,6 euro). «Abbiamo leggermente incrementato la nostra valutazione dcf a seguito della pubblicazione dei dati preliminari 2025 di Buzzi, nel complesso in linea con le attese con una solida generazione di cassa nonché un rafforzamento della posizione finanziaria netta positiva», si legge nella nota di AlphaValue.
Sebbene la redditività a perimetro omogeneo rimanga sotto pressione, «i dati riportati supportano una base di utili a medio termine più stabile rispetto a quanto precedentemente incorporato nel nostro modello. Detto ciò, questa revisione si basa esclusivamente su informazioni preliminari; i conti annuali completi potranno fornire ulteriori dettagli sulla redditività per area geografica, sulle dinamiche dei costi, sull’evoluzione del capitale circolante e sui piani di allocazione del capitale, elementi che potrebbero portare a ulteriori aggiustamenti», ha precisato AlphaValue che ha rivisto leggermente al rialzo le stime di eps per il periodo 2025-2027 (2026 a 3,81 da 3,17 e 2027 a 4,61 da 3,82, +20% e +20,6% rispettivamente). (riproduzione riservata)