Il Ftse Mib chiude in calo dello 0,41% a 42.242 punti. Da segnalare sulla seduta odierna la chiusura in profondo rosso di Brunello Cucinelli, che perde il 17,3% a Piazza Affari, dopo che l’hedge fund Morpheus Research ha messo una posizione short sul titolo per le presunte attività in Russia del titolo del fashion e le strategie di posizionamento e gesitone del marchio. La società ha risposto confermando «il pieno rispetto delle regole comunitarie in merito all’attività nel mercato russo».
Male Recordati, Moncler e Diasorin, che hanno terminato la seduta al -3%.
Tra i migliori rialzi si trovano Saipem (+3,1%) e Banco Bpm, che ha beneficiato dell’avvio di copertura di Goldman Sachs con giudizio buy.
Spread a 86 punti, cambio euro dollaro a 1,16.
Il titolo di Brunello Cucinelli è stato sospeso per presunti comportamenti scorretti sui mercati finanziari per la vendita di beni in eccesso in Russia. Al momento della sospensione, il titolo del lusso perdeva quasi il -5%. In una nota, la casa di moda ha confermato «il pieno rispetto delle regole comunitarie in merito all'attività nel mercato russo».
Tra i maggiori ribassi Prysmian (-3,18%) e Buzzi (-3%). Buone le performance di Saipem (+1,63%) e Telecom Italia (+1%).
Lo spread sale a 87 punti. Stabile il cambio euro dollaro a 1,17.
Il mercato statunitense reagisce negativamente all’incertezza sull’unità della Fed in materia di politica monetaria, in un pomeriggio scandito dai discorsi dei funzionari della Banca centrale americana. I segnali di divisione tra i responsabili politici intaccano le speranze di altri due tagli quest’anno.
Secondo Corporate family office Sim, il principale family office indipendente italiano, dopo i dati macro usciti oggi sull’economia statunitense, che segnano una crescita del Pil del 3,8% «siamo ancora più convinti che ci sarà solo un taglio, probabilmente nel meeting del 10 dicembre».
In una nota Bret Kenwell, US Investment analyst di eToro, sostiene che «se lo stato di salute dell'economia statunitense appare rassicurante, il vero crocevia della settimana sarà il report Pce di domani, un dato chiave che potrebbe dare indicazioni sul percorso della Fed da qui a fine anno».
Il Dax perde l’1,02%, il Cac40 lo 0,84%, il Ftse100 lo 0,45% e il Ftse Mib lo 0,64% a 42.149 punti alle 14:35 con Brunello Cucinelli sempre sospeso al ribasso (teorico -4,95%, per Morpheus Research, short sull’azione, il gruppo mente sul business in Russia). Di segno opposto Saipem con un +1,42%. In deciso calo anche Interpump e Buzzi.
Il rendimento del Treasury Usa 10 anni sale al 4,18% (balza al 3,64% quello del Btp 10 anni) e l’euro arretra flette dello 0,27% a 1,17048 dollari dopo che le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono scese a 218.000 unità, 14.000 unità in meno rispetto al dato rivisto della settimana precedente.
Inoltre, nel secondo trimestre del 2025 il pil è cresciuto del 3,8% sulla base delle lettura finale. Nella secondo lettura il dato si era fermato a +3,3%. Le attese erano per un +3,3%. Altro dato positivo: i nuovi ordini di beni durevoli sono rimbalzati del 2,9% a livello mensile ad agosto, dopo il -2,7% nel mese precedente. Il consenso degli economisti si aspettava una contrazione dello 0,3%.
Focus ora sull’indice Pce di agosto, misura dell'inflazione attentamente osservata dalla Fed, che sarà pubblicato il 26 settembre. I mercati scontano al 92% un nuovo taglio dei tassi di interesse di 25 punti base già al meeting di ottobre.
Milano contiene le perdite a -0,27% a 42.307 punti alle 13:10, anche se Brunello Cucinelli è sospesa con un teorico -6,66% dopo che Morpheus Research ha pubblicato un rapporto e comunicato di detenere una posizione short sull’azione, accusandola di ignorare le sanzioni europee sulla Russia e continuare a vendere beni di lusso nel Paese.
Morpheus Research è stata fondata all’inizio di quest’anno e include alcuni ex membri di Hindenburg Research, una nota società di short selling che aveva preso di mira aziende di alto profilo prima di essere sciolta a gennaio.
Anche altri titoli del lusso, comunque, perdono terreno come Moncler (-1,59%) e Ferragamo (-0,38%). Sotto pressione inoltre Buzzi (-4,21%) seguita da Interpump, Prysmian e Recordati.
Con i futures statunitensi contrastati (+0,12% quello sul Dow Jones e -0,08% quello sull’S&P500), le borse europee si confermano in calo (Dax -0,61%, Cac40 -0,62%, Ftse100 -0,30% e Ftse Mib -0,22% a 42.331 punti alle 11:50).
Svetta con un +2,59% Saipem dopo che l'assemblea straordinaria degli azionisti ha approvato all'unanimità il progetto di fusione transfrontaliera per incorporazione di Subsea 7. Il perfezionamento dell’operazione è previsto nella seconda metà del 2026. All'assemblea ha partecipato il 62,15% del capitale sociale con diritto di voto. Bene anche Tim (+1,79%) nel giorno del cda e Banco Bpm (+1%).
Lo spread Btp/Bund sale a 86,21 punti base. Nell’asta con cui il Tesoro ha collocato 6,5 miliardi di euro di Bot semestrali il rendimento ha toccato il massimo da cinque mesi. Nel dettaglio, il rendimento dei Bot con scadenza 31 marzo 2026 ha toccato il 2,044%, livello più elevato da aprile, rispetto al 2,012% del collocamento di fine agosto.
Ancora vendite a Piazza Affari. L’indice Ftse Mib arretra dello 0,31% a 42.293 punti alle 10:50 con Amplifon (-1,36%), Brunello Cucinelli (-0,83%), Buzzi (-3,17%) e Prysmian (-2,4%) in netto calo. Lo spread Btp/Bund sale a quota 85,7 punti base e il rendimento del Btp 10 anni aumenta al 3,60% in attesa dell’asta Bot. L’euro scambia a 1,1741 (+0,04%) in attesa dell’asta Bot. La massa monetaria M3 dei Paesi dell'Eurozona è aumentata del 2,9% su base annuale ad agosto, dopo un il +3,3% a luglio (dato rivisto dal 3,4%). Mentre i prestiti alle imprese sono cresciuti del 3% anno su anno dal +2,8% di luglio e quelli alle famiglie del +2,5%, rispetto al +2,4% di luglio.
Borse europee in calo in avvio di seduta. Francoforte segna un -0,10%, Parigi un -0,33%, Londra un -0,26% e Milano un -0,16% a 42.357 punti. Deboli i futures statunitensi: +0,04% quello sul Dow Jones e -0,01% quello sull’S&P500 dopo che l’amministrazione Trump ha avviato indagini per motivi di sicurezza nazionale sulle importazioni di robotica, macchinari industriali e dispositivi medici, una mossa che potrebbe aprire la strada a nuovi dazi e aumentare i costi per consumatori, ospedali e produttori.
Mentre qualche indizio in più sulle prossime mosse della Fed potrebbe giungere dagli interventi in agenda da parte di numerosi banchieri centrali (alle 15 Williams, alle 16 Bowman, alle 19 Barr, alle 19:40 Logan e alle 21:30 Daly).
Al Financial Times il presidente della Fed di Chicago, Austan Goolsbee, ha detto di sentirsi «a disagio» nell'anticipare eccessivamente un gran numero di tagli dei tassi, partendo dal presupposto che l'inflazione sarà probabilmente solo transitoria. Di parere diverso la collega Mary Daly, secondo la quale sono necessarie ulteriori riduzioni del costo del denaro. I mercati scontano al 92% un nuovo taglio di 25 punti base già alla riunione di ottobre.
Intanto il segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, ha fatto sapere che la prossima settimana incontrerà numerosi candidati per la futura sostituzione del presidente della Fed, Jerome Powell, con l'obiettivo di completare il round di colloqui entro la prima settimana di ottobre. E ha precisato che è alla ricerca di qualcuno con una mentalità aperta, ribadendo le critiche a Powell per non aver abbassato prima i tassi di interesse. In attesa del dato sull’indice Pce di agosto, una misura dell'inflazione particolarmente osservata dalla Fed, che sarà reso noto il 26 settembre, occhi puntati nel pomeriggio alla lettura finale del pil del secondo trimestre del 2025 che dovrebbe confermare il dato preliminare al 3,3%.
Lo spread Btp/Bund è fermo a quota 84,33 punti base nel giorno in cui il Tesoro colloca Bot semestrali per 6,5 miliardi di euro, con rendimenti attesi in calo. Il 24 settembre in chiusura, sul mercato grigio di Mts, segnala Reuters, il rendimento del Bot con scadenza 31 marzo 2026 era pari all’1,94% da confrontare con il 2,012% del collocamento di fine agosto, quando aveva toccato il massimo da aprile. Via XX Settembre ha annunciato che nel quarto trimestre offrirà un nuovo Btp a 5 anni e un nuovo decennale.
L'euro segna un +0,08% a 1,1746 dollari dopo che l’indice di fiducia dei consumatori tedeschi ha interrotto il trend al ribasso. Infatti, a ottobre ha registrato un miglioramento di 1,2 punti a -22,3 punti rispetto al mese precedente (dato rivisto a -23,5 punti). Quanto all’indice sulla fiducia dei consumatori a settembre in Francia si è attestato a 87 punti.
Sul listino milanese Mediobanca perde lo 0,70% a 19,11 euro. Per l’ad di Mps (-0,32% a 7,79 euro), Luigi Lovaglio, l'ambiziosa acquisizione di Piazzetta Cuccia è finora l'operazione più rilevante dell'attuale ondata di fusioni che sta ridisegnando il panorama bancario italiano, posizionando il nuovo gruppo per una seconda fase di consolidamento.
In gioco c'è l'obiettivo del governo di unire Mps con Banco Bpm (+0,32% a 12,65 euro) nel quadro di un piano volto a creare un terzo polo bancario italiano in grado di competere con i big come Intesa Sanpaolo e Unicredit (la data del cda per l'approvazione dei conti del terzo trimestre del 2025 è stata anticipata al 21 ottobre dal 27). Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ha detto che il governo italiano porrà condizioni per un'eventuale alleanza tra Banco Bpm e la filiale italiana della francese Credit Agricole.
A proposito di Unicredit, stabile a quota 64,35 euro, Fitch ha alzato di un gradino il Long-Term Issuer Default Rating e il Senior Preferred Rating della banca guidata da Andrea Orcel, portandoli ad A-, e ha assegnato un outlook stabile. Il rating è di un notch superiore a quello sovrano italiano. Secondo Fitch, la diversificazione geografica in economie performanti o in crescita e la fortissima capacità di assorbimento delle perdite collocano Unicredit in una posizione di forza eccezionale rispetto ai concorrenti nazionali, mentre la diversificazione sostiene anche la performance nel tempo.
In evidenza con un +2% a 8,357 euro Stellantis perché ad agosto le immatricolazioni di auto in Europa sono salite del 5,3% e il gruppo automobilistico è tornato a vedere il segno positivo: +3,4%. Intanto gli Stati Uniti hanno confermato che i dazi sulle auto europee sono al 15% con effetto retroattivo al 1° agosto e che i farmaci (Recordati perde l’1,34% a 51,6 euro), così come gli aerei e i componenti per aerei, sono esenti. Realizzi su Leonardo (-1,17% a 52,28 euro).
Nel settore energetico, Eni (+0,28% a 15,15 euro) ha annunciato il perfezionamento della cessione a Vitol di una partecipazione del 30% nel progetto Baleine in Costa d’Avorio. Il progetto è il principale sviluppo offshore nel Paese ed è detenuto da Eni (47,25%), Vitol (30%) e Petroci (22,7%). Tra l’altro Berenberg ha alzato il target price sull’azione da 13,50 a 14 euro, ribadendo il rating hold.
Acquisti anche su Saipem (+1,4% a 2,42 euro) che riunisce l’assemblea straordinaria per approvare il progetto di fusione per incorporazione con Subsea 7. E su Mfe (+1% a 3,25 euro) che ha chiuso il primo semestre del 2025 con un risultato operativo in calo a 105,6 milioni dai 136,3 milioni di un anno prima, mentre il risultato netto è cresciuto a 130,2 milioni da 104,7 milioni.
Borse europee attese poco mosse in avvio di seduta (+0,09% il futures sull’Eurostoxx50). In leggero rialzo i futures statunitensi (+0,15% quello sul Dow Jones e +0,06% quello sull’S&P500) dopo che l’amministrazione Trump ha avviato indagini per motivi di sicurezza nazionale sulle importazioni di robotica, macchinari industriali e dispositivi medici, una mossa che potrebbe aprire la strada a nuovi dazi e aumentare i costi per consumatori, ospedali e produttori.
Il Dipartimento del Commercio ha dichiarato mercoledì 24 settembre che le indagini, avviate il 2 settembre ai sensi della sezione 232 del Trade Expansion Act, valuteranno se tali importazioni minaccino la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Le nuove indagini ampliano l’elenco dei prodotti che potrebbero essere soggetti a dazi più elevati includendo dispositivi di protezione individuale come mascherine chirurgiche, respiratori N95, guanti e altri materiali di consumo medico, tra cui siringhe, aghi e farmaci da prescrizione.
Nel mirino anche le apparecchiature mediche importate come sedie a rotelle, letti ospedalieri e dispositivi diagnostici e terapeutici come pacemaker, pompe per insulina e valvole cardiache. Le indagini potrebbero essere utilizzate come giustificazione per nuove tariffe settoriali volte a incentivare la produzione interna di beni ritenuti critici per la sicurezza nazionale.
Anche perché in passato, l’amministrazione Trump ha già invocato la sezione 232 per imporre dazi su automobili e componenti, rame, acciaio e alluminio. Eventuali nuovi dazi si sommerebbero alle tariffe specifiche per Paese già imposte dal presidente, Donald Trump, anche se l’Unione Europea e il Giappone hanno raggiunto accordi che potrebbero esentarli da ulteriori balzelli.
Gli Stati Uniti dipendono fortemente da Messico e Cina per i macchinari, con importazioni dai due Paesi che rappresentano, rispettivamente, oltre il 18% e il 17% del totale degli acquisti statunitensi di macchinari nel 2023, secondo i dati della U.S. International Trade Commission. Il settore automobilistico potrebbe essere tra i più colpiti dai potenziali nuovi dazi poiché fa enorme richiesta di robot industriali: 13.747 installazioni lo scorso anno, secondo la International Federation of Robotics. La maggior parte di questi robot è stata importata, con pochi produttori presenti negli States.
L’euro segna un +0,07% a 1,1744 dollari in attesa alle 8 dell’indice sulla fiducia dei consumatori a ottobre della Germania, alle 8:45 dell’indice sulla fiducia dei consumatori a settembre della Francia, alle 10 della massa monetaria M3 as agosto dell’Eurozona, mentre alle 14:30 dagli Stati Uniti arrivano le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, il pil il finale del secondo trimestre del 2025, gli ordini di beni durevoli preliminari ad agosto e alle 16 le vendite di case esistenti ad agosto. Diversi gli esponenti della Fed che intervengono: alle 15 Williams, alle 16 Bowman, alle 19 Barr, alle 19:40 Logan e alle 21:30 Daly.
I prezzi del petrolio stornano dopo aver toccato i massimi delle ultime sette settimane. Al calo a sorpresa delle scorte di greggio negli Stati Uniti si è aggiunta un’offerta più limitata, mentre le crescenti tensioni geopolitiche con la Russia mantengono il premio di rischio sul mercato. I futures sul Brent arretrano dello 0,53% a 68,94 dollari al barile e quelli sul Wti dello 0,58% a 64,61 dollari al barile.
Entrambi i benchmark sono balzati di oltre il 2% nella sessione precedente, dopo che la U.S. Energy Information Administration ha pubblicato i suoi dati settimanali sulle scorte di greggio, diminuite a sorpresa di 607.000 barili nella settimana fino al 19 settembre, smentendo gli analisti che avevano previsto un aumento di 800.000 barili. Anche le scorte di benzina sono calate di 1,1 milioni di barili a 216,6 milioni. E quelle di carburanti distillati, che comprendono gasolio e olio da riscaldamento, di 1,7 milioni di barili a 123 milioni.
Il presidente Trump ha assunto un tono più aggressivo nei confronti della Russia durante il suo intervento alle Nazioni Unite. Ha avvertito le nazioni europee di non continuare ad acquistare petrolio russo e ha dichiarato che Washington sta valutando nuove sanzioni che potrebbero colpire i flussi energetici. Sebbene non siano state annunciate misure immediate, la retorica ha aumentato i rischi geopolitici sul mercato, con il timore che sanzioni più severe possano interrompere le esportazioni russe o innescare azioni di ritorsione sull’offerta. I recenti attacchi dell’Ucraina contro le infrastrutture energetiche russe hanno, inoltre, alimentato i timori di una riduzione dei flussi di petrolio dalla Russia, spingendo i prezzi verso l’alto.
Sul listino milanese Mediobanca resta sotto i riflettori. Per l’ad di Mps, Luigi Lovaglio, l'ambiziosa acquisizione di Piazzetta Cuccia è finora l'operazione più rilevante dell'attuale ondata di fusioni che sta ridisegnando il panorama bancario italiano, posizionando il nuovo gruppo per una seconda fase di consolidamento.
In gioco c'è l'obiettivo del governo di unire Mps con Banco Bpm nel quadro di un piano volto a creare un terzo polo bancario italiano in grado di competere con i big come Intesa Sanpaolo e Unicredit (la data del cda per l'approvazione dei conti del terzo trimestre del 2025 è stata anticipata al 21 ottobre dal 27). Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ha detto che il governo italiano porrà condizioni per un'eventuale alleanza tra Banco Bpm e la filiale italiana della francese Credit Agricole.
Da monitorare anche Stellantis non solo per i potenziali nuovi dazi Usa ma perché ad agosto le immatricolazioni di auto in Europa sono salite del 5,3% e il gruppo automobilistico è tornato a vedere il segno positivo: +3,4%. Intanto gli Stati Uniti hanno confermato che i dazi sulle auto europee sono al 15% con effetto retroattivo al 1° agosto e che i farmaci (occhio a Recordati), così come gli aerei e i componenti per aerei, sono esenti.
Nel settore energetico, Eni ha annunciato il perfezionamento della cessione a Vitol di una partecipazione del 30% nel progetto Baleine in Costa d’Avorio. Il progetto è il principale sviluppo offshore nel Paese ed è detenuto da Eni (47,25%), Vitol (30%) e Petroci (22,7%). Tra l’altro Berenberg ha alzato il target price sull’azione da 13,50 a 14 euro, ribadendo il rating hold.
Focus anche su Saipem che riunisce l’assemblea straordinaria per approvare il progetto di fusione per incorporazione con Subsea 7. E su Mfe che ha chiuso il primo semestre del 2025 con un risultato operativo in calo a 105,6 milioni dai 136,3 milioni di un anno prima, mentre il risultato netto è cresciuto a 130,2 milioni da 104,7 milioni.
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