Il Ftse Mib perde terreno nell’ultima ora di scambi e chiude a 43.227 punti, in calo dello 0,2%. In coda al listino finiscono Brunello Cucinelli (-1,3%), Prysmian (-1,2%) e Campari (-0,9%). Bene invece Leonardo, che guadagna il 2,3%, insieme a Saipem (+1,1%) e la Popolare di Sondrio (+1%). Spread in aumento a 85 punti.
Lato macro, in attesa dei dati su pil Usa e inflazione europea in arrivo più avanti questa settimana, le vendite di nuove case negli Stati Uniti sono diminuite di 652.000 unità a luglio. (-8,2% rispetto a luglio 2024).
I listini azionari statunitensi trattano deboli con il Dow Jones e l’S&P 500 che perdono circa lo 0,2% e il Nasdaq lo 0,35% all’apertura dei listini.
Venerdì il presidente della Fed, Jerome Powell, ha aperto a un taglio dei tassi a settembre nel suo discorso al meeting annuale di Jacskon Hole. «Powell ha effettuato la manovra prevista, di apertura verso la ripresa dei tagli, evidenziando che i rischi sul mercato del lavoro stanno aumentando e che, con i tassi ancora in territorio restrittivo, può essere opportuno cambiare l'impostazione della politica monetaria», affermano gli strategist di Mps.
«A giudicare dalla reazione di mercato (forte rally di azionario e obbligazionario) evidentemente Powell si è spinto oltre quello che il consensus si attendeva», aggiungono gli esperti. «L'apertura sui tagli arriva proprio mentre il mercato stava testando la possibilità di una correzione, attesa da molti ma che continua a trovare il modo di procrastinare il suo arrivo. La trimestrale di Nvidia, che il 27 agosto chiuderà come da tradizione la stagione degli utili di Wall Street, è il prossimo grande evento nel mirino degli investitori», concludono da Mps.
All'avvio dei mercati americani il Ftse Mib viaggia a 43.343 punti, in rialzo dello 0,1%. Tra le blue chip la migliore è Amplifon che guadagna il 2,3% insieme a Leonardo (+2,7%) e Mps (+1,6%). In calo Stellantis (-0,8%), Prysmian (-0,8%) ed Enel (-0,7%). Spread in salita a 84 punti.
L’indice Ftse Mib si porta sulla parità a quota 43.350 punti base alle 14:45 in attesa dell’avvio di Wall Street, frenato da Stellantis (-0,88%), da Prysmian (-0,74%) e da Brunello Cucinelli (-0,6%). Leonardo, Mediobanca e Nexi restano i migliori con un guadagno superiore a un punto percentuale. I futures Usa scendono con quello sull’S&P500 a -0,28%.
In campo obbligazionario il calo dei Treasury Usa a 2 anni si è arrestato intorno al 3,66% nel mese di agosto (3,7% oggi 25 agosto), ma non sono ancora evidenti chiari segnali di un rimbalzo significativo, a detta di Tanmay G Purohit, strategist di Societe Generale. «La media mobile a 50 giorni, attualmente intorno al 3,83%, funge da resistenza di breve periodo. Per confermare un rimbalzo duraturo sarebbe necessaria una rottura decisa al di sopra di questo livello», aggiunge l’esperto. «Se il 2 anni si stabilisse sotto il 3,66%, il trend ribassista potrebbe estendersi verso i livelli chiave di supporto a 3,55%/3,50%, corrispondenti ai minimi registrati nel 2023 e 2024».
Mentre il Treasury Usa a 10 anni ha difeso con successo il minimo di luglio vicino al 4,18% (4,2% il 25 agosto) durante il recente ritracciamento, confermando quest’area come un supporto chiave. Tuttavia, «manca ancora un chiaro slancio direzionale. Il decennale americano ha infatti faticato a superare la media mobile a 200 giorni a 4,38%, che funge da resistenza intermedia. Il 4,18% rappresenta un supporto importante: un’eventuale rottura al ribasso potrebbe aprire spazio a un ritracciamento più profondo», avverte Purohit.
Quanto al Bund a 10 anni ha superato la media mobile a 50 giorni a giugno, avviando un trend rialzista sostenuto: 2,65% (2,76% il 25 agosto) costituisce ora il primo livello di supporto di breve termine e potrebbe attutire eventuali correzioni. «Una difesa efficace di questa media mobile potrebbe favorire la continuazione del movimento al rialzo. I prossimi obiettivi potenziali sono la proiezione a 2,83%, seguita dal massimo di marzo intorno a 2,90%/2,93%», prevede ancora lo strategist di Societe Generale secondo il quale, invece, nel mercato delle valute la coppia euro/dollaro sta testando la linea di tendenza discendente tracciata da luglio.
I recenti massimi di periodo intorno a 1,1790/1,1830 formano una zona di resistenza cruciale: sarà importante osservare se l’euro/dollaro riuscirà a superarla. «Se la coppia non dovesse rompere al rialzo 1,1790/1,1830, la fase di consolidamento attuale potrebbe proseguire. Il minimo della scorsa settimana a 1,1580 rappresenta un supporto di rilievo nel breve termine: un cedimento di questo livello potrebbe favorire un’estensione della correzione», conclude Purohit.
Nonostante i futures statunitensi in calo (-0,23% quello sull’S&P500 alle 13:10), Piazza Affari galleggia sulla parità (Ftse Mib +0,06% a 43.336 punti), sostenuta dalle banche. Lo spread Btp/Bund sale a quota 84,10 punti base.
Unicredit, prima in calo, ha virato al rialzo e sale dello 0,23% a 69,35 euro anche se il governo tedesco che continua a opporsi ai piani della banca guidata da Andrea Orcel per l'acquisizione di Commerzbank (-0,06% a 36,43 euro a Francoforte). Un portavoce del ministero delle Finanze ha detto che le iniziative di Unicredit sono state «non coordinate e poco amichevoli» e ribadito che Berlino non intende vendere la propria quota nella banca tedesca. Stamani Unicredit ha annunciato di avere rafforzato la sua posizione in Commerzbank salendo al 26% dei suoi diritti di voto.
Viceversa, Mps accelera in rialzo (+2,25% a 8,485 euro) e si porta su livelli che non vedeva da 2 anni. Da inizio 2025 il titolo è cresciuto del +25% ovvero +35% comprendendo il dividendo staccato nel corso dell'anno. Le sale operative segnalano anche operazioni di ricopertura delle posizioni short attivate prima dell'assemblea di Mediobanca che ha bocciato l’ops su Banca Generali.
Le adesioni all'ops lanciata dal Monte su Piazzetta Cuccia venerdì 22 agosto risultavano sostanzialmente ferme al 19,4%. Dopo la bocciatura dell'offerta su Banca Generali, gli azionisti sono al lavoro per l'individuazione di un nuovo ad, in sostituzione di Alberto Nagel. I possibili candidati, secondo l'articolo, sono Mauro Micillo, responsabile Imi-Cib di Intesa Sanpaolo, e Marco Morelli, già ad di Mps. Per la presidenza i nomi sarebbero quelli dell'ex ministro Vittorio Grilli e dell'ex manager di Citi Luigi De Vecchi.
Piazza Affari resiste alle vendite con un +0,09% a 43.350 punti alle 11:35 grazie alle banche con Mps e Mediobanca in testa, mentre Unicredit non sta al passo. Guadagnano oltre un punto percentuale Nexi e Leonardo. Le altre piazze europee battono in ritirata (Francoforte -0,37% e Parigi -0,62%; Londra è chiusa per festività) Nel suo ultimo intervento al simposio di Jackson Hole, il presidente della Fed, Jerome Powell, ha aperto la porta a un taglio dei tassi di 25 punti base a settembre. Il focus della Fec sembra spostarsi dai rischi d’inflazione, alimentati dai dazi, ma considerati in gran parte temporaneo, ai crescenti rischi sul mercato del lavoro.
«I commenti di Powell sono stati più dovish rispetto alle attese del mercato e rispetto alla sua conferenza di luglio. Riteniamo che l’economia americana necessiti di una riduzione dei tassi reali al fine di ridurre l’onere degli interessi sul debito e favorire un’accelerazione della crescita nominale, scenario positivo per l’azionario nel medio termine e per gli asset reali», spiega Luigi de Bellis, responsabile research team di Equita.
Ora mercato prezza con l’86% di probabilità (dal 72% precedente) di un taglio dei tassi di 25 punti base già alla riunione di settembre. Nel complesso, le attese vedono due tagli della Fed entro fine 2025 (-54 punti base, tasso atteso al 3,78%) e un’ulteriore discesa fino al 3% entro fine 2026. In Europa, invece, la Bce ha mantenuto invariato il costo del denaro nell’ultima riunione di fine luglio, con il tasso sui depositi al 2%, e ha posto requisiti elevati per un taglio a settembre, affermando che la banca centrale si trova «in una posizione favorevole».
De Bellis stima al massimo un ulteriore taglio da 25 punti base entro il primo trimestre del 2026, seguito da una fase di stabilizzazione dei tassi, anche in considerazione della spinta attesa dagli investimenti pubblici e privati in Germania. La curva prezza una riduzione dei tassi Bce fino all’1,75% a fine 2026 (-18 punti base), con una media dell’Euribor 3M nel 2026 dell’1,96%, che sale al 2,15% nel 2027 e 2,34% nel 2028.
Il tono più dovish di Powell e il probabile avvio del ciclo di tagli hanno portato a un indebolimento del dollaro (cambio euro/dollaro a 1,17 da 1,16). «Manteniamo un approccio cauto sul dollaro Usa, ritenendo che il deterioramento dei fondamentali fiscali: deficit/pil atteso rimanere al 6% nei prossimi anni, unito alla crescente necessità di iniettare liquidità per monetizzare il debito pubblico (debito/pil quasi al 120% entro un decennio dal 98% attuale), continuerà a rappresentare un freno strutturale alla forza del dollaro», avverte De Bellis che mantiene una visione moderatamente positiva sull’azionario, con una preferenza per l’Europa, dove si attende che la ripresa degli investimenti in Germania possa tornare a fare da traino per l’intera area.
Nonostante il re-rating da inizio anno, le valutazioni dell’azionario europeo e italiano restano ragionevoli. L’indice Msci Europe tratta a 15 volte il multiplo prezzo/utile a 12 mesi, 14% sopra la mediana degli ultimi dieci anni, con una crescita attesa degli utili 2026 rispetto al 2025 dell’11%. L’Italia si conferma su multipli ancora più contenuti (12,5 il p/e) e con una crescita attesa degli utili del 12%. Più tirate, invece, le valutazioni negli Usa, dove l’azionario tratta a 22,3 il p/e, ossia il 39% sopra la mediana storica, a fronte di una crescita degli utili 2026 rispetto al 2025 anch’essa intorno a +11%.
L’indice Ftse Mib di Piazza Affari consolida sopra 43.352 (+0,10%) grazie alla spinta di Mps (+2,41%), Mediobanca (+1,72%), Nexi (+1,39%) e Amplifon (+2,80%). L’euro è stabile a 1,17024 dollari dopo che l’indice che monitora il morale delle imprese tedesche, l’Ifo, è salito a sorpresa a 89 punti ad agosto dall'88,6 di luglio quando era migliorato meno del previsto. Gli economisti si aspettavano un dato in calo a 88,3. Alle 16 è in agenda il dato sulle vendite di nuove case a luglio negli Stati Uniti.
Mentre in Spagna si è vista una frenata dei prezzi alla produzione a luglio. La variazione tendenziale si è attestata a +0,3% dopo il +0,8% di giugno (dato rivisto da zero). Su base mensile l’incremento è stato dello 0,8%.
Lo spread Btp/ Bund staziona a quota 83,74 punti base. Mercoledì il Tesoro riapre i Bot 30 gennaio 2026 per 3 miliardi. Non sono previsti rimborsi. Giovedì è prevista, invece, un’asta di titoli a medio-lungo termine, i cui dettagli saranno annunciati più tardi. «Ci aspettiamo che il Tesoro italiano venda 2-2,5 miliardi di Btp 2,7% ottobre 2030, 3,5-4 miliardi del nuovo Btp febbraio 2036 e 1-1,5 miliardi di Ccreu aprile 2034», afferma Francesco Maria Di Bella, FI strategist di Unicredit. «L’offerta complessiva di obbligazioni governative europee dovrebbe ammontare a 90 miliardi. Questo include anche le operazioni sindacate, che potrebbero aver luogo dopo la pausa estiva. L’offerta netta sarà positiva poiché i rimborsi ammonteranno solo a 36 miliardi».
Borse europee in calo in avvio di seduta. Il Dax perde lo 0,57%, il Cac40 lo 0,32% e il Ftse Mib lo 0,32% a 43.172 punti. Si ricorda che oggi, 25 agosto, il mercato di Londra è chiuso per il Bank Holiday. I futuires statunitensi flettono di poco (-0,10% quello sull’S&P500) e il rendimento del Treasury 10 anni è poco mosso al 4,264% (sale al 3,57% quello del Btp 10 anni con lo spread con il Bund stabile a 83,4 punti base) dopo che il presidente della Fed, Jerome Powell, è stato attento a non impegnarsi in anticipo su un cambiamento di politica monetaria e ha mantenuto aperte le opzioni del Fomc.
Tuttavia, «ha mantenuto sul tavolo la prospettiva di un taglio dei tassi a settembre e ha riconfermato l'attuale propensione a tagli dei tassi entro la fine dell'anno (indicata nel dot-plot di giugno), osservando che i rischi al ribasso per l'occupazione stanno aumentando e che le prospettive di base e il mutevole equilibrio dei rischi potrebbero giustificare un adeguamento della nostra posizione politica», sottolinea Antonio Tognoli, responsabile macro analisi di Cfo Sim. «I mercati hanno recepito questi commenti come più accomodanti del previsto, con la probabilità di un taglio di 25 punti base nella riunione di settembre che, secondo il FedWatch Tool, è ora salita all'86%».
Il Fomc ha anche ritirato il flexible average inflation targeting in base al quale tollerava un'inflazione «moderatamente» superiore al 2% dopo periodi di sottostima, ma non viceversa. «La novità della dichiarazione è che il Fomc è pronto ad «agire con decisione» per garantire che le aspettative di inflazione a lungo termine rimangano ancorate, azioni che potrebbero essere intraprese per affrontare le minacce alle aspettative di inflazione in entrambe le direzioni. In particolare, l'obiettivo di inflazione del 2% del Fomc non faceva parte della revisione del quadro ed è rimasto invariato», conclude Tognoli.
Sul listino milanese Mediobanca passa di mano a quota 21,55 euro (+0,19%) con le adesioni all'ops lanciata da Mps (+0,63% a 8,35 euro) ferme al 19,4% dei titoli oggetto dell'offerta, secondo gli ultimi aggiornamenti di Borsa Italiana.
Dopo la bocciatura dell'offerta su Banca Generali (-0,49% a 51,05 euro), gli azionisti sono al lavoro per l'individuazione di un nuovo ad, in sostituzione di Alberto Nagel. Tra i possibili candidati si fanno i nomi di Mauro Micillo, responsabile Imi-Cib di Intesa Sanpaolo, e Marco Morelli, già ad di Mps. Per la presidenza i nomi sarebbero quelli dell'ex ministro, Vittorio Grilli, e dell'ex manager di Citi, Luigi De Vecchi.
Lo stop all'ops su Banca Generali sembra spianare la strada alla conquista di Generali (-0,49% a 34,35 euro) da parte di Delfin e Caltagirone. Ma dal mercato e dalle istituzioni possono arrivare sorprese, secondo Milano Finanza.
Inoltre Mps ha comunicato, oggi, 25 agosto, che, in linea col funding plan e avendo ricevuto l'autorizzazione della Bce, eserciterà il 10 settembre l'opzione di rimborso integrale in via anticipata dell'obbligazione subordinata Tier 2 da 300 milioni di euro emessa nel 2020. I titoli, collocati a investitori istituzionali, saranno rimborsati integralmente alla pari, insieme agli eventuali interessi maturati.
Invece, Unicredit, in calo dello 0,17% a 69,07 euro, prosegue nella conversione in azioni della propria posizione sintetica in Commerzbank (+0,62% a 36,68 euro a Francoforte). Ha, infatti, portato al 26% la partecipazione azionaria nel colosso bancario tedesco. La restante posizione verrà convertita in azioni fisiche a tempo debito, portando la partecipazione azionaria complessiva al 29%.
L'impatto totale sul coefficiente Cet1 per la partecipazione azionaria pari al 29% è aumentato da 110 punti base, come comunicato in precedenza, a 145 punti base, a causa dell'aumento del corso del titolo e della ristrutturazione contestuale della copertura derivata collar, tesa a ridurre la volatilità futura sul conto economico. Il ritorno sull'investimento è confermato intorno al 20%.
Unicredit rafforza, quindi, la sua posizione di principale azionista di Commerzbank. Sebbene al momento non intenda chiedere una rappresentanza nel cda, continuerà a monitorare attentamente i progressi dell’istituto tedesco «nel rafforzamento sostenibile della propria attività e nella creazione di valore per i propri azionisti, clienti e dipendenti. A oggi, l'investimento di Unicredit ha superato le metriche finanziarie pre-definite, creando così un significativo valore per gli azionisti. Unicredit si augura che questa traiettoria positiva continui», si legge nel comunicato.
Mentre Poste Italiane (-0,10% a 20,31 euro), a partire da sabato scorso, in linea con quanto già annunciato da altri operatori postali europei, ha sospeso temporaneamente l'accettazione di tutte le spedizioni contenenti merci destinate agli Stati Uniti. La decisione segue il decreto Usa che elimina, dal 29 agosto, la franchigia doganale esistente a favore delle merci spedite verso il Paese, di valore a fino a 800 dollari.
Infine, Leonardo (+0,32% a 47,5 euro) non risente della maxi richiesta di risarcimento da 2,15 miliardi di sterline da parte della famiglia di Vichai Srivaddhanaprabha, l’ex presidente tailandese del Leicester deceduto nel 2018 a causa di un incidente con un elicottero AW169 di AgustaWestland. La notizia non è nuova in quanto risale a gennaio; l’aggiornamento, ripreso da Milano Finanza, è riportato nella semestrale in cui viene indicato che Leonardo ha concordato un’estensione dei termini per costituirsi che scadrà il 24 ottobre del 2025.
Borse europee attese in calo (-0,39% il futures sull’Eurostoxx50) in una seduta che vedrà la piazza britannica chiusa per festività con i futures statunitensi poco mossi (-0,04% quello sull’S&P500) dopo il rally di venerdì 22 agosto in scia all’intervento del presidente della Fed, Jerome Powell, a Jackson Hole che ha fornito un certo grado di chiarezza sulla decisione di politica monetaria di settembre. Facendo riferimento ai crescenti rischi di rallentamento dell'occupazione, i timori precedenti al discorso di un segnale da falco sono stati placati e i mercati hanno rapidamente aumentato le scommesse su un allentamento a settembre. Attualmente i mercati monetari prezzano una probabilità dell'84% di un taglio dei tassi da 25 punti base il mese prossimo.
Tuttavia, «nonostante il segnale verso la ripresa dei tagli dei tassi il mese prossimo, Powell ha mantenuto una certa flessibilità sulla direzione politica futura, sottolineando la limitata urgenza di procedere con tagli aggressivi oltre settembre», afferma Laura Cooper, Head of Macro Credit e Global Investment Strategist di Nuveen.
Sebbene gli effetti dei dazi dovrebbero continuare a riflettersi sui dati sull'inflazione, la Fed deve fare i conti con i segnali di rallentamento del mercato del lavoro a causa dell'indebolimento della domanda e dell'offerta, «il che conferma la nostra previsione di due tagli dei tassi entro la fine dell'anno. Sebbene le recenti revisioni dei dati sull'occupazione abbiano alimentato le speculazioni su un taglio consistente a settembre, l'incertezza sui dazi, sul loro impatto e sul livello neutrale del tasso di riferimento continuano a indurre i responsabili politici alla cautela», avverte Laura Cooper.
La sostituzione di Powell rimane un altro fattore critico per valutare il futuro orientamento della politica monetaria. «Questi sviluppi confermano la nostra previsione di una volatilità elevata e di un ampio intervallo di oscillazione del rendimento dei titoli statunitensi a 10 anni nel breve termine, con un obiettivo di fine anno del 4,25% (dal 4,273% attuale, ndr). In questo contesto, manteniamo una diversificazione dei portafogli con un posizionamento difensivo nei titoli large cap statunitensi legati al settore tecnologico e un approccio orientato alla qualità nel reddito fisso, con una preferenza per i settori non esposti ai dazi. Con le altre banche centrali, come la Bce, alla fine del loro ciclo di allentamento, continuiamo a vedere margini di ribasso per il dollaro statunitense», conclude la Cooper. Per la Bce, il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, ha detto di non vedere molte ragioni per un ulteriore taglio dei tassi.
Il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,55% con lo spread con il Bund a quota 83 punti base. Sul fronte dell'offerta di nuova carta, in attesa che questa sera il Tesoro renda noti i dettagli sull'asta a medio lungo di giovedì, ha comunicato che nell'asta del Bot a 6 mesi offrirà 3 miliardi.
L’euro è stabile a 1,17055 dollari in attesa di pochi dati macro. Alle 10 l’indice Ifo tedesco ad agosto. L'indice che monitora il morale delle imprese tedesche dovrebbe scendere, portandosi a 88,3 rispetto all'88,6 di luglio quando era migliorato meno del previsto. Alle 16 è in agenda il dato sulle vendite di nuove case a luglio negli Stati Uniti.
I prezzi del petrolio salgono, consolidando i forti guadagni della settimana precedente (quasi +3%), sostenuti dal calo delle aspettative di un cessate il fuoco immediato tra Russia e Ucraina e dai segnali accomodanti della Fed. I futures sul Brent aumentano dello 0,24% a 67,38 dollari al barile, mentre quelli sul Wti dello 0,27% a 63,83 dollari al barile.
Sul fronte commerciale, gli Stati Uniti si preparano a imporre dazi ulteriori del 25% sui beni indiani a partire dal 27 agosto, portando il totale delle tariffe al 50%. La misura è una risposta all’aumento degli acquisti di petrolio russo da parte dell’India. Alcuni raffinatori indiani hanno, comunque, annunciato che continueranno ad acquistare greggio russo, segnalando una domanda sostenuta che potrebbe contribuire a sostenere i prezzi globali del petrolio.
Sul listino milanese attenzione a Mediobanca con le adesioni all'ops lanciata da Mps ferme al 19,4% dei titoli oggetto dell'offerta, secondo gli ultimi aggiornamenti di Borsa Italiana.
Dopo la bocciatura dell'offerta su Banca Generali, gli azionisti sono al lavoro per l'individuazione di un nuovo ad, in sostituzione di Alberto Nagel. Tra i possibili candidati si fanno i nomi di Mauro Micillo, responsabile Imi-Cib di Intesa Sanpaolo, e Marco Morelli, già ad di Mps. Per la presidenza i nomi sarebbero quelli dell'ex ministro, Vittorio Grilli, e dell'ex manager di Citi, Luigi De Vecchi.
Lo stop all'ops su Banca Generali sembra spianare la strada alla conquista di Generali da parte di Delfin e Caltagirone. Ma dal mercato e dalle istituzioni possono arrivare sorprese, secondo Milano Finanza.
Mps ha comunicato, oggi, 25 agosto, che, in linea col funding plan e avendo ricevuto l'autorizzazione della Bce, eserciterà il 10 settembre l'opzione di rimborso integrale in via anticipata dell'obbligazione subordinata Tier 2 da 300 milioni di euro emessa nel 2020. I titoli, collocati a investitori istituzionali, saranno rimborsati integralmente alla pari, insieme agli eventuali interessi maturati.
Invece, Unicredit prosegue nella conversione in azioni della propria posizione sintetica in Commerzbank. Ha, infatti, portato al 26% la partecipazione azionaria nel colosso bancario tedesco. La restante posizione verrà convertita in azioni fisiche a tempo debito, portando la partecipazione azionaria complessiva al 29%.
L'impatto totale sul coefficiente Cet1 per la partecipazione azionaria pari al 29% è aumentato da 110 punti base, come comunicato in precedenza, a 145 punti base, a causa dell'aumento del corso del titolo e della ristrutturazione contestuale della copertura derivata collar, tesa a ridurre la volatilità futura sul conto economico. Il ritorno sull'investimento è confermato intorno al 20%.
Unicredit rafforza, quindi, la sua posizione di principale azionista di Commerzbank. Sebbene al momento non intenda chiedere una rappresentanza nel cda, continuerà a monitorare attentamente i progressi dell’istituto tedesco «nel rafforzamento sostenibile della propria attività e nella creazione di valore per i propri azionisti, clienti e dipendenti. A oggi, l'investimento di Unicredit ha superato le metriche finanziarie pre-definite, creando così un significativo valore per gli azionisti. Unicredit si augura che questa traiettoria positiva continui», si legge nel comunicato.
Mentre Poste Italiane, a partire da sabato scorso, in linea con quanto già annunciato da altri operatori postali europei, ha sospeso temporaneamente l'accettazione di tutte le spedizioni contenenti merci destinate agli Stati Uniti. La decisione segue il decreto Usa che elimina, dal 29 agosto, la franchigia doganale esistente a favore delle merci spedite verso il Paese, di valore a fino a 800 dollari.
Infine, è da monitorare Leonardo per la maxi richiesta di risarcimento da 2,15 miliardi di sterline da parte della famiglia di Vichai Srivaddhanaprabha, l’ex presidente tailandese del Leicester deceduto nel 2018 a causa di un incidente con un elicottero AW169 di AgustaWestland. La notizia non è nuova in quanto risale a gennaio; l’aggiornamento, ripresa da Milano Finanza, è riportato nella semestrale in cui viene indicato che Leonardo ha concordato un’estensione dei termini per costituirsi che scadrà il 24 ottobre del 2025.
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