Nel giorno in cui 12 blue chip (tra cui Eni, Unicredit e Tenaris) hanno pagato i dividendi, Piazza Affari chiude con un ribasso dello 0,85% a 42.298 punti, affossata dall’effetto tecnico causato dallo stacco cedole (l’impatto sull’indice è dell’1,14%).
La peggiore del listino è Leonardo, che ha perso il 2,3%, seguita da A2a, che ha ceduto dell'1,48%, e da Lottomatica (-1,26%). Chiudono invece in rialzo Interpump, che termina la seduta con un guadagno del 3,45%, Stellantis, che ha messo a segno un 3,4%, e Saipem (+2,9%).
Lo spread è stabile a 75 punti, l’euro scambia a 1,152 dollari.
I principali listini europei chiudono contrastati: Cac 40 -0,3%, Ftse 100 -0,03%, Dax +0,64%.
Oltreoceano, la seduta procede in deciso rialzo grazie all’effetto tassi: venerdì 21 il presidente della Federal Reserve Bank di New York, John Williams, ha detto che è ancora possibile un taglio a dicembre. Secondo Luca Simoncelli, investment strategist di Invesco, la divergenza di posizioni all’interno del Fomc rimane però forte, con «4 o 5 membri del comitato» che «sembrano intenzionati a votare per una pausa nel cammino dei tagli».
Intorno alle 15:40, il Ftse Mib è in calo (-0,6%), affossato da Leonardo (-1,9%), Male anche A2a (-0,85%).
In controtendenza Interpump, che guadagna il 2,6%, seguita da Stellantis (+2,4%) e Prysmian (+2,35%).
Lo spread rimane intorno a 75 punti base. L’euro scambia a 1,1535 dollari.
I listini europei viaggiano contrastati: si muovono intorno alla parità il Cac 40 e il Ftse 100, mentre il Dax guadagna lo 0,7%.
Intorno alle 14:40, il Ftse Mib cede lo 0,6% a 42.412 punti. Tra i peggiori titoli del listino Leonardo, che perde l’1,85%, seguito da A2A (-0,8%) e Mps (-0,3%).
Si muovono in controtendenza Campari, che guadagna il 2,7%, Prysmian (+2,6%) e Nexi (+2,57%).
Spread a 75 punti.
Sul fronte geopolitico, il presidente russo Vladimir Putin e l'omologo turco Tayyip Erdogan hanno discusso telefonicamente la proposta degli Stati Uniti per porre fine alla guerra in Ucraina. È quanto ha riferito il Cremlino.
Secondo quanto detto dalla portavoce della Commissione europea, leader dei Paesi che compongono la «coalizione dei volenterosi» che sostengono l'Ucraina terranno una videoconferenza domani per discutere sui colloqui di pace. Ma «resta ancora molto lavoro da fare per quanto riguarda le proposte di pace per l'Ucraina», ha proseguito la diplomatica.
I mercati azionari europei si confermano in rialzo in attesa dell’avvio di Wall Street. Stona solo Milano per l’effetto cedole (pesa l’1,14% sull’indice) con l’indice Ftse Mib in calo dello 0,87% a 42.291 punti alle 13:10. Spicca, però, Stellantis con un +2,87% a 8,69 euro. Il gruppo automobilistico sta aumentando la produzione di Citroën grazie alla domanda superiore alle aspettative per la citycar C3 e, a partire dal prossimo anno produrrà ulteriori 40.000 C3 all'anno a Kragujevac, in Serbia, portando la produzione del veicolo urbano e della sua versione gemella, il Suv C3 Aircross, a 300.000 unità, secondo Bloomberg.
I prezzi del greggio si muovono a due velocità (futures sul Wti +0,29% a 57,98 dollari al barile e sul Brent -0,13% a 61,86 dollari al barile), mentre gli investitori guardano da una parte a un taglio dei tassi da parte della Fed a dicembre e dall'altra alla prospettiva di un accordo di pace per l'Ucraina che potrebbe portare a un alleggerimento delle sanzioni sulla Russia, importante produttore di petrolio. Il presidente statunitense, Donald Trump, ha fissato a giovedì la scadenza per l'intesa, ma il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha detto che la data potrebbe non essere scolpita nella pietra.
Anche se i futures statunitensi si portano a ridosso della parità (+0,04% quello sul Dow Jones e +0,2% quello sul’S&P500), i mercati azionari europei restano in rialzo (Francoforte +0,87%, Parigi +0,05% e Londra +0,16%). Non Milano (-0,77% a 42.333 punti alle 11:20) su cui pesa lo stacco cedole per l’1,14%. Ma non mancano titoli in crescita di oltre il 2% come Buzzi, Campari, Stellantis e Tim.
Lo spread Btp/Bund sale leggermente a 75 punti base e l’euro a 1,1532 dollari (+0,41%). Nel 2025 si è assistito a un forte anticipo delle esportazioni europee verso gli Stati Uniti, prima dell'introduzione dei dazi, quindi, nel 2026 il settore manifatturiero dell'Eurozona potrebbe risultare più debole del previsto, sottolineano Blerina Uruçi, Chief U.S. Economist, Fixed Income, Tomasz Wieladek, Chief European Macro Strategist, Chris Kushlis, Chief Emerging Market Macro Strategist di T. Rowe Price.
«Ciò potrebbe sorprendere la Banca centrale europea, spingendola ad assumere un atteggiamento più accomodante. La massiccia espansione fiscale della Germania potrebbe determinare un aumento dei rendimenti dei Bund tedeschi, trascinando al rialzo tutti i rendimenti dell'Eurozona. Questo inasprimento delle condizioni finanziarie sarebbe un altro fattore che porterebbe la Bce ad allentare la politica monetaria. Esiste anche il rischio di tagli determinati dall'andamento della valuta se l'euro si rafforzasse oltre 1,20 rispetto al dollaro», precisano a T. Rowe Price.
Le borse europee restano in rialzo (Dax +1,25%, Cac40 +0,49%, Ftse100 +0,46% alle 10:15) eccetto Milano (-0,45% a 42.471 punti) che paga lo stacco delle cedole (pesa per l’1,14%). L’euro si rafforza (+0,37% a 1,1527 dollari) anche se in Germania l’indice Ifo sul morale delle imprese tedesche a novembre è sceso a sorpresa a 88,1 punti dai 88,4 punti precedenti. La previsione degli economisti era 88,6 punti. Lo spread Btp/Bund resta sotto 75 a 74,74 punti base dopo la promozione di Moody’s dell’Italia. Sul listino milanese spiccano al rialzo Stellantis, Stm, Buzzi, Unicredit e Tim.
Borse europee positive, tranne Milano su cui pesa per l’1,14% lo stacco cedole (-0,47% a 42.460 punti l’indice Ftse Mib), in avvio di seduta (+0,71% il Dax, +0,38% il Cac40, +0,29% il Ftse100 in scia ai futures statunitensi (+0,24% quello sul Dow Jones e +0,47% quello sull’S&P500). Un tentativo di stabilizzazione dopo che il tema della bolla AI ha innescato prese di profitto diffuse sui titoli growth e sui grandi nomi tecnologici la scorsa settimana, nonostante la pubblicazione di risultati robusti da parte di Nvidia.
L’Italia si presenta alla nuova settimana con un profilo di rischio migliorato. Infatti, Moody’s ha alzato il rating del Paese a Baa2 con outlook stabile (da positivo). Si tratta del primo upgrade da parte dell'agenzia di rating americana in 23 anni e, secondo il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, rappresenta «un'ulteriore conferma della ritrovata fiducia in questo governo e dunque nell'Italia».
Il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,44% con lo spread con il Bund in flessione a 74,9 punti base. In serata dal Tesoro arrivano i dettagli del collocamento a medio e lungo termine di giovedì 27 novembre, in cui verranno presumibilmente riproposti i Btp a 5 anni febbraio 2031 e il decennale febbraio 2036 insieme a Ccteu.
Il calendario delle aste di fine mese si apre il 25 novembre con Btp short e indicizzati all'inflazione europea offerti per un ammontare complessivo massimo di 4,5 miliardi di euro. Mentre in occasione dell'asta Bot di mercoledì 26 novembre saranno a disposizione degli investitori 7,5 miliardi di euro del titolo semestrale 29 maggio 2026.
Per quanto riguarda Piazza Affari sarà una giornata ricca di dividendi. A staccare la cedola sono 12 blue chip del listino principale, con un ribasso tecnico calcolato per il Ftse Mib dell'1,14%. Nello specifico si tratta di Eni (0,26 euro per azione, seconda tranche esercizio 2025, rendimento dell’1,6%), Intesa Sanpaolo (0,186 euro, acconto esercizio 2025, rendimento del 3,2%), Banco Bpm (0,46 euro, acconto esercizio 2025, rendimento del 3,65%), Bper (0,10 euro, acconto esercizio 2025, rendimento dello 0,98%), Banca Mediolanum (0,6 euro, acconto esercizio 2025, rendimento del 3,22%).
Sul listino milanese salgono spedite Stm (+2,10% a 19,19 euro), Buzzi (+3% a 51,5 euro) e Stellantis (+1,95% a 8,61 euro) che potrebbe uscire completamente da Comau, società di automazione industriale, cedendo il pieno controllo a One Equity Partners. La società statunitense di private equity One Equity Partners ha acquistato lo scorso anno una quota del 50,1% di Comau, con sede in Italia, dall’automobilistica. Tra l’altro, Goldman Sachs ha avviato la copertura di Stellantis con un rating neutral e un target price a 9 euro e di Ferrari (+0,98% a 340,5 euro) con buy e un target price a 391 euro.
Invece, Campari 8+0,80% a 5,57 euro) ha messo in vendita tre marchi italiani: Averna, Braulio e Zedda Piras, secondo Il Corriere della Sera che ha citato NewPrices tra gli interessati.
Mentre un gruppo di sette realtà della società civile italiana ha intentato una causa contro Leonardo (-1,32% a 45,43 euro) e il governo italiano, chiedendo l'annullamento di qualsiasi contratto per la vendita e la fornitura di armi a Israele. La denuncia, depositata a fine di settembre presso il Tribunale civile di Roma, sostiene che Leonardo abbia continuato a rifornire l'esercito israeliano, violando sia la Costituzione italiana sia il diritto internazionale, hanno reso noto le Ong.
Nel risparmio gestito, FinecoBank (+0,24% a 20,66 euro) deve rispettare su base consolidata un requisito Mrel Trea (esposizione al rischio) pari al 19,16%, a cui andrà sommato il combined buffer requirement applicabile, e un requisito Mrel Lre (esposizione complessiva per la leva finanziaria) confermato al 5,25%. Morgan Stanley ha alzato il target price sull’azione da 23 a 24,5 euro (rating overweight). La stessa banca di investimento ha alzato il target price di Unicredit (+1,73% a 62,48 euro) da 74 a 76 euro (rating equal weight) e di Intesa Sanpaolo (+1,25% a 5,50 euro) da 6,5 a 6,8 euro (rating overweight) .
Banca Ifis (+0,59% a 23,88 euro) ha effettuato il closing dell'acquisizione dell'intero capitale di Euclidea Sim. L'operazione genera un impatto sul Cet1 ratio del gruppo di circa 20 punti base.
Quanto a Enav (+0,48% a 4,59 euro) il Tesoro potrebbe ridurre la sua quota, oggi al 53%, con un accelerated bookbuilding, mantenendo il controllo, nell'ambito del piano di privatizzazioni 2024-26 da 20 miliardi di euro. Non è invece sul tavolo una discesa in Poste (+0,59% a 20,58 euro).
In evidenza la Juventus (+2,26% a 2,53 euro), che ha pareggiato a Firenze 1-1 nella dodicesima giornata di campionato, non la Lazio, ferma sulla parità a 1,11 euro anche se ha battuto il Lecce 2-0. Infine, si segnala che inizia l’aumento di capitale di Smart Capital; termina l'11 dicembre. I diritti saranno negoziabili fino al 5 dicembre.
Borse europee attese positive (+0,73% il future sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta visto che si respira un cauto ottimismo sul piano di pace per Kiev tra americani e ucraini, anzi «molto» ottimismo come ha sottolineato il Segretario di Stato Usa, Marco Rubio, augurandosi di chiudere «il prima possibile» magari proprio entro giovedì, la deadline inizialmente fissata dal presidente statunitense, Donald Trump. Sul tavolo c'è il piano rivisto da ucraini e europei, una contro-proposta che da 28 passa a 24 punti, messi nero su bianco per spuntare condizioni migliori per il Paese guidato da Volodymyr Zelensky.
Il petrolio si è stabilizzato dopo la maggior perdita settimanale dai primi di ottobre. Il futures sul Brent sale dello 0,31% a 62,13 dollari al barile e quello sul Wti dello 0,76% a 58,24 dollari al barile. Il calo dei prezzi del greggio nelle precedenti sedute è stato determinato dall’aumento della produzione globale, incluso quello dell’Opec+, con l’Agenzia Internazionale per l’Energia che prevede un surplus record per il 2026. I trader stanno monitorando se l’accordo sull’Ucraina si concretizzerà e se le sanzioni alla Russia verranno revocate, sviluppi che potrebbero immettere ulteriore offerta sul mercato.
«Se verrà raggiunto un accordo, ed è un grosso se, il surplus globale peggiorerà notevolmente una volta rimosse le sanzioni», ha dichiarato Robert Rennie, analista di Westpac Banking Corp, che prevede un Brent sopra i 65 dollari al barile ma destinato a diminuire nel 2026. Oltre al conflitto in Ucraina, i trader seguonogli sviluppi in Medio Oriente. Israele ha dichiarato di aver ucciso Abu Ali Al-Tabtabai, capo di stato maggiore di Hezbollah e numero due del gruppo, in un raro attacco aereo su Beirut, mentre l’accordo di cessate il fuoco con il governo libanese, in vigore da quasi un anno, vacilla.
Per quanto riguarda Piazza Affari sarà una giornata ricca di dividendi. A staccare la cedola sono 12 blue chip del listino principale, con un ribasso tecnico calcolato per il Ftse Mib dell'1,14%. Nello specifico si tratta di Eni (0,26 euro per azione, seconda tranche esercizio 2025, rendimento dell’1,6%), Intesa Sanpaolo (0,186 euro, acconto esercizio 2025, rendimento del 3,2%), Banco Bpm (0,46 euro, acconto esercizio 2025, rendimento del 3,65%), Bper (0,10 euro, acconto esercizio 2025, rendimento dello 0,98%), Banca Mediolanum (0,6 euro, acconto esercizio 2025, rendimento del 3,22%).
E ancora: Inwit (dividendo straordinario di 0,2147 euro per azione, rendimento del 2,77%), Mediobanca (0,59 euro, saldo esercizio 2024/2025, rendimento del 3,32%), Poste Italiane (0,40 euro, acconto esercizio 2025, rendimento dell’1,9%), Recordati (0,63 euro, acconto esercizio 2025, rendimento dell’1,25%), Tenaris (0,2511 euro, acconto esercizio 2025, rendimento dell’1,4%), Terna (0,1192 euro, acconto esercizio 2025, rendimento dell’1,3%), Unicredit (1,4282 euro, acconto esercizio 2025, rendimento del 2,27%).
L’euro sale dello 0,33% a 1,1523 dollari in attesa dell’unico dato macro della giornata: alle 10 l’indice Ifo, che misura la fiducia delle imprese tedesche, a novembre. Mentre alle 12 è atteso il discorso di Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo della Bce, alle 13:45 quello di un altro membro, Frank Elderson, alle 15:45 quello della presidente, Christine Lagarde, per chiudere alle 18:54 con quello di Joachim Nagel.
Leggi anche: Quali sono le banche più sicure? Ecco le pagelle Bce e i dati di bilancio dei principali istituti in Italia ed Europa
Sul listino milanese attenzione a Stellantis che potrebbe uscire completamente da Comau, società di automazione industriale, cedendo il pieno controllo a One Equity Partners. La società statunitense di private equity One Equity Partners ha acquistato lo scorso anno una quota del 50,1% di Comau, con sede in Italia, dall’automobilistica. Tra l’altro, Goldman Sachs ha avviato la copertura di Stellantis con un rating neutral e un target price a 9 euro e di Ferrari con buy e un target price a 391 euro.
Invece, Campari ha messo in vendita tre marchi italiani: Averna, Braulio e Zedda Piras, secondo Il Corriere della Sera che ha citato NewPrices tra gli interessati.
Mentre un gruppo di sette realtà della società civile italiana ha intentato una causa contro Leonardo e il governo italiano, chiedendo l'annullamento di qualsiasi contratto per la vendita e la fornitura di armi a Israele. La denuncia, depositata a fine di settembre presso il Tribunale civile di Roma, sostiene che Leonardo abbia continuato a rifornire l'esercito israeliano, violando sia la Costituzione italiana sia il diritto internazionale, hanno reso noto le Ong.
Nel risparmio gestito, FinecoBank deve rispettare su base consolidata un requisito Mrel Trea (esposizione al rischio) pari al 19,16%, a cui andrà sommato il combined buffer requirement applicabile, e un requisito Mrel Lre (esposizione complessiva per la leva finanziaria) confermato al 5,25%. Morgan Stanley ha alzato il target price sull’azione da 23 a 24,5 euro (rating overweight). La stessa banca di investimento ha alzato il target price di Unicredit da 74 a 76 euro (rating equal weight) e di Intesa Sanpaolo da 6,5 a 6,8 euro (rating overweight) .
Banca Ifis ha effettuato il closing dell'acquisizione dell'intero capitale di Euclidea Sim. L'operazione genera un impatto sul Cet1 ratio del gruppo di circa 20 punti base.
Quanto a Enav il Tesoro potrebbe ridurre la sua quota, oggi al 53%, con un accelerated bookbuilding, mantenendo il controllo, nell'ambito del piano di privatizzazioni 2024-26 da 20 miliardi di euro. Non è invece sul tavolo una discesa in Poste.
Sono da monitorare anche la Juventus, che ha pareggiato a Firenze 1-1 nella dodicesima giornata di campionato, e la Lazio che ha battuto il Lecce 2-0. Infine, si segnala che inizia l’aumento di capitale di Smart Capital; termina l'11 dicembre. I diritti saranno negoziabili fino al 5 dicembre. (riproduzione riservata)