Ore 15:45 Wall Street apre in rialzo. A Milano scatto di Ferrari
Il Ftse Mib chiude a 46.652 punti, in calo dello 0,1%. Sul listino milanese pesano le performance delle banche, con Bper che cede il 2,5%, Banca Popolare di Sondrio il 2,8%, Banco Bpm il 2,6% e Mps il 2,2%. A Piazza Affari non basta, dunque, il balzo di Ferrari che guadagna il 4,1% a 316,5 euro per azione. Chiudono in rialzo anche Lottomatica (+2,3%) e Leonardo (+2%) che domani pubblicherà i conti trimestrali. Bene, infine, Prysmian e Stellantis (+1,8%), che beneficia degli ultimi dati sulle immatricolazioni. Spread in calo a 62 punti.
Miste le altre borse europee con Londra che perde lo 0,1%, mentre Parigi e Francoforte guadagnano rispettivamente lo 0,3% e lo 0,1%. In rialzo anche Wall Street dopo due ore di scambi.
I principali listini azionari statunitensi trattano positivi in apertura. Nel dettaglio, il Nasdaq guadagna lo 0,3% grazie anche all’accordo da 100 miliardi di dollari relativo all’acquisto di chip tra Meta e Amd, annunciato prima dell’apertura del mercato, mentre il Dow Jones sale dello 0,7% e l’S&P500 dello 0,2%.
In una nota della società di ricerca Citrini Research viene ipotizzato per il 2028 uno scenario in cui agenti AI sostituiscono modelli di business basati sull'intermediazione, con potenziali implicazioni anche per il settore software sostenuto dal private equity. Tuttavia, «l’anomalia sta nel fatto che alcune società stanno avendo movimenti simili alla crisi del 2008 (Ibm ieri è crollata di oltre il 13%), ma gli indici generali rimangono a poca distanza dai massimi storici, anche perché alcune Big Tech quali Apple e Nvidia stanno registrando una resilienza maggiore», spiegano gli strategist di Mps.
In questo contesto, i timori che tale cambiamento strutturale possa generare effetti deflazionistici stanno determinando una revisione al ribasso delle aspettative di inflazione nel medio termine, con conseguente flessione dei rendimenti dei Treasury, in particolare sulle scadenze a 5 e 10 anni.
Sul fronte politico i nuovi dazi globali del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sono entrati in vigore dopo che venerdì la Corte Suprema ha bloccato molte delle ingenti tariffe statunitensi sulle importazioni. Sul fronte della politica monetaria, il presidente della Federal Reserve di Chicago, Austan Goolsbee, ritiene che «anticipare troppi tagli dei tassi non sia prudente». Secondo lui, la Fed prima di tagliare ulteriormente i tassi dovrebbe assicurarsi «che l'inflazione stia tornando al 2%».
Le vendite comparabili negli Stati Uniti, misurate dall’indice Redbook, sono cresciute del 6,7% su base annua nella settimana terminata il 21 febbraio.
All’avvio dei mercati americani il Ftse Mib ha ridotto le perdite e si avvicina alla parità, a quota 46.661 punti (-0,08%). Scambiano in rosso i principali titoli bancari, mentre Ferrari e Stm guidano il paniere con un rialzo rispettivamente del 4,3% e del 3,5%.
Borse europee miste (Dax -0,18%, Cac40 +0,06%, Ftse100 -0,03% e Ftse Mib -0,31% a 46.556 punti alle 14:15 con Bper che perde oltre il 3%, seguita dalla Popolare di Sondrio e da Unicredit; di segno opposto Ferrari, Stm e Tim) al giro di boa in attesa dell’avvio di Wall Street che si preannuncia positivo (futures sul Dow Jones +0,10%) anche se, dopo la decisione della Corte Suprema, Donald Trump ha accelerato su un nuovo schema tariffario sostitutivo al 10%.
«Questo passaggio è cruciale perché sposta l’attenzione dal se ci saranno dazi al quanto saranno duraturi, contestabili e credibili. I nuovi dazi dovrebbero avere una durata di 150 giorni e poi essere rinnovati attraverso un'approvazione del Congresso o un nuovo decreto presidenziali», afferma Filippo Diodovich, senior market Strategist di IG Italia. «Per i mercati, il messaggio è chiaro: la variabile politica resta alta. La sentenza riduce il perimetro di una leva presidenziale, ma non elimina la strategia protezionista portata avanti da Trump».
Diodovich ritiene che l’effetto principale sull’azionario sia un aumento del premio al rischio, più che un impatto lineare sugli utili nel brevissimo. Le società con supply chain globali o alta esposizione all’import/export restano vulnerabili a revisioni rapide dello scenario tariffario. La combinazione tra sentenza, nuove tariffe e incertezza sui rimborsi rende più difficile prezzare margini e guidance.
Sul mercato valutario, spiega l’esperto di IG Italia, la vicenda pesa perché mescola politica commerciale, rischio fiscale e incertezza istituzionale. È evidente l'indebolimento del dollaro e la maggior forza delle valute rifugio, come il franco svizzero, e delle divise dei Paesi emergenti (dazi medi in teoria molto più bassi).
Il mercato obbligazionario è probabilmente quello con il profilo rischio/rendimento più sensibile alla questione rimborsi (il rendimento del Treasury Usa 10 anni sale al 4,042% e quello del 30 anni al 4,69%). «Se una parte del gettito tariffario dovesse essere restituita, il Tesoro potrebbe dover compensare con emissioni aggiuntive; se invece il contenzioso si trascina, i Treasury dovranno prezzare mesi di rumore politico-legale», prevede Diodovich.
Quanto all’oro, che il 24 febbraio storna dell’1% a 5154,3 dollari l’oncia, «ha superato il limite dei 5.200 l'oncia l’oncia e sembra aver messo nel mirino il prossimo obiettivo a 5.380 dollari, proiezione dell'ampiezza del recente movimento rialzista», conclude Diodovich.
I futures Usa salgono (+0,27% quello su Dow Jones e +0,19% quello sull’S&P500 alle 12:30), il dollaro si rafforza (euro -0,03% a 1,1780) e il rendimento del Treasury Usa 10 anni consolida sopra il 4% dopo che in un'intervista a Reuters il presidente uscente della Fed di Atlanta, Raphael Bostic, ha avvertito che gli Stati Uniti potrebbero entrare in un periodo di disoccupazione strutturalmente più elevata a causa dell'impiego da parte delle aziende di strumenti di intelligenza artificiale per risparmiare manodopera, un momento potenzialmente impegnativo che la Federal Reserve non sarebbe in grado di compensare con tassi di interesse più bassi, lasciati fermi nella riunione di gennaio 2026 tra il 3,5% e il 3,75% dopo tre tagli consecutivi alla fine del 2025.
«Potenzialmente potremmo trovarci in un periodo di trasformazione in cui i datori di lavoro non hanno più bisogno di tanti lavoratori come prima», innalzando il tasso di disoccupazione che la Fed considererebbe di piena occupazione ai fini della gestione del suo duplice obiettivo di inflazione e occupazione, ha spiegato Bostic, che si dimetterà alla fine del suo attuale mandato il 28 febbraio.
A inizio settimana Citrini Research ha diffuso un report, delineando il caos che l’AI potrebbe provocare nell’economia globale nei prossimi anni. Secondo lo strumento FedWatch del CME, attualmente gli operatori si aspettano con una probabilità del 43,8% che la Fed tagli il costo del denaro di 25 punti base a giugno.
A Piazza Affari l’indice Ftse Mib cala dello 0,45% a 46.488 punti con le banche che accelerano al ribasso: la Popolare di Sondrio e Bper perdono il 3%, Mps, Banco Bpm, Unicredit e Intesa Sanpaolo oltre il 2%. Pesanti anche Poste Italiane (-1,29%) e Unipol (-1,45%) la rotazione premia le utility, Stm, Tim e Ferrari.
I mercati azionari europei arretrano (Dax -0,11%, Cac40 -0,01%, Ftse100 -0,21% e Ftse Mib -0,41% a 46.506 punti alle 11:20 con Mps, Banco Bpm, Bper e la Popolare di Sondrio sotto pressione, mentre Stellantis, Ferrari e le utility, in particolare Enel, sono sugli scudi) nonostante i futures Usa positivi (+0,15% quello sul Dow Jones e +0,24% quello sull’S&P500) con gli Stati Uniti che imporranno dazi aggiuntivi del 10% su tutti i beni non coperti da esenzioni, secondo una nota della U.S. Customs and Border Protection, utilizzando l'aliquota inizialmente annunciata dal presidente, Donald Trump, dopo che i suoi dazi globali sono stati respinti dalla Corte Suprema.
Il differenziale di rendimento tra Italia e Germania sul tratto decennale è fermo rispetto all’apertura a 61,3 punti base dopo l’asta di Btp e Btpei per 4,5 miliardi (ha piazzato 2,5 miliardi di euro di Btp 2 anni a un rendimento in calo al 2,16% con una copertura di 1,62; 1 miliardo di Btpei 10 anni a un rendimento dell’1,51% e 1 miliardo di Btpei a 5 anni con un rendimento in calo allo 0,84%); sul tavolo il 25 febbraio il medesimo ammontare di Bot semestrali. Mentre in occasione dell'asta a medio lungo di giovedì 26 febbraio il Tesoro mette a disposizione degli investitori fino a 9 miliardi di euro di tre titoli.
Stando ai calcoli di Unicredit, l’offerta di titoli di Stato nell’area euro dovrebbe attestarsi intorno ai 130 miliardi questo mese, circa 50 miliardi in meno rispetto a gennaio e in linea con il livello di febbraio 2025. Da inizio anno le agenzie del debito dell’Eurozona hanno collocato 300 miliardi in obbligazioni, pari ad oltre il 20% dei loro obiettivi di finanziamento per il 2026. Nel mese di marzo, gli analisti della banca italiana si aspettano che l'ammontare di carta proposto scenda a 125 miliardi, con gli emittenti meno propensi a lanciare ulteriori deal sindacati.
Sul tratto più breve della curva, il tasso del Btp a 2 anni è in marginale flessione al 2,14%, mentre sulla scadenza a 5 anni il rendimento è al 2,63%, in frazionale calo. Anche il rendimento del Btp a 10 anni flette al 3,32%.
Le borse europee si confermano in calo frazionale (Dax -0,22%, Cac40 -0,16%, Ftse100 -0,24% e Ftse Mib -0,32% a 46.552 punti alle 10:20 con Mps, Popolare di Sondrio, Bper, Intesa Sanpaolo e Unicredit in calo di due punti percentuali; Tenaris, Stellantis, Ferrari e Saipem salgono di due punti percentuali). A detta di César Pérez Ruiz, Head of Investments & CIO di Pictet Wealth Management, la decisione della Corte suprema americana non modifica il suo scenario base per il 2026 che prevede un ampliamento dell’espansione economica.
«Prevediamo che questo sarà positivo per le azioni. Con il dollaro Usa che appare destinato a subire pressioni a causa dell’aumento dei deficit e dei timori sull’indipendenza della Federal reserve, gli asset reali dovrebbero beneficiarne. Sarà importante seguire i dati sui prezzi alla produzione negli Stati Uniti che verranno pubblicati venerdì 27 febbraio», afferma Ruiz.
Dal verbale della riunione della Fed della scorsa settimana è emerso che alcuni membri ritengono che aumenti dei tassi d’interesse potrebbero essere appropriati se l’inflazione rimarrà sopra il 2%. Gli «hard data» statunitensi sono rimasti nel complesso resilienti, con un allargamento del capex fuori dal settore tecnologico.
«Nonostante la forza dei recenti dati statunitensi, gli investitori globali stanno spostando sempre più i capitali verso l’Europa, avendo dubbi sugli ingenti budget di spesa in conto capitale nell’AI (mercoledì i risultati di nvidia, ndr)», conclude Ruiz. «L’impennata del capex collegato all’intelligenza artificiale dovrebbe spingere l’importo delle emissioni di obbligazioni investment grade statunitensi fino a 1,8 trilioni di dollari quest’anno. Siamo positivi sulle azioni europee».
L’euro si stabilizza a 1,1785 dollari. L'indice di fiducia delle imprese francesi è sceso a 97,4 punti a febbraio dai 99,3 di gennaio. Per il solo settore manifatturiero, l'indice si è attestato a 102,1 punti, rispetto alla lettura precedente rivista a 105,4 e al consenso degli economisti a quota 104 punti.
Borse europee in calo in avvio di seduta. Francoforte perde lo 0,18%, Parigi lo 0,17%, Londra lo 0,28% e Milano lo 0,43% a 46.496 punti. La decisione della Corte Suprema Usa sui dazi ha instillato nuovi rischi e incertezze nella politica commerciale, nel debito statunitense e nel dollaro. La Corte non ha preso alcuna decisione in merito ai rimborsi, lasciando aperta la possibilità di un buco di 170 miliardi di dollari nelle finanze Usa.
Trump ha ribadito il 23 febbraio le critiche nei confronti dei giudici, rei di essersi pronunciati contro il suo programma tariffario, promettendo di ricorrere ad altri poteri e licenze in materia commerciale, senza però fornire dettagli. In serata (stanotte in Italia) il presidente statunitense si presenterà al Congresso in seduta comune per l'atteso discorso sullo stato dell'Unione, durante il quale farà il bilancio dell’ultimo anno e traccerà le politiche che intende adottare nel prossimo futuro, in un momento in cui i sondaggi indicano i suoi consensi in netto calo a pochi mesi dalle elezioni di metà mandato.
La commissione Commercio del Parlamento europeo ha posposto intanto per la seconda volta il voto sull’accordo commerciale tra Ue e Stati Uniti - raggiunto lo scorso luglio in Scozia - dopo l’introduzione da parte della Casa bianca di nuovi dazi generale del 10%. L’assemblea Ue sta esaminando proposte legislative per eliminare molti dazi all’importazione su beni statunitensi e per mantenere lo zero dazi sulle aragoste statunitensi, inizialmente concordato nel 2020. Le proposte devono essere approvate dal Parlamento e dai governi dell’Unione. I deputati si riuniranno di nuovo il 4 marzo.
In questo il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,32%, sempre sui minimi da dicembre 2024, con lo spread con il Bund in aumento a 61,3 punti base. Al via in mattinata le aste di fine mese con il collocamento di Btp short e Btpei per un massimo di 4,5 miliardi; sul tavolo il 25 febbraio il medesimo ammontare di Bot semestrali. Mentre in occasione dell'asta a medio lungo di giovedì 26 febbraio il Tesoro mette a disposizione degli investitori fino a 9 miliardi di euro di tre titoli.
Stando ai calcoli di Unicredit, l’offerta di titoli di Stato nell’area euro dovrebbe attestarsi intorno ai 130 miliardi questo mese, circa 50 miliardi in meno rispetto a gennaio e in linea con il livello di febbraio 2025. Da inizio anno le agenzie del debito dell’Eurozona hanno collocato 300 miliardi in obbligazioni, pari ad oltre il 20% dei loro obiettivi di finanziamento per il 2026. Nel mese di marzo, gli analisti della banca italiana si aspettano che l'ammontare di carta proposto scenda a 125 miliardi, con gli emittenti meno propensi a lanciare ulteriori deal sindacati.
Sul listino milanese vanno male tutte le banche, anche Banco Bpm (-1,73% a 12,77 euro) dopo che l’assemblea ha approvato con il 95,40% dei voti le modifiche statutarie per recepire la Legge Capitali, intervenendo su regole di presentazione delle liste, rappresentanza delle minoranze e governance del Comitato controllo e rischi. Resta incerta la presentazione di una lista da parte del cda uscente per l’assemblea di aprile, con termine fissato al 6 marzo.
Sale contro corrente (+0,97% a 28,76 euro) Stm con l'ultimo modello di intelligenza artificiale della startup cinese DeepSeek, che sarà rilasciato già la prossima settimana ed è stato addestrato sul chip di intelligenza artificiale più avanzato di Nvidia, il Blackwell, in quella che potrebbe essere una violazione dei controlli sulle esportazioni degli Stati Uniti che ritengono che DeepSeek rimuoverà gli indicatori tecnici che potrebbero rivelare l'uso di chip AI americani.
E se Tim (+1,11% a 0,6546 euro), Leonardo (+0,55% a 58,3 euro), Industrie De Nora (+0,97% a 7,26 euro) e Saipem (+1,27% a 3,43 euro) riuniscono il cda sul bilancio 2025, il gruppo guidato da Alessandro Puliti si è aggiudicato un ulteriore contratto offshore (Contract Release Purchase Order) in Arabia Saudita, nell’ambito del Long Term Agreement attualmente in essere con Aramco. Il gruppo si occuperà dell’ingegneria, dell’approvvigionamento, della costruzione e dell’installazione di una condotta da 48”, per una lunghezza di circa 65 km offshore e 12 km onshore, oltre alle relative infrastrutture sottomarine nel giacimento di Safaniya, uno dei più grandi giacimenti offshore al mondo. Questo nuovo contratto rafforza la presenza di lunga data di Saipem in Arabia Saudita e consolida ulteriormente la relazione di lungo periodo con Aramco.
Restando nel settore oil, Tenaris (+0,35% a 22,68 euro) ha annunciato che annullerà la seconda tranche da 600 milioni di dollari del suo programma di riacquisto di azioni proprie del valore di 1,2 miliardi di dollari a causa dell'elevata volatilità del mercato. La seconda tranche, avviata nel novembre 2025, sarà chiusa il 3 marzo del 2026. La società ha riacquistato un totale di 29.295.219 azioni per 583,6 milioni di dollari nell'ambito della seconda tranche.
In casa Agnelli/Elkann Stellantis (+1,34% a 6,55 euro) prosegue la rimonta in Europa con un +9% di immatricolazioni auto a gennaio in un mercato in calo del 3,9%. Inoltre, ha pubblicato i conti la Juventus (+0,62% a 2,2560 euro): nel primo semestre dell'esercizio 2025-2026 ha registrato una perdita di 2,5 milioni di euro dall’utile di 19,4 milioni dello stesso periodo dell'esercizio precedente. I ricavi sono scesi dell’11% a 260,6 milioni a causa della riduzione dei proventi da gestione diritti calciatori e, in misura minore, dei ricavi da diritti audiovisivi e da gare. L'indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2025 ammontava a 298,8 milioni, in aumento di 18,6 milioni rispetto al 30 giugno 2025.
Quanto ad Avio, in rialzo del 3,30% a 36 euro, ha ottenuto l’approvazione di un pacchetto consistente di incentivi in Virginia per la sua controllata Avio Usa. Il nuovo impianto produttivo sarà localizzato a Hurt, nella Contea di Pittsylvania, e si dedicherà alla realizzazione di motori a propellente solido destinati ai settori della difesa, della propulsione tattica, dei sistemi missilistici e dello spazio commerciale. Questo progetto di espansione prevede un investimento superiore a 500 milioni di dollari e porterà alla creazione di oltre 1.000 nuovi posti di lavoro. A fronte di tale impegno, la Commissione per i Major Employment and Investment Project ha dato il via libera a incentivi speciali che potranno raggiungere la cifra di 97,7 milioni di dollari a favore di Avio.
Borse europee attese in rialzo (+0,18% l’Eurostoxx50) in avvio di seduta con i mercati cinesi tornati dalle festività del Capodanno Lunare: l’indice Ftse China ha registrato un +0,15%, ma l’Hang Seng di Hong Kong è caduto del 2% a causa delle preoccupazioni nel settore tecnologico per l’intelligenza artificiale, mentre l’attenzione si sposta sui prossimi risultati trimestrali di Nvidia, attesi per mercoledì 25 febbraio, dopo l’analisi di Citrini Research, diffusa all’inizio della settimana, che delinea il caos che l’AI potrebbe provocare nell’economia globale nei prossimi anni.
I futures sull’S&P 500 salgono dello 0,20%. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito i partner commerciali di non «giocare», tirandosi indietro dagli accordi commerciali recentemente concordati dopo che la Corte Suprema ha bocciato le sue tariffe d'emergenza. Ma alcuni governi stranieri vogliono solo sapere se le condizioni originariamente negoziate sono ancora valide. Ci si aspetta che Trump esca allo scoperto durante il suo discorso annuale sullo Stato dell'Unione alle 24 ora italiana.
I prezzi del petrolio salgono, avvicinandosi ai massimi degli ultimi sette mesi, mentre gli operatori valutavano i rischi geopolitici in vista di un nuovo ciclo di colloqui sul nucleare tra Stati Uniti e Iran. I futures sul Brent crescono dello 0,60%, a 71,54 dollari al barile e quelli sul Wti dello 0,62% a 66,72 dollari al barile. In pratica il Brent è scambiato ai livelli più alti dal 31 luglio del 2025, mentre il WTti ai massimi dal 1° agosto. «Il rischio di una possibile escalation militare in Medio Oriente sta guadagnando terreno e, di conseguenza, i trader sembrano coprirsi contro gli scenari peggiori», afferma Priyanka Sachdeva, analista senior di Phillip Nova.
Iran e Stati Uniti terranno giovedì 26 febbraio a Ginevra un terzo round di colloqui sul nucleare. Gli States vogliono che l’Iran rinunci al proprio programma nucleare, ma Teheran ha fermamente rifiutato, negando di voler sviluppare un’arma atomica. Il Dipartimento di Stato sta evacuando il personale governativo non essenziale e le loro famiglie dall’ambasciata statunitense a Beirut. Trump ha scritto in un post sui social media che sarà un «giorno molto negativo» per l’Iran se non verrà raggiunto un accordo. Ma il generale Dan Caine, il più alto in grado al Pentagono, come riporta il Washington Post, ha messo in guardia il tycoon da un attacco all'Iran, affermando che la carenza di munizioni essenziali e la mancanza di supporto da parte degli alleati aggiungeranno rischi significativi all'operazione e al personale statunitense.
«Il petrolio rimane nella parte alta del range tra 55 e 66,50 dollari che ha caratterizzato gli ultimi sei mesi», indica Tony Sycamore, analista di IG. «Una rottura sostenuta al di sopra del limite superiore di questo intervallo aprirebbe la strada a ulteriori rialzi verso 70–72 dollari. Al contrario, segnali di de-escalation probabilmente porterebbero a un ritracciamento verso 61 dollari».
Viceversa, il prezzo dell’oro scende dai massimi delle ultime tre settimane, dopo quattro sessioni consecutive di rialzi, mentre gli investitori prendono profitto e il dollaro si rafforza (l’euro vale 1,1778, -0,04%) in un contesto di rinnovate tensioni legate ai dazi commerciali statunitensi. L’oro spot cala dello 0,74% a 5.169,2 dollari l’oncia, ritracciando dopo aver raggiunto nelle prime ore di contrattazione il livello più alto dalla fine di gennaio. Viceversa, il prezzo dell’argento sale dell’1,58% a 88,28 dollari l’oncia, dopo quattro sessioni di rialzi. Nonostante lo storno dell’oro, il tono di fondo nel mercato dei metalli preziosi resta sostenuto dall’incertezza commerciale persistente e dai rischi geopolitici.
Lato macro, alle 8:45 esce l’indice sulla fiducia delle imprese manifatturiere a febbraio della Francia, alle 14:55 l’indice settimanale Redbook degli Stati Uniti e alle 15 l’indice Shiller di dicembre per chiudere alle 16 con l’indice sulla fiducia dei consumatori a febbraio. inoltre si segnalano i numerosi interventi di banchieri centrali sia lato Bce (alle 11:30 Kocher e Machado e alle 17 Tuominen) sia lato Fed (alle 14 Goolsbee, alle 15 Collins e Bostic, alle 15:10 Waller, alle 15:35 Cook e alle 21:15 Barkin e Collins).
Sul listino milanese attenzione a Stm con l'ultimo modello di intelligenza artificiale della startup cinese DeepSeek, che sarà rilasciato già la prossima settimana ed è stato addestrato sul chip di intelligenza artificiale più avanzato di Nvidia, il Blackwell, in quella che potrebbe essere una violazione dei controlli sulle esportazioni degli Stati Uniti che ritengono che DeepSeek rimuoverà gli indicatori tecnici che potrebbero rivelare l'uso di chip AI americani.
E se Tim, Leonardo, Industrie De Nora e Saipem riuniscono il cda sul bilancio 2025, il gruppo guidato da Alessandro Puliti si è aggiudicato un ulteriore contratto offshore (Contract Release Purchase Order) in Arabia Saudita, nell’ambito del Long Term Agreement attualmente in essere con Aramco. Il gruppo si occuperà dell’ingegneria, dell’approvvigionamento, della costruzione e dell’installazione di una condotta da 48”, per una lunghezza di circa 65 km offshore e 12 km onshore, oltre alle relative infrastrutture sottomarine nel giacimento di Safaniya, uno dei più grandi giacimenti offshore al mondo. Questo nuovo contratto rafforza la presenza di lunga data di Saipem in Arabia Saudita e consolida ulteriormente la relazione di lungo periodo con Aramco.
Restando nel settore oil, Tenaris ha annunciato che annullerà la seconda tranche da 600 milioni di dollari del suo programma di riacquisto di azioni proprie del valore di 1,2 miliardi di dollari a causa dell'elevata volatilità del mercato. La seconda tranche, avviata nel novembre 2025, sarà chiusa il 3 marzo del 2026. La società ha riacquistato un totale di 29.295.219 azioni per 583,6 milioni di dollari nell'ambito della seconda tranche.
In casa Agnelli/Elkann Stellantis prosegue la rimonta in Europa con un +9% di immatricolazioni auto a gennaio in un mercato in calo del 3,9%. Inoltre, ha pubblicato i conti la Juventus: nel primo semestre dell'esercizio 2025-2026 ha registrato una perdita di 2,5 milioni di euro dall’utile di 19,4 milioni dello stesso periodo dell'esercizio precedente. I ricavi sono scesi dell’11% a 260,6 milioni a causa della riduzione dei proventi da gestione diritti calciatori e, in misura minore, dei ricavi da diritti audiovisivi e da gare. L'indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2025 ammontava a 298,8 milioni, in aumento di 18,6 milioni rispetto al 30 giugno 2025.
Quanto ad Avio ha ottenuto l’approvazione di un pacchetto consistente di incentivi in Virginia per la sua controllata Avio Usa. Il nuovo impianto produttivo sarà localizzato a Hurt, nella Contea di Pittsylvania, e si dedicherà alla realizzazione di motori a propellente solido destinati ai settori della difesa, della propulsione tattica, dei sistemi missilistici e dello spazio commerciale. Questo progetto di espansione prevede un investimento superiore a 500 milioni di dollari e porterà alla creazione di oltre 1.000 nuovi posti di lavoro. A fronte di tale impegno, la Commissione per i Major Employment and Investment Project ha dato il via libera a incentivi speciali che potranno raggiungere la cifra di 97,7 milioni di dollari a favore di Avio.
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