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L'Europa consolida rialzi, oro oltre 3.800 dollari

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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude sopra la parità (+0,1%). Sul podio Saipem, Stellantis e Stm

23 settembre 2025, 07:42 Ultimo aggiornamento: 18:24

Milano chiude in positivo, così come le principali borse europee. Tra le peggiori blue chip di Piazza Affari ci sono  Mediobanca, Leonardo e Tim. Attesa per il discorso di Powell | IL VIDEO | Il calendario macro di oggi

  • Ore 16:00 A Milano il Ftse Mib sale dello 0,5% a 42.622 punti
  • Ore 14:50 Il Ftse Mib corre con Stm e Moncler in attesa di Wall Street
  • Ore 13:00 Ftse Mib sopra 42.400 con Stm e Moncler in vetta. Spread stabile a 82 dopo l’Ocse
  • Ore 11:40 Il Ftse Mib si riprende grazie a Stm e Stellantis. Il petrolio vira al rialzo: alto rischio di sabotaggio in Danimarca
  • Ore 10:30 Il Ftse Mib vira al ribasso con Banco Bpm e Mediobanca. Euro debole: l’indice Pmi manifatturiero scende in Eurozona
  • Ore 09:05 Ftse Mib sopra 42.500 con Italgas e Terna, spread stabile a 82 in attesa di Powell (Fed)
  • Ore 07:40 Europa attesa positiva, nuovo record dell’oro oltre 3.750 dollari

Milano chiude in rialzo dello 0,13% a 42.477 punti, trainata da Saipem (+3,6%) e Stellantis (+3,15%). Tra i maggiori ribassi Mediobanca (-6%), dopo il termine dell’upside speculativo dell’opas di Monte dei Paschi, e Leonardo (-2,2%).

Spread stabile a 83 punti, cambio euro dollaro a 1,17. 

Il mercato europeo attende questa sera le indicazioni del presidente della Fed Jerome Powell, che darà un quadro più chiaro a proposito delle aspettative sui tassi di interesse.

Ore 16:00: a Milano il Ftse Mib sale dello 0,5% a 42.622 punti.

i listini azionari statunitensi trattano contrastati, con il Dow Jones che avanza dello 0,13%, l’S&P 500 che perde lo 0,02% e il Nasdaq che scende dello 0,09%.Gli investitori monitorano i rischi del mercato azionario Usa dopo che i tre principali indici hanno chiuso sui massimi storici il 22 settembre. A Milano il Ftse Mib sale dello 0,5% a 42.622 punti.

I trader hanno anche digerito le ultime dichiarazioni di due membri della Federal Reserve dopo il taglio di 25 punti base del tasso di riferimento della scorsa settimana. Il neo-nominato governatore della Fed, Stephen Miran, ha dichiarato che il tasso di politica monetaria della banca centrale dovrebbe essere di due punti percentuali inferiore all'attuale livello, mentre il governatore della Fed di St. Louis, Alberto Musalem, ha messo in guardia contro ulteriori tagli dei tassi. Miran, nominato dal presidente Donald Trump dopo le dimissioni di Adriana Kugler in agosto, avrebbe preferito un taglio di 50 punti base nella riunione della scorsa settimana.

Nel frattempo, a settembre il Pmi composito misurato da S&P Global è sceso a 53,6 punti dai 54,6 di agosto. Gli analisti si attendevano 54,6 punti. Il Pmi manifatturiero si è attestato a 52 punti dai 53, in linea con le attese. Anche l’attività nei servizi ha rallentato al 53,9 da 54,5 di agosto, sotto le attese (54 punti). Infine, l’Ocse stima che la crescita annua del pil negli Stati Uniti  rallenterà  dal 2,8% registrato nel 2024 all’1,8% nel 2025 e all’1,5% nel 2026.

Ore 14:50 Il Ftse Mib corre con Stm e Moncler in attesa di Wall Street

Le borse europee restano positive (+0,47% il Dax, +1% il Ca40, +0,19% il Ftse100 e +0,33% a 42.564 punti il Ftse Mib alle 14:50 con il rally di Stm, Moncler e Brunello Cucinelli, tutte in crescita del 3% circa, seguite da Interpump e Saipem) in attesa dell’avvio di Wall Street e dei dati macro Usa con una serie di indici Pmi, dopo quelli dell’Eurozona, di settembre alle 15:45: manifatturiero (stima 51,8 punti da 53 di agosto), servizi (stima 53,8 punti da 54,5 di agosto) e composito (stima 54,6 punti da 55,1 di agosto).

«Le stime sembrano evidenziare che gli effetti dei dazi non siano ancora entrati nell’economia concreta», afferma Antonio Tognoli, responsabile macro analisi di Cfo Sim. «Riteniamo tuttavia che un aumento delle tariffe medie dal 3% al 18% non possa non sortire effetti economici significativi nella manifattura e nei servizi. Quello che è ancora poco chiaro è come si combinano gli effetti negativi di tariffe più elevate con i forti stimoli fiscali dell’amministrazione Trump». 

Il dato già pubblicato sulle vendite al dettaglio delle catene nazionali statunitensi ha mostrato un aumento del 5,7% a livello annuale nella settimana terminata il 20 settembre (+6,3% nella settimana precedente).

L’euro è stabile a 1,18 dollari e lo spread Btp/Bund è fermo a quota 82,5 punti base (al 3,57% il rendimento del Btp 10 anni). La Germania ha collocato 3,601 miliardi di Schatz a 2 anni con rendimenti in aumento al 2,01% dall'1,96% dell’asta precedente. Mentre in serata, a mercati chiusi, il Tesoro rende noti i dettagli dell'asta a medio lungo di venerdì 26 settembre. Il giorno prima metterà a disposizione degli investitori 6,5 miliardi di Bot.

Ore 13:00 Ftse Mib sopra 42.400 con Stm e Moncler in vetta. Spread stabile a 82 dopo l’Ocse

Nonostante i futures Usa misti (+0,13% quello sul Dow Jones e -0,02% quello sull’S&P500), i mercati azionari del Vecchio Continente restano in rialzo (Dax +0,22%, Cac40 +0,67%, Ftse100 +0,07% e Ftse Mib +0,11% a 42.470 punti alle 13:00 grazie a Terna, Stm, Stellantis, Saipem, Nexi, Mps, Interpump, Moncler e Brunello Cucinelli).

Lo spread Btp/Bund è fermo a 82,4 punti base dopo che l'Ocse ha confermato la sua stima sul pil italiano per il 2025, ma ha limato quella per il 2026. L’Organizzazione di Parigi ha previsto una crescita pari allo 0,6% nel 2025, stesso livello ipotizzato a giugno scorso, mentre per l'anno successivo ha rivisto la stima a +0,6% dal precedente +0,7% perché gli effetti completi degli aumenti dei dazi non si sono ancora fatti sentire, «ma stanno diventando sempre più visibili nelle scelte di spesa, nei mercati del lavoro e nei prezzi al consumo, ponendo rischi significativi alle prospettive economiche globali».

Ore 11:40 Il Ftse Mib si riprende grazie a Stm e Stellantis. Il petrolio vira al rialzo: alto rischio di sabotaggio in Danimarca

Piazza Affari recupera terreno e guadagna lo 0,36% a 42.574 punti grazie al rally di Mps (+2,87%), nel lusso di Moncler (+2,10%) e di Brunello Cucinelli (+2,23%), mentre nel settore industriale anche di Interpump (+2,22%), Stellantis (+3,49%) e Stm (+3,36%). L’euro riconquista la soglia di 1,18 dollari e lo spread Btp/Bund resta ancorato a 82 punti base.

Tra le materie prime il prezzo del petrolio Brent vira al rialzo e sale dello 0,38% a 66,82 dollari al barile. Dopo il sorvolo di droni sullo scalo di Copenaghen, la Danimarca è davanti a una «significativa minaccia di sabotaggio» e la situazione «è estremamente grave», ha detto il capo dei servizi d'intelligence danesi, Flemming Drejer, in conferenza stampa. Le autorità stanno vagliando tutte le ipotesi, senza escludere la pista russa.
 

Ore 10:30 Il Ftse Mib vira al ribasso con Banco Bpm e Mediobanca. Euro debole: l’indice Pmi manifatturiero scende in Eurozona

L’indice Ftse Mib si porta poco sotto la parità a quota 42.403 punti (-0,05%), un assolo visto il Dax sale dello 0,51%, il Cac40 dello 0,97% e il Fts100 dello 0,18%. Pesano con cali superiori a due punti percentuali Banco Bpm, Mediobanca e Leonardo. Inoltre, Tim e Unicredit arretrano di oltre l’1%.

L’indice Pmi manifatturiero scende in Eurozona

L'euro ripiega dello 0,13% a 1,1786 dollari dopo che l’indice Pmi del settore manifatturiero nella zona euro è sceso a 49,5 punti da 50,7 di agosto. Si tratta del minimo degli ultimi  tre mesi. Meglio il settore dei servizi, aumentato a 51,4 punti dai 50,5 di agosto. Così il Pmi composito è risultato in lieve rialzo a 51,2 punti dai 51 del mese precedente.

A sorpresa la banca centrale svedese taglia i tassi

Lo spread Btp/Bund è stabile a 82 punti base. La banca centrale svedese a sorpresa ha tagliato i tassi all'1,75% dal 2% e ha indicato che dovrebbero rimanere invariati per qualche tempo. La maggior parte degli economisti si aspettava tassi invariati.

Ore 09:05 Ftse Mib sopra 42.500 con Italgas e Terna, spread stabile a 82 in attesa di Powell (Fed)

Borse europee in rialzo in avvio di seduta. Il Dax avanza dello 0,42%, il Cac40 dello 0,42%, il Ftse100 dello 0,05% e il Ftse Mib dello 0,19% a 42.502 punti. Poco mossi i futures di Wall Street in attesa alle 18:35 dell’intervento del presidente della Fed, Jerome Powell. Inoltre, prende il via a New York l'80esima assemblea delle Nazioni Unite. Ieri il presidente francese Macron ha annunciato formalmente che la Francia riconoscerà lo Stato di Palestina, una posizione abbracciata anche da Gran Bretagna e dal Canada. Una scelta presa dalla maggior parte dei Paesi europei ad eccezione di Italia e Germania.

In arrivo l’outlook dell’Ocse, anche sull’Italia

Dall'Ocse arriva l'aggiornamento delle stime su pil e inflazione per le principali economie mondiali, contenuto nell'Interim report dell'Economic Outlook. Per quel che concerne l'Italia, le ultime previsioni dell’Organizzazione di Parigi, pubblicate a giugno, vedevano per il 2025 una crescita pari allo 0,6% e un'inflazione al 2%; per il 2026, rispettivamente, +0,7% e +1,9%. L’Istat il 22 settembre ha rivisto al ribasso il debito-pil per il 2024  al 134,9% dal 135,3% previsto a marzo. Nel 2023 il rapporto debito-pil era al 133,9%.

Calano i rendimenti dei titoli di Stato

Lo spread Btp/Bund è stabile a quota 82,3 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in calo al 3,55% (giù al 4,13% anche quello del Treasury Usa 10 anni) in seguito alla promozione di Fitch nei confronti dell’Italia, già incorporata nei prezzi. I prossimi appuntamenti con le agenzie di rating sono in calendario per ottobre il 10, il 17 e il 31, rispettivamente, con S&P Global, Dbrs e Scope e il 21 novembre con Moody's.

Nel frattempo la Germania colloca stamani 4,5 miliardi di Schatz settembre 2027, cedola 1,90%, mentre in serata, a mercati chiusi, il Tesoro rende noti i dettagli dell'asta a medio lungo di venerdì 26 settembre. Il giorno prima metterà a disposizione degli investitori 6,5 miliardi di Bot.

A Milano bene Italgas, Terna, Enel, Tim. Giù Mediobanca, Unicredit e Snam

Sul listino milanese Mediobanca flette dell’1,54% a 20,5 euro con le adesioni degli azionisti all'offerta di Mps (+0,20% a 7,95 euro) che hanno raggiunto l'86,33% del capitale al termine dell'ultimo giorno del periodo di riapertura dell'opas.

Qualche acquisto su Generali (+0,27% a 33,2 euro) dopo che Unicredit (-0,22% a 64,88 euro) ha progressivamente ridotto la sua quota attorno al 2%. Un percorso già iniziato lo scorso luglio, quando la quota era scesa al 5%, per poi subire un ulteriore ridimensionamento fino all’attuale livello. Inoltre, l’agenzia di rating Fitch ha alzato il rating Ifs sulla compagnia triestina a AA- da A+, con un outlook stabile.

Quanto a Saipem, stabile a quota 2,362 euro, il governo ha dato il via libera condizionato alla fusione con la norvegese Subsea7, vincolando la nascita di Saipem7 a una serie di impegni in materia di sicurezza energetica e difesa nazionale, secondo MF-Milano Finanza che cita il decreto in materia di Golden power, approvato il 18 settembre dal Consiglio dei ministri.

Meglio Tim (+0,11% a 0,4384 euro), pronta a emettere un bond senior a tasso fisso a 5 anni di importo benchmark, Enel (+0,52% a 7,88 euro) che sta testando il mercato per collocare un bond senior unsecured multi-tranche in dollari, non Eni (-0,07% a 14,58 euro) di cui JP Morgan ha alzato il target price da 16 a 16,5 euro, ribadendo il rating overweight.

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Al contempo, Rbc ha alzato il rating da sector perform a outperform e il target price da 8,6 a 9,6 euro su Terna (+1,67% a 8,53 euro), ha promosso anche Italgas (+2,12% a 7,72 euro) da sector perform a outperform, alzando il prezzo obiettivo da 6,80 a 9 euro, viceversa ha tagliato il rating da outperform a sector perform e il target price da 5,30 a 5,15 euro su Snam (-0,40% a 5,018 euro).

Ore 07:40 Europa attesa positiva, nuovo record dell’oro oltre 3.750 dollari

Borse europee attese positive in avvio di seduta (+0,24% il futures sull’Eurostoxx50), in linea con i futures statunitensi, mentre gli investitori valutano i messaggi contrastanti della Fed. «Noi continuiamo a ritenere che la banca centrale americana farà ancora un solo taglio entro la fine dell’anno. È vero infatti che il mercato del lavoro è diventata la priorità numero uno, ma crediamo che la Fed non voglia rovinare il lavoro fatto negli ultimi 18 mesi per smorzare l’inflazione. Fatto sempre salvo il rapido e imprevisto deterioramento della crescita economica e/o imprevisti al momento non stimabili», sottolinea Antonio Tognoli, responsabile macro analisi di Cfo Sim.

Tognoli (Cfo Sim): un solo taglio dei tassi Fed entro la fine dell’anno

Anche un solo taglio per Tognoli può essere in grado di contribuire a riaccendere la domanda di lavoro. L'attuale andamento del mercato del lavoro, caratterizzato dal principio «no hire, no fire» (nessuna assunzione, nessun licenziamento), ha pesato sulla fiducia delle famiglie e ha favorito un andamento più cauto della spesa al consumo nella prima metà dell'anno. «Tuttavia, con i licenziamenti ancora in calo, la crescita del reddito aggregato continua a sostenere la spesa. Le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,6%, più del previsto, ad agosto», spiega l’esperto di Cfo Sim. «Parte dell'aumento può essere attribuito all'aumento dei prezzi, poiché le vendite vengono riportate in termini nominali. Tuttavia, anche al netto dell'inflazione, il volume delle vendite è leggermente aumentato, grazie al sostegno del solido e-commerce e della spesa per l'auto».

Indici Pmi e banchieri centrali sotto i riflettori

Il dollaro si conferma debole nei confronti dell’euro che vale 1,1798 dollari. Alle 10 è in agenda l’indice Pmi servizi preliminare a settembre dell’Eurozona, il Pmi manifatturiero e il Pmi composito. Invece, dagli Stati Uniti alle 14:55 arriva l’indice settimanale Redbook, alle 15:45 il Pmi manifatturiero preliminare a settembre e il Pmi servizi. Numerosi anche gli interventi dei banchieri centrali, lato Bce (10 Muller, 14:10 Buch, 15:40 Kocher e 16:20 Cipollone) e lato Fed (15 Bowman, 16 Bostic e 18:35 Powell).

Nuovo record per l’oro, vendite sul petrolio

Mentre tra le materie prime il prezzo dell’oro spot ha toccato un nuovo massimo storico a 3.759,23 dollari l’oncia (+0,35% a 3.750,25 dollari al momento), i prezzi del petrolio scendono con gli investitori che valutano l’impatto delle crescenti tensioni geopolitiche e la prospettiva di sanzioni più severe sui flussi energetici russi. I futures sul Brent arretrano dello 0,39% a 66,31 dollari al barile, invece quelli sul Wti dello 0,37% a 62,05 dollari al barile. Entrambi i contratti hanno chiusola seduta del 22 settembre in calo dopo che l’Iraq ha annunciato di aver aumentato le esportazioni di petrolio nell’ambito dell’accordo Opec+, alimentando i timori di un eccesso di offerta.

Sul fronte geopolitico, i raid aerei israeliani hanno continuato a colpire Gaza, costringendo alla chiusura diversi ospedali e attirando rinnovate critiche internazionali. All’Onu un’ampia coalizione di Paesi ha sostenuto il riconoscimento formale di uno Stato palestinese, una mossa osteggiata da Israele e Stati Uniti. Questa frattura diplomatica ha aggiunto ulteriore incertezza in Medio Oriente, una regione che rappresenta un terzo della fornitura mondiale di greggio. Nel frattempo, l’Ucraina ha intensificato gli attacchi con droni contro le infrastrutture energetiche russe, danneggiando alcune raffinerie.

L’Unione Europea sta preparando un nuovo pacchetto di sanzioni volto a rafforzare le restrizioni sulle esportazioni energetiche russe. Le misure dovrebbero colpire le importazioni di gas naturale liquefatto e penalizzare gli intermediari nei Paesi terzi che facilitano il commercio russo. Washington ha intensificato la pressione sugli alleati, sollecitando tariffe più alte sui beni provenienti da Cina e India in risposta ai loro continui acquisti di greggio russo. Questi provvedimenti potrebbero mettere sotto pressione le catene di approvvigionamento globali se l’applicazione risultasse efficace. 

A Milano occhio a Mediobanca, Mps, Unicredit, Generali, Saipem, Tim, Enel, Eni, Italgas, Snam e Terna

Sul listino milanese attenzione a Mediobanca con le adesioni degli azionisti all'offerta di Mps che hanno raggiunto l'86,33% del capitale al termine dell'ultimo giorno del periodo di riapertura dell'opas.

Da monitorare anche Generali perché Unicredit ha progressivamente ridotto la sua quota attorno al 2%. Un percorso già iniziato lo scorso luglio, quando la quota era scesa al 5%, per poi subire un ulteriore ridimensionamento fino all’attuale livello. Inoltre, l’agenzia di rating Fitch ha alzato il rating Ifs sulla compagnia triestina a AA- da A+, con un outlook stabile.

Quanto a Saipem il governo ha dato il via libera condizionato alla fusione con la norvegese Subsea7, vincolando la nascita di Saipem7 a una serie di impegni in materia di sicurezza energetica e difesa nazionale, secondo MF-Milano Finanza che cita il decreto in materia di Golden power, approvato il 18 settembre dal Consiglio dei ministri.

Poi occhio a Tim, pronta a emettere un bond senior a tasso fisso a 5 anni di importo benchmark, a Enel che sta testando il mercato per collocare un bond senior unsecured multi-tranche in dollari, e a Eni di cui JP Morgan ha alzato il target price da 16 a 16,5 euro, ribadendo il rating overweight.

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Al contempo, Rbc ha alzato il rating da sector perform a outperform e il target price da 8,6 a 9,6 euro su Terna, ha promosso anche Italgas da sector perform a outperform, alzando il prezzo obiettivo da 6,80 a 9 euro, viceversa ha tagliato il rating da outperform a sector perform e il target price da 5,30 a 5,15 euro su Snam. (riproduzione riservata)



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