Ore 16 Ftse Mib positivo con Prysmian ed Eni. Wall Street apre debole
Ore 14:15 Borse Ue in rialzo in attesa di Wall Street
Il Ftse Mib chiude a 42.381 punti, in rialzo dello 0,4%. La migliore sul listino è Eni, che guadagna il 3%. Bene anche altri titoli del comparto energia-utilities, come A2a (+3%) e Tenaris (+2,8%), sulla scia del balzo dei prezzi del petrolio dopo le sanzioni imposte dagli Stati Uniti contro le più grandi compagnie petrolifere russe. La seduta si chiude invece con forti perdite per Stm (-14%) dopo la pubblicazione dei dati trimestrali. Tra le peggiori anche Tim (-2,9%) e Bper (-2%).
Positive anche le altre borse europee e Wall Street dopo un paio d’ore di scambi.
Nel mese di ottobre 2025, secondo la stima flash della Commissione europea, la fiducia dei consumatori è aumentata per il secondo mese consecutivo. Il miglioramento è di 0,8 punti percentuali nell’Ue (di 0,7 punti nell’Eurozona), con valori pari a -13,5 (Ue) e -14,2 (zona euro). La fiducia dei consumatori si avvicina così alla media di lungo periodo, interrompendo un andamento stabile che durava da aprile 2025.
Dopo l’avvio dei mercati americani il Ftse Mib viaggia a 42.369 punti, in rialzo dello 0,4% poco prima delle 16. Salgono Prysmian (+3,1%) ed Eni (+3%), mentre crolla Stm (-13%) dopo i conti trimestrali. Già anche Tim (-2,3%).
I listini azionari statunitensi trattano deboli in apertura in attesa della pubblicazione del report sull'inflazione Usa, in arrivo il 24 ottobre. «L'amministrazione Trump sta valutando un blocco completo delle esportazioni di tecnologie e software Usa verso la Cina, in risposta ai limiti imposti da Pechino sulle esportazioni di terre rare. Allo stesso tempo, l'incontro Trump-Xi, previsto per fine mese, rimane ancora incerto soprattutto dopo che Trump ha dichiarato che potrebbe saltare», osservano gli strategist di Mps.
«A tutto questo si aggiunge il fatto che prosegue lo shutdown che, arrivato al giorno 23, è diventato il secondo più lungo della storia, dopo quello di 35 giorni a cavallo tra il 2018 e il 2019. Non emergono segnali di un accordo nel breve ed è dunque possibile che il precedente record di durata venga infranto, anche se qualche speranza di una soluzione è emersa ieri», concludono gli esperti. «Si tratta della seconda chiusura più lunga, superata solo da quella più recente di 35 giorni nel 2018-19, e non c'è ancora alcun segnale di compromesso tra Repubblicani e Democratici che possa porvi fine».
I mercati azionari europei, tranne Francoforte (-0,26%), salgono (Parigi +0,24%, Londra +0,61% e Milano +0,39% a 42.373 punti alle 14:15) anche se i futures statunitensi hanno virato al ribasso (-0,20% quello sull’S&P500). Lo spread Btp/Bund si amplia a 79 punti base mentre prosegue la raccolta degli ordini del Btp Valore, ormai al quarto giorno dell'offerta. Il totale delle richieste il 22 ottobre era pari a 13 miliardi di euro, a cui intorno vanno aggiunti finora 1,6 miliardi.
Il futures sul Brent vola del 4,8% a 65,60 dollari al barile. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha esortato i leader dell'Unione europea a concordare al più presto un piano per l'utilizzo degli asset russi congelati a sostegno di Kiev. In visita a Bruxelles, Zelensky ha scritto su X che il meccanismo proposto per l'impiego dei beni russi congelati è del tutto legale ed equo. Ha aggiunto che l'Ucraina utilizzerà una parte significativa degli asset per acquistare armi dagli alleati europei.
Intanto dal lato macro la banca centrale della Turchia ha deciso di tagliare i tassi di interesse dal 40,5% al 39,5%, in linea con le attese degli economisti. Si tratta del terzo taglio di fila. La tendenza di fondo dell'inflazione è aumentata a settembre.
In attesa dell’avvio di Wall Street (futures sull’S&P500 +0,07%), i mercati azionari europei restano contrastati. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib sale dello 0,35% a 42.356 punti alle 12, sotto i massimi intraday, con Leonardo (+1,94%) tra i migliori dopo che Donald Trump ha dato il via libera al trasferimento dei sistemi di difesa aerea Patriot a Kiev. Lo ha annunciato il capo dell'ufficio presidenziale, Andriy Yermak, in un'intervista rilasciata a Rbc-Ucraina. Quanto ai Tomahawk «il dialogo è in corso e non direi che questa porta sia chiusa», ha aggiunto il capo dell'ufficio presidenziale. Acquisti anche su A2A, Moncler, Eni, Ferrari, Prysmian, Unicredit e Unipol.
L’oro non arresta la sua corsa (+1,56% a 4.122 dollari l’oncia) dopo aver raggiunto nuovi massimi storici a quasi 4.400 dollari l’oncia lo scorso 20 ottobre. Il metallo prezioso ha guadagnato l'11% solo nel mese di settembre e un altro 12% in ottobre, prima di subire una forte correzione il 21 ottobre 2025, sottolinea Claudio Wewel, FX Strategist di J. Safra Sarasin, attribuendo la correzione a una più ampia presa di profitto, innescata da una combinazione di fattori.
Sebbene i prossimi giorni saranno probabilmente caratterizzati da volatilità, «riteniamo che i fondamentali per un ulteriore aumento del prezzo dell'oro rimangano intatti nel medio e lungo termine», prevede Wewel. Infatti, le incertezze geopolitiche restano molto elevate: l'incontro tra Trump e Putin a Budapest è stato cancellato.
«È improbabile che il conflitto tra Stati Uniti e Cina possa essere risolto, quindi è probabilmente solo una questione di tempo prima che la tregua si interrompa nuovamente», aggiunge l’esperto. Inoltre, l'oro rimane sottorappresentato nei portafogli. Pertanto, «prevediamo che gli investitori precedentemente inattivi continueranno a rivolgersi all'oro e ad aumentare le loro allocazioni. Gli acquisti istituzionali dovrebbero rimanere un altro fattore chiave e fornire un supporto al prezzo poiché le banche centrali cercano di diversificare le loro riserve rispetto agli asset in dollari e sono propense ad acquistare in modo opportunistico durante i ribassi. Il crescente interesse tra gli emittenti di stablecoin e un più ampio abbandono delle criptovalute rappresentano ulteriori rischi al rialzo».
Fatta eccezione per Francoforte (-0,30%), le altre piazze europee restano in territorio positivo, anche Milano (+0,60% a 42.461 punti alle 10:40) grazie alla spinta dei titoli del lusso come Moncler e Brunello Cucinelli, del titoli oil come Eni e di Leonardo.
Tra le materie prime l’oro risale (+1,26% a 4.110 dollari l’oncia). «La crescita dei prezzi del metallo giallo negli ultimi mesi è stata di tipo esponenziale facendo registrare la migliore performance degli ultimi decenni. Fino a quanto continuerà la politica monetaria espansiva da parte delle banche centrali, ossia di riduzione dei tassi di interesse, l’oro sicuramente si manterrà su quotazioni elevate», afferma a milanofinanza.it Alessandro Cominelli, executive director di Cfe Finance. «Non dobbiamo dimenticare che anche negli anni ’70 ci fu un movimento simile, ma poi la bolla scoppiò e ci furono svariati anni di performance negative».
In campo obbligazionario il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,36% con lo spread con il Bund stabile a quota 78,6 punti base. «Il mercato obbligazionario è in una situazione non brillantissima, pertanto meglio la durata medio-corta, in quanto la curva ha una tendenza a una maggior inclinazione sulla parte a lunga (30 anni). L’area euro presenta più stabilità e offre rendimenti attorno al 3,50-4% sulla categoria investment grade con una scadenza attorno ai 5 anni», osserva Cominelli. «L’area dollaro offre rendimenti superiori di circa 140 punti base rispetto all’euro e considerando la svalutazione del dollaro americano avvenuta quest’anno potrebbe essere un buon punto di ingresso in quanto l’area 1,20 del tasso di cambio sembra aver tenuto e quindi potremmo vedere il tasso di cambio euro-dollaro in un range 1,20-1,14 per i prossimi mesi».
L’ andamento degli spread Italia-Francia è stato completamente divergente; da un lato l’Italia con una stabilità politica e i conti sotto controlli è sui migliori livelli di sempre (spread intorno a 78 punti base), mentre la Francia (spread Oat-Bund a 80) si trova esattamente nella parte opposta, instabilità politica ma soprattutto i conti fuori controllo. «Se questo quadro dovesse continuare, la Francia si troverà in una situazione piuttosto difficile da affrontare e con margini di manovra fiscale abbastanza ridotti. Non ci si dovrà stupire di vedere lo spread anche a 100 punti base contro Germania nei prossimi mesi», avverte Cominelli.
Borse europee positive in avvio di seduta. Il Dax avanza dello 0,13%, il Cac40 dello 0,38%, il Ftse100 dello 0,30% e il Ftse Mib dello 0,45% a 42.398 punti in una seduta densa di appuntamenti politici ed economici. I leader Ue si riuniscono fino al 24 ottobre per il vertice europeo, con dodici temi chiave sul tavolo, mentre in Germania è attesa una nuova stima del gettito fiscale, milestone nei negoziati sulla legge di bilancio 2026 (voto Bundestag il prossimo 28 novembre). Sul fronte banche centrali, la Turchia va verso una riduzione del tasso di riferimento e per la Bce scatta il periodo di quiet period in vista della riunione del 19 novembre.
Sul fronte corporate, il flusso di trimestrali resta intenso: Sap ha pubblicato i conti del terzo trimestre (eps a 1,59 sopra il consenso) mentre Roche ha alzato la guidance 2025 nonostante ricavi a 14,92 miliardi sotto il consenso; Renault (ricavi trimestrali a 11,43 miliardi), Sodexo (utile sottostante oltre attese), Klépierre ha alzato la guidance sull’ebitda e Thales ha confermato i target 2025.
I futures Usa registrano un andamento misto con S&P 500 in rialzo dello 0,22% e Dow Jones in lieve calo dello 0,09%. Il quadro macro vede il rendimento dei Treasury Usa in lieve aumento al 3,97% e il dollaro in rafforzamento (l'euro vale 1,1596, -0,10%), petrolio in rally (futures sul Brent +3,36% a 64,63 dollari al barile) dopo le nuove sanzioni Usa al greggio russo e oro e argento in recupero.
Lo spread è poco mosso a 78,6 punti base mentre si è arrivati alla quarta giornata di offerta del Btp Valore ottobre 2032 dedicato alla clientela al dettaglio. Il 22 ottobre, al termine del terzo giorno di offerta, il totale degli ordini ha raggiunto 13 miliardi di euro. La dinamica degli ordini ha mostrato come di consueto un progressivo rallentamento: dai 5,4 miliardi di lunedì ai 4,3 di martedì per arrivare ai 3,3 miliardi della vigilia. Nell'emissione di maggio dell'anno scorso il Tesoro ha raccolto complessivamente 11,3 miliardi di cui 8,7 miliardi nei primi tre giorni.
Sul listino milanese Stm scende del 4% a 24,47 euro dopo aver chiuso il terzo trimestre del 2025 con ricavi netti a 3,19 miliardi di dollari (-2% anno su anno, un margine lordo al 33,2% (-460 punti base) e un utile netto di 237 milioni (-32,3%).
Il 22 ottobre anche il cda di Saipem (-0,47% a 2,31 euro) ha approvato i risultati consolidati dei primi nove mesi del 2025, che si sono chiusi con ricavi consolidati a 11 miliardi di euro, in crescita dell'8,4% rispetto all'anno precedente. L'utile netto è cresciuto del 7,3% a 221 milioni. L'ebitda ha raggiunto un livello pari a 1,2 miliardi, in aumento del 32,7%. Il management ha confermato la guidance per il 2025, che prevede: ricavi pari a circa 15 miliardi; un ebitda per 1,6 miliardi e un free cash flow (pari ad almeno 500 milioni. Attesi anche i conti trimestrali di Maire (+0,23% a 12,9 euro) e di Salvatore Ferragamo (+2,40% a 6,39 euro).
In evidenza con un +2,38% a 15,48 euro sia Eni con il rally del petrolio sia Leonardo (+2,73% a 51,88 euro) che, insieme ad Airbus e Thales, ha annunciato la firma di un memorandum d'intesa per la creazione di una nuova società europea nel settore spaziale, con operatività prevista nel 2027 dopo l'ottenimento delle autorizzazioni regolamentari. La joint venture mira a consolidare le attività spaziali dei tre gruppi, unendo infrastrutture satellitari e servizi correlati, con l'obiettivo di rafforzare l'autonomia strategica dell'Europa e incrementarne la competitività a livello globale.
La nuova società avrà circa 25.000 dipendenti, un fatturato pro-forma stimato in 6,5 miliardi di euro e un portafoglio ordini pari a oltre tre anni di ricavi. L'azionariato sarà suddiviso tra Airbus con il 35% e Leonardo e Thales con il 32,5% ciascuna, con governance condivisa. Le sinergie attese ammontano a diverse centinaia di milioni di euro l'anno sul risultato operativo dal quinto anno, a fronte di costi in linea con i parametri del settore.
Vendite, viceversa, su Stellantis (-0,62% a 9,294 euro) mentre un gruppo che rappresenta quasi tutte le principali case automobilistiche ha esortato l'amministrazione Trump a non imporre dazi su robot e macchinari di fabbrica dopo che il mese scorso il Dipartimento del Commercio ha aperto un'indagine sulla sicurezza nazionale. Il governo può utilizzare tali indagini per imporre dazi. Diversi governi stranieri, tra cui Cina, Canada, Giappone, Svizzera e Unione europea, hanno presentato commenti contrari ai dazi.
Sempre sorvegliate speciali le banche con il governo Meloni che prevede di raccogliere 4 miliardi di euro il prossimo anno da banche e assicurazioni tramite un pacchetto di misure contenute nella manovra 2026. Il ceo di Unicredit (+1,27% a 62,36 euro), Andrea Orcel, sta facendo fronte a continue richieste da parte del board per fornire aggiornamenti dettagliati e tempestivi sulla strategia di M&A.
Invece, JP Morgan ha ridotto la sua partecipazione al 3% dal 4,5% in Bper Banca (+0,27% a 9,7 euro), secondo le partecipazioni rilevanti di Consob.
Infine, si segnala che Avio (+4,44% a 45,85 euro) riunisce l’assemblea ordinaria e straordinaria sull’aumento di capitale e che Xenon ha promosso un'opa totalitaria su Eles Semiconductor Equipment (azione sospesa con un teorico +12,78%) concorrente a quella lanciata il 6 ottobre scorso da Mare Group (+1,58% a 3,86 euro). Nel dettaglio, Xenon Aifm ha lanciato un'offerta su massimi 5.876.888 warrant di Eles Semiconductor Equipment finalizzata ad acquisire la totalità dei warrant Eles 2019-2026. Riconoscerà un corrispettivo in contanti di 0,20 euro per ciascun warrant portato in adesione. Inoltre, ha intenzione di promuovere tramite una BidCo un'offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria sulla totalità delle azioni ordinarie di Eles.
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Borse europee attese poco mosse in avvio di seduta (-0,04% il futures sull’Eurostoxx50) con i futures statunitensi contrastati (-0,08% quello sul Dow Jones e +0,10% quello sull’S&P500) a causa delle tensioni geopolitiche. Il presidente americano, Donald Trump, ha detto che parlerà con l’omologo cinese, Xi Jinping, di come mettere fine alla guerra in Ucraina. «Credo che sarà molto ricettivo. Ha una grande influenza su Putin», ha affermato. Intanto ha cancellato l'incontro con il presidente russo, «non saremmo arrivati dove volevo arrivare», ha spiegato il tycoon. «Lo incontrerò in futuro», ha aggiunto.
I prezzi del petrolio salgono vertiginosamente dai minimi degli ultimi cinque mesi toccati all’inizio di questa settimana dopo che Trump ha annunciato sanzioni contro le principali compagnie petrolifere russe, una mossa che potrebbe potenzialmente ridurre le forniture globali. I futures sul Brent balzano del 3,79% a 64,96 dollari al barile, mentre i futures sul Wti del 3,88% a 60,77 dollari al barile.
Il Dipartimento del Tesoro statunitense ha annunciato sanzioni contro Lukoil e Rosneft, le due maggiori compagnie petrolifere russe, chiedendo al contempo un cessate il fuoco immediato in Ucraina. Il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, ha dichiarato che le aziende finanziavano «la macchina da guerra del Cremlino» e che il Tesoro è pronto ad adottare ulteriori misure contro Mosca.
Le sanzioni potrebbero ora bloccare una parte significativa delle forniture globali di petrolio e hanno contribuito ad attenuare i timori di un imminente eccesso di offerta. L’annuncio segna anche un cambiamento nella posizione di Trump nei confronti della Russia, che fino ad ora non aveva imposto sanzioni dirette al Paese nel suo secondo mandato. All’inizio di quest’anno, aveva cercato di fare pressione sui principali acquirenti di petrolio russo, India e Cina, imponendo pesanti dazi commerciali a Nuova Delhi per i suoi acquisti di greggio russo. Ultimamente l’India ha mostrato una certa disponibilità a ridurre le sue importazioni di petrolio russo e potrebbe cercare approvvigionamenti alternativi. L’ultima tornata di sanzioni statunitensi potrebbe ridurre quasi a zero i flussi di petrolio russo a basso costo destinati alle raffinerie indiane, secondo Bloomberg.
Separatamente anche l’Unione Europea ha imposto nuove sanzioni alla Russia, prendendo di mira la cosiddetta «flotta ombra» di petroliere di Mosca e vietando tutte le importazioni di gas naturale liquefatto russo. «Dobbiamo aspettare per vedere se queste ultime sanzioni saranno più efficaci o se la Russia riuscirà ad aggirarle, come ha fatto con le restrizioni imposte all’inizio dell’anno», commentano gli analisti di Ing. Tuttavia, hanno sottolineato che, indipendentemente dall’efficacia, le nuove sanzioni rappresentano un cambio di rotta nella politica statunitense verso la Russia e aumentano il rischio di ulteriori misure contro Mosca e i suoi clienti petroliferi, soprattutto se non verranno fatti progressi significativi verso un accordo di pace tra Russia e Ucraina.
Nel frattempo i dati hanno mostrato una riduzione inaspettata delle scorte statunitensi nella settimana conclusasi il 17 ottobre. Infatti, sono diminuite di 0,96 milioni di barili, a fronte di aspettative per un aumento di 2,2 milioni di barili. Anche la flessione delle scorte di benzina e distillati ha contribuito a generare un certo ottimismo sulla domanda per il principale consumatore di carburante al mondo.
L’euro resta sotto 1,16 a 1,1599 dollari (-0,08%) in attesa del Consiglio Europeo con la presidente della Bce Lagarde, del discorso alle 14 del capo economista della Banca Centrale Europea Lane, alle 16 dell’indice sulla fiducia dei consumatori preliminare a ottobre in Eurozona e alle 16 le vendite di case esistenti a settembre negli Stati Uniti.
Sul listino milanese attenzione a Stm che ha chiuso il terzo trimestre del 2025 con ricavi netti a 3,19 miliardi di dollari (-2% anno su anno, un margine lordo al 33,2% (-460 punti base) e un utile netto di 237 milioni (-32,3%).
Il 22 ottobre anche il cda di Saipem ha approvato i risultati consolidati dei primi nove mesi del 2025, che si sono chiusi con ricavi consolidati a 11 miliardi di euro, in crescita dell'8,4% rispetto all'anno precedente. L'utile netto è cresciuto del 7,3% a 221 milioni. L'ebitda ha raggiunto un livello pari a 1,2 miliardi, in aumento del 32,7%. Il management ha confermato la guidance per il 2025, che prevede: ricavi pari a circa 15 miliardi; un ebitda per 1,6 miliardi e un free cash flow (pari ad almeno 500 milioni. Attesi anche i conti trimestrali di Maire e di Salvatore Ferragamo.
Mentre Leonardo, insieme ad Airbus e Thales, ha annunciato la firma di un memorandum d'intesa per la creazione di una nuova società europea nel settore spaziale, con operatività prevista nel 2027 dopo l'ottenimento delle autorizzazioni regolamentari. La joint venture mira a consolidare le attività spaziali dei tre gruppi, unendo infrastrutture satellitari e servizi correlati, con l'obiettivo di rafforzare l'autonomia strategica dell'Europa e incrementarne la competitività a livello globale.
La nuova società avrà circa 25.000 dipendenti, un fatturato pro-forma stimato in 6,5 miliardi di euro e un portafoglio ordini pari a oltre tre anni di ricavi. L'azionariato sarà suddiviso tra Airbus con il 35% e Leonardo e Thales con il 32,5% ciascuna, con governance condivisa. Le sinergie attese ammontano a diverse centinaia di milioni di euro l'anno sul risultato operativo dal quinto anno, a fronte di costi in linea con i parametri del settore.
Attenzione anche a Stellantis perché un gruppo che rappresenta quasi tutte le principali case automobilistiche ha esortato l'amministrazione Trump a non imporre dazi su robot e macchinari di fabbrica dopo che il mese scorso il Dipartimento del Commercio ha aperto un'indagine sulla sicurezza nazionale. Il governo può utilizzare tali indagini per imporre dazi. Diversi governi stranieri, tra cui Cina, Canada, Giappone, Svizzera e Unione europea, hanno presentato commenti contrari ai dazi.
Sempre sorvegliate speciali le banche con il governo Meloni che prevede di raccogliere 4 miliardi di euro il prossimo anno da banche e assicurazioni tramite un pacchetto di misure contenute nella manovra 2026. Il ceo di Unicredit, Andrea Orcel, sta facendo fronte a continue richieste da parte del board per fornire aggiornamenti dettagliati e tempestivi sulla strategia di M&A.
Invece, JP Morgan ha ridotto la sua partecipazione al 3% dal 4,5% in Bper Banca, secondo le partecipazioni rilevanti di Consob.
Infine, si segnala che Avio riunisce l’assemblea ordinaria e straordinaria sull’aumento di capitale e che Xenon ha promosso un'opa totalitaria su Eles Semiconductor Equipment concorrente a quella lanciata il 6 ottobre scorso da Mare Group. Nel dettaglio, Xenon Aifm ha lanciato un'offerta su massimi 5.876.888 warrant di Eles Semiconductor Equipment finalizzata ad acquisire la totalità dei warrant Eles 2019-2026. Riconoscerà un corrispettivo in contanti di 0,20 euro per ciascun warrant portato in adesione. Inoltre, ha intenzione di promuovere tramite una BidCo un'offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria sulla totalità delle azioni ordinarie di Eles.
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