Il Ftse Mib chiude a 42.209 punti, in ribasso dell’1%. Tra i titoli migliori spiccano Diasorin, che termina la seduta al 2,6%, seguito da Tenaris, che guadagna il 2%.
Ad affossare il listino milanese Pop Sondrio, che perde il 4,3%, Stm (-4%) e Bper (-3%).
Spread a 79 punti. L'euro è sceso oggi sotto quota 1,16 dollari, per poi risalire in chiusura.
Tra i principali titoli europei il migliore è il Ftse 100 (+0,95%).
L’America viaggia negativa nel ventiduesimo giorno di shutdown, a causa soprattutto delle performance negative delle big tech (Nvidia, Microsoft, Apple, Meta, Alphabet, Tesla, Amazon e Broadcom).
Dopo l’apertura dei mercati americani il Ftse Mib rimane sotto la parità, a 42.390 punti (-0,6%). Ritracciano Bper (-2,7%), Stellantis (-2%) e la Popolare di Sondrio (-3,3%) dopo i rally del 21 ottobre, mentre salgono Diasorin (+2,8%), Saipem (+2,8%) e Leonardo (+2,6%).
Avvio fiacco a Wall Street. Il Dow Jones scende frazionalmente dello 0,02% e l'S&P 500 dello 0,05%, mentre il Nasdaq Composite lascia sul terreno lo 0,12%. Il presidente americano, Donald Trump, ha commentato il previsto incontro con l'omologo cinese Xi Jinping della prossima settimana, affermando che «forse non avverrà». La dichiarazione ha alimentato incertezze sulle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, che potrebbero portare a tariffe più elevate e a nuove criticità per l'industria dei semiconduttori.
Tuttavia, gli investitori restano ottimisti sul fatto che la raffica di prossimi risultati trimestrali possa fornire il nuovo impulso di cui i titoli statunitensi hanno bisogno per proseguire il rally. I risultati di Tesla, attesi dopo la chiusura dei mercati, daranno il via alla stagione di bilanci molto attesa per il gruppo dei Magnifici Sette (le mega-cap tecnologiche). Secondo FactSet, oltre tre quarti delle società dell'S&P 500 che hanno già pubblicato i risultati hanno superato le aspettative.
Il report sull'indice dei prezzi al consumo di settembre, in uscita venerdì, è un altro evento chiave atteso dai trader questa settimana, soprattutto perché tutti gli altri dati economici sono stati sospesi durante lo shutdown del governo statunitense. I numeri sull'inflazione forniranno ai banchieri centrali ulteriori indicazioni in vista della riunione di fine ottobre. I mercati prevedono ampiamente che la Federal Reserve annunci una riduzione dei tassi di interesse di 25 punti base, probabilmente seguita da un altro taglio a dicembre.
Nel frattempo, sul fronte macroeconomico, l'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è sceso dello 0,3% nella settimana terminata il 17 ottobre, dopo la discesa dell'1,8% nell'ottava precedente. Secondo la Mortgage Bankers Association (Mba), le domande di mutui per l'acquisto di una nuova casa sono calate del 5%. Le richieste per rifinanziare un mutuo esistente, che sono più sensibili alle variazioni a breve termine dei tassi di interesse, sono invece salite del 4%.
Nonostante i futures Usa poco sopra la parità (+0,09% quello sul Dow Jones e +0,10% quello sull’S&P500), Milano resta in rosso (-0,64% a 42.377 punti l’indice Ftse Mib alle 14:20) con Unicredit, le altre banche, Stellantis e Stm in calo di oltre due punti percentuali. Spicca al rialzo con un +3% Leonardo e i titoli petroliferi come Eni (+1%).
L’euro vira al ribasso (-0,12% a 1,1583 dollari) dopo che il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos, ha detto che l'attuale livello dei tassi di interesse è «adeguato». Nella riunione del 30 ottobre Francoforte dovrebbe mantenere i tassi fermi, con l'inflazione ora al target del 2%. De Guindos ha ribadito che le decisioni vengono prese di riunione in riunione, basandosi sui dati disponibili.
Il rendimento del Btp decennale scende al 3,34%, il minimo da metà dicembre, con lo spread con il Bund a 78,6 punti base, non lontano dal minimo storico. Mentre prosegue l'offerta fino a venerdì del Btp Valore (ha già raccolto in tutto fino a 12 miliardi), salvo chiusura anticipata, la Germania ha collocato oltre 2 miliardi di Bund a sette anni.
Non scemano le vendite sulle borse europee, eccetto sempre Londra (+0,88%). Francoforte arretra dello 0,12%, Parigi dello 0,22% e Milano dello 0,34% a 42.504 punti alle 12:50 con la Banca Popolare di Sondrio, Brunello Cucinbelli, Stm e Stellantis che perdono oltre due punti percentuali. Salgono contro corrente Leonardo (+2,72%) e tutti i titoli del settore petrolifero come Eni, Tenaris e Saipem di riflesso ai prezzi del greggio in aumento (futures sul Brent +1,86% a 62,46 dollari al barile), sostenuti dalle speranze di avanzamento negli accordi commerciali tra Usa e Cina e India.
A quanto pare gli Stati Uniti e l’India sono vicini alla finalizzazione di un accordo commerciale che potrebbe vedere Nuova Delhi tagliare gradualmente le importazioni di greggio russo. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto di aver parlato con il primo ministro indiano, Narendra Modi, il 21 ottobre, aggiungendo che Modi gli ha assicurato che il Paese limiterà i suoi acquisti di greggio dalla Russia. Inoltre, il quotidiano indiano Mint ha riportato che i due Paesi sono vicini a un accordo commerciale, da tempo in stallo, che ridurrebbe i dazi statunitensi sulle importazioni indiane al 15-16% dal 50%.
Lo spread Btp/Bund resta sotto 79 a 78,44 punti base dopo che il disegno di legge di bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale è stato bollinato dalla Ragioneria di Stato e inviato dal Mef alla Presidenza del Consiglio dei ministri.
«Con questa legge il governo ha proposto e propone al Parlamento di consolidare il percorso di risanamento della finanza pubblica e allo stesso tempo migliorare il potere di acquisto delle famiglie e gli incentivi per gli investimenti, con un pacchetto che recepisce diverse richieste che sono arrivate dal mondo imprenditoriale. Conti pubblici in ordine e investimenti sono, più di quanto sembri, due dimensioni complementari», ha commentato il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, richiamando l'importanza del percorso di risanamento finanziario che porterà il deficit sotto il 3% e auspicabilmente l'Italia fuori dalla procedura europea per il deficit eccessivo «speriamo già nel 2026».
Solo Londra resta in rialzo (+0,76%). Piazza Affari arretra dello 0,40% a 42.476 punti alle 11:35. Il titolo Unicredit perde l’1,08% a 62,36 euro, ma recupera dal minimo intraday a 61,30 euro, dopo una trimestrale semplicemente ottima e senza alcun segno di criticità. Ben 19 mesi di crescita reddituale consecutivi, risultati da record con un utile netto a 2,6 miliardi di euro per il trimestre e un utile di 8,7 miliardi di euro nei primi 9 mesi dell’anno, sottolinea David Pascucci, analista dei mercati per XTB.
Costi in calo dello 0,1% anno su anno e un Cet1 ratio al 14,8%, quest’ultimo dato importante in quanto conferma la solidità del capitale della banca rispetto alle attività ponderate per il rischio che la Bce ferma all’8%, un dato quindi ben al di sopra dei limiti europei, aggiunge Pascucci. Inoltre é stato trovato un accordo per un acconto dividendo agli azionisti per 1,4282 euro per azione visti i risultati.
La guidance per il 2027 vede come obiettivo quello di arrivare a 11 miliardi di euro di utile netto. Le prospettive strategiche vedono un rafforzamento del mix geografico tramite il rafforzamento del capitale in Commerzbank e Alpha Bank.
In sostanza «i fondamentali sono ottimi, si registra solamente che il margine di interesse è in calo del 2,7% su base trimestrale e del -5,4% su base annuale, questo dovuto essenzialmente ai tagli dei tassi di interesse visti durante l’anno in corso il che non rappresenta una criticità», precisa Pascucci.
«Il titolo, però, reagisce male, di nuovo vediamo una decorrelazione tra risultati fondamentali e andamento del titolo. Un «sell the news» ricorrente ultimamente su molti titoli a livello internazionale, comunque stiamo parlando di un titolo che dal 2022 ha performato oltre il 900% mentre dai minimi di quest’anno ai massimi ha visto una performance di circa l’85%», spiega l’esperto. «Titolo altamente performante rispetto al benchmark di riferimento (Ftse Mib), in ogni caso questo ritracciamento potrebbe essere considerato come doveroso viste le performance incredibili degli ultimi mesi/anni».
Lo spread Btp/Bund scende a 78,8 punti base. Mentre è in corso l’offerta del nuovo Btp Valore, gli ordini dall'inizio della terza giornata hanno toccato quota 300 milioni di euro portando così il totale dall'inizio dell'offerta a 10 miliardi. Il Tesoro continuerà ad offrire il titolo fino a venerdì, salvo chiusura anticipata.
Restano contrastate le borse europee. Francoforte perde lo 0,15%, Parigi lo 0,57%, invece Londra sale dello 0,58% e Milano arretra dello 0,78% a 42.314 punti alle 10:15 con le banche tutte in rosso, in particolare la Popolare di Sondrio (-3,18%) e Unicredit (-2,52%). Male anche Stm (-2,77%), Stellantis (-2,59%), Moncler (-1,69%) e Unipol (-1,38%).
I futures statunitensi, prima in rialzo, si portano sulla parità con le tensioni commerciali e i ritardi nella diffusione dei dati dovuti alla chiusura delle attività governative che continuano ad alimentare la volatilità sui mercati, complicando ulteriormente le prospettive a lungo termine per dazi, inflazione e politica monetaria, avverte Antio Tognoli, responsabile macro analisi di Cfo Sim.
«Un default sui prestiti di una banca regionale statunitense e una presunta frode in un'altra hanno, inoltre, alimentato preoccupazioni sulla qualità del credito in generale. Tuttavia, il persistente ottimismo degli investitori riguardo all'intelligenza artificiale e i segnali provenienti dalla Fed, che potrebbe tagliare nuovamente i tassi di interesse questo mese, hanno superato l'incertezza economica e politica, alimentando l’ottimismo degli investitori», aggiunge Tognoli.
Il governo federale americano è nella sua quarta settimana di blocco dopo che il Congresso non è riuscito ad approvare gli stanziamenti per l'anno fiscale 2026. La situazione di stallo sulla spesa federale, sugli aiuti esteri e sui sussidi sanitari ha causato ritardi nella pubblicazione di dati economici chiave. «Ciò lascia la Fed in una posizione difficile, alle prese con informazioni limitate in vista della riunione del 28-29 ottobre, dove i membri del Fomc», prevede Tognoli, «potrebbero decidere un ulteriore potenziale taglio di 25 punti base dei tassi di interesse». Il dollaro si conferma debole nei confronti dell’euro che vale 1,16.
Borse europee contrastate in avvio di seduta. Il Dax avanza dello 0,29% e il Ftse100 dello 0,45%, viceversa il Cac40 perde lo 0,55% e il Ftse Mib lo 0,14% 42.589 punti. A frenare, in parte, i listini gli ultimi sviluppi nelle relazioni tra Usa, Cina e Russia con gli incontri previsti tra il presidente statunitense, Donald Trump, e gli omologhi russo e cinese in forse.
I future su S&P 500 e Dow Jones sono in frazionale rialzo dello 0,22% e dello 0,19%, rispettivamente, in un contesto in cui gli investitori digeriscono il flusso di trimestrali e i segnali contrastanti dal commercio globale. Il dollaro è leggermente più debole contro yen ed euro. Lo spread Btp/Bund nella terza giornata di collocamento per il Btp Valore a 7 anni dedicato alla clientela retail è poco mosso a quota 79,26 punti base.
Sul listino milanese Unicredit arretra dello 0,81% a 62,53 euro dopo aver archiviato il terzo trimestre 2025 con un utile netto di 2,6 miliardi di euro e 8,7 miliardi nei primi nove mesi, in crescita del 13% sull’anno precedente. I ricavi netti sono rimasti invariati a 18,8 miliardi rispetto a settembre del 2024, con una flessione del 3,7% registrata dal margine di interesse principalmente per via della riduzione dei tassi e un aumento delle commissioni, salite del 3,4% rispetto all’esercizio precedente.
Contro corrente Leonardo (+2% a 51,88 euro) il cui cda si è riunito il 21 ottobre per esaminare il possibile accordo con Thales e Airbus per creare un nuovo produttore di satelliti. A quanto pare prevede una ripartizione azionaria con Airbus al 35% e Leonardo e Thales al 32,5% ciascuna; restano da chiarire eventuali conguagli in cassa e il perimetro delle sinergie industriali per rilanciare la redditività del business. Inoltre, la Turchia ha proposto ai partner europei e agli Stati Uniti un modo per ottenere rapidamente jet da combattimento avanzati, nel tentativo di recuperare terreno su rivali regionali come Israele.
In rialzo dell’1,27% a 2,32 euro anche Saipem che ha ampliato il proprio portafoglio ordini nel settore delle perforazioni offshore con nuove aggiudicazioni ed estensioni contrattuali per un valore complessivo di 135 milioni di dollari, rafforzando ulteriormente la presenza in aree strategiche come l'Africa Occidentale, il Mediterraneo e il Far East.
E se il direttore finanziario di Mfe-Mediaforeurope (stabile a quota 3,048 euro) Marco Giordani è stato nominato amministratore delegato di ProSiebenSat.1, Recordati (-0,10% a 51,05 euro) ha comunicato di aver acquistato 56.725 azioni ordinarie proprie tra il 13 e il 17 ottobre. Le azioni sono state rilevate al prezzo medio di 51,4530 euro, per un controvalore complessivo di 2,9 milioni. A oggi la società detiene 4,6 milioni di azioni proprie, pari al 2,2% del proprio capitale sociale. Pesante nel settore del lusso Moncler, in flessione del 2,10% a 52,2 euro.
Si segnala, inoltre, che su Citi ha abbassato il target price su Amplifon (-1,57% a 15,36 euro) da 22,50 a 17 euro, confermando il rating neutral, dopo aver rivisto al ribasso le stime in vista dei risultati del terzo trimestre del 2025. «Abbassiamo le stime per il perdurare della debolezza del mercato degli apparecchi acustici, per la probabile perdita di quote in alcuni mercati e e per l'impatto negativo della chiusura di negozi nell'ambito del programma Fit4Growth», spiega Citi. Di conseguenza, «le nostre stime operating selling & general expenses sono inferiori di 250 punti base per il 2025, di 180 punti base per il 2026 e di 100 punti base all'anno per gli anni successivi. Abbiamo anche ridotto il contributo delle operazioni di M&A di 10-30 punti base all'anno, tenendo conto della chiusura dei negozi non performanti nell'ambito del programma Fit4Growth, e il mark-to-market per il cambio. Le nostre stime di utile per aizone sono state ridotte del 22-31% a causa dei margini ebitda rettificati inferiori e delle spese non operative più elevate. Amplifon è scambiata a circa 9 volte l’ev/ebitda, il minimo del suo range di negoziazione nel peroodo 2015-2019, che riteniamo giustificato dato il profilo di crescita delle vendite sostanzialmente inferiore, circa il 4% rispetto al 14% storico».
Infine, Olidata ha presentato una tecnologia che genera crittografia utilizzando degli algoritmi post quantistici all'edizione 2025 di Cybertech Europe. In pratica, utilizza algoritmi che, anche se sottoposti a computer quantistici, verrebbero decrittografati solo dopo una lunga quantità tempo, solitamente attraverso l'utilizzo di un computer quantistico si può scardinare in un millesimo di secondo una chiave di sicurezza. Una soluzione progettata e sviluppata interamente da Olidata, attraverso tecnologia proprietaria, 100% made in Italy.
Borse europee attese in calo (-0,32% il futures sull’Eurostoxx50) in scia a Wall Street e agli ultimi sviluppi nelle relazioni tra Usa, Cina e Russia con gli incontri previsti tra il presidente statunitense, Donald Trump, e gli omologhi russo e cinese in forse. Un alto funzionario della Casa Bianca ha detto che non ci sono piani per un incontro con Putin nell'immediato futuro, mentre Mosca continua a dirsi contraria a un cessate il fuoco in Ucraina.
«Non voglio perdere tempo, non voglio sprecare un incontro". Così ha detto Trump. «Vediamo che succede», ha aggiunto il presidente americano. «Non ho ancora preso una decisione». Nonostante Washington e Pechino abbiano usato recentemente toni più concilianti, Trump ha gettato un'ombra di incertezza anche sul suo incontro con il presidente cinese dicendo che «forse non ci sarà».
Il rendimento del Btp 10 anni sale leggermente al 3,35%, restando sul minimo da oltre 10 mesi, nella terza giornata di collocamento per il Btp Valore a 7 anni dedicato alla clientela retail. Al termine del secondo giorno di offerta, il totale degli ordini ha raggiunto quota 9,7 miliardi di euro, mostrando un andamento molto sostenuto.
Nella precedente emissione del maggio 2024 il Tesoro aveva raccolto complessivamente 11,3 miliardi di cui 6,6 miliardi al termine dei primi due giorni. Anche il rendimento del Treasury 10 anni sale al 3,96% tra le preoccupazioni del mercato sul credito statunitense e le scommesse su un ulteriore allentamento della Fed. Gli investitori attendono i dati sull'inflazione statunitense, la cui diffusione è stata posticipata a venerdì 24 ottobre, unico dato economico significativo pubblicato durante il lungo shutdown negli Stati Uniti.
In attesa, il dollaro resta debole nei confronti dell’euro che vale 1,16063 (+0,08%). La moneta unica si rafforza anche nei confronti della sterlina a 0,8698 (+0,32%) dopo che è risultata sotto le attese l'inflazione del Regno Unito a settembre. I prezzi al consumo hanno registrato un crescita nulla su base mensile, sotto il +0,3% del mese precedente. Su base annua, la crescita dell'inflazione si è attestata al 3,8%, uguale al mese precedente e sotto il 4% stimato dagli economisti. Il dato core dell'inflazione, che esclude le componenti più volatili quali cibo e carburanti, è risultato invariato su base mensile, dopo il +0,3% di agosto e rispetto al +0,2% atteso. La variazione tendenziale si è attestata al 3,5%, sotto il +3,7% atteso dal mercato e al +3,6% del mese precedente.
Diversi gli esponenti della Bce che parlano: alle 13 de Guindos, alle 14:25 Lagarde e alle 17 Buch. Prima dagli Stati Uniti alle 13 arriva l’indice settimanale sulle richieste di mutui e alle 16:30 le scorte settimanali di petrolio.
Petrolio i cui prezzi salgono per il secondo giorno consecutivo, sostenuti dai rischi di approvvigionamento legati alle sanzioni e dalle speranze di un accordo commerciale tra Cina e Stati Uniti. Intanto proprio gli States intendono acquistare petrolio per le loro riserve strategiche. I futures sul Brent balzano dell’1,7%, a 62,36 dollari al barile e quello sul Wti dell’1,8% a 58,28 dollari al barile. Il rischio di approvvigionamento è emerso dopo la notizia che un vertice tra Trump e Putin è stato rinviato, oltre alle preoccupazioni per possibili interruzioni dovute alle pressioni occidentali sugli acquisti asiatici di petrolio russo.
«Nonostante il sentiment ribassista, dovuto all’eccesso di offerta di petrolio e alla domanda debole, il rischio di interruzioni dell’offerta in aree critiche come Russia, Venezuela, Colombia e Medio Oriente rimane presente e impedisce ai prezzi del petrolio di scendere stabilmente sotto i 60 dollari al barile», spiega Mukesh Sahdev, fondatore e ceo della società di consulenza energetica XAnalysts. Gli investitori osservano con attenzione anche le tensioni tra Stati Uniti e Venezuela, un importante produttore di petrolio. Gli attacchi statunitensi contro il Venezuela in acque internazionali rappresentano una pericolosa escalation. Negli ultimi mesi, il presidente statunitense ha ordinato attacchi contro almeno sei imbarcazioni nei Caraibi sospettate dagli Stati Uniti di trasportare narcotici, come parte di una campagna contro una presunta minaccia narcoterrorista proveniente dal Venezuela.
L’oro rimbalza dopo la pesante correzione del 5% registrata la vigilia e i picchi raggiunti nelle ultime settimane, con l'ultimo record registrato lunedì a 4.381,52 dollari l'oncia. Il futures sul metallo giallo sale dell’1% a 4.150 dollari l’oncia. A sostenere il lingotto è l'attesa per il prossimo meeting della Fed in cui sarà annunciato un taglio dei tassi di 25 punti base con una probabilità ormai vicinissima al 100%. Il mercato attende, però, il dato sull'inflazione americana a settembre, in uscita venerdì 24 ottobre, dopo il ritardo nella diffusione del dato prodotta dallo shutdown. Qualcuno all'interno del board della Fed spinge anche per un taglio più aggressivo di 50 punti base, a fronte delle difficoltà del mercato del lavoro.
Sul listino milanese attenzione a Unicredit che ha archiviato il terzo trimestre 2025 con un utile netto di 2,6 miliardi di euro e 8,7 miliardi nei primi nove mesi, in crescita del 13% sull’anno precedente. I ricavi netti sono rimasti invariati a 18,8 miliardi rispetto a settembre del 2024, con una flessione del 3,7% registrata dal margine di interesse principalmente per via della riduzione dei tassi e un aumento delle commissioni, salite del 3,4% rispetto all’esercizio precedente.
Invece, il cda di Leonardo si è riunito il 21 ottobre per esaminare il possibile accordo con Thales e Airbus per creare un nuovo produttore di satelliti. A quanto pare prevede una ripartizione azionaria con Airbus al 35% e Leonardo e Thales al 32,5% ciascuna; restano da chiarire eventuali conguagli in cassa e il perimetro delle sinergie industriali per rilanciare la redditività del business. Inoltre, la Turchia ha proposto ai partner europei e agli Stati Uniti un modo per ottenere rapidamente jet da combattimento avanzati, nel tentativo di recuperare terreno su rivali regionali come Israele.
Mentre Saipem ha ampliato il proprio portafoglio ordini nel settore delle perforazioni offshore con nuove aggiudicazioni ed estensioni contrattuali per un valore complessivo di 135 milioni di dollari, rafforzando ulteriormente la presenza in aree strategiche come l'Africa Occidentale, il Mediterraneo e il Far East.
E se il direttore finanziario di Mfe-Mediaforeurope Marco Giordani è stato nominato amministratore delegato di ProSiebenSat.1, Recordati ha comunicato di aver acquistato 56.725 azioni ordinarie proprie tra il 13 e il 17 ottobre. Le azioni sono state rilevate al prezzo medio di 51,4530 euro, per un controvalore complessivo di 2,9 milioni. A oggi la società detiene 4,6 milioni di azioni proprie, pari al 2,2% del proprio capitale sociale.
Si segnala, inoltre, che su Citi ha abbassato il target price su Amplifon da 22,50 a 17 euro, confermando il rating neutral, dopo aver rivisto al ribasso le stime in vista dei risultati del terzo trimestre del 2025. «Abbassiamo le stime per il perdurare della debolezza del mercato degli apparecchi acustici, per la probabile perdita di quote in alcuni mercati e e per l'impatto negativo della chiusura di negozi nell'ambito del programma Fit4Growth», spiega Citi. Di conseguenza, «le nostre stime operating selling & general expenses sono inferiori di 250 punti base per il 2025, di 180 punti base per il 2026 e di 100 punti base all'anno per gli anni successivi. Abbiamo anche ridotto il contributo delle operazioni di M&A di 10-30 punti base all'anno, tenendo conto della chiusura dei negozi non performanti nell'ambito del programma Fit4Growth, e il mark-to-market per il cambio. Le nostre stime di utile per aizone sono state ridotte del 22-31% a causa dei margini ebitda rettificati inferiori e delle spese non operative più elevate. Amplifon è scambiata a circa 9 volte l’ev/ebitda, il minimo del suo range di negoziazione nel peroodo 2015-2019, che riteniamo giustificato dato il profilo di crescita delle vendite sostanzialmente inferiore, circa il 4% rispetto al 14% storico».
Infine, Olidata ha presentato una tecnologia che genera crittografia utilizzando degli algoritmi post quantistici all'edizione 2025 di Cybertech Europe. In pratica, utilizza algoritmi che, anche se sottoposti a computer quantistici, verrebbero decrittografati solo dopo una lunga quantità tempo, solitamente attraverso l'utilizzo di un computer quantistico si può scardinare in un millesimo di secondo una chiave di sicurezza. Una soluzione progettata e sviluppata interamente da Olidata, attraverso tecnologia proprietaria, 100% made in Italy. (riproduzione riservata)