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Piazza Affari chiude bene, Saipem ed Eni in crescita

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Borse oggi in diretta | Piazza Affari chiude in leggera flessione (-0,25%). Sul podio Saipem, Eni e Nexi. Avio il titolo peggiore

22 aprile 2026, 07:40 Ultimo aggiornamento: 18:20

Nel Documento di Finanza pubblica, che ha avuto l'ok dal Consiglio dei ministri, il governo ha rivisto al ribasso il pil 2026 e 2027 da +0,7% a +0,6%. A Piazza Affari in crescita i titoli petroliferi | IL VIDEO

  • Ore 15:40 Ftse Mib sulla parità poco sotto quota 48mila. Salgono i titoli petroliferi, scende Avio
  • Ore 14:40 Il Ftse Mib sulla parità con Saipem in testa (+7%), lo spread sale a 76
  • Ore 12:40 Il Ftse Mib riduce le perdite con i titoli oil, Orsini (Confindustria): se guerra Iran dura tutto 2026 recessione è quasi certa
  • Ore 11:50 Ftse Mib in calo con le banche e Avio, piccolo balzello dello spread a 75: l’Istat conferma deficit/pil 2025 al 3,1%
  • Ore 10:30 Il Ftse Mib vira al ribasso con Unicredit e Amplifon. Il rendimento del Treasury Usa 10 anni balza verso il 4,3%
  • Ore 09:05 Ftse Mib in lieve rialzo con Prysmian e Stm, lo spread scende a 74 in attesa del Consiglio dei ministri
  • Ore 07:40 Europa attesa positiva dopo che Trump ha esteso la tregua con l’Iran, il petrolio storna dell’1%

Piazza Affari, dopo una giornata all’insegna della parità, chiude la seduta in leggero ribasso (-0,25%) a 47.785 punti. A trascinare giù il Ftse Mib sono stati Avio, il titolo con l’andamento peggiore (-5,1%), Moncler (-2,4%), Amplifon (-1,9%) e il Banco Bpm (-1.9%).

In crescita, invece, i titoli legati al greggio: Saipem ha registrato un aumento del 6,5% ed Eni del 2,4%. Tra le blue chips di Piazza Affari in rialzo anche Nexi (+2,1%), Tenaris (+2%) e Prysmin (+1,5%).

In leggera flessione anche le altre borse europee: Francoforte perde lo 0,47%, Parigi lo 0,96% e Londra lo 0,23%.

Invece, a due ore dall’apertura, Wall Street continua a registrare il segno positivo. La crescita maggiore è del Nasdaq (+1,25%), seguito da S&P 500 (+0,80%) e dal Dow Jones (+0,66%).

Incertezza sui negoziati tra Iran e Stati Uniti. Secondo Trump potrebbero svolgersi venerdì 24, ma da Teheran non arrivano segnali chiari. Questa situazione sta causando l’aumento del prezzo del petrolio: il Wti sale a 93 dollari (+3,7%) e il Brent supera i 101 dollari (+3,7%). 

Lo spread Btp-Bund si attesta a 74 punti base.

Ore 15:40: Ftse Mib sulla parità poco sotto quota 48mila

L’indice Ftse Mib mantiene la parità (+0,08%) a 47.935 punti alle 15:40, grazie ai titoli legati al greggio come Saipem (+6,7%) e Eni (+3%). I negoziati tra Iran e Usa, secondo il New York Post potrebbero riprendere venerdì 24 aprile,. Da segnare il  rialzo del prezzo del petrolio: il Wti sale a 91,7 dollari (+2,2%) e il Brent tocca i 100 dollari (+2,1%).

Tra le blue chips di Piazza Affari sono in calo Avio e di Amplifon che registrano, rispettivamente, una flessione del 3,1% e del 2,8%.

Lo spread Btp/Bund, dopo aver toccato i 76,5 punti base, è tornato intorno ai 74 punti.

Wall Street apre in crescita dopo la proroga del cessate il fuoco in Medio Oriente: Il Dow Jones sale dello 0,7%, come l’S&P 500, mentre il Nasdaq guadagna lo 0,9%.

Ore 14:40: Ftse Mib sulla parità con Saipem in testa (+7%), lo spread sale a 76

L’indice Ftse Mib si stabilizza sulla parità a 47.947 punti alle 14:40, sostenuto sempre dai titoli oil con Saipem che svetta con un +7,6%. «Per quanto riguarda l'acquisizione di nuovi ordini ci aspettiamo la stessa traiettoria dello scorso anno, che si è dimostrata coerente nel 2024 e 2025 e prevediamo anche nel 2026. Osserviamo un aumento degli ordini in entrata nel corso dell'anno, con un picco nell'ultimo trimestre», ha sottolineato il ceo di Saipem, Alessandro Puliti, nel corso della conference call con gli analisti sui risultati del primo trimestre del 2026. Quanto all'attività commerciale, «stiamo andando avanti in tutti i segmenti. Stiamo partecipando attivamente a varie gare nel settore onshore, offshore, nel drilling e persino nelle infrastrutture sostenibili in tutto il mondo».

Lo spread Btp/Bund sale a quota 76,5 punti base. Nel Documento di Finanza pubblica, che ha avuto l'ok dal Consiglio dei ministri, il governo ha rivisto sia il pil 2026 sia quello del 2027 da +0,7% a +0,6%. Il debito è al 137,1 nel 2025, al 138,26 nel 2026, al 138,5 nel 2027 e al 137,9 nel 2028.

«I dati del debito risentono ancora delle rate del vecchio Superbonus che ci pesa per 40 miliardi nel 2026 e poi ci sarà la coda di 20 miliardi nel 2027, senza l'andamento del debito sarebbe stato discendente», ha precisato il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso della conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri.

Nel 2025, il deficit-pil è calato al 3,1% ma il miglioramento non è sufficiente a garantire un’uscita anticipata del Paese dalla procedura europea per deficit eccessivo, che avrebbe richiesto un disavanzo inferiore al 3% del prodotto interno lordo.

Il governo Meloni naviga a vista guardando a quanto potrebbe succedere nei prossimi giorni con particolare riferimento a quanto sta accadendo tra Usa e Iran. «Non siamo in circostanze normali ma di tipo totalmente eccezionale quindi le previsioni contenute nel documento e validate dall'Upb inevitabilmente sono già oggi discutibili e nelle prossime settimane meritevoli di ulteriori approfondimenti, adeguamenti e aggiornamenti», ha aggiunto Giorgetti.

Il dollaro si stabilizza nei confronti dell’euro che vale 1,1728. L'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è cresciuto del 7,9% nella settimana terminata il 17 aprile, dopo l'incremento dell'1,8% del dato precedente. Quanto alle domande di mutui per l'acquisto di nuove case sono aumentate del 10%. 

Ore 12:40 Il Ftse Mib riduce le perdite con i titoli oil, Orsini (Confindustria): se guerra Iran dura tutto 2026 recessione è quasi certa

Anche se i futures Usa anticipano un avvio positivo di Wall Street (+0,62% il future sull’S&P500), i mercati del Vecchio Continente restano cauti. Comunque Milano riduce le perdite (indice Ftse Mib -0,05% a 47.880 punti alle 12:40) grazie ai titoli oil (Eni +2,6%, Saipem +6,9% e Tenaris +2,2%), dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha dichiarato il 21 aprile che estenderà a tempo indeterminato il cessate il fuoco, poche ore prima della sua scadenza, tra gli Stati Uniti e l’Iran fino a quando Teheran non sarà in grado di presentare una proposta negoziale.

Tuttavia lo Stretto di Hormuz resta chiuso. «Se la guerra si fosse conclusa velocemente saremmo allo 0,5% del pil, se continuassimo così per ancora altri tre mesi saremmo a uno zero, se arriviamo a fine anno al rischio di recessione noi abbiamo quasi la certezza di arrivarci», ha avvertito il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, a margine dell'evento India-Italy: Business partner, brighter future, organizzato da Banco Bpm e da Il Sole 24 Ore, in merito alle conseguenze della guerra in Iran sull'economia italiana. Nonostante l’avvertimento di Orsini, lo spread Btp/Bund è poco mosso a 74,7 punti base. 

Ore 11:50 Ftse Mib in calo con le banche e Avio, piccolo balzello dello spread a 75: l’Istat conferma deficit/pil 2025 al 3,1%

Borse europee caute (-0,03% il Dax, -0,34% il Cac40, -0,08% il Ftse100), anche Milano (-0,24% a 47.786 punti alle 11:50 con tutte le banche in calo, male, inoltre, Avio, -3,9%, e Amplifon -2,7%; contro corrente i titoli petroliferi come Eni, Saipem e Tenaris con il prezzo del Brent tornato sopra 100 dollari al barile).

Lo spread Btp/Bund fa un piccolo balzello rispetto all’apertura a 75,2 punti base (il rendimento del Btp 10 anni arretra al 3,76%) con l’Italia che resta in procedura d’infrazione per deficit eccessivo: è questo il verdetto che emerge dai dati ufficiali Istat-Eurostat sulla Notifica dell’indebitamento netto e del debito trasmessi alla Commissione Europea.

Nonostante i tentativi di rassicurazione, il deficit del 2025 si è attestato al 3,1% del pil, mancando ancora una volta l’obiettivo della soglia comunitaria del 3%. Uno sforamento che per il governo guidato da Giorgia Meloni rappresenta non solo un ostacolo politico, ma anche un vincolo concreto sui conti pubblici. Restare sopra il limite, infatti, impedisce all’Italia di accedere alla cosiddetta clausola di salvaguardia, lo strumento che consentirebbe di ottenere margini aggiuntivi di spesa, a partire dai circa 12 miliardi richiesti per la difesa nel prossimo triennio.

Ore 10:30 Il Ftse Mib vira al ribasso con Unicredit e Amplifon. Il rendimento del Treasury Usa 10 anni balza verso il 4,3%

L’indice Ftse Mib di Piazza Affari vira al ribasso (-0,18% a 47.817 punti alle 10:30) con Unicredit (-1,5%), Amplifon (-3,15%) e Diasorin (-1,64%) i più venduti. Con il rally del petrolio (il future sul Brent è tornato a 100 dollari al barile, +1,69%) salgono i titoli oil come Eni (+2,8%), Saipem (+3,8%), complice anche il nuovo contratto offshore da ExxonMobil in Guyana, e Tenaris (+2,21%). In evidenza pure Prysmian (+1,9%).

Mahdi Mohammadi, consigliere del presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha sottolineato che la proroga del cessate il fuoco da parte di Trump «non significa nulla» se non «guadagnare tempo per un attacco a sorpresa».

Il rendimento del Treasury Usa 10 anni balza verso il 4,3%

Il rendimento dei Btp 10 anni scende al 3,78%, viceversa quello dei Treasury Usa 10 anni al 4,29%. Per Steve Boothe, head of Global Investment Grade, portfolio manager di T. Rowe Price, l'economia statunitense può essere descritta come in fase di rallentamento, ma non in recessione, con un'attività in moderata contrazione rispetto al precedente sostegno di origine fiscale, pur rimanendo sostenuta dalla solidità dei bilanci del settore privato. Il mercato del lavoro sta gradualmente rallentando sotto la superficie, in particolare negli indicatori anticipatori come il tasso di abbandono.

Si ritiene che la Fed abbia interpretato erroneamente i precedenti fattori alla base dell’inflazione e che, con l'indebolimento della crescita, sia probabile che si orienti verso tagli dei tassi più tempestivi e incisivi. «Il recente shock energetico dovrebbe essere considerato un evento transitorio, sensibile alla domanda, piuttosto che un catalizzatore per una politica più restrittiva, rafforzando l'orientamento accomodante della Fed», spiega Boothe.

T. Rowe Price: Treasury meno efficaci come strumento di copertura

Il mercato dei Treasury sta passando da un’era dominata dalla Fed, che ha represso la duration e la volatilità, a un regime guidato dal mercato in cui l’offerta di titoli del Tesoro e la capacità di bilancio del settore privato giocano un ruolo più importante nella valutazione. «Questo cambiamento dovrebbe spingere al rialzo i premi a termine e creare una tendenza strutturale verso un irripidimento della curva», prevede Boothe.

Di conseguenza, «i Treasury stanno diventando meno efficaci come strumento di copertura, con una maggior volatilità dei tassi e rotture della correlazione più episodiche rispetto agli asset rischiosi. In particolare, l’aumento dei rendimenti reali e dei premi a termine può dar luogo a fasi in cui i titoli del Tesoro mostrano una correlazione positiva con asset più rischiosi, come azioni e credito, riducendo i benefici della diversificazione. In questo contesto», conclude Boothe, «forti esposizioni alla duration risultano meno attraenti, mentre cresce l’attenzione al posizionamento lungo la curva e alle opportunità di valore relativo».

Ore 09:05 Ftse Mib in lieve rialzo con Prysmian e Stm, lo spread scende a 74 in attesa del Consiglio dei ministri

Borse europee in frazionale rialzo (Dax +0,26%, Cac40 +0,36%, Ftse100 +0,13% e Ftse Mib +0,26% a 48.026 punti) in avvio di seduta dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha detto che prolungherà la scadenza del cessate il fuoco con l'Iran per lasciare più spazio ai negoziati di pace sebbene siano saltati i colloqui in Pakistan. Al contempo il numero uno della Casa Bianca ha precisato che continuerà il blocco navale Usa nei confronti dell'Iran, azione vista da Teheran come un atto di guerra.

Lo spread scende a 74 in attesa del Consiglio dei ministri

Lo spread Btp/Bund scende a quota 74,2 punti base. Il Consiglio dei ministri dovrebbe riunirsi alle 12:00 per discutere e approvare il Documento di finanza pubblica (Dfp), che aggiornerà le stime relative al disavanzo, al debito e alla crescita del pil. In particolare, dovrebbe rivedere al ribasso le previsioni di crescita economica a causa delle turbolenze in Medio Oriente e dell'impennata dei costi energetici, secondo quanto riferito da alcuni funzionari governativi a Reuters.

Il governo, guidato da Giorgia Meloni, dovrebbe ridurre la stima di crescita del pil per quest'anno allo 0,5% o allo 0,6% dall'attuale obiettivo dello 0,7% e abbassare le previsioni per il prossimo anno allo 0,6% o allo 0,7% dallo 0,8%. Così l'Italia registrerà cinque anni consecutivi di crescita del pil inferiore all'1% dal 2023 al 2027, nonostante i miliardi di euro del Pnrr. 

Intanto, sul primario, la Germania offre 2 miliardi del Bund maggio 2047 cedola 3,40% e maggio 2041 cedola 2,60%, mentre la Grecia sarà impegnata con un'asta di titoli a 26 settimane. Il Tesoro italiano ha fatto sapere che in occasione dell'asta di venerdì 24 aprile offrirà massimi 2,5 miliardi di Btp Short, mentre non proporrà Btpei in ragione del recente collocamento via sindacato.

Sterlina debole: il tasso d'inflazione annuale in Gran Bretagna sale al 3,3% a marzo

La sterlina scende nei confronti dell’euro dopo che il tasso d'inflazione annuale in Gran Bretagna è salito al 3,3% a marzo, dal 3% di febbraio, un dato comunque in linea con la stima del consenso degli economisti. Su base mensile, è aumentato dello 0,7% rispetto all'incremento dello 0,4% precedente e alla previsione di un +0,6% mese su mese.

A Milano bene Prysmian, Stm, Saipem, Bper Banca, Safilo e Racing Force. Soffre Moncler

Sul listino milanese spiccano con un +2,77% a 122,6 euro e un +1,16% a 38,05 euro Prysmian e Stm. Saipem che ha chiuso il primo trimestre del 2026 con un utile netto stabile a 78 milioni di euro su ricavi pari a 3,5 miliardi, in linea con il primo trimestre dell’anno precedente, passa di mano a 3,95 euro (+0,94%). Inoltre ha sottolineato che la prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz potrebbe avere impatti sulle consegne di alcune componenti critiche per la  società.

Per quanto riguarda Banco Bpm (+0,36% a 12,55 euro) il nuovo cda ha nominato Eugenio Rossetti vicepresidente dell'istituto. Tra l’altro Jefferies ha alzato il target price sull’azione da 11,6 a 14,2 euro (rating hold). Ha fatto lo stesso su Intesa Sanpaolo (da 6,6 a 7,2 euro, rating buy; +0,19% a 5,79 euro in borsa) e su Bper (da 12,5 a 14 euro, buy; +0,66% a 12,23 euro). Invece, su Reply è intervenuta Berenberg, rivedendo il rating da hold a buy (target price invariato a 135 euro; +1,5% a 97,35 euro).

Nel settore del lusso, Moncler (-2,12% a 56,36 euro) ha chiuso il primo trimestre del 2026 con ricavi consolidati pari a 880,6 milioni di euro, in crescita del 12% a cambi costanti e de 6% a cambi correnti rispetto ai primi tre mesi del 2025.

E Safilo (+4,74% a 1,833 euro) ha sottoscritto un accordo di esclusiva con Bollé Brands finalizzato all'acquisizione di SPY+ e Serengeti, due marchi statunitensi attivi nei segmenti sport/outdoor e dell’occhialeria di alta gamma. Nel 2025 SPY+ e Serengeti hanno registrato complessivamente vendite per 39 milioni di dollari.

Premiati i conti di Racing Force (+3,52% a 4,7 euro) che ha registrato nel primo trimestre del 2026 ricavi in crescita del 18% a 24,3 milioni con una raccolta ordini in aumento a doppia cifra e un mercato americano in forte accelerazione (+33%).

Ore 07:40 Europa attesa positiva dopo che Trump ha esteso la tregua con l’Iran, il petrolio storna dell’1%

Previsto un avvio in leggero rialzo per le borse europee (il future sull’Eurostoxx50 segna un +0,10%). Meglio i futures Usa (+0,58% quello sul Dow Jones e +0,61% quello sull’S&P500) dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha dichiarato il 21 aprile che estenderà a tempo indeterminato il cessate il fuoco, poche ore prima della sua scadenza, tra gli Stati Uniti e l’Iran fino a quando Teheran non sarà in grado di presentare una proposta negoziale.

Trump estende la tregua con l’Iran

Resta il blocco dello Stretto di Hormuz da parte delle Forze Armate statunitensi a causa del quale l’Iran per Trump sta perdendo 500 milioni di dollari al giorno. «Bloccare i porti iraniani è un atto di guerra e quindi una violazione del cessate il fuoco. Colpire una nave commerciale e prendere in ostaggio il suo equipaggio è una violazione ancora più grave», ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.

Per Teheran la proroga è uno stratagemma

Inoltre, per Teheran la proroga della tregua è «uno stratagemma per guadagnare tempo in vista di un attacco a sorpresa. È giunto il momento per l'Iran di prendere l'iniziativa», come ha detto Mahdi Mohammadi, consigliere del presidente del parlamento iraniano Ghalibaf. Finora il Paese ha mantenuto la posizione secondo cui futuri colloqui di pace non saranno possibili finché gli Stati Uniti manterranno il blocco navale.

Quindi il futuro dei negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran appare sempre più incerto. Il vicepresidente statunitense, JD Vance, ha annullato il suo viaggio, anche se Trump continua a insistere sul fatto di voler raggiungere un accordo che riduca le tensioni nei mercati finanziari, insieme a un impegno da parte dell’Iran a non sviluppare armi nucleari.

A complicare ulteriormente la situazione, l’esercito israeliano ha accusato Hezbollah di aver lanciato diversi razzi nel sud del Libano, affermando che ciò costituisce una palese violazione del cessate il fuoco in corso tra i due Paesi.

Il petrolio storna

Nonostante il fronte in Medio Oriente resti caldo, i prezzi del petrolio stornano dai picchi di marzo grazie all’ottimismo per un accordo di pace, ma finché lo Stretto di Hormuz rimane chiuso, c'è sempre il rischio di prezzi elevati dell'energia, ancora al di sopra dei livelli prebellici, e di uno shock inflazionistico. Il future sul Brent scende dell’1,23% a 97,27 dollari al barile e quello sul Wti dell’1,5%, a 88,29 dollari. Entrambi sono aumentati del 3% il 21 aprile.

«Con l’esito dei colloqui ancora incerto e lo Stretto di Hormuz chiuso, il mercato è privo di una direzione chiara», ha affermato Hiroyuki Kikukawa, chief strategist di Nissan Securities Investment. «A meno che i combattimenti non riprendano, è probabile che i prezzi restino vicini ai livelli attuali per il momento», ha aggiunto.

Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, che normalmente convoglia il 20% delle forniture globali di petrolio e gas naturale liquefatto, è rimasto in gran parte fermo il 21 aprile, con solo tre navi che hanno attraversato il passaggio nelle ultime 24 ore. Altrove, in Europa, il presidente ucraino, Volodymyr Zelenskiy, ha affermato che l’oleodotto Druzhba, che trasporta petrolio russo nel continente, è pronto a riprendere la sua attività.

Tuttavia, alcune fonti del settore hanno dichiarato che la Russia si prepara a interrompere le esportazioni di petrolio dal Kazakistan alla Germania tramite l’oleodotto Druzhba a partire dal 1° maggio. Alle 16:30 la U.S. Energy Information Administration pubblicherà i dati sulle scorte di greggio negli Stati Uniti. Gli analisti stimano un calo di 1,2 milioni di barili di greggio per la settimana conclusasi il 17 aprile.

Per la Bce parlano Lagarde e Lane

In attesa dei dati macro, l’euro sale dello 0,18% a 1,1753 dollari. Alle 8 è in agenda l’inflazione a marzo della Gran Bretagna, alle 13 l’indice settimanale sulle richieste di mutui negli Usa. Mentre alle 14:15 parla il capo economista della Bce Lane e alle 19:30 la presidente, Christine Lagarde, che lo scorso 17 aprile ha sottolineato come l’economia della zona euro stia affrontando un periodo di eccezionale incertezza, mentre l'inflazione rischia di aumentare ancora più rapidamente del previsto. «I rischi per le prospettive sono orientati al rialzo, soprattutto nel breve termine, mentre le implicazioni a medio termine dipenderanno dall'intensità e dalla durata della guerra», ha aggiunto Lagarde.

A Milano occhio a Saipem, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Bper, Moncler, Safilo, Reply e Racing Force

Sul listino milanese attenzione a Saipem che ha chiuso il primo trimestre del 2026 con un utile netto stabile a 78 milioni di euro su ricavi pari a 3,5 miliardi, in linea con il primo trimestre dell’anno precedente. Inoltre ha sottolineato che la prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz potrebbe avere impatti sulle consegne di alcune componenti critiche per la  società.

Per quanto riguarda Banco Bpm il nuovo cda ha nominato Eugenio Rossetti vicepresidente dell'istituto. Tra l’altro Jefferies ha alzato il target price sull’azione da 11,6 a 14,2 euro (rating hold). Ha fatto lo stesso su Intesa Sanpaolo (da 6,6 a 7,2 euro; rating buy) e su Bper (da 12,5 a 14 euro; buy). Invece, su Reply è intervenuta Berenberg, rivedendo il rating da hold a buy (target price invariato a 135 euro).

Nel settore del lusso, Moncler ha chiuso il primo trimestre del 2026 con ricavi consolidati pari a 880,6 milioni di euro, in crescita del 12% a cambi costanti e de 6% a cambi correnti rispetto ai primi tre mesi del 2025.

E Safilo ha sottoscritto un accordo di esclusiva con Bollé Brands finalizzato all'acquisizione di SPY+ e Serengeti, due marchi statunitensi attivi nei segmenti sport/outdoor e dell’occhialeria di alta gamma. Nel 2025 SPY+ e Serengeti hanno registrato complessivamente vendite per 39 milioni di dollari.

Infine, Racing Force ha registrato nel primo trimestre del 2026 ricavi in crescita del 18% a 24,3 milioni con una raccolta ordini in aumento a doppia cifra e un mercato americano in forte accelerazione (+33%). (riproduzione riservata)



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