Il Ftse Mib chiude a 43.310 punti, in rialzo dello 0,7%. Il listino milanese beneficia della corsa di Stm, che guadagna il 4,7%, ma anche di Stellantis (+4,2%), Azimut (+3%) e Prysmian (+2,6%). In calo il settore energetico con Terna (-0,3%), Italgas (-0,3%) ed Eni (-0,2%). Sotto la parità anche Fineco (-0,3%). Lo spread Btp/Bund torna a scendere e chiude la settimana a 83 punti base.
Anche le altre borse europee terminano le contrattazioni in rialzo, con Parigi che guadagna lo 0,4% e Francoforte lo 0,3%. Corrono gli indici americani con l’S&P500 e il Nasdaq che crescono del 2% dopo il discorso del presidente della Fed, Jerome Powell, che ha aperto a un taglio dei tassi a settembre nel suo intervento al simposio annuale di Jackson Hole.
«Con una politica in territorio restrittivo, le prospettive di base e l’evoluzione dei rischi potrebbero giustificare un adeguamento della nostra posizione di politica monetaria», ha detto Powell. I mercati ora scontano almeno due tagli dei tassi quest’anno e altri tre nel prossimo.
Il presidente della banca centrale statunitense «ha anche presentato la modifica del framework di politica monetaria con due punti chiave: la cancellazione dell’obiettivo di inflazione media al 2%, sostituito con la formula “assicurarsi di tenere ancorate le aspettative di inflazione di lungo termine”, e l’inserimento del concetto secondo cui si può anche avere un contesto oltre il livello teorico di massima occupazione, senza che questo comporti necessariamente rischi inflattivi», sottolinea Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte. «Le parole di Powell, insieme alle modifiche del framework, aprono le porte non solo per un taglio dei tassi a settembre, ma altresì ad una base concettuale che, in futuro, consentirà alla Fed di essere più accomodante, anche nel caso di rialzo dell’inflazione a causa dei dazi».
Il discorso del presidente della Fed, Jerome Powell, spinge le borse. I listini accelerano appena capiscono, pochi minuti dopo le 16, che il numero uno della banca centrale americana sta aprendo a un taglio dei tassi di interesse a settembre.
Alle 16:15 il Ftse Mib prende quota e si porta a 43.490 punti, in rialzo dell’1,1%. La migliore è Stm (+4%) insieme a Stellantis (+3,7%) e Mediobanca (+2,7%). Dal paniere delle blue chip scompaiono i segni meno, con tutte le 40 azioni dell'indice principale sopra la parità.
Accelerano anche le altre piazze con gli indici americani che guadagnano oltre l’1%, interrompendo una serie di sei sedute consecutive in calo (il Nasdaq cresce dell’1,8%). In Europa il Cac 40 di Parigi guadagna lo 0,7%, il Dax di Francoforte lo 0,5%.
I listini statunitensi trattano in rialzo. Il Dow Jones guadagna lo 0,7%, l'S&P 500 lo 0,4% e il Nasdaq lo 0,1%alle 15:30. Il faro del mercato è puntato sul simposio di Jackson Hole, dove il presidente della Federal Reserve Jerome Powell parla alle 16 italiane. Powell «avrà l’occasione di ricalibrare il messaggio del meeting della Fed di luglio (prima dei dati sul mercato lavoro di inizio agosto), aprendo ad un taglio dei tassi a settembre», affermano gli strategist di Mps. «A giudicare dal tono di vari membri della Fed, l’ago si è spostato verso una riduzione e appare improbabile che i dati delle prossime settimane possano riportarlo verso un nulla di fatto».
Secondo lo strumento Cme FedWatch, però, i mercati prezzano una probabilità del 71,5% di un taglio dei tassi di interesse di 25 punti base nella riunione di settembre, in ribasso rispetto al 75% del 21 agosto e all'85,4% di una settimana fa.
Borse europe in stallo (Dax -0,03%, Cac40 +0,11%, Ftse100 +0,09% e Ftse Mib +0,61% a 43.275 punti alle15:05 con Mps e Mediobanca sempre in testa) in attesa alle 16 dell’intervento del presidente della Fed, Jerome Powell, a Jackson Hole.
Si indebolisce il dollaro statunitense (l’euro sale dello 0,11% a 1,1617) con gli operatori che rivalutano le prospettive sui tassi d’interesse americani, mantenendo un atteggiamento cauto sui mercati valutari, ma con un bias favorevole al biglietto verde.
«L’indice del dollaro Usa è salito intorno a quota 98,3, in rialzo di quasi l’1% nella settimana, invertendo la tendenza negativa delle due settimane precedenti. Il movimento riflette una revisione delle aspettative: attualmente gli investitori prezzano una probabilità del 65% di un taglio dei tassi di 25 punti base a settembre, in calo rispetto all’85% di una settimana fa. Questo cambiamento ha sostenuto la domanda di dollari», sottolinea Di Daniela Sabin Hathorn, Senior Market Analyst di Capital.com.
Dati occupazionali statunitensi deboli avevano inizialmente alimentato le speranze di un taglio più ampio, pari a 50 punti base, a settembre, ma le preoccupazioni sull’inflazione e un tono più prudente da parte della Fed hanno raffreddato tali attese. «È improbabile che Powell si esponga anticipando un percorso preciso di tagli, preferendo invece sottolineare la flessibilità della politica monetaria», aggiunge Hathorn. «Questa posizione riduce la probabilità di un ciclo di allentamento aggressivo, sostenendo la tenuta del dollaro.
Dal punto di vista tecnico, il dollaro sta scambiando appena sopra la media mobile a 50 giorni, consolidando in un range ristretto. «Le parole di Powell potrebbero rappresentare un catalizzatore per un breakout: un tono hawkish potrebbe spingere l’indice verso l’area 98,50-100, mentre un orientamento più dovish, che riaccenda le aspettative di tagli anticipati o più ampi, potrebbe riportarlo sotto quota 97», conclude Hathorn.
In ambito obbligazionario, il rendimento dei Treasury Usa 10 anni scende al 4,31% e quello del Btp 10 anni al 3,59%. «Confermo una view neutrale con una strategia gestionale improntata ad una gestione tattica del trading range, dove cioè la fase di mercato è laterale, senza una direzione precisa, con andamento piatto e assenza di trend; questo per la parte lunga e con posizioni ridotte, a causa di una visibilità limitata», indica a milanofinanza.it Francesco Megna, responsabile commerciale in banca. «Da privilegiare le scadenze brevi e intermedie stanti soprattutto le aspettative conservative sulle politiche monetarie».
Megna è cauto anche sui corporate bond, privilegiando il comparto industriale, finanziario e quello delle utilities con emittenti che esprimono rating da BBB a AA, con gli spread appiattiti sui minimi pluriennali. Così come sul comparto high yield, società ad alto potenziale e con basso merito creditizio ma con duration compresa nella forbice 1/3 anni. In particolare, le obbligazioni emesse da Paesi in via di sviluppo e con outlook positivo ma problematiche strutturali possono offrire rendimenti interessanti, tuttavia è importante investire in titoli denominati in euro per ridurre il rischio valutario. In questo ambito, la prospettiva sul dollaro rimane neutrale per effetto delle pressioni cicliche e strutturali che incidono sulla valuta americana».
Milano si conferma positiva in attesa dell’avvio di Wall Street e dell’intervento alle 16 del numero uno della Fed, Jerome Powell, a Jackson Hole. L’indice Ftse Mib sale dello 0,55% a quota 43.250 punti alle 14:20 con Mps (+2%) e Mediobanca (+2,6%) in testa, seguite da Stm (+1,8%) e Prysmian (+1,58%).
I prezzi del petrolio strappano di nuovo al rialzo (Wti +0,14% a 63,61 dollari al barile) dopo che il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha rivelato che nell'incontro di lunedì a Washington tra Volodymyr Zelensky e Donald Trump, il presidente ucraino ha respinto tutte le proposte di quello americano per una soluzione del conflitto, secondo quanto ha riferito l'agenzia Tass. Un bilaterale non è ancora in programma, ma il presidente russo è disponibile a un tale incontro non appena l'agenda sarà stata finalizzata, ha aggiunto Lavrov.
Con i futures Usa che accelerano al rialzo (+0,36% quello sul Dow Jones e +0,28% quello sull’S&P500), anche a Piazza Affari l’indice Ftse Mib amplia i guadagni: alle 12:45 segna un +0,54% a 43.246 punti (Mediobanca +2,05%, Mps +1,58%, Stellantis +1,8% e Stm +2,26% i migliori) in attesa della conferenza di Jackson Hole che potrebbe essere più significativa. Sicuramente «sarà interessante vedere se il presidente della Fed, Jerome Powell, darà un segnale di riduzione dei tassi al Fomc di settembre, in linea con le previsioni del mercato», afferma Mark Dowding, Fixed Income Cio di Rbc BlueBay AM.
Tuttavia, il tema del Simposio di quest'anno «Mercati del lavoro in transizione: demografia, produttività e politica macroeconomica» appare molto ampio «e Powell potrebbe scegliere di lasciare i mercati nell'incertezza. In definitiva, ciò che potrebbe essere molto più critico è la prossima serie di dati sul mercato del lavoro statunitense, che saranno pubblicati il 5 settembre, con l'indice dei prezzi al consumo di agosto che arriverà solo un paio di giorni dopo», precisa Dowding. Nel resto d'Europa, «siamo nel pieno della stagione delle vacanze di metà agosto, quindi non dovrebbe sorprendere che i mercati regionali siano stati relativamente tranquilli. Anche l'attività sui mercati del credito è stata relativamente modesta».
I prezzi del petrolio virano al ribasso (Brent -0,21% a 67,53 dollari al barile) con l'affievolimento delle speranze di un imminente accordo di pace tra Russia e Ucraina che ha, comunque, impostato i prezzi verso il primo guadagno settimanale in tre settimane: il Brent e il Wti sono avanzati, rispettivamente, del 2,8% e dell'1,4% nella settimana.
IOl presidente statunitense, Donald Trump, sta cercando di organizzare un vertice tra il presidente russo, Vladimir Putin, e l'omologo ucraino, Volodymyr Zelensky nell'ambito degli sforzi per mediare un accordo di pace per Kiev. Un’impresa difficile anche perché Zelensky ha già respinto l'idea di ritirarsi dai territori ucraini riconosciuti a livello internazionale.
Intanto Kiev ha colpito una raffineria di petrolio russa e la stazione di pompaggio di Unecha, una parte fondamentale dell'oleodotto russo Druzhba diretto in Europa. L'Ungheria ha affermato che le forniture tramite l'oleodotto sono state interrotte.
I mercati azionari europei si rafforzano dopo un avvio blando. Francoforte sale dello 0,17%, Parigi dello 0,23%, Londra dello 0,02% e Milano dello 0,47% a 43.215 punti alle 11:00 con Mps che avanza dell’1,42%, Mediobanca dell’1,86% dopo che è stata bocciata l’ops su Banca Generali (+1,03%), Stm dell’1,63% e Tenaris dell’1,10%.
L’euro resta sotto 1,16 dollari a 1,1597 (-0,06%). L'indice di fiducia delle imprese francesi è rimasto invariato su base mensile a 96 punti ad agosto. La lettura resta al di sotto della media a lungo termine dell'indice, pari a 100 punti. Per quanto riguarda solo il settore manifatturiero, l'indice si è attestato a 96,4 punti, rispetto al dato precedente a 96,1 e al consenso degli economisti a quota 96.
Mentre l'indice di fiducia dei consumatori britannici è migliorato a -17 punti ad agosto dai -19 di luglio, secondo l'indice mensile del gruppo di ricerca GfK. Il sentiment è sui massimi el 2025, ma ancora ben al di sotto del trend pre-pandemia. Il recupero dell'indice è stato trainato da un miglioramento dell'umore degli intervistati riguardo alla loro situazione finanziaria personale in un mese in cui la BoE ha tagliato i tassi di interesse al 4%, offrendo un po’ di sollievo ai titolari di mutui. La sterlina si rafforza nei confronti dell’euro che vale 0,8647 (-0,02%).
Avvio fiacco per i mercati azionari europei. Il Dax segna un calo dello 0,25%, il Cac40 dello 0,06%, il Ftse100 dello 0,14% e il Ftse Mib dello 0,01% a 43.011 punti. L’attenzione resta concentrata sugli sviluppi macroeconomici e sulle tensioni commerciali globali, con il settore automobilistico (Stellantis +0,71% a 8,35 euro) sotto i riflettori dopo la riduzione dei dazi Usa sulle auto europee dal 25% al 15%.
I futures americani si muovono in territorio negativo, con l’S&P 500 in calo dello 0,10%, in scia alla debolezza dei tecnologici. I rendimenti dei Treasury Usa (il 10 anni al 4,32%) recuperano leggermente dopo la pressione della vigilia, mentre il dollaro si rafforza. L’euro cede lo 0,15% a 1,1587, lo yen si indebolisce a 148,518 per dollaro.
Lo spread Btp/Bund sale leggermente a quota 86,37 punti base con il rendimento del Btp 10 anni stabile al 3,6%. L’inattesa tenuta dei Pmi di agosto dell’Eurozona fa aumentare la certezza che per la Bce non sia necessario un nuovo taglio dei tassi di interesse già in occasione della riunione di metà settembre. Il Tesoro ha annunciato che in occasione dell'asta di martedì 26 agosto verranno messi a disposizione fino a 3 miliardi di euro di Btp short agosto 2027. In serata i dettagli dell'offerta di Bot semestrali di mercoledì 27 agosto.
Sul listino milanese spicca con un +0,94% a 47,47 euro Leonardo in scia alle indiscrezioni riportate da Il Fatto Quotidiano su una possibile commessa militare negli Stati Uniti del valore stimato di oltre 4 miliardi di dollari per la fornitura di 145 nuovi aerei da addestramento alla Marina americana. L’accordo, sviluppato in collaborazione con Textron, rafforzerebbe la presenza del gruppo nel mercato della difesa Usa.
Tra le banche, Mediobanca, che ha annunciato il ritiro della propria offerta su Banca Generali (-0,16% a 49,46 euro) dopo aver preso atto del voto contrario espresso dall'assemblea degli azionisti chiamati a esprimersi sull'operazione, passa di mano a quota 20,97 euro (-0,05%).
Il Mef, titolare dell'11,7% della banca senese, resterà azionista anche dopo la conclusione dell'ops di Mps (-0,26% a 8,106 euro) su Piazzetta Cuccia, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza. La posizione può essere letta come un presidio politico in vista della creazione del terzo polo bancario nascente da una possibile un'integrazione fra una Mps, rafforzata dalle nozze con Mediobanca, e Banco Bpm (-0,41% a 12 euro).
Intanto Aurelia, la holding finanziaria della famiglia Gavio, ha venduto sul mercato altre 50.000 azioni Mediobanca lo scorso 21 agosto. La vendita è stata effettuata a un prezzo medio ponderato di 21,01766 euro, per un controvalore di oltre 1 milione di euro. Aurelia insieme a Beniamino Gavio fa parte dell'accordo di consultazione tra soci di Mediobanca.
Sale, inoltre, dello 0,66% a 3,042 euro la Juventus che ha raggiunto un accordo con la società Nottingham Forest Fc per la cessione, a titolo temporaneo fino al 30 giugno 2026, dei diritti alle prestazioni sportive del calciatore Douglas Luiz Soares de Paulo, a fronte di un corrispettivo di 3 milioni di euro.
Quanto a Lottomatica (-0,34% a 23,7 euro) si appresta ad entrare nell'indice principale di Piazza Affari, il Ftse Mib, con la revisione trimestrale prevista per fine settembre. Secondo uno studio, dovrebbe sostituire Diasorin (-0,28% a 86,06 euro) o Pirelli (-0,07% a 5,904 euro), attualmente tra i titoli con il peso più basso nell'indice delle principali blue chip di Piazza Affari.
Borse europee attese in calo in avvio di seduta (futures sull’Eurostoxx50 -0,18%) all’indomani dell’intesa finale tra Stati Uniti e Unione Europea sui dazi: confermato il 15% su auto, farmaci (a zero per i generici) e chip, ma non c’è accordo sul vino. Inoltre, l’Ue si è impegnata ad acquistare dagli Usa chip per l’intelligenza artificiale per almeno 40 miliardi di dollari, oltre che armamenti. Confermata anche l’intenzione di acquistare gas e petrolio americano per 750 miliardi di dollari entro il 2028.
Prosegue per entrare nel vivo con la testimonianza alle 16 del numero uno della Fed, Jerome Powell, il Simposio annuale di Jackson Hole. A dimostrazione di quanto pesantemente proseguano le pressioni della Casa Bianca sulla banca centrale americana, questa settimana il presidente, Donald Trump, ha chiesto le dimissioni di Lisa Cook, governatrice Fed in quota democratica, accusata di aver falsificato documenti per ottenere condizioni migliori su un mutuo. L'esponente del consiglio ha risposto che non si lascerà intimidire e che non si dimetterà.
Intanto i membri del Fomc restano divisi su un taglio dei tassi di interesse. Il presidente della Fed di Atlanta, Raphael Bostic, ritiene che si possa procedere con un taglio dei tassi entro fine anno. Invece, per Beth Hammack, numero uno della Fed di Cleveland, non è necessaria una mossa espansiva nel breve termine, dal momento che il pieno impatto dei dazi sull'inflazione americana non si avvertirà prima dell'anno prossimo. Le probabilità di un taglio dei tassi a settembre, secondo i mercati, sono scese sotto l’80% dopo i recenti dati macro: gli indici Pmi hanno sorpreso al rialzo mentre le richieste di sussidi di disoccupazione hanno evidenziato segnali di rallentamento nel mercato del lavoro. I futures statunitensi sono piatti (-0,07% quello sull’S&P500).
Pochi i dati macro della giornata. Già pubblicato quello sul pil nel secondo trimestre del 2025 della Germania: -0,3% trimestre su trimestre dopo il +0,3% nei tre mesi precedenti. Il calo è stato di 0,2 punti percentuali superiore a quanto comunicato nella prima pubblicazione dello scorso 30 luglio. La produzione industriale, in particolare, ha registrato un andamento peggiore di quanto inizialmente ipotizzato. Su base trimestrale, il pil è cresciuto dello 0,3% nel primo trimestre di quest’anno e dello 0,2% nel quarto trimestre 2024. Alle 8:45 arriva la fiducia delle imprese manifatturiere ad agosto in Francia. In attesa, l’euro flette dello 0,12% a 1,1590 dollari.
Tra le materie prime non smettono di salire i prezzi del petrolio. Il futures sul Wti scambia a 63,60 dollari al barile (+0,13%) e quello sul Brent a 67,74 dollari al barile (+0,10%). Benjamim Netanyahu ha ordinato di accelerare le operazioni militari per conquistare a Gaza le ultime roccaforti di Hamas, richiamando fino a sessantamila riservisti. Migliaia i palestinesi in fuga.
Al contempo la pace sembra ancora un miraggio in Ucraina. Il ministro degli Affari esteri russo, Sergei Lavrov, ha avvertito che restano ancora da definire alcuni particolari prima di poter fissare un incontro tra il presidente russo, Vladimir Putin, e la controparte ucraina, Volodymyr Zelensky. Gli Stati Uniti intendono mettere a disposizione di Kiev soltanto il minimo delle garanzie nel campo della difesa. Il grosso dell'impegno, in particolare i costi, ricadrà sull'Europa.
Sul listino milanese attenzione ancora a Mediobanca che ha annunciato il ritiro della propria offerta su Banca Generali dopo aver preso atto del voto contrario espresso dall'assemblea degli azionisti chiamati a esprimersi sull'operazione.
Il Mef, titolare dell'11,7% della banca senese, resterà azionista anche dopo la conclusione dell'ops di Mps su Piazzetta Cuccia, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza. La posizione può essere letta come un presidio politico in vista della creazione del terzo polo bancario nascente da una possibile un'integrazione fra una Mps, rafforzata dalle nozze con Mediobanca, e Banco Bpm.
Intanto Aurelia, la holding finanziaria della famiglia Gavio, ha venduto sul mercato altre 50.000 azioni Mediobanca lo scorso 21 agosto. La vendita è stata effettuata a un prezzo medio ponderato di 21,01766 euro, per un controvalore di oltre 1 milione di euro. Aurelia insieme a Beniamino Gavio fa parte dell'accordo di consultazione tra soci di Mediobanca.
Da monitorare, inoltre, la Juventus che ha raggiunto un accordo con la società Nottingham Forest Fc per la cessione, a titolo temporaneo fino al 30 giugno 2026, dei diritti alle prestazioni sportive del calciatore Douglas Luiz Soares de Paulo, a fronte di un corrispettivo di 3 milioni di euro.
Quanto a Lottomatica si appresta ad entrare nell'indice principale di Piazza Affari, il Ftse Mib, con la revisione trimestrale prevista per fine settembre. Secondo uno studio, dovrebbe sostituire Diasorin o Pirelli, attualmente tra i titoli con il peso più basso nell'indice delle principali blue chip di Piazza Affari.
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