Ore 15:50 Ftse Mib sotto quota 39.000
Ore 14:40 Wall Street in calo. A Milano prese di profitto su Nexi
Ore 12:40 Il Ftse Mib contiene le perdite grazie a Enel e Generali. Il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,8%
Ore 11:40 Il Ftse Mib si riporta sopra 39.000 con alcune banche. Petrolio in calo dopo le sanzioni Usa all’Iran
Il Ftse Mib chiude sul filo dei 39.000 punti, a quota 39.035, in calo dello 0,4%. La peggiore è Nexi, che regista un ribasso del 4,9% dopo il rally del 20 marzo, insieme a Leonardo e Campari. Sul podio finiscono invece Banco Bpm (+1,5%), Inwit (+1,1%), e Tim (+1,1%). Spread a 111 punti.
La settimana finisce con segni meno diffusi in tutto il continente e a Wall Street, dove i tre indici sono tutti negativi.
Il Ftse Mib scivola sotto i 39.000 punti, a quota 38.953 punti (-0,6%) alle 15:50, con i pesanti ribassi di Nexi (-4,7% dopo il rally del 20 marzo), Leonardo (-3,9%) e Stm (-3,3%). In rialzo Inwit (+1%), Terna (+0,9%) e Tim (+0,8%).
Segni meno diffusi in tutta Europa, dove la peggiore è Francoforte che cede lo 0,9%, e anche negli Stati Uniti, con i tre listini principali in calo di circa lo 0,5% (0,7% il Dow Jones).
Con Wall Street che apre la seduta in territorio negativo (-0,7% l’S&500 e -0,8% il Nasdaq), Milano resta sul filo di 39.000 punti alle 14:40 ma perde lo 0,48%, trascinata al ribasso da Nexi, Leonardo, Stm, Ferrari e Buzzi. Reggono, invece, alle vendite le banche in pieno risiko. «La Fed non ha fretta di abbassare i tassi di interesse per evitare un surriscaldamento dell'economia. Manteniamo un atteggiamento attendista per quanto riguarda gli impatti delle politiche economiche dell'amministrazione Trump», afferma Christophe Nagy, gestore del fondo Comgest Growth America di Comgest, secondo il quale l’economia statunitense evidenzia solidità, ma esistono incertezze a livello mondiale. Di conseguenza, «cerchiamo società versatili e resilienti e aziende best-in-class che si comportano bene in ambienti dinamici, con dati finanziari solidi e un management orientato verso gli azionisti».
Non è solo un eventuale rallentamento economico a livello globale a preoccupare gli investitori a causa dei dazi dell’amministrazione Trump, ma anche le tensioni geopolitiche, visto il braccio di ferro tra Russia e Ucraina. Il capo di gabinetto del presidente ucraino ha detto che le accuse russe secondo cui l'esercito ucraino avrebbe fatto esplodere la stazione di pompaggio e misurazione del gas di Sudzha sono false.
Non scemano le vendite sulle borse europee. Francoforte perde lo 0,62%, Parigi lo 0,64%, Londra lo 0,48% e Milano lo 0,40% a 39.032 punti alle 12:40 con solo Enel, Generali, Inwit e le utilities che spiccano al rialzo (lo spread Btp/Bund scende a 111,75 punti base e il rendimento del Btp 10 anni scende del 3,8%), mentre Leonardo perde oltre il 3% anche se il Bundesrat ha approvato la storica riforma delle norme sul debito della Germania e un fondo da 500 miliardi di euro per rinnovare le infrastrutture e rilanciare la più grande economia europea.
Le borse europee restano intimorite dall’impatto della guerra commerciale di Donald Trump sull’economia globale. «Valutare il potenziale danno all'attività economica è difficile, dati i rapidi cambiamenti nelle notizie. Tra questi figurano dazi annunciati e annullati, una tregua di un mese per l'industria automobilistica, una pausa su alcuni dazi contro il Messico e la probabilità che alcune barriere commerciali di recente istituzione siano un meccanismo di negoziazione per raggiungere altri obiettivi politici dell'amministrazione Trump», sottolinea Jared Franz, economista di Capital Group. «Per gli investitori è importante capire se siamo all'inizio di un nuovo cambiamento strutturale nell'ordine geopolitico mondiale o se stiamo assistendo a una continuazione delle tendenze che si sono sviluppate nell'ultimo decennio, ma probabilmente si stanno verificando entrambe le situazioni.
A pesare sui mercati è anche l’escalation in Medio Oriente: Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha detto che l'esercito sta intensificando le incursioni aeree, terrestri e marittime a Gaza per fare pressione su Hamas affinché liberi gli ostaggi rimanenti. Katz ha detto che più Hamas continuerà a rifiutarsi di liberare gli ostaggi israeliani rimanenti, più territorio perderà a favore di Israele.
L’indice Ftse Mib si riporta sopra la soglia di 39.000 punti alle 11:40. Perde comunque ancora lo 0,34%. Pesano Leonardo, Nexi e Stm che arretrano di oltre due punti percentuali. Mentre hanno virato al rialzo alcune banche in pieno risiko come Mps e Banco Bpm. Il prezzo del Brent resta in calo dello 0,36% a 71,73 dollari al barile. Le nuove sanzioni Usa contro l'Iran e il piano di produzione dell'Opec+ alzano le aspettative di un calo dell'offerta. Il Tesoro degli Stati Uniti il 20 marzo ha annunciato nuove sanzioni contro l'Iran, prendendo di mira per la prima volta una raffineria cinese indipendente e navi coinvolte nella fornitura di petrolio greggio iraniano alla Cina.
I mercati azionari europei restano in rosso con i futures statunitensi negativi. Anche Milano perde lo 0,59% a 38.958 punti con solo Inwit, Generali, Enel e le utilities positive. L’euro scende dello 0,06% a 1,082 dollari. Le partite correnti della zona euro a gennaio sono risultate pari a 35,4 miliardi di euro, in calo rispetto al precedente dato di 38,4 miliardi. Lo spread Btp/Bund staziona a 112,7 punti base. In Germania è data per scontata l’approvazione al Bundesrat, la camera bassa del Parlamento tedesco, della legge che istituisce un fondo da 500 miliardi di euro per le infrastrutture e per l'aumento della spesa pubblica destinata alla difesa. Il piano ha ricevuto martedì 18 marzo il via libera del Bundestag, ottimo risultato per il leader conservatore e futuro cancelliere Friedrich Merz, che fa sperare gli investitori in una ripresa della prima economia europea.
Borse europee in calo in avvio di seduta. Il Dax perde lo 0,48%, il Cac40 lo 0,38%, il Ftse100 lo 0,25% e il Ftse Mib lo 0,02% a 39.180 punti. Secondo Donald Trump il tentativo della Casa Bianca di raggiungere un accordo di pace per l'Ucraina procede «piuttosto bene» dopo i colloqui con Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. Il presidente Usa ha parlato il 20 marzo dopo aver firmato un ordine esecutivo per aumentare la produzione di materie prime critiche, vale a dire terre rare, anche in Ucraina.
Il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,83% e lo spread con il Bund è poco mosso a 112,65 punti base dopo che Fed, Bce e BoE hanno espresso cautela sulla crescita economica, vista più lenta del previsto, a causa delle ricadute delle politiche di Trump sui dazi che possono portare a un aumento dell’inflazione. Dei cinque istituti centrali che si sono riuniti questa settimana, solo quello svizzero ha ridotto i tassi. Mentre proprio Trump continua a chiedere alla Fed un taglio del costo del denaro.
L’euro scende dello 0,06% a 1,082 dollari. L'indice di fiducia delle imprese in Francia è salito a 97 punti a marzo dai 96 a febbraio. Per il solo settore manifatturiero, si è attestato a 96 punti contro la lettura precedente e il consenso a 97.
Sul listino milanese scendono di oltre un punto percentuale i titoli del lusso come Moncler e Brunello Cucinelli. Male anche Stm (-1,06% a 22,40 euro). Un consiglio di sorveglianza del gruppo italo-francese è in programma la settimana prossima per discutere delle nomine nel board da proporre all'assemblea, che tradizionalmente si tiene a fine maggio. Il problema è che la rappresentanza italiana arriva sguarnita all'appuntamento, dal momento che il vice-presidente Maurizio Tamagnini, che sarebbe scaduto l'anno prossimo, ha rassegnato le sue dimissioni. Il supervisory board di Stm può funzionare con un minimo di sei componenti. Con l'uscita di Tamagnini ne restano otto, ma la rappresentanza italiana scende a due. Non è chiaro se la posizione vacante sarà ricoperta con una cooptazione prima dell'assemblea, non ci sono precedenti.
Tra le banche, Unicredit segna un +0,47% a 53,66 euro. Con riferimento all’ops sulla totalità delle azioni ordinarie di Banco Bpm (+0,65% a 10,065 euro), l’istituto guidato da Andrea Orcel ha reso noto di aver ricevuto dalla Banca centrale d’Irlanda il nulla osta per l’acquisizione di una partecipazione indiretta di controllo in Bbpm Life Dac.
Inoltre, le assemblee di Mps (+1% a 7,716 euro) e Generali (+0,12% a 32,47 euro) si avvicinano e i grandi azionisti si scaldano per potersi contare, sottolinea MF-Milano Finanza. Il primo appuntamento è quello del 17 aprile per Mps: i soci sono chiamati ad approvare, fra le altre cose, l’aumento di capitale al servizio dell’ops su Mediobanca. Più incerta appare l’assemblea di Generali del 24 aprile, che dovrà eleggere il nuovo consiglio di amministrazione. Mediobanca presenta una lista di maggioranza riconfermando il ceo, Philippe Donnet, e parte dal 13,1%. Caltagirone, che attualmente è accreditato del 6,9%, presenterebbe una lista «corta» di candidati; Assogestioni potrebbe a sua volta presentare una lista di minoranza.
Nel risparmio gestito, invece, Azimut Holding (-0,98% a 26,27 euro) è in trattative per acquisire Banca di Sconto, mossa chiave per lanciare la fintech bank TNB. Rialzo frazionale, poi, per A2A (+0,31% a 2,242 euro) che punta a crescere nella base clienti energia elettrica e gas attraverso operazioni di m&a anche se mostra qualche freddezza verso i 400.000 utenti che Unoenergy intende cedere, come ha detto l’ad, Renato Mazzoncini.
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Stessa sorte per Tenaris (+0,36% a 18,32 euro), dopo un investimento di 110 milioni di dollari, il gruppo ha rafforzato le sue capacità nel fracking in Argentina, aggiungendo un terzo set di fracking idraulico per Vaca Muerta, una delle più grandi riserve di gas da scisto al mondo.
E se Interpump (-0,61% a 35,58 euro) riunisce il cda sul bilancio 2024 (risultati del quarto trimestre 2024 pubblicati il 14 febbraio), Berenberg ha alzato il target price su Saipem (+0,36% a 2,203 euro) da 3,35 a 3,40 euro (rating buy). Lo stesso broker ha tagliato il target price su Brembo 8-0,44% a 8,69 euro) da 12,7 a 11 euro (rating buy). Viceversa, Barclays ha alzato il prezzo obiettivo da 47 a 57 euro su Buzzi (stabile a quota 52,05 euro, rating overweight). Infine, si ricorda che termina l’opa obbligatoria promossa da Automation Systems su Piovan (-0,36% a 13,95 euro).
Borse europee attese in calo in avvio di seduta (-0,24% il future sull’Eurostoxx50) in linea con i futures statunitensi (-0,08% quello sul Dow Jones e -0,08% quello sull’S&P500). Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ribadito giovedì 20 marzo sui social media il suo appello affinché la Fed riduca i tassi di interesse: «La Fed dovrebbe fare la cosa giusta e abbassare i tassi di interesse, sarebbe fantastico», in un post su Truth Social. Trump ha affermato che i prezzi generi alimentari e della benzina sono diminuiti e ha incolpato l’amministrazione Biden per l’aumento dei prezzi delle uova negli ultimi mesi, a seguito di un’epidemia di influenza aviaria che ha portato all’abbattimento di massa del pollame in tutto il Paese.
Un fatto che ha rischiato di alimentare l’inflazione nel primo trimestre del 2025. Con l’attenuarsi dell’epidemia, i prezzi delle uova sono scesi nelle ultime settimane, pur rimanendo vicini ai massimi storici. I commenti di Trump arrivano dopo che la banca centrale americana questa settimana ha lasciato invariati i tassi, ha aumentato le previsioni di inflazione e abbassato le stime di crescita per il 2025 e segnalato che non intende tagliare presto i tassi di interesse a causa delle preoccupazioni sull’inflazione persistente e delle incertezze per le politiche commerciali di Trump. La Fed ha, infatti, espresso cautela sugli effetti che l’agenda dei dazi di Trump potrebbe avere sull’aumento dei prezzi. Ha fatto lo stesso la presidente della Bce, Christine Lagarde, il 21 marzo.
In Europa, intanto, il vertice Ue ha votato il piano di riarmo. «prevede di finanziare anche le infrastrutture, la mobilità militare, il cyber, elementi sulla comunicazione, ha un approccio più ampio», ha sottolineato la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Inoltre, dopo che martedì 18 marzo il Bundestag, la camera bassa del Parlamento tedesco, ha approvato la riforma costituzionale che permette di fare debito investendo centinaia di miliardi di euro in spese militari e infrastrutture, oggi 21 marzo dovrà essere approvata con la maggioranza dei due terzi anche dal Bundesrat, la camera alta del Parlamento. Ci si aspetta che passi.
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L’euro è stabile a 1,083 dollari in attesa alle 08:45 dell’indice sulla fiducia delle imprese manifatturiere a marzo della Francia (precedente: 97 punti) e alle 16 dell’indice sulla fiducia dei consumatori a marzo preliminare dell’Eurozona (precedente: -13,6 punti). Mentre in serata Dbrs si pronuncia sul debito sovrano della Francia.
I prezzi del petrolio salgono (Wti +0,22% a 68,22 dollari al barile e Brent +0,19% a 72,14 dollari al barile) in scia alle tensioni geopolitiche che aumentano il rischio di interruzioni delle forniture. Hamas ha risposto dopo tre giorni di assalti israeliani alla Striscia di Gaza, lanciando una raffica di razzi contro Tel Aviv. E l'aeronautica americana ha effettuato sei attacchi aerei nel sud della provincia di Hodeidah nello Yemen occidentale. «La prospettiva di una campagna statunitense prolungata contro gli Houthi si combina con la nuova offensiva israeliana su Gaza e riporta il petrolio sotto i riflettori», afferma Chris Beauchamp di IG. «Le tensioni geopolitiche continuano ad essere amiche del petrolio», conclude l'esperto.
Nel frattempo il Pentagono ha in programma di informare Elon Musk sul piano top secret dell'esercito Usa per eventuali guerre che potrebbero scoppiare con la Cina. Lo scrive il New York Times, citando due dirigenti Usa. Per il New York Times l'accesso di Musk ad alcuni dei segreti militari più custoditi segna un'espansione del suo ruolo di consigliere di Trump e solleva interrogativi sui conflitti di interesse: è un contractor del Pentagono e ha vasti interessi in Cina.
Sul listino milanese attenzione a Unicredit. Con riferimento all’ops sulla totalità delle azioni ordinarie di Banco Bpm, l’istituto guidato da Andrea Orcel ha reso noto di aver ricevuto dalla Banca centrale d’Irlanda il nulla osta per l’acquisizione di una partecipazione indiretta di controllo in Bbpm Life Dac.
Inoltre, le assemblee di Mps e Generali si avvicinano e i grandi azionisti si scaldano per potersi contare, sottolinea MF-Milano Finanza. Il primo appuntamento è quello del 17 aprile per Mps: i soci sono chiamati ad approvare, fra le altre cose, l’aumento di capitale al servizio dell’ops su Mediobanca. Più incerta appare l’assemblea di Generali del 24 aprile, che dovrà eleggere il nuovo consiglio di amministrazione. Mediobanca presenta una lista di maggioranza riconfermando il ceo, Philippe Donnet, e parte dal 13,1%. Caltagirone, che attualmente è accreditato del 6,9%, presenterebbe una lista «corta» di candidati; Assogestioni potrebbe a sua volta presentare una lista di minoranza.
Invece, A2A punta a crescere nella base clienti energia elettrica e gas attraverso operazioni di m&a anche se mostra qualche freddezza verso i 400.000 utenti che Unoenergy intende cedere, come ha detto l’ad, Renato Mazzoncini.
Quanto a Tenaris, dopo un investimento di 110 milioni di dollari, il gruppo ha rafforzato le sue capacità nel fracking in Argentina, aggiungendo un terzo set di fracking idraulico per Vaca Muerta, una delle più grandi riserve di gas da scisto al mondo.
E se Interpump riunisce il cda sul bilancio 2024 (risultati del quarto trimestre 2024 pubblicati il 14 febbraio), Berenberg ha alzato il target price su Saipem da 3,35 a 3,40 euro (rating buy). Lo stesso broker ha tagliato il target price su Brembo da 12,7 a 11 euro (rating buy). Viceversa, Barclays ha alzato il prezzo obiettivo da 47 a 57 euro su Buzzi (rating overweight). Infine, si ricorda che termina l’opa obbligatoria promossa da Automation Systems su Piovan.
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