Ore 14:40 Borse Ue in calo in attesa di Wall Street. A Milano giù Stellantis
Il Ftse Mib accelera nel finale e chiude a 43.013 punti, in rialzo dello 0,3%. A trainare il listino è soprattutto Leonardo, che guadagna il 4,8%. Completano il podio delle blue chip Saipem (+2,5%) e Italgas (+1,5%). In fondo al paniere Stellantis (-1,6%), Campari (-1,6%) e Mediobanca (-1,4%). Lo spread cresce a 85 punti.
Dopo le borse europee, anche i listini statunitensi trattano in calo in apertura. Il Dow Jones scende dello 0,5%, l'S&P 500 cala dello 0,4% e il Nasdaq dello 0,4% alle 15:45.
«È riemerso il tema dell'indipendenza della Fed, dopo che Bill Pulte, direttore della Federal Housing Finance Agency, ha accusato Lisa Cook, membro del board della Fed, di aver commesso una frode su un mutuo. Dopo la nomina di Stephen Miran e con due dissenzienti (Bowman e Waller), un eventuale uscita della Cook aprirebbe la porta ad un board della Fed (7 membri) con una maggioranza pro-Trump e pro-tagli», sostengono gli strategist di Mps.
Il presidente della Federal Reserve di Atlanta, Raphael Bostic, ritiene ancora probabile un taglio dei tassi nel 2025, ma l'andamento del mercato del lavoro è «potenzialmente preoccupante». Bostic, inoltre, preferirebbe che la Fed si muovesse in una sola direzione una volta avviato l'allentamento, invece di procedere con un taglio e poi fare marcia indietro.
I mercati aspettano, poi, il discorso del presidente della Fed, Jerome Powell, a Jackson Hole, previsto il 22 agosto. «C'è un livello sorprendentemente alto di incertezza riguardo al discorso di Powell. Fino alla pubblicazione dei verbali del del comitato di politica monetaria (il 20 agosto), il mercato era convinto che la Fed avrebbe tagliato i tassi di 25 punti base a settembre. Ora questo è tutt'altro che certo», afferma Michele Sansone, country manager di iBanFirst Italia.
All’avvio dei mercati americani il Ftse Mib viaggia poco mosso, a 42.876 punti (+0,03%). Bene Leonardo (+3,3%), mentre arretra Mps (-2%) dopo l’esito dell’assemblea di Mediobanca (-1,6%).
I mercati azionari del Vecchio Continente restano in ribasso (Francoforte -0,31%, Parigi -0,63%, Londra -0,12% e Milano -0,04% a 42.848 punti alle 14:40, sostenuta da Leonardo, +3,21%, da Saipem +1,51% e da Prysmian +0,90%; male Stellantis, -1,15%, dopo che sono stati confermati dazi Usa al 15% sulle auto) con i futures statunitensi negativi (-0,45% quello sul Dow Jones e -0,41% quello sull’S&P500).
L’euro è pressoché stabile a 1,16 dollari dopo i dati macro americani che hanno mostrato un aumento superiore alle attese delle richieste di sussidi alla disoccupazione. Nella settimana al 16 agosto, sono risultate pari a 235 mila unità, in crescita di 11 mila unità rispetto alle 224 mila della settimana precedente e rispetto alle 226 mila unità attese dagli economisti.
In netto calo, inoltre, l'attività del settore manifatturiero nell'area di Philadelphia. Ad agosto, l'indice relativo all'attività manifatturiera del distretto Fed di Philadelphia è sceso a -0,3 punti rispetto ai 15,9 punti di luglio. Il dato è peggiore delle attese degli esperti che indicavano un livello di 6,8 punti.
Il presidente della Fed di Atlanta, Raphael Bostic, ha dichiarato oggi, 21 agosto, che continua a ritenere che la banca centrale statunitense possa tagliare i tassi una volta quest'anno, ma che vi è molta incertezza su tale previsione. Bostic ha detto che la previsione da lui formulata all'inizio dell'anno di un taglio dei tassi è «più o meno quella che ho ancora», però ha aggiunto: «ma direi solo che, nel mondo di oggi, ogni stima o previsione ha un ampio margine di incertezza, quindi non mi fisso su nulla».
C’è un livello sorprendentemente alto di incertezza riguardo al discorso di Powell a Jackson Hole. Fino alla pubblicazione dei verbali del Fomc di mercoledì, il mercato era convinto che la Fed avrebbe tagliato i tassi di 25 punti base a settembre. Ora questo è tutt’altro che certo, secondo Michele Sansone, country manager di iBanFirst Italia.
Secondo i verbali, la maggior parte dei membri della Fed ritiene che i rischi legati all’inflazione prevalgano su quelli per l’occupazione. Temono che l’inflazione derivante dal protezionismo colpirà i consumatori nel quarto trimestre di quest’anno; per questo sembrano esitanti a tagliare i tassi. Di conseguenza, le probabilità indicate dal FedWatch Tool sono ora all’83% per un taglio dei tassi a settembre, contro il 100% prima dei verbali.
«Resta comunque un livello elevato. Riteniamo che le aspettative di un taglio il mese prossimo siano troppo alte perché la Fed non tagli: in caso contrario, questo potrebbe provocare un crollo dei mercati», prevede Sansone. «Ma non è affatto certo che la Fed non si impegni per un secondo taglio a ottobre, che dipenderà in larga misura dai prossimi dati sull’inflazione».
L’indice Ftse Mib di Piazza Affari si porta poco sotto la parità a 42.836 punti (-0,07%). L’euro resta in leggero rialzo nei confronti del dollaro a 1,1652 dopo che a quasi un mese dall’accordo in Scozia, l’Ue e gli Stati Uniti hanno concordato la dichiarazione congiunta sui dazi: illustra in dettaglio il nuovo regime tariffario statunitense nei confronti dell'Ue, con un'aliquota tariffaria massima e onnicomprensiva del 15% per la stragrande maggioranza delle esportazioni dell'Ue, compresi settori strategici come automobili (Stellantis -1%, Pirelli +0,17% e Brembo -0,81%), prodotti farmaceutici (Recordati -0,57% e Diasorin -0,48%), semiconduttori (Stm +1,74%) e legname.
Il rendimento del Btp 10 anni balza al 3,58% con lo spread con il Bund in aumento a 84,55 punti base. Anche il rendimento del Treasury Usa 10 anni risale al 4,30%. I riflettori sono tutti su Jackson Hole. «La storia insegna che il Simposio raramente detta la rotta nel giorno stesso: è il dopo a contare, con reazioni che in passato hanno spaziato da rally poderosi nei cicli accomodanti a correzioni violente nei momenti restrittivi. Quest’anno Powell parlerà di Economic Outlook and Framework Review e, forse, pur senza dare un segnale definitivo, è probabile che lasci intendere il suo sostegno a un taglio già a settembre», afferma Gabriel Debach, market analyst di eToro.
Le borse europee si indeboliscono (Dax -0,16%, Cac40 -0,61%, Ftse100 -0,32% e Ftse Mib -0,04% a 42.845 punti alle 12:40) con i futures statunitensi che accelerano al ribasso (-0,42% quello sul Dow Jones e -0,23% quello sull’S&P500). Le letture dei Pmi di agosto in Europa hanno mostrano segnali di stabilizzazione, mentre cresce l’attesa per il simposio di Jackson Hole, che prende il via oggi, 21 agosto.
La giornata a Piazza Affari è dominata dall’assemblea straordinaria di Mediobanca (-1,36%), che ha respinto la proposta del cda di dare esecuzione all’offerta pubblica di scambio volontaria sulla totalità delle azioni ordinarie di Banca Generali (-2,59%). All’assemblea era presente il 78% del capitale: i voti favorevoli hanno rappresentato il 35%, contrari il 10% (tra cui il Gruppo Caltagirone) e astenuti il 32% (con in evidenza Delfin al 20% e altre casse previdenziali e investitori istituzionali). Flette anche Mps (-2,18%) con le adesioni ferme al 19,40% all’ops lanciata su Mediobanca.
Meglio Stm (+1%) dopo che Analog Devices (+6% a Wall Street) ha presentato i risultati del terzo trimestre 2025 (ricavi 2,88 miliardi di dollari, +25% anno su anno rispetto a 2,77 miliardi del consenso FactSet e utile operativo rettificato a 1,22 miliardi di dollari, +28% anno su anno) e le previsioni per il quarto trimestre 2025 (ricavi a 3 miliardi +/- 100 milioni di dollari, +23% anno su anno e margine operativo rettificato al 43,5%, +/-100 punti base, rispetto al 41,1% dell'anno precedente e al 41,4% del trimestre precedente).
«Analog Devices ha riportato risultati positivi nel terzo trimestre, superiori del 5% alle aspettative sia a livello di fatturato che di ebit rettificato. Tutte le divisioni hanno contribuito alla sovraperformance, con i segmenti automotive e communications in particolare che hanno registrato risultati ben al di sopra del consenso», ha sottolineato Intermonte, osservando che anche le previsioni per il quarto trimestre sono state solide e superiori alle aspettative, con un ebit rettificato implicito che indica una crescita del 30% su base annua e del 17% superiore al consenso.
Tra le materie prime, i prezzi del greggio continuano a salire, sostenuti dai segnali di una forte domanda negli Stati Uniti e dall'incertezza relativa agli sforzi per porre fine al conflitto in Ucraina. I futures sul Brent crescono dello 0,85% a 67,41 dollari al barile e quelli sul Wti dello 0,91% a 63,28 dollari al barile.
L’indice Ftse Mib di Piazza Affari lima i guadagni (+0,15% a 42.929 punti alle 11) ma resta tra i migliori in Ue. Mediobanca scivola dello 0,80% a 21,3 euro dopo che l’assemblea degli azionisti ha bocciato (quasi il 43% dei soci tra contrari e astenuti) l’ops su Banca Generali, in calo del 2,75% a 49,6 euro.
Lo spread Btp/Bund resta sopra 83 a 83,8 punti base. In vista del meeting della Bce dell'11 settembre, Capital Economics, per via delle pressioni sui prezzi in lieve aumento, continua a pensare che Francoforte non modificherà i tassi al meeting di settembre. Viceversa, negli Stati Uniti i mercati monetari vedono una probabilità dell'80% di un taglio dei tassi da 25 punti base alla riunione del mese prossimo. Spunti in merito arriveranno dal simposio di Jackson Hole.
Seduta incolore per le borse europee (Dax piatto, Cac40 -0,25%, Ftse100 +0,03% e Ftse Mib +0,35% a 43.014 punti alle 10:10 con Leonardo, Stm, Unipol e la Popolare di Sondrio in testa) anche se gli indici Pmi di agosto hanno mostrato un incremento dei nuovi ordini, ponendo fine alla serie di contrazioni iniziata a giugno del 2024. Le aziende hanno anche aumentato il loro organico per il sesto mese consecutivo. L’euro si rafforza sul dollaro, scambia a 1,1650.
Nel dettaglio, l'indice Pmi manifatturiero dell’Eurozona è salito a 50,5 punti dai precedenti 49,8 punti, risultando superiore ai 49,5 punti attesi dagli economisti. Si tratta di un dato superiore alla soglia critica di 50 punti e che denota un'espansione dell'attività. Invece, è sceso il Pmi dei servizi, a 50,7 punti rispetto ai 51 punti precedenti (50,8 punti la stima degli economisti). Di conseguenza, il Pmi composito si è portato a 51,1 punti, il massimo da 15 mesi, dai 50,9 precedenti, sopra i 50,7 stimati dagli esperti.
«Le cose stanno migliorando: l'attività economica si è ripresa sia nel settore manifatturiero che in quello dei servizi e, in generale, abbiamo notato una lieve accelerazione della crescita durante gli ultimi tre mesi», ha commentato Cyrus de la Rubia, Chief Economist presso Hamburg Commercial Bank. «Nonostante le avversità provocate dai dazi statunitensi e dalla generale incertezza, le aziende dell'Eurozona sembrano farcela abbastanza bene», ha aggiunto.
Molto atteso l’intervento del presidente della Fed, Jerome Powell, a Jackson Hole il 22 agosto. «Ci aspettiamo che Powell effettui un pivot a Jackson Hole e segnali che un taglio dei tassi d’interesse è il prossimo passo. Tuttavia, a differenza dell’estate scorsa, rischi inflazionistici più elevati e timori di un disancoraggio delle aspettative di inflazione, a causa dell’effetto pass-through dei dazi, suggeriscono che la Fed non adotterà un atteggiamento eccessivamente dovish in questa fase, ad esempio, un taglio di 50 punti base resta molto improbabile», affermano gli analisti di MUFG Bank.
Con alcuni dati ancora in arrivo a settembre, probabilmente determinanti, «dubitiamo che Powell voglia impegnarsi in anticipo. Quindi, se a settembre ci sarà un taglio di 25 punti base, sottolineerà che non si tratta dell’inizio di una campagna di allentamento monetario rapida e di ampia portata», continuano gli analisti di MUFG Bank, avvertendo che c’è spazio per una delusione se Powell non effettuerà un pivot rispetto alla sua recente posizione hawkish. «Se emergesse che un taglio a settembre, anche come allentamento assicurativo, non è sul tavolo, sarebbe un forte segnale di avversione al rischio. Riteniamo, tuttavia, che Powell eviterà di influenzare i mercati così tanto e troverà un modo per suggerire che i tagli dei tassi verso un livello neutrale non sono predeterminati, ma sono comunque imminenti».
Apertura senza una direzione precisa per le borse europee (Dax -0,02%, Cac40 -0,12%, Ftse100 +0,07% e Ftse Mib +0,18% a 42.942 punti), in attesa delle letture degli indici Pmi Ue e Usa e del dibattito tra i banchieri centrali a Jackson Hole. I futures statunitensi sono piatti, come i rendimenti dei Treasury Usa e il dollaro dopo che, tra l’altro, l’amministrazione Trump ha preso di mira il membro della Fed, Lisa Cook, con l’accusa di frode ipotecaria. In risposta, la Cook ha detto di non avere alcuna intenzione di dimettersi.
«Non ho intenzione di essere intimidita e dimettermi dal mio incarico a causa di alcune domande sollevate in un tweet», ha detto la Cook. «Intendo prendere sul serio qualsiasi domanda sulla mia storia finanziaria come membro della Fed e quindi sto raccogliendo informazioni accurate per rispondere a qualsiasi domanda legittima e fornire i fatti». Prima donna di colore a far parte del board della Federal Reserve, è stata riconfermata sotto la presidenza di Joe Biden per un mandato che scade a gennaio 2038.
Lato macro, la Gran Bretagna ha registrato un deficit di bilancio in calo a luglio a 1,1 miliardi di sterline, 2,3 miliardi di sterline in meno rispetto a luglio del 2024 e il livello più basso registrato a luglio negli ultimi tre anni. La sterlina si rafforza nei confronti dell’euro che vale 0,8650 (-0,06%).
Sul listino milanese Mediobanca si limita a un +0,28% a 21,34 euro nel giorno in cui si riunisce l'assemblea degli azionisti convocata per approvare l'operazione con cui l'istituto di Piazzetta Cuccia intende acquisire Banca Generali (-0,59% a 50,70 euro). Dovrebbero partecipare all'assemblea gli azionisti che rappresentano circa il 77%-78% del capitale sociale di Mediobanca.
Intanto le adesioni all'ops lanciata da Mps (+0,38% a 8,251 euro) sull’istituto guidato da Alberto Nagel sono rimaste sostanzialmente ferme al 19,4% dei titoli oggetto dell'offerta.
Nel settore della difesa spicca con un +2,27% a 45,88 euro Leonardo perché JP Morgan ha alzato il target price da 47,5 a 55,5 euro, ribadendo il rating overweight (sovrappesare in portafoglio). Invece, su Saipem (+1,55% a 2,358 euro) è intervenuta Citi, limando il target price da 3,40 a 3,30 euro: «aggiorniamo il nostro modello dopo i risultati del secondo trimestre del 2025. L’utile per azione stimato per l’esercizio 2025 è stato rivisto al ribasso del 5% a 0,21 euro, poiché i dati del secondo trimestre hanno compensato le nostre aspettative di margini più resilienti nella seconda metà del 2025. Includiamo, inoltre, maggiori accantonamenti per Thai Oil, circa 300 milioni di euro, nella nostra valutazione basata sul discounted cash flow, che porta il nostro target price a una riduzione modesta a 3,30 euro. Tuttavia, manteniamo la raccomandazione di buy su Saipem».
Corre Maire (+3,41% a 12,75 euro) con Jefferies che ha alzato il target price sul titolo da 12 a 14,5 euro, confermando il rating buy.
Borse europee attese poco mosse in avvio di seduta (-0,07% il futures sull’Eurostoxx50). La Fed resta al centro dell'attenzione nel giorno in cui prende il via il simposio di Jackson Hole organizzato dalla banca centrale statunitense. Tra gli appuntamenti spicca l'intervento in agenda il 22 agosto di Jerome Powell, il suo ultimo in qualità di presidente della Fed e dopo i duri attacchi del presidente Donald Trump per non aver tagliato i tassi di interesse quest'anno.
L'attenzione degli investitori si concentrerà anche su eventuali accenni a un taglio dei tassi il prossimo 17 settembre con le probabilità di un taglio di un quarto di punto scese all'80% rispetto all'84% di un giorno fa. Questo dopo che le minute del meeting della Fed del mese scorso hanno mostrato che nessun altro esponente del board, oltre a Michelle Bowman e a Christopher Waller, si è espresso a favore di una sforbiciata al costo del denaro.
«Qualora i dati anticipatori dovessero confermare la debolezza dell’economia americana e del mercato del lavoro, crediamo che la Fed sia pronta a tagliare i tassi. Ovviamente, molto dipenderà anche dal rapporto sull'occupazione di agosto (pur sapendo che questi sono in ritardo rispetto al ciclo) e dal fatto che il recente rallentamento del mercato del lavoro continui o peggiori. Se questa tendenza persiste, i tagli dei tassi sono più probabili», spiega Antonio Tognoli, responsabile macro analisi di Cfo Sim.
La tensione tra l'indebolimento della crescita del mercato del lavoro e il potenziale aumento dell'inflazione è stata evidenziata dai recenti dati. Il sentiment dei consumatori è calato ad agosto per la prima volta in quattro mesi, secondo i risultati di un sondaggio dell'Università del Michigan.
Il sondaggio ha mostrato che i consumatori si aspettano un aumento della disoccupazione in futuro, mentre le aspettative di inflazione sia per il prossimo anno che per i prossimi cinque-dieci anni sono aumentate bruscamente dopo il calo di luglio. «Ciò mette a rischio entrambi i lati del duplice mandato della Fed di piena occupazione e prezzi stabili e complica ulteriormente il processo decisionale in futuro. Gli investitori ascolteranno attentamente Powell a Jackson Hole per cercare di cogliere indizi sulle idee della Fed su come bilanciare queste pressioni», aggiunge Tognoli.
Nel frattempo, l’euro scende dello 0,03% a 1,1645 dollari in attesa alle 10 degli indici Pmi dell’Eurozona ad agosto: manifatturiero (stima 49,6 punti da 49,8 di luglio) e servizi (stima 50,8 punti da 51 di luglio). «Dati attesi in contrazione con gli effetti dei dazi che non hanno ancora cominciato a manifestarsi», precisa Tognoli. A cominciare dalle 14:30 sono attesi una serie importante di dati statunitensi: le richieste settimanali alla disoccupazione (stima 227 mila da 224 mila della scorsa settimana) e il PhillyFed di agosto (stima 5,9 punti da 15,9 di luglio).
Alle 15:45 sono in agenda i Pmi Usa di agosto: manifatturiero (stima 49,9 punti da 49,8 di luglio) e servizi (stima 53,3 punti da 55,7 di luglio). «Come si nota, i dati statunitensi appaiono più resilienti rispetto a quelli dell’Europa, ma segnalano comunque una debolezza strisciante a cominciare dalla forte discesa attesa del PhillyFed», conclude l’esperto di Cfo Sim.
I prezzi del petrolio estendono i guadagni della sessione predente (+1%), sostenuti dai segnali di una forte domanda negli Stati Uniti, con l’incertezza sugli sforzi per porre fine alla guerra in Ucraina che ha contribuito a dare ulteriore supporto. I futures sul Brent hanno toccato il massimo da due settimane e salgono dello 0,60%, a 67,24 dollari al barile e quelli sul Wti dello 0,67% a 63,13 dollari al barile.
Le scorte di greggio negli Stati Uniti sono diminuite di 6 milioni di barili la scorsa settimana a 420,7 milioni di barili, stando ai dati della U.S. Energy Information Administration, contro le aspettative di un sondaggio Reuters che prevedeva un calo di 1,8 milioni di barili. Anche le scorte di benzina sono calate di 2,7 milioni di barili, rispetto alle previsioni di un calo di 915.000 barili, a conferma di una domanda costante di carburante durante le vacanze estive. Ma gli esperti del settore si aspettano che i prezzi del petrolio scendano una volta raggiunto un accordo di pace in Ucraina. Mentre Stati Uniti ed Europa stanno studiando le garanzie di sicurezza post-conflitto per Kiev, la Russia ha dichiarato il 20 agosto che tentare di risolvere le questioni di sicurezza senza la partecipazione di Mosca è una «strada senza uscita».
La Russia, nel frattempo, resta ferma nell’intenzione di continuare a fornire greggio agli acquirenti disponibili: diplomatici russi in India hanno dichiarato che il Paese prevede di continuare a rifornire l’India nonostante gli avvertimenti degli Stati Uniti. Il presidente, Donald Trump, ha annunciato ulteriori dazi del 25% sulle merci indiane a partire dal 27 agosto a causa degli acquisti di greggio russo. L’Unione Europea ha, inoltre, sanzionato la raffineria privata indiana, Nayara Energy, sostenuta dalla compagnia petrolifera russa Rosneft.
Sull’altra fronte, quello in Medio Oriente, il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha chiesto un cessate il fuoco immediato a Gaza, dopo che Israele ha annunciato i primi step di un'operazione per conquistare Gaza City. «È fondamentale raggiungere immediatamente un cessate il fuoco a Gaza», necessario «per evitare la morte e distruzione che un'operazione militare contro Gaza City causerebbe inevitabilmente», ha detto Guterres.
Sul listino milanese attenzione a Mediobanca perché alle 10 si riunisce l'assemblea degli azionisti convocata per approvare l'operazione con cui l'istituto di Piazzetta Cuccia intende acquisire Banca Generali. Dovrebbero partecipare all'assemblea gli azionisti che rappresentano circa il 77%-78% del capitale sociale di Mediobanca.
Intanto le adesioni all'ops lanciata da Mps sull’istituto guidato da Alberto Nagel sono rimaste sostanzialmente ferme al 19,4% dei titoli oggetto dell'offerta.
Nel settore della difesa attenzione a Leonardo perché JP Morgan ha alzato il target price da 47,5 a 55,5 euro, ribadendo il rating overweight (sovrappesare in portafoglio). Invece, su Saipem è intervenuta Citi, limando il target price da 3,40 a 3,30 euro: «aggiorniamo il nostro modello dopo i risultati del secondo trimestre del 2025. L’utile per azione stimato per l’esercizio 2025 è stato rivisto al ribasso del 5% a 0,21 euro, poiché i dati del secondo trimestre hanno compensato le nostre aspettative di margini più resilienti nella seconda metà del 2025. Includiamo, inoltre, maggiori accantonamenti per Thai Oil, circa 300 milioni di euro, nella nostra valutazione basata sul discounted cash flow, che porta il nostro target price a una riduzione modesta a 3,30 euro. Tuttavia, manteniamo la raccomandazione di buy su Saipem».
Infine, Jefferies ha alzato il target price su Maire da 12 a 14,5 euro, confermando il rating buy. (riproduzione riservata)