Il Ftse Mib chiude l’ultimo giorno della settimana con un rialzo dell’1,5% a 46.472 punti, spinto da due rally: il primo di Moncler, che guadagna il 13,4% dopo i conti sopra le attese; il secondo di Unipol (+8,7%) sempre per le ottime rendicontazioni relative all’esercizio 2025. Bene anche le banche con Bper e Banco Bpm che segnano entrambe il 4%.
Tenaris è maglia nera del listino, con un calo del 4%, seguita da Saipem (-2%). Terminano le contrattazioni leggermente sotto la parità Ferrari e Prysmian (entrambe intorno al -0,6%).
Lo spread Btp/Bund si ferma a 61 punti, l’euro scambia a 1,1775 dollari. Prosegue la virata al ribasso dei futures sul petrolio, col Brent a 71,52 dollari al barile e Wti a 66,28 dollari (-0,2%).
I principali indici europei chiudono la settimana in territorio positivo: Dax +1%; Ftse 100 +0,6%; Cac 40 +1,4%. Intorno alle 17:45 italiane Wall Street viaggia ampiamente sopra la parità, in rimbalzo dopo che la Corte Suprema ha annullato i dazi di emergenza di Trump. Secondo una stima della Cnbc, a seguito della sentenza il governo degli Stati Uniti potrebbe dover rimborsare oltre 175 miliardi di dollari agli importatori.
In concomitanza con la partenza debole di Wall Street nella giornata in cui si aspetta la sentenza della Corte suprema americana sui dazi, il Ftse Mib segna alle 15:35 un rialzo dell’1,3%. Denaro ancora su Moncler (+11,4%), Unipol, dopo i conti (+6,4%), Mps e Banco Bpm, entrambi con un guadagno del 4%. In rosso Tenaris (-2,2%) e Ferrari (-1%). Spread a 62 punti.
I prezzi del petrolio hanno virato al ribasso (futures sul Brent -0,3% a 71,42 dollari al barile). «Credo che nei prossimi due, tre giorni sarà pronta una bozza di un possibile accordo e dopo il via libera dei miei superiori verrà inviata a Steve Witkoff (inviato Usa per il Medio Oriente, ndr.) e forse ci vorrà un’altra sessione di colloqui per discuterne, per poi iniziare a lavorare su questa bozza perché diventi quella definitiva»: è quanto ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, al programma «Morning Joe» dell’emittente americana MsNbc.
Il ministro ha rimarcato che Teheran «non ha interesse a rinviare o a prendere tempo per arrivare a un accordo» con gli Stati Uniti sul proprio programma nucleare, sottolineando che «prima finiscono le sanzioni e meglio è per noi». Quindi, a fronte del massiccio dispiegamento di forze militari Usa nella regione, Araghchi ha detto di «sperare che quanti puntano a una guerra e vogliono trascinare ancora una volta gli Stati uniti in un conflitto disastroso e non necessario non prevalgano e permettano a noi diplomatici di lavorare e di trovare una soluzione diplomatica che credo sia a portata di mano e possa essere raggiunta in breve tempo».
Quanto al rallentamento del Pil Usa, secondo Adam Hetts, global head of multi-asset di Janus Henderson, «lo shutdown ha contribuito in modo significativo a ridurre la crescita di oltre l’1% rispetto alle previsioni del quarto trimestre, anche se la riapertura fungerà da meccanismo di rimbalzo per il pil del primo trimestre».
I futures statunitensi restano negativi (-0,26% quello sull’S&P500), il dollaro si rafforza nei confronti dell’euro, che vale 1,1759 (-0,11%), e il rendimento del Treasury Usa 10 anni scende al 4,059% dopo la raffica di dati macro americani. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib guadagna l’1% a 46.268 punti alle 14:45 con Moncler (+11,8%) e Unipol (+6,9%) super star. Bper, Banco Bpm, Popolare di Sondrio, Mediobanca e Recordati guadagnano ben oltre due punti percentuali.
La crescita economica degli Stati Uniti è rallentata più del previsto nel quarto trimestre a causa delle interruzioni dovute allo shutdown governativo dello scorso anno e della moderazione della spesa dei consumatori. Il pil è aumentato a un tasso annualizzato dell'1,4% lo scorso trimestre, rallentando rispetto alla crescita del 4,4% del trimestre precedente. Gli economisti avevano previsto un incremento del del 3%.
Inoltre, l’indice Pce, una misura dell'inflazione attentamente monitorata dalla Fed, si è attestato al 2,9% (dal 2,8%), mentre il dato core al 3% rispetto al 2,8% del trimestre precedente, più di quanto atteso dagli economisti (2,9%). Invariate rispetto al dato precedente e in linea con le attese le spese personali a novembre che su base mensile hanno evidenziato un +0,4%. Mentre i redditi personali nello stesso mese su base mensile hanno mostrato un +0,3%, in calo rispetto al precedente +0,4% (in linea con le previsioni degli economisti). Secondo lo strumento FedWatch del CME, c’è una probabilità del 46,8% che la Fed tagli i tassi di interesse nella riunione di giugno.
Le borse europee si confermano positive (Francoforte +0,20%, Parigi +0,78%, Londra +0,49% e Milano +0,91% a 46.213 punti alle 13:40 con Unipol, Mediobanca, Moncler e Fincantieri su di giri). In leggero calo i futures Usa (-0,21% quello sull’S&P500) in attesa di una raffica di dati macro americani: alle 14:30 il pil advance del quarto trimestre, la spesa per consumi, i redditi delle famiglie e il deflatore a dicembre, a seguire alle 15:45 l’indice Pmi manifatturiero preliminare e il Pmi servizi preliminare di febbraio per chiudere alle 16 con la vendita di nuove case a dicembre e con l’indice sulla fiducia delle famiglie dell’Università del Michigan finale di febbraio.L’euro si stabilizza a 1,1768 dollari.
Sui principali mercati dell’Eurozona l’intonazione resta positiva, sostenuta da un mix di risultati societari e dati macro. Il pacchetto di Pmi flash di febbraio ha offerto una lettura eterogenea, ma nel complesso compatibile con una fase di graduale stabilizzazione ciclica: in Eurozona il manifatturiero è risalito a 50,80 (da 49,50), mentre i servizi si sono mantenuti a 51,80.
Lo spread Btp/Bund sale leggermente a 61 punti base. La presidente della Bce, Christine Lagarde, ha placato le voci su un suo ritiro anticipato dicendo al Wall Street Journal di aspettarsi di portare a termine il mandato.
Milano si conferma la migliore in Europa con un +0,89% a 46.203 punti alle 12:05, anche se i futures sull’S&P 500 virano al ribasso (-0,02%) e sul mercato valutario, in attesa della raffica di dati macro Usa, l’euro si attesta a 1,1761 contro il dollaro, in calo dello 0,09%. In evidenza Unipol con un +6,35% in scia ai risultati del quarto trimeste del 2025 superiori alle attese con un utile pre-tasse a 524 milioni di euro, un combined ratio al 92,90% e un indice solvency II al 233%. Proposto un dividendo pari a 1,12 euro per azione.
Premiati anche i conti di Moncler (+11,22%) che ha mostrato un utile netto annuale di 626,7 milioni di euro sopra le stime degli analisti, ricavi in crescita e accelerazione del canale Dtc nel quarto trimestre. Inoltre la società dei piumini vanta un a cassa netta di 1,46 miliardi. Più dimessa Tim (+0,59%) con Deutsche Bank che ha rivisto il giudizio da buy a hold.
I mercati azionari europei accelerano al rialzo (+0,30% il Dax, +0,79% il Cac40, +0,52% il Ftse100 e +0,89% a 46.199 punti il Ftse Mib alle 10:40, sostenuto dalla volata di Moncler, +11,34%, e di Unipol, +5,94%, entrambe post conti 2025) e l’euro riduce le perdite nei confronti del dollaro (-0,05% a 1,1766) con il settore manifatturiero dell’Eurozona tornato a crescere per la prima volta da ottobre del 2025.
L'indice Pmi composito preliminare della zona euro è salito a 51,9 a febbraio da 51,3 del mese precedente, segnando il 14esimo mese consecutivo di espansione e superando le stime degli economisti a 51,5. Si ricorda che valori superiori a 50 indicano una crescita, quelli inferiori una contrazione.
Il Pmi manifatturiero è balzato a 50,8 da 49,5 con l'indice dei nuovi ordini manifatturieri migliorato da 49,2 a 50,9. Mentre il settore dei servizi ha registrato un modesto miglioramento, con il relativo indice cresciuto da 51,6 a 51,8. Gli economisti si aspettavano un dato leggermente a 51,9. Lo spread Btp/Bund è fermo a 60,3 punti base.
Le borse europee rimbalzano in avvio di seduta (Dax +0,09%, Cac40 +0,48%, Ftse100 +0,30% e Ftse Mib +0,33% a 45.944 punti) anche se restano le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran. Donald Trump ha fissato una scadenza di 10-15 giorni perché Teheran accetti un accordo sul suo programma nucleare o affronti «cose davvero brutte».
È il classico teatro trumpiano. Ma Washington ha inviato portaerei, navi da guerra e jet nella regione, e l’Iran ha detto che risponderà se attaccato. Così i prezzi del petrolio salgono: i future sul Brent hanno superato i 72 dollari al barile, il massimo da sei mesi e mezzo, e il dollaro si rafforza sull’euro (-0,11% a 1,1758).
In Germania i prezzi alla produzione hanno registrato a gennaio un calo mensile dello 0,6% dal -0,2% del mese precedente. Le stime degli economisti erano per una crescita dello 0,3%. Su base annuale, sono scesi del 3% dopo il -2,5% di dicembre con i prezzi dell'energia crollati dell'11,8%, mentre sono scesi del 3,1% a livello mensile.
Viceversa, sono cresciute a sorpresa le vendite al dettaglio nel Regno Unito a gennaio: +1,8% su base mensile, dopo il +0,4% registrato a dicembre e contro il +0,2% atteso dal consenso. Anche su base annua hanno registrato una crescita rilevante del 4,5% dal +1,9% di dicembre e contro stime per un +2,8%.
L’attenzione è tutta oltreoceano per l'aggiornamento di dicembre dell'indice Pce sulle spese personali, misura dell'inflazione molto cara alla Fed. In questo caso le attese vedono il congiunturale a +0,3% dal +0,2% di novembre, a fronte di un tendenziale in salita al 2,9% dal 2,8%.
In calendario anche la lettura advance del pil degli Stati Uniti del quarto trimestre, vista in crescita al tasso annualizzato del 3% dal 4,4% della frazione precedente. Secondo gli economisti di Barclays, i verbali dell'ultimo Fomc hanno rafforzato l'idea che i rischi relativi al percorso dei tassi siano orientati al rialzo, osservando che eventuali mosse di allentamento potrebbero essere facilmente rinviate se le pressioni inflazionistiche dovessero rivelarsi più persistenti del previsto. I mercati continuano a prevedere un taglio del costo del denaro a giugno, con una probabilità vicina all’80%, e un totale di due riduzioni entro dicembre.
Il rendimento del Treasury Usa 10 anni scende al 4,073% e quello del Btp 10 anni al 3,34% con lo spread con il Bund stabile a quota 60,5 punti base. In serata l'annuncio sull'ammontare di Bot semestrali in asta il 25 febbraio. Il giorno prima il Tesoro offrirà Btp short term e Btp a 5 e 10 anni indicizzati all'inflazione dell'area euro per massimi 4,5 miliardi di euro.
Nel dettaglio, sarà offerta la terza tranche del Btp short term scadenza 28/02/2028 per un importo compreso tra 2 e 2,5 miliardi , la 11ma tranche del Btpi a 5 anni scadenza 15/08/2031 per un importo compreso tra 0,75 e 1 miliardo e la 14ma tranche del Btpi a 10 anni scadenza 15/05/2036 per un ammontare tra 0,75 e 1 miliardo.
Sul listino milanese Enel resta in calo dello 0,88% a 8,87 euro dopo il via libera dal consiglio dei ministri al decreto bollette che prevede, tra l'altro, un aumento di due punti percentuali sull'Irap per le aziende energetiche. La misura colpisce le società che producono, distribuiscono e forniscono prodotti energetici e rientra in un pacchetto volto a ridurre le bollette per imprese e famiglie.
Ancora conti. Unipol, in rialzo del 5,12% a 20,44 euro, ha chiuso l’esercizio 2025 con un utile netto consolidato di 1,53 miliardi di euro (+36,8% rispetto a fine 2024) e un risultato netto del gruppo assicurativo pari a 1,208 miliardi (+40,5%), grazie al positivo andamento tecnico del core business assicurativo, ai solidi risultati della gestione finanziaria e al contributo delle partecipazioni in Bper (+0,59% a 11,99 euro) e nella Popolare di Sondrio (+0,26% a 17,26 euro). Il dividendo proposto ai soci è di 1,12 euro per azione (+31,8%) pari a 804 milioni con un rendimento del 5,7%.
Mentre nel settore del lusso spicca con un +11,90% a 56,24 euro Moncler dopo aver registrato nel 2025 un aumento dei ricavi e dell'utile netto, con una crescita nel canale direct-to-consumer nel quarto trimestre. La società del lusso ha proposto un dividendo di 1,40 euro per azione.
«Una chiusura del 2025 decisamente positiva sarà ampiamente premiata dagli investitori, poiché il management di Moncler ha confermato che l’accelerazione registrata in uscita nel quarto trimestre si è protratta anche all’inizio del 2026», ha commentato Jefferies che ha rivisto al rialzo le stime del 5% e ha aumentato il prezzo obiettivo sull’azione da 51,7 a 54 euro, confermando il rating hold.
Con il riemergere delle preoccupazioni legate alla stagionalità, ha notato Citi, Moncler ha ancora una volta sovraperformato nel cruciale quarto trimestre, riaffermando la propria posizione di marchio leader nel lusso invernale.
«Prevediamo per il 2026 vendite pari a 3,19 miliardi di euro (+5% a cambi costanti, con il brand Moncler Dtc a +6%) e un ebit di 908 milioni di euro, stabile su base annua, con margine in calo di 70 punti base al 28,5%. Ci aspettiamo una reazione positiva del titolo. Il gruppo tratta a un multiplo interessante di circa 20 volte gli utili stimati per il 2027, con uno sconto di circa il 10% rispetto ai competitor. Quindi ribadiamo la raccomandazione buy con un target price a 59 euro».
Quanto a Ferrari (+0,19% a 311,7 euro) ha proposto un dividendo di 3,615 euro per azione, pari a una distribuzione complessiva di 640 milioni di euro. Mentre Tim, in calo dell’1,58% a 0,6368 euro, risente del downgrade di Deutsche Bank da buy a hold (target price a 0,64 euro).
E se il cda di Tinexta (-0,46% a 15,1 euro) ha approvato all'unanimità il comunicato relativo all'opa promossa da Zinc BidCo avente ad oggetto massime 19.573.795 azioni ordinarie, ritenendo congruo, dal punto di vista finanziario, il corrispettivo pari a 15 euro per ciascuna azione che sarà portata in adesione all'offerta, l’aumento di capitale di Aedes (+5,97% a 0,071 euro) si è concluso con sottoscrizioni pari al 97,17% circa del totale delle azioni offerte per un ammontare complessivo di 4,852 milioni di euro. Infine, si segnala che Berenberg ha avviato la copertura di Fine Foods & Pharmaceuticals (+2,27% a 11,25 euro) con un rating buy e un target price di 14,5 euro.
Le borse europee dovrebbero rimbalzare (+0,41% il futures sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta in linea con i futures statunitensi positivi (+0,17% quello sul Dow Jones e +0,27% quello sull’S&P500) nonostante l’aumento delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e l’Iran. Gli operatori attendono la pubblicazione dell’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (Pce) degli Stati Uniti, l’indicatore di inflazione preferito dalla Federal Reserve.
Dopo che i verbali della riunione della Fed di gennaio, dai toni «hawkish», hanno segnalato riluttanza a tagliare i tassi nel breve termine, la pubblicazione del Pce potrebbe fornire ulteriore chiarezza sulle prospettive della politica monetaria della banca centrale americana. Tra l’altro alle 15:45 parla Raphael Bostic, presidente della Fed di Atlanta, e alle 19:15 Lorie Logan, presidente della Fed di Dallas.
Alle 19, invece, la presidente della Bce, Christine Lagarde. Secondo alcune fonti che hanno parlato con Reuters, la Lagarde ha detto ai colleghi di essere concentrata sul suo lavoro e che, se stesse per lasciare l’incarico, sarebbero loro i primi a saperlo, un messaggio interpretato come un segnale che non ha intenzione di dimettersi. La banchiera ha ribadito al WSJ che ha in programma di completare il suo mandato.
I prezzi del petrolio non smettono di salire, estendendo i forti guadagni delle due sessioni precedenti e avviandosi verso un rialzo settimanale del 6%, mentre l’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran alimenta i timori di interruzioni dell’offerta in Medio Oriente. I future sul Brent crescono dello 0,71% a 72,17 dollari al barile, mentre quelli sul Wti dello 0,72% a 66,88 dollari al barile. Entrambi i contratti sono vicino ai livelli più alti dall’inizio di agosto e si preparano a registrare un balzo superiore al 6% su base settimanale.
Gli investitori sono sempre più preoccupati per un possibile conflitto dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha avvertito Teheran che «accadranno cose brutte» se non verrà raggiunto un accordo sul nucleare entro circa 10-15 giorni, aumentando la prospettiva di un’azione militare. Un rapporto del Wall Street Journal ha riferito che Trump starebbe valutando un attacco limitato contro obiettivi iraniani per forzare la conclusione di un accordo sul nucleare. Qualsiasi escalation che coinvolga l’Iran, importante produttore dell’Opec, potrebbe minacciare i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz, un passaggio strategico cruciale per circa un quinto delle spedizioni globali di greggio.
Intanto i dati dell’Energy Information Administration degli Stati Uniti, pubblicati giovedì 19 febbraio, hanno mostrato che le scorte di greggio sono diminuite di 9 milioni di barili nell’ultima settimana, contro le previsioni che indicavano un aumento di 1,7 milioni di barili. I dati hanno anche evidenziato cali nelle scorte di benzina e distillati, inferiori alle attese, come conseguenza di una domanda sostenuta da parte delle raffinerie e dei consumatori.
Il dollaro resta forte nei confronti dell’euro (-0,16% a 1,1753) e dello yen (+0,19% a 155,25) in attesa alle 8 dei prezzi alla produzione a gennaio della Germania e e delle vendite al dettaglio a gennaio della Gran Bretagna. Mentre alle 10 escono l’indice Pmi servizi preliminare, l’indice Pmi manifatturiero preliminare e il Pmi composito preliminare tutti di febbraio dell’Eurozona.
Mentre dall’altra parte dell’Oceano alle 14:30 arriva il dato sul pil advance del quarto trimestre degli Stati Uniti, la spesa per consumi, i redditi delle famiglie e il deflatore a dicembre, a seguire alle 15:45 l’indice Pmi manifatturiero preliminare e il Pmi servizi preliminare di febbraio per chiudere alle 16 con la vendita di nuove case a dicembre e con l’indice sulla fiducia delle famiglie dell’Università del Michigan finale di febbraio.
Sul listino milanese resta alta l’attenzione sui titoli energetici dopo il via libera dal consiglio dei ministri al decreto bollette che prevede, tra l'altro, un aumento di due punti percentuali sull'Irap per le aziende energetiche. La misura colpisce le società che producono, distribuiscono e forniscono prodotti energetici e rientra in un pacchetto volto a ridurre le bollette per imprese e famiglie.
Ancora conti. Unipol ha chiuso l’esercizio 2025 con un utile netto consolidato di 1,53 miliardi di euro (+36,8% rispetto a fine 2024) e un risultato netto del gruppo assicurativo pari a 1,208 miliardi (+40,5%), grazie al positivo andamento tecnico del core business assicurativo, ai solidi risultati della gestione finanziaria e al contributo delle partecipazioni in Bper e nella Popolare di Sondrio. Il dividendo proposto ai soci è di 1,12 euro per azione (+31,8%) pari a 804 milioni con un rendimento del 5,7%.
Mentre nel settore del lusso Moncler ha registrato nel 2025 un aumento dei ricavi e dell'utile netto, con una crescita nel canale direct-to-consumer nel quarto trimestre. La società del lusso ha proposto un dividendo di 1,40 euro per azione.
«Una chiusura del 2025 decisamente positiva sarà ampiamente premiata dagli investitori, poiché il management di Moncler ha confermato che l’accelerazione registrata in uscita nel quarto trimestre si è protratta anche all’inizio del 2026», ha commentato Jefferies che ha rivisto al rialzo le stime del 5% e ha aumentato il prezzo obiettivo sull’azione da 51,7 a 54 euro, confermando il rating hold.
Con il riemergere delle preoccupazioni legate alla stagionalità, ha notato Citi, Moncler ha ancora una volta sovraperformato nel cruciale quarto trimestre, riaffermando la propria posizione di marchio leader nel lusso invernale.
«Prevediamo per il 2026 vendite pari a 3,19 miliardi di euro (+5% a cambi costanti, con il brand Moncler Dtc a +6%) e un ebit di 908 milioni di euro, stabile su base annua, con margine in calo di 70 punti base al 28,5%. Ci aspettiamo una reazione positiva del titolo. Il gruppo tratta a un multiplo interessante di circa 20 volte gli utili stimati per il 2027, con uno sconto di circa il 10% rispetto ai competitor. Quindi ribadiamo la raccomandazione buy con un target price a 59 euro».
Quanto a Ferrari ha proposto un dividendo di 3,615 euro per azione, pari a una distribuzione complessiva di 640 milioni di euro.
E se il cda di Tinexta ha approvato all'unanimità il comunicato relativo all'opa promossa da Zinc BidCo avente ad oggetto massime 19.573.795 azioni ordinarie, ritenendo congruo, dal punto di vista finanziario, il corrispettivo pari a 15 euro per ciascuna azione che sarà portata in adesione all'offerta, l’aumento di capitale di Aedes si è concluso con sottoscrizioni pari al 97,17% circa del totale delle azioni offerte per un ammontare complessivo di 4,852 milioni di euro.
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