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Intesa San Paolo alza target price, Leonardo rimbalza leggermente

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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in calo (-0,4%) con Prysmian, Saipem e Buzzi. Bene Fineco | IL VIDEO

20 agosto 2025, 08:27 Ultimo aggiornamento: 17:50

Wall Street debole in attesa dei verbali della Fed e del discorso di Powell a Jackson Hole. A Milano giù anche Tim | Angeloni: Mps-Mediobanca, una scalata anomala

  • Ore 15:30 Wall Street apre in calo, attesa per i verbali Fed e Jackson Hole
  • Ore 14:55 Ftse Mib giù con Prysmian e Saipem, futures Usa deboli 
  • Ore 13:15 Il Ftse Mib resta sotto 43.000, bene Banca Mediolanum e le utilities. Lo spread sale verso 84
  • Ore 11:40 Ftse Mib debole con Amplifon e Saipem. Inflazione in Eurozona finale a luglio in linea con target Bce
  • Ore 10:40 Il Ftse Mib resta in calo, lo spread sale: Lagarde (Bce) vede un rallentamento della crescita nel terzo trimestre
  • Ore 09:05 Ftse Mib in calo con Stm e Stellantis. Spread stabile a 83
  • Ore 08:20 Europa attesa in calo, il percorso verso la pace in Ucraina resta incerto. Salgono petrolio e oro

Il Ftse Mib chiude a 42.864 punti, in calo dello 0,4%. Tra le blue chip è Prysmian (-4,3%) ad accusare il ribasso maggiore insieme a Saipem (-2,9%) e Buzzi (-2,1%). La migliore invece è Fineco (+2,4%), seguita da Snam (+1,9%) e Italgas (+1,3%). Prova a recuperare anche Leonardo, che guadagna l’1,3% dopo il tonfo del 10,2% del 19 agosto, quando la possibilità della fine della guerra in Ucraina ha abbattuto il comparto della difesa. 

Negative anche le altre borse europee con l’eccezione di Londra che guadagna l’1,1% nonostante l’inflazione nel mese di luglio sia risultata più alta delle attese (+3,8% dal 3,6% di giugno). In rosso anche le borse americane, dove continuano le vendite sui titoli tech: il Nasdaq perde oltre l’1%.

Infine sul fronte macro le scorte di petrolio negli Stati Uniti, comprese quelle nella Riserva Strategica (Spr), sono scese di 5,8 milioni di barili nella settimana terminata il 15 agosto, dopo un aumento di 3,3 milioni registrato nella settimana precedente.

Ore 15:30 Wall Street apre in calo, attesa per i verbali Fed e Jackson Hole

I principali indici americani partono deboli in attesa della pubblicazione dei verbali dell'ultima riunione della Federal Reserve e del discorso del presidente Jerome Powell al simposio di Jackson Hole, il 22 agosto. L’S&P 500 apre in calo dello 0,1% e il Nasdaq dello 0,4%, mentre il Dow Jones è pressoché invariato. 

Wall Street riparte dai forti ribassi sulle azioni tecnologiche che hanno portato il Nasdaq Composite a perdere l’1,5% il 19 agosto, con il calo maggiore da inizio mese. «Con la fine della stagione degli utili, che ha visto risultati solidi, l'attenzione del mercato si sposterà sull'andamento del Pil e sugli indicatori anticipatori, nonché sul meeting annuale della Fed a Jackson Hole, che si terrà venerdì», osservano gli strategist di Mps. 

Senza riunioni della Fed fino al 16-17 settembre, «gli operatori di mercato ascolteranno con estrema attenzione ogni parola del presidente Powell, alla ricerca di segnali su un possibile allineamento della Fed al resto del mondo, che ha già imboccato la strada dei tagli ai tassi», aggiunge Kevin Thozet, membro del comitato investimenti di Carmignac. «Il braccio di ferro tra dati sull'occupazione più deboli del previsto e un'inflazione più alta delle attese lascia il presidente della Fed di fronte a segnali contrastanti. Non è la situazione più confortevole per quello che sarà (probabilmente) il suo ultimo intervento al simposio del Wyoming, soprattutto considerando le critiche che ha ricevuto dal presidente Trump e dal suo entourage». 

All’avvio dei mercati americani il Ftse Mib viaggia a 42.950 punti, in calo dello 0,2%. Resta in ribasso Prysmian, che cede il 3,4%, insieme a Saipem (-2,4%) e Tim (-1,8%). Sale Fineco (+2,5%), seguita da Snam (+1,9%) e Hera (+1,2%). Spread a 83 punti. 

Ore 14:55 Ftse Mib giù con Prysmian e Saipem, futures Usa deboli 

In attesa dell’avvio di Wall Street (futures piatti), a Milano l’indice Ftse Mib resta in calo dello 0,28% a quota 42.898 punti alle 14:55 con Prysmian (-3,3%) e Saipem (-2,68%; Citi ha limato il target price da 3,40 a 3,30 euro, confermando il rating buy, includendo nella valutazione accantonamenti più elevati per Thai Oil: circa 300 milioni di euro) i titoli peggiori. Subito dietro, con perdite oltre un punto percentuale, Tim, Stellantis, Amplifon e Moncler.

L’euro accelera al rialzo nei confronti del dollaro, sale dello 0,22% a 1,1671 in attesa, in serata, delle minute dell’ultimo Fomc, ma anche dell’incontro annuale dei banchieri centrali a Jackson Hole (venerdì 22 agosto parla il presidente della Fed, Jerome Powell) che si svolge in un contesto caratterizzato da sfide nettamente diverse e uniche per ciascuna regione, sottolinea Andrew Jackson, Head of Investments di Vontobel.

Mentre negli anni passati le banche centrali si trovavano ad affrontare sfide simili, come il quantitative easing e il sostegno economico legato alla pandemia, l'incontro di quest'anno si svolge in un contesto molto diverso. Le banche centrali si trovano ora ad affrontare una nuova era, in cui le politiche monetarie assumeranno un ruolo ancora più cruciale nei mesi a venire.

«Questa dinamica è particolarmente evidente per le principali banche centrali come la Fed, la Bce, la BoE, la Banca nazionale svizzera e la Banca del Giappone», sostiene Jackson. «Ciascun istituto deve affrontare pressioni economiche distinte, che rendono i loro compiti particolarmente complessi. Tra questi, la Bce sembra essere nella posizione più favorevole, avendo compiuto progressi significativi verso tutti i suoi obiettivi, compreso il raggiungimento del tasso neutrale, come riconosciuto dalla presidente Christine Lagarde. Le altre banche centrali rimangono, invece, ancora riluttanti a portare avanti discussioni sul tasso neutrale».

Ore 13:15 Il Ftse Mib resta sotto 43.000, bene Banca Mediolanum e le utilities. Lo spread sale verso 84

L’indice Ftse Mib di Piazza Affari si conferma in frazionale ribasso dello 0,11% a 42.972 punti alle 13:15, nonostante i buoni progressi dei titoli delle società di risparmio gestito come Banca Mediolanum (+1,45%) e Fineco (+2,27%) e di alcune utilities come Snam (+1,43%). A frenare il listino ci pensano Saipem, Prysmian e Amplifon.

Lato macro, sono tornate a diminuire le domande di mutui negli Stati Uniti. Nella settimana al 15 agosto l'indice che misura il volume delle domande di mutui ipotecari ha registrato un calo dell'1,4% dopo il +10,9% registrato la settimana precedente. Inoltre, dopo il taglio dei tassi da parte della Banca centrale della Nuova Zelanda, quella svedese li ha mantenuti invariati al 2%, ma ha previsto un ulteriore taglio quest'anno. Lo spread Btp/Bund sale verso 84 punti base (quota a 83,8 punti base).

Ore 11:40 Ftse Mib debole con Amplifon e Saipem. Inflazione in Eurozona finale a luglio in linea con target Bce

Con i futures statunitensi in calo (-0,18% quello sul Dow Jones e -0,12% quello sull’S&P500), i mercati azionari del Vecchio continente restano in calo, eccetto Londra sulla parità (Dax -0,27%, Cac40 -0,06% e Ftse Mib -0,21% a 42.931 punti alle 11:40 con Saipem, Prysmian, Amplifon, di cui l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo ha ridotto il rating da buy a neutral e il target price da 24,5 a 17 euro, e Moncler sotto pressione; si salvano dalle vendite, invece, le utilities e Fineco).

L’euro recupera terreno ma resta in ribasso dello 0,02% a 1,1643 dollari dopo che il tasso di inflazione annuo nell'area euro si è attestato al 2% a luglio, invariato rispetto a giugno, secondo i dati definitivi di Eurostat, e perfettamente in linea con il target della Bce. La lettura è in linea alla stima preliminare. Su base mensile, i prezzi al consumo sono rimasti stabili, in linea al dato preliminare, rispetto alla crescita dello 0,3% del mese precedente. Attualmente il mercato non si aspetta una riduzione dei tassi a settembre dalla Bce.

Carmignac non vede due tagli dei tassi da parte della Fed nel 2025

Senza riunioni della Federal Reserve (Fed) fino al 16-17 settembre, gli operatori di mercato ascolteranno con estrema attenzione ogni parola di Jerome Powell questo venerdì, alla ricerca di segnali su un possibile allineamento della Fed al resto del mondo, che ha già imboccato la strada dei tagli ai tassi.

«Il braccio di ferro tra dati sull’occupazione più deboli del previsto e un’inflazione più alta delle attese lascia il presidente della Fed di fronte a segnali contrastanti. Non è la situazione più confortevole per quello che sarà (probabilmente) il suo ultimo intervento al simposio del Wyoming; soprattutto considerando le critiche che ha ricevuto dal presidente Trump e dal suo entourage», ha sottolineato Kevin Thozet, membro del comitato investimenti di Carmignac, osservando che le politiche di Trump stanno già alterando la valutazione della transizione del mercato del lavoro.

«Le restrizioni all’immigrazione stanno comprimendo la disponibilità di manodopera, gli effetti delle politiche Doge si riflettono sull’occupazione pubblica e l’incertezza normativa ha indotto le imprese ad adottare un approccio poche assunzioni, pochi licenziamenti.

«Tra le pressioni di Trump e le aspettative dei mercati, Powell dovrebbe cedere e lasciar intendere che il ciclo di tagli ai tassi riprenderà. Quest’impostazione è ampiamente attesa, con gli operatori che si aspettano tagli più consistenti rispetto a quanto attualmente segnalato dal dot plot. I mercati dei tassi a breve termine prevedono in larga misura almeno due tagli quest’anno, riflettendo l’aspettativa che l’economia statunitense e l’inflazione mostrino ulteriori segnali di rallentamento. A nostro avviso, tale aspettativa è eccessiva, considerata la resilienza dell’economia Usa, l’incertezza sulle politiche e la persistenza delle pressioni inflazionistiche. Per questo manteniamo una posizione negativa sui tassi Usa a breve termine», ha chiarito Thozet.

La banca centrale della Nuova Zelanda taglia i tassi

Restando in tema di banche centrali, la Reserve Bank of New Zealand ha tagliato nuovamente i tassi di interesse, proseguendo un ciclo aggressivo di riduzioni del costo del denaro iniziato a metà dello scorso anno, mentre l'economia fatica a riprendere slancio. Il tasso ufficiale di riferimento è stato ridotto al 3% dal 3,25%, come previsto dagli economisti. La Rbnz ha puntualizzato di aver valutato anche un taglio di 50 punti base e ha stimato ulteriori riduzioni se l'inflazione resterà contenuta.

Ore 10:40 Il Ftse Mib resta in calo, lo spread sale: Lagarde (Bce) vede un rallentamento della crescita nel terzo trimestre

Piazza Affari resta in calo (-0,29% a 42.896 punti alle 10:40) e lo spread Btp/Bund sale leggermente a quota 83,5 punti base dopo che la presidente della Bce, Christione lagarde, ha previsto un rallentamento della crescita nel terzo trimestre del 2025.

Lagarde (Bce) vede un rallentamento della crescita nel terzo trimestre

«Il recente accordo commerciale tra l'Unione Europea e gli Stati Uniti impone dazi più elevati sui beni dell'area dell'euro rispetto al regime tariffario statunitense prima di aprile», ha detto la Lagarde, nel suo intervento all'International Business Council del World Economic Forum in corso a Ginevra.

L'accordo commerciale stabilisce una tariffa media effettiva stimata tra il 12% e il 16% per le importazioni statunitensi di beni dell'area dell'euro. Una tariffa «leggermente superiore, ma comunque vicina, alle ipotesi utilizzate nelle nostre proiezioni di base dello scorso giugno», ha fatto presente.

Lo staff della Bce terrà conto delle implicazioni dell'accordo commerciale Ue-Usa per l'economia dell'area dell'euro nelle prossime proiezioni di settembre «che guideranno le nostre decisioni nei prossimi mesi», ha aggiunto la numero uno di Francoforte, precisando che l'Europa dovrebbe anche puntare ad approfondire i propri legami commerciali con altre giurisdizioni.

Occhi puntati su Jackson Hole

C’è molta attesa anche per il meeting annuale della Fed a Jackson Hole, che si terrà venerdì 22 agosto. «Manteniamo la nostra previsione di due tagli dei tassi Fed nel secondo semestre del 2025, il primo dei quali a settembre, alla luce dell'indebolimento del mercato del lavoro e del rallentamento della domanda interna. Nonostante si siano intensificate le pressioni da parte della Casa Bianca e del Tesoro statunitense affinché la Fed riduca in modo significativo i tassi, i governatori della Fed rimangono generalmente cauti», ha previsto Michaël Lok, Group Cio and Co-ceo Asset Management di Ubp.

Con la stagione degli utili che volge al termine, i dati macroeconomici dovrebbero determinare le fluttuazioni di mercato nel brevissimo termine, a detta di Lok, mentre gli investitori discutono il futuro dei tassi di interesse e dell'economia statunitense, con gli effetti dei dazi che si iniziano a vedere. 

Ore 09:05 Ftse Mib in calo con Stm e Stellantis. Spread stabile a 83

Avvio in territorio negativo per gli indici europei (Dax -0,84%, Cac40 -0,56%, Ftse100 -0,21% e Ftse Mib -0,36% a 42.866 punti), riflettendo il sentiment prudente degli investitori dopo il sell-off sui titoli tecnologici negli Stati Uniti (-3,5% il colosso dell’AI Nvidia) e la correzione dei mercati asiatici. Le piazze finanziarie restano concentrate sulle prossime mosse delle banche centrali, con l’attesa per il discorso di Jerome Powell a Jackson Hole.

Fed, il mercato sconta una probabilità dell’84% di un taglio dei tassi a settembre

I futures statunitensi calano: quello sull’S&P 500 segna un -0,21%, e quello sul Dow Jones un -0,17%. Il rendimento del Treasury Usa decennale sale al 4,31% (flette al 3,57% quello del Btp 10 anni con lo spread con il Bund stabile a 83,2 punti base) con il mercato che continua a prezzare una probabilità dell’84% di un taglio dei tassi di interesse da parte della Fed al meeting del 17 settembre. La Germania offre in asta 2,5 miliardi di euro nelle riaperture dei Bund agosto 2046 e agosto 2054. E la Grecia mette a disposizione 500 milioni di titoli di Stato a 26 settimane.

I prezzi alla produzione in Germania calano più delle attese

Sul mercato valutario il dollaro si rafforza contro l’euro (1,1639, -0,06%) ma si indebolisce contro lo yen (147,38, -0,18%). I prezzi alla produzione in Germania sono calati dell'1,5% su base annua a luglio, dopo la contrazione dell'1,3% di giugno. Gli economisti si aspettavano una contrazione dell'1,3% anno su anno. Su base mensile, i prezzi alla produzione sono scesi dello 0,1% contro la crescita registrata in precedenza dello 0,1% mese su mese.

A Milano giù Stm, Stellantis, Prysmian, Mediobanca. Leonardo non rimbalza. Enel positiva

Sul listino milanese con il sell-off sui titoli tecnologici Stm scende dello 0,81% a 22,14 euro. Male tra gli industriali Stellantis (-1,7% a 8,43 euro) e Prysmian (-1,49% a 75,18 euro). Mentre tra le banche Mediobanca passa di mano a quota 21,33 euro (-0,65%) dopo che Aurelia, la holding della famiglia Gavio, ha venduto 25.000 azioni di Piazzetta Cuccia il 19 agosto. Il prezzo medio ponderato è stato pari a 21,60 euro per un controvalore di 540 mila di euro.

Inoltre, Beniamino Gavio ha venduto in prima persona 25.000 azioni di Mediobanca nella stessa seduta. Il prezzo medio ponderato è stato pari a 21,55 euro, per un controvalore di 539 mila euro. In un'altra transazione, ha venduto 25.000 azioni a 21,5637, per un controvalore di 539 mila euro.

Aurelia e Beniamino Gavio fanno parte dell'accordo di consultazione tra i soci di Mediobanca. Secondo l'ultimo aggiornamento al 4 luglio, il gruppo Gavio aveva lo 0,39% del capitale sociale, ma nel frattempo sono state portate a termine numerose cessioni di azioni.

Le adesioni all'ops lanciata da Mps (-0,21% a 8,25 euro) su Mediobanca sono rimaste ferme al 19,4% dei titoli oggetto dell'offerta, secondo gli aggiornamenti di Borsa Italiana del 19 agosto. Delfin, la finanziaria della famiglia Del Vecchio che detiene il 9,9% di Mps e il 19,8% di Mediobanca è stata autorizzata dalla Bce a salire oltre il 10% e fino al 19,9% del capitale di Mps. Si tratta di un passaggio tecnico in quanto aderendo all'ops, e se questa andrà in porto, Delfin si troverebbe ad avere una quota di azioni di Mps che varierà tra il 16% e il 27%, a seconda del livello di adesioni.

Quanto a Intesa Sanpaolo, in calo dello 0,16% a 5,596 euro, Citi ha alzato il target price da 5,1 a 6,5 euro, confermando il rating buy. «Aumentiamo l’utile per azione 2025-2027 del 9-18%, scontando che i maggiori guadagni da trading, osservati nel primo e secondo trimestre del 2025, continuino. Le nostre nuove previsioni sono superiori a quelle del consenso dell’1% per il 2025, dell’8% per il 2026 e del 13% per il 2027. Crediamo che i riacquisti di azioni proprie per 2 miliardi di euro all’anno siano sostenibili, in aggiunta al payout ratio ordinario del 70% sul dividendo, con ulteriore opzionalità aggiuntiva. Rimuoviamo, inoltre, il nostro rating di alto rischio, poiché la volatilità dei Btp si è attenuata. Intesa Sanpaolo è una delle nostre top pick nel settore bancario», si legge nella nota di Citi.

Da monitorare poi ancora i titoli della difesa, come Leonardo (-0,25% a 44,19 euro) e Fincantieri (-0,42% a 16,47 euro), perché le prospettive di una de-escalation del conflitto in Ucraina e i passi avanti verso un accordo di pace hanno scatenato forti vendite su tutto il settore europeo della difesa e Iveco (-0,11% a 18,29 euro) perché Tata Motors ha depositato in Consob il documento di offerta per l'intero capitale della società. Il gruppo indiano riconoscerà un corrispettivo unitario in denaro di 14,10 euro (dividendo compreso, escluse eventuali distribuzioni conseguenti alla prospettata separazione del settore difesa) per ciascuna azione Iveco portata in adesione dell'offerta.

Leggi anche: 

Meglio Enel con un progresso dello 0,11% a 8,046 euro dopo che l'agenzia nazionale brasiliana per l'Energia Elettrica ha raccomandato al governo federale il rinnovo del contratto di concessione a Enel Rio de Janeiro per altri 30 anni.

Ore 08:20 Europa attesa in calo, il percorso verso la pace in Ucraina resta incerto. Salgono petrolio e oro

Borse europee attese in calo (-0,64% il futures sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta con l’ottimismo su un accordo di pace tra Russia e Ucraina che si affievolisce e in attesa del messaggio del numero uno della Fed, Jerome Powell, sulla politica monetaria americana che giungerà venerdì 22 agosto da Jackson Hole.

Focus sulle minute dell'ultimo Fomc

Qualche indizio in più sul percorso dei tassi di interesse di qui a fine anno negli Usa potrebbe giungere dalle minute dell'ultimo Fomc, che verranno diffuse in serata. In occasione della riunione dello scorso 30 luglio, la Fed ha lasciato i tassi invariati al 4,25%-4,5% in una decisione che aveva visto - per la prima volta in 30 anni - i voti contrari di due esponenti del board: Michelle Bowman e Christopher Waller si sono espressi a favore di un taglio dei tassi.

Entrambi sono considerati possibili successori di Jerome Powell, più volte criticato dal presidente statunitense, Donald Trump, perché non taglia i tassi (probabilità dell'84% di una sforbiciata da 25 punti base al meeting del 17 settembre), al termine del suo mandato a maggio del 2026. Da monitorare poco dopo l'avvio delle contrattazioni anche l'intervento della presidente della Bce, Christine Lagarde, dal World Economic Forum a Ginevra.

Gli Stati Uniti potrebbero fornire supporto aereo all’Ucraina

Intanto Trump ha escluso l'invio di truppe statunitensi in Ucraina, ma ha detto che Washington potrebbe fornire supporto aereo come parte di un accordo per porre fine alla guerra. Dopo il vertice alla Casa Bianca con il presidente ucraino e i leader europei, il percorso verso la pace resta incerto - come dimostra l'ultimo attacco aereo sferrato dalla Russia, il più massiccio dell'ultimo mese - mentre gli Stati Uniti e gli alleati si preparano a definire quale potrebbe essere il supporto militare a Kiev.

Si lavora intanto a un possibile incontro tra Zelensky e Putin. Sarebbe stato lo stesso zar a proporlo, dicendo a Trump che avrebbe preferito vedere il leader ucraino «da solo» e indicando Mosca come sede. Zelensky, però, ha rifiutato: si è detto disponibile a un vertice in qualsiasi formato bilaterale o trilaterale, ma ha respinto l'idea di un vertice nella capitale russa. Una delle ipotesi in campo è quella di Ginevra.

Sopra le attese l’inflazione a luglio in Gran Bretagna


L’euro scende dello 0,10% a 1,1633 dollari. L’inflazione a luglio in Gran Bretagna è risultata superiore alle attese degli economisti: i prezzi al consumo hanno registrato un crescita dello 0,1% su base mensile, contro la variazione del +0,3% del mese precedente e il -0,1% atteso dagli esperti. Su base annua, la crescita dell'inflazione si è attestata al 3,8%, più del 3,7% atteso e del 3,6% registrato a giugno. Alle 9 il dato sui prezzi alla produzione a luglio in Germania. Alle 11, importante in chiave Bce, l’inflazione finale a luglio dell’Eurozona.

Salgono petrolio e oro

Invece, alle 13 dagli Stati Uniti arriva l’indice settimanale richieste mutui e alle 16:30 le scorte settimanali di petrolio in Usa, petrolio che fotografa al momento il prezzo del Wti a 62,26 dollari al barile (+0,79%) e del Brent a 66,19 dollari al barile (+0,61%) mentre gli investitori attendono i prossimi sviluppi nei colloqui per porre fine all’invasione russa dell’Ucraina, che lascia in vigore le sanzioni sul greggio russo e la possibilità di ulteriori restrizioni per i suoi acquirenti.

Nonostante le dichiarazioni di Trump secondo cui gli Usa potrebbero fornire supporto aereo come parte di un accordo per porre fine alla guerra in Ucraina, il tycoon ha anche ammesso che il presidente russo, Vladimir Putin, potrebbe non voler concludere alcun accordo. «La probabilità di una risoluzione rapida del conflitto con la Russia ora sembra improbabile», ha detto Daniel Hynes, strategist senior di Anz. Nel frattempo negli Stati Uniti BP ha annunciato che le attività presso la sua raffineria di Whiting in Indiana, da 440.000 barili al giorno, sono state compromesse a causa di un’alluvione provocata da un violento temporale notturno, con un possibile impatto sulla domanda di greggio dell’impianto. Il sito è un produttore chiave di carburanti per il mercato del Midwest.

I prezzi del greggio sono supportati dal dato sulle scorte negli Stati Uniti, il maggior consumatore mondiale di oro nero, diminuite di 2,42 milioni di barili nella settimana terminata il 15 agosto. Anche le scorte di benzina sono scese di 956.000 barili, mentre quelle di distillati sono aumentate di 535.000 barili rispetto alla settimana precedente. Tra le altre materie prime sale l’oro, bene rifugio per eccellenza, scambia a 3.323,11 dollari l'oncia (+0,25%).

A Milano occhio a Mediobanca, Mps, Intesa Sanpaolo, Leonardo, Fincantieri, Iveco ed Enel

Sul listino milanese attenzione a Mediobanca dopo che Aurelia, la holding della famiglia Gavio, ha venduto 25.000 azioni di Piazzetta Cuccia il 19 agosto. Il prezzo medio ponderato è stato pari a 21,60 euro per un controvalore di 540 mila di euro.

Inoltre, Beniamino Gavio ha venduto in prima persona 25.000 azioni di Mediobanca nella stessa seduta. Il prezzo medio ponderato è stato pari a 21,55 euro, per un controvalore di 539 mila euro. In un'altra transazione, ha venduto 25.000 azioni a 21,5637, per un controvalore di 539 mila euro.

Aurelia e Beniamino Gavio fanno parte dell'accordo di consultazione tra i soci di Mediobanca. Secondo l'ultimo aggiornamento al 4 luglio, il gruppo Gavio aveva lo 0,39% del capitale sociale, ma nel frattempo sono state portate a termine numerose cessioni di azioni.

Le adesioni all'ops lanciata da Mps su Mediobanca sono rimaste ferme al 19,4% dei titoli oggetto dell'offerta, secondo gli aggiornamenti di Borsa Italiana del 19 agosto. Delfin, la finanziaria della famiglia Del Vecchio che detiene il 9,9% di Mps e il 19,8% di Mediobanca è stata autorizzata dalla Bce a salire oltre il 10% e fino al 19,9% del capitale di Mps. Si tratta di un passaggio tecnico in quanto aderendo all'ops, e se questa andrà in porto, Delfin si troverebbe ad avere una quota di azioni di Mps che varierà tra il 16% e il 27%, a seconda del livello di adesioni.

Quanto a Intesa Sanpaolo Citi ha alzato il target price da 5,1 a 6,5 euro, confermando il rating buy. «Aumentiamo l’utile per azione 2025-2027 del 9-18%, scontando che i maggiori guadagni da trading, osservati nel primo e secondo trimestre del 2025, continuino. Le nostre nuove previsioni sono superiori a quelle del consenso dell’1% per il 2025, dell’8% per il 2026 e del 13% per il 2027. Crediamo che i riacquisti di azioni proprie per 2 miliardi di euro all’anno siano sostenibili, in aggiunta al payout ratio ordinario del 70% sul dividendo, con ulteriore opzionalità aggiuntiva. Rimuoviamo, inoltre, il nostro rating di alto rischio, poiché la volatilità dei Btp si è attenuata. Intesa Sanpaolo è una delle nostre top pick nel settore bancario», si legge nella nota di Citi.

Da monitorare poi ancora i titoli della difesa, come Leonardo e Fincantieri, perché le prospettive di una de-escalation del conflitto in Ucraina e i passi avanti verso un accordo di pace hanno scatenato forti vendite su tutto il settore europeo della difesa e Iveco perché Tata Motors ha depositato in Consob il documento di offerta per l'intero capitale della società. Il gruppo indiano riconoscerà un corrispettivo unitario in denaro di 14,10 euro (dividendo compreso, escluse eventuali distribuzioni conseguenti alla prospettata separazione del settore difesa) per ciascuna azione Iveco portata in adesione dell'offerta.

Leggi anche: 

Infine, occhio a Enel dopo che l'agenzia nazionale brasiliana per l'Energia Elettrica ha raccomandato al governo federale il rinnovo del contratto di concessione a Enel Rio de Janeiro per altri 30 anni. (riproduzione riservata)



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