Il Ftse Mib accelera nell’ultima parte della seduta e chiude a 39.716 punti (+0,45%), mantenendosi sul livello più alto dal 2007. Tra le blue chip la migliore è Tenaris (+2,7%), seguita da Mps (+2,5%). Nell'ultimo mese la banca senese ha guadagnato oltre il 20%, portando quasi a zero lo sconto incorporato nell’offerta pubblica di scambio (ops) lanciata su Mediobanca (+1,1%), che in 30 giorni ha guadagnato «solo» il 5,4%. Dopo l’annuncio dell’operazione, il 24 gennaio, lo sconto era arrivato anche al 15%. Chiudono il paniere Campari (-1,9%), Iveco (-1,2%) e Inwit (-1,1%). Spread a 111 punti.
Positive anche le altre borse europee, con l’eccezione di Francoforte (-0,4%) e Londra, piatta. A Wall Street gli indici viaggiano in netto rialzo (+1% il Nasdaq, +0,8% l’S&P 500 e +0,6% il Dow Jones) in attesa della conferenza stampa del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. Gli analisti si aspettano che la Fed mantenga i tassi di interesse al livello attuale, tra il 4,25% e il 4,5%, ma attendono indicazioni sul posizionamento della banca centrale americana alla luce dei segnali di debolezza arrivati nelle ultime settimane.
Il Ftse Mib scavalla i 39.500 punti e sale a quota 39.588 (+0,14%) alle 15:40. Corre Tenaris, che guadagna il 2,2%, insieme a Mps (+1,9%) ed Eni (+1,3%) a completare il podio. In calo Unicredit (-0,6%) dopo le parole dell’amministratore delegato, Andrea Orcel, che frena su un possibile rilancio nell’offerta su Banco Bpm (-0,2%). Chiude il listino Campari (-2,3%).
Vanno in ordine sparso le altre borse europee. Francoforte perde lo 0,7%, Lonrda è piatta, mentre Parigi guadagna lo 0,5%. Negli Stati Uniti listini in rialzo dello 0,5% circa.
Nonostante l’avvio positivo di Wall Street (+0,32% sia il Nasdaq sia il Dow Jones) a Milano l’indice Ftse Mib resta sotto 39.500 punti (-0,11% alle 14:50, pesano Campari, Iveco, Leonardo e Amplifon). Lo spread Btp/Bund staziona a 111,7 punti base. Per il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos, l'incertezza globale, complici la politica commerciale del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e i cambiamenti nella politica di difesa dell'Europa, non consente a Francoforte di stabilire in anticipo dove andranno i tassi di interesse. «La situazione attuale è caratterizzata da un'elevata incertezza», ha puntualizzato il banchiere centrale, ribadendo che «passeremo da una riunione all'altra a seconda dei dati, non abbiamo un percorso predeterminato per l'evoluzione dei tassi di interesse nei prossimi mesi».
L’indice Ftse Mib va poco sotto la parità a 39.507 punti (-0,07%) con Campari, alcune banche come Banco Bpm e Unicredit, Stellantis e Stm in rosso. Il 3 aprile penso ci sarà il tavolo Stmicroelectronics, sulla situazione e le prospettive industriali del gruppo, in accordo con il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti. «L'incontro a Catania del 28 marzo è una tappa di questo percorso», ha precisato il ministro Adolfo Urso.
I prezzi del petrolio virano al rialzo con il future sul Brent a 70,78 dollari al barile (+0,17%). La Russia ha accettato la proposta del presidente Usa Donald Trump di sospendere temporaneamente i reciproci attacchi sulle infrastrutture energetiche tra Mosca e Kiev, mossa che potrebbe eventualmente aprire al rientro del petrolio russo sui mercati globali.
Con i futures statunitensi in leggero rialzo, l’indice Ftse Mib galleggia a quota 39.571 punti (+0,09%, sempre sui massimi del 2007 alle 13:10), da una parte frenato da Campari (-2,2%) e da Amplifon (-1,44%), dall’altra sostenuto da Mps (+2,8%) e da Mediobanca (+1,5%). Lo spread btp/Bund scende a 111,3 punti base. L’euro resta in ribasso dello 0,26% a 1,091 nei confronti del dollaro dopo i dati macro Usa che hanno mostrato un forte calo delle domande di mutui negli Stati Uniti. Nella settimana al 14 marzo 2025, l'indice che misura il volume delle domande di mutuo ipotecario ha registrato un -6,2% dopo l'incremento dell'11,2% della settimana precedente. I tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,72% dal 6,67% precedente.
Oggi termina la due giorno del Fomc, gli economisti si aspettano tassi invariati. Per Jeffrey Cleveland, Chief Economist di Payden & Rygel, la Fed manterrà il suo approccio attendista. «Nonostante le ultime rilevazioni di febbraio abbiano visto l’inflazione core in rallentamento (+0,2%) rispetto all’eccezionalmente forte dato di gennaio (+0,4%), il trend dovrà infatti proseguire per qualche mese, prima che i policymaker possano essere certi dei miglioramenti. Anche la lettura preliminare dell'indice sulla fiducia redatto mensilmente dall'Università del Michigan segnala un aumento delle aspettative di inflazione da parte dei consumatori statunitensi che, per quanto abbia scarso potere predittivo rispetto all'inflazione effettiva, potrebbe contribuire al mantenimento di una politica significativamente restrittiva ancora per qualche tempo».
L’impatto di prezzi più alti e crescita più bassa sulla proiezione mediana del tasso sui Fed Funds del Fomc suggerisce che il valore mediano dei policymaker potrebbe rimanere fermo a due tagli entro il prossimo dicembre, nonostante un aumento della dispersione. «Ci aspettiamo che la Fed riprenda con i tagli dei tassi a giugno e che, con l'inflazione che sorprenderà al ribasso, finisca per tagliare più di quanto suggerito dal dot plot: al momento ci aspettiamo quattro tagli dei tassi nei prossimi dodici mesi», conclude Cleveland.
Le borse europee si confermano contrastate con Milano in rialzo dello 0,36% a 39.676 punti con Mps (+2,96%), Banca Mediolanum (+1,04%) e Mediobanca (+1,76%) in evidenza. L’euro scende sotto 1,090 dollari (-0,44% a 1,089) dopo che il tasso di inflazione annuale dell'Eurozona è sceso al 2,3% a febbraio dal 2,5% di gennaio, secondo i dati definitivi di Eurostat. Il dato è stato rivisto al ribasso rispetto alla stima preliminare pari al 2,4% a causa di una revisione in Germania. L’inflazione annuale nell'intera Unione Europea si è attestata al 2,7% a febbraio. Quella più bassa è stata registrata in Francia (0,9%), Irlanda (1,4%) e Finlandia (1,5%). Quella più alta in Ungheria (5,7%), Romania (5,2%) ed Estonia (5,1%). Si attenuano i timori che le pressioni sui prezzi possano impedire ulteriori tagli dei tassi di interesse da parte della Bce. Lo spread Btp/Bund si conferma a 114,3 punti base.
L’indice Ftse Mib si rafforza, sale dello 0,34% a 39.667 punti alle 10:30 grazie alla spinta di Mps, Leonardo e Saipem. Invece il Dax di Francoforte resta in ribasso dello 0,46% con il governo tedesco che intende sbloccare altri 3 miliardi di euro di aiuti militari per l'Ucraina. Il ministro delle Finanze, Joerg Kukies, ha informato la commissione parlamentare di Bilancio della mossa, secondo una bozza di documento del ministero visionata da Reuters. L'operazione è considerata una svolta dopo che il cancelliere uscente, Olaf Scholz, aveva in precedenza impedito ulteriori aiuti. Il 18 marzo il presidente russo, Vladimir Putin, ha rifiutato di approvare un cessate il fuoco di 30 giorni che l’omologo americano, Donald Trump, sperava fosse il primo passo verso un accordo di pace permanente. Il rendimento del Bund 10 anni scende al 2,78% e lo spread con il Btp sale a 114,3 punti base.
Borse europee in calo in avvio di seduta. Il Dax scende dello 0,60%, il Cac40 dello 0,14%, il Ftse100 dello 0,46%, mentre il Ftse Mib regge, perde solo lo 0,07% a 39.507 punti. Il Segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, ha ribadito il 18 marzo che l'amministrazione Trump comunicherà il 2 aprile ai Paesi partner commerciali nuove tariffe reciproche, indicando tuttavia che potrebbe esserci un periodo di negoziazione prima dell'inizio della riscossione dei dazi.
La Fed dovrebbe lasciare invariati i tassi nella fascia 4,25%-4,50%, ma pubblicherà anche nuove proiezioni economiche che daranno un'idea di come ritenga che le politiche di Donald Trump influenzeranno l'espansione economica, l'inflazione e la disoccupazione, e di come i tassi di interesse potrebbero dover cambiare di conseguenza.
In attesa il rendimento del Treasury Usa 10 anni sale al 4,28%, quello del Bund 10 anni scende al 2,77% e quello del Btp 10 anni al 3,83% con lo spread a 107,7 punti base. A causa del massiccio aumento della spesa per la difesa e le infrastrutture (il parlamento tedesco il 18 marzo ha approvato le modifiche costituzionali per superare il freno al debito e investire nella difesa, Leonardo +2,35% a 48,86 euro) nei prossimi anni i rendimenti dei titoli tedeschi a dieci anni potrebbero salire al 4%, ai massimi dal 2008, secondo Bnp Paribas. Il rendimento del Bund a dieci anni si collocherà tra il 2,5% e il 3% nel breve termine e aumenterà nel tempo man mano che la Germania emetterà più bond e la crescita economica si rafforzerà. In mattinata la Germania offre in asta 1,5 miliardi di Bund scadenza 15 agosto 2053 e un miliardo di Bund scadenza 15 agosto 2050, mentre il Portogallo colloca 1-1,25 miliardi titoli di Stato a 12 mesi, scadenza 20/3/2026.
Sul listino milanese Tim che non farà investimenti all'estero dove punta invece a monetizzare le proprie competenze e tecnologie, soprattutto nei servizi alle imprese, sviluppate in Italia, come ha detto l'ad, Pietro Labriola, commentando un memorandum of understanding con l'agenzia per l'innovazione dell'Azerbaijan (Idda) per la trasformazione digitale, perde lo 0,31% a 0,2908 euro.
Tra le banche, Banco Bpm è stabile a quota 10,215 euro. L’ad, Giuseppe Castagna, ha detto che l’istituto non ha un atteggiamento difensivo rispetto all'ops lanciata da Unicredit, ma è convinto che il vero valore della banca sia più alto dell'offerta. Castagna ha ribadito di essere sicuro del via libera della Bce al danish compromise in relazione all’acquisizione di Anima (-0,14% a 6,97 euro).
Quato all’ops di Mps (+2,49% a 7,82 euro) «non è positiva per Mediobanca, né per i suoi azionisti», secondo il ceo, Alberto Nagel, tornato ad attaccare l’operazione della banca senese partecipata dal Tesoro. Deutsche Bank ha alzato il rating sull’azione Mps da hold a buy e il target price da 7,5 a 8,6 euro. Nel caso di Recordati (ferma a 53,45 euro) ha alzato la raccomandazione da sell a hold (target price a 52 euro).
Viceversa, Stm perde l’1,55% a 23,11 euro dopo che Jensen Huang, ceo di Nvidia, intervenendo alla conferenza annuale a San Jose in California, ha difeso il primato dell'azienda nella vendita di costosi chip di AI ai clienti, che è stato di recente messo in discussione dagli investitori dopo che la cinese DeepSeek ha realizzato un chatbot competitivo. Ma la presentazione non è riuscita a rassicurare gli investitori. Il titolo Nvidia è sceso del 3,4%.
Rialzo frazionale (+0,11% a 7,084 euro) per Enel. La società di energie rinnovabili di Abu Dhabi, Masdar, sarebbe vicina a firmare un accordo da 200 milioni di dollari per una quota del 49,9% in un portafoglio solare controllato dalla società di servizi spagnola Endesa, controllata a sua volta dal colosso energetico italiano. L'accordo, secondo quanto riferito da Reuters, riguarda un portafoglio da 450 megawatt ed è in linea con la strategia di Enel, proprietaria di Endesa, di ridurre il debito attraverso la vendita di quote di minoranza in alcuni progetti, pur mantenendo il controllo degli asset. Tra l’altro, Deutsche Bank ha alzato il target price su Enel da 6,8 a 7 euro (rating hold).
E se Snam (+0,44% a 4,61 euro) riunisce il cda sul bilancio 2024 come Rai Way (-0,34% a 5,84 euro), ha pubblicato i conti prima dell’apertura Industrie De Nora (-16,48% a 8,385 euro): ha archiviato il 2024 con ricavi pari a 862,6 milioni, in linea con la guidance 2024, e in aumento dello 0,7% rispetto al dato 2023. Il risultato è impattato negativamente per circa 15,9 milioni dal trend della valuta giapponese; al netto di tali effetti, la variazione rispetto all'esercizio precedente sarebbe stata positiva del 2,6% Infine, su Wiit è intervenuta Berenberg, portando il target price da 23 a 22 euro (rating buy).
Borse europee attese acute in avvio di seduta (-0,07% il future sull’Eurostoxx50). Poco mossi i futures statunitensi nel giorno del meeting della Fed (alle 19 l’annuncio sui tassi e alle 19:30 la conferenza stampa del presidente, Jerome Powell). Per Kevin Thozet, membro del Comitato Investimenti di Carmignac, lascerà invariati i tassi. «Lo status quo in vigore da dicembre è stato giustificato dalla scarsa visibilità e dall’elevata imprevedibilità dell’agenda di Trump. Da allora, la situazione non è migliorata, anzi: l’incertezza economica è triplicata rispetto all’ultima riunione della Fed», sottolinea Thozet.
Sul fronte macroeconomico, l’economia sta rallentando a un ritmo moderato, mentre la disinflazione si è arrestata al di sopra del target della Fed, con il pce core al 2,6%. «Nessuno di questi elementi giustifica una ripresa immediata del ciclo di tagli. Al contrario, le nuove previsioni dovrebbero segnalare una crescita più debole e aspettative di inflazione più elevate, aumentando così la probabilità che il dot plot indichi tassi di interesse a lungo termine più alti», precisa Thozet che si aspetta anche dei dettagli in più sulla sospensione del quantitative tightening in attesa della risoluzione del tetto del debito.
Comunque, la Fed ha, però, già dimostrato di saper agire con decisione. «Se necessario, potrebbe intervenire con un taglio dei tassi di 50 punti base, giustificato dall’emergere di maggiore visibilità dopo un periodo di forte incertezza o da un rapido deterioramento del quadro economico. Inoltre, la banca centrale ha ampio margine per abbassare i tassi in modo rapido e significativo se le condizioni lo richiedessero. In ogni caso è improbabile che vedremo tagli ai tassi prima dell’estate, ma nel mondo di Trump, sette settimane sono un’eternità. Entro le riunioni di maggio o giugno, il Fomc potrebbe trovarsi in una situazione ben diversa». In Giappone la BoJ ha mantenuto i tassi di interesse come ampiamente previsto.
Il fronte geoplitico resta caldo. Russia e Ucraina si sono accusate a vicenda di aver lanciato attacchi aerei che hanno provocato incendi e danneggiato le infrastrutture poche ore dopo che il presidente russo, Vladimir Putin, aveva accettato di interrompere temporaneamente gli attacchi alle strutture energetiche ucraine, ma ha rifiutato di approvare un cessate il fuoco completo di 30 giorni, meno di quanto richiesto dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, come primo passo verso un accordo di pace permanente. I colloqui per un cessate il fuoco nella guerra della Russia con l'Ucraina continueranno domenica 23 marzo nella città saudita di Gedda.
Nel frattempo, il parlamento tedesco il 18 marzo ha approvato con i voti di Spd, Cdu-Csu e Verdi le modifiche costituzionali per superare il freno al debito e investire nella difesa, nelle infrastrutture e nei Laender. Il provvedimento va ora all'esame del Senato federale, il cui voto è previsto per venerdì 21 marzo. Mentre la polizia turca ha arrestato il sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, figura di spicco dell'opposizione al presidente, Recep Tayyip Erdogan, dopo aver fatto irruzione in casa sua. Per i media locali l'operazione è collegata a un'indagine per corruzione.
L’euro scende dello 0,18% a 1,092 dollari in attesa alle 11 dell’inflazione a febbraio finale dell’Eurozona (preliminare: +2,4% anno su anno) e dell’inflazione a febbraio core finale (preliminare: +2,6% anno su anno). Invece, alle 13 è in agenda l’indice settimanale richieste mutui degli Stati Uniti (precedente: +11,2%) e alle 16:30 le scorte settimanali di petrolio (precedente: +1,7 milioni di barili).
I prezzi del petrolio scendono per il secondo giorno consecutivo dopo che un rapporto del settore ha mostrato un aumento delle scorte di greggio negli Stati Uniti e con gli investitori sempre preoccupati per l'impatto delle tensioni commerciali mentre l’amministrazione Trump porta avanti la sua agenda. Il Brent arretra verso i 70 dollari al barile dopo aver perso lo 0,7% martedì 18 marzo, mentre il Wti è vicino ai 66 dollari al barile. L’American Petroleum Institute ha riferito che le scorte nazionali sono aumentate di 4,6 milioni di barili la scorsa settimana, sebbene sia stato registrato un calo nel principale hub di Cushing, in Oklahoma. I dati ufficiali sono attesi più tardi. Sul fronte dell’offerta, l’Opec+ sta preparando un aumento della produzione, mentre le crescenti tensioni commerciali minacciano la domanda, proprio mentre i consumi in Cina rimangono deboli. «La ripresa del petrolio ha perso slancio, poiché l'ondata di avversione al rischio compensa la riemersione dei rischi geopolitici, mentre l'aumento delle scorte di greggio negli Stati Uniti ha aggiunto ulteriore pressione», spiega Warren Patterson, esperto di Ing. «Le preoccupazioni macroeconomiche più ampie probabilmente continueranno a influenzare l'andamento dei prezzi».
Viceversa, l’oro è salito a un nuovo livello record, sostenuto dalla domanda di beni rifugio con l'aumento delle tensioni geopolitiche in vista della decisione della Fed sui tassi di interesse. Il metallo prezioso ha superato i 3.039 dollari l'oncia dopo che Putin ha rifiutato di concedere a Trump la tregua di 30 giorni in Ucraina richiesta come passo verso la fine del conflitto triennale. Inoltre sono ripresi gli attacchi aerei di Israele su Gaza dopo la fine del cessate il fuoco con Hamas. In più ci sono preoccupazioni su un rallentamento dell’economia statunitense, mentre i dazi di Trump pesano sul sentiment dei consumatori. Secondo l'ultimo sondaggio di Bank of America, gli investitori stanno riducendo le loro posizioni in azioni statunitensi al ritmo più rapido mai registrato, segnalando una massiccia rotazione nei mercati.
Sul listino milanese attenzione a Tim che non farà investimenti all'estero dove punta invece a monetizzare le proprie competenze e tecnologie, soprattutto nei servizi alle imprese, sviluppate in Italia, come ha detto l'ad, Pietro Labriola, commentando un memorandum of understanding con l'agenzia per l'innovazione dell'Azerbaijan (Idda) per la trasformazione digitale.
Tra le banche, attenzione a Banco Bpm. L’ad, Giuseppe Castagna, ha detto che l’istituto non ha un atteggiamento difensivo rispetto all'ops lanciata da Unicredit, ma è convinto che il vero valore della banca sia più alto dell'offerta. Castagna ha ribadito di essere sicuro del via libera della Bce al danish compromise in relazione all’acquisizione di Anima.
Quato all’ops di Mps «non è positiva per Mediobanca, né per i suoi azionisti», secondo il ceo, Alberto Nagel, tornato ad attaccare l’operazione della banca senese partecipata dal Tesoro. Deutsche Bank ha alzato il rating sull’azione Mps da hold a buy e il target price da 7,5 a 8,6 euro. Nel caso di Recordati ha alzato la raccomandazione da sell a hold (target price a 52 euro).
Da monitorare, poi, Stm dopo che Jensen Huang, ceo di Nvidia, intervenendo alla conferenza annuale a San Jose in California, ha difeso il primato dell'azienda nella vendita di costosi chip di AI ai clienti, che è stato di recente messo in discussione dagli investitori dopo che la cinese DeepSeek ha realizzato un chatbot competitivo. Ma la presentazione non è riuscita a rassicurare gli investitori. Il titolo Nvidia è sceso del 3,4%.
Focus anche su Enel perché la società di energie rinnovabili di Abu Dhabi, Masdar, sarebbe vicina a firmare un accordo da 200 milioni di dollari per una quota del 49,9% in un portafoglio solare controllato dalla società di servizi spagnola Endesa, controllata a sua volta dal colosso energetico italiano. L'accordo, secondo quanto riferito da Reuters, riguarda un portafoglio da 450 megawatt ed è in linea con la strategia di Enel, proprietaria di Endesa, di ridurre il debito attraverso la vendita di quote di minoranza in alcuni progetti, pur mantenendo il controllo degli asset. Tra l’altro, Deutsche Bank ha alzato il target price su Enel da 6,8 a 7 euro (rating hold).
E se Snam riunisce il cda sul bilancio 2024 come Rai Way, ha pubblicato i conti prima dell’apertura Industrie De Nora: ha archiviato il 2024 con ricavi pari a 862,6 milioni, in linea con la guidance 2024, e in aumento dello 0,7% rispetto al dato 2023. Il risultato è impattato negativamente per circa 15,9 milioni dal trend della valuta giapponese; al netto di tali effetti, la variazione rispetto all'esercizio precedente sarebbe stata positiva del 2,6% Infine, su Wiit è intervenuta Berenberg, portando il target price da 23 a 22 euro (rating buy). (riproduzione riservata)