Il Ftse Mib chiude a 44.757 punti, in rialzo dello 0,7%, sostenuto da Saipem (+2%), Leonardo (+1,9%) e Tim (+1,8%). In calo Brunello Cucinelli (-2,1%), Tenaris (-1,5%) e Moncler (-1,3%). Fuori dal paniere delle blue chip continua a correre il titolo della Juventus che chiude a 2,796 euro (+6,7%). In una settimana le azioni del club hanno guadagnato circa il 20% dopo l’offerta (rifiutata) di Tether a Exor per rilevare la squadra.
Spread a 65 punti.
Bene anche le altre borse europee con Francoforte che cresce dello 0,4% e Londra dello 0,6%. Poco mossa Parigi. Negli Stati Uniti, dopo due ore di scambi, i principali indici viaggiano in rialzo. Tonico il Nasdaq che guadagna oltre l’1%.
Wall Street apre in rialzo con il Dow Jones che avanza dello 0,4%, l’S&P 500 dello 0,5% e il Nasdaq dello 0,7%.
«Personalmente non avverto l’urgenza di dover intervenire ulteriormente sulla politica monetaria in questo momento, perché credo che i tagli che abbiamo apportato ci abbiano posizionato molto bene, ha detto il presidente della Federal Reserve di New York, John Williams, in un’intervista a Cnbc. «Voglio vedere l’inflazione scendere al 2% senza danneggiare eccessivamente il mercato del lavoro - ha aggiunto - È un gioco di equilibri».
Secondo Williams, «fattori tecnici» hanno probabilmente distorto i dati sull'inflazione di novembre, spingendo il dato headline al di sotto di quanto sarebbe stato altrimenti.
All’avvio dei mercati americani il Ftse Mib viaggia a 44.721 punti, in rialzo dello 0,6%. La migliore blue chip è Ferrari che guadagna il 2,1%, seguita da Saipem (+1,9%) e Leonardo (+1,7%). In calo Campari (-1,4%), Brunello Cucinelli (-1,3%) e Recordati (-1%). Spread invariato a 65 punti.
Con i futures Usa che preannunciano un avvio poco mosso di Wall Street e il dollaro che si rafforza nei confronti dell’euro (-0,03%), a Milano l’indice Ftse Mib segna un +0,39% a 44.635 punti alle 14:40 con Buzzi, Poste, Tim, Saipem, Ferrari, Generali e Fineco.
Inoltre, Azimut sale dello 0,62% a 35,64 euro dopo aver completato l'acquisizione di una partecipazione di maggioranza dai soci fondatori e da altri soci in Knox Capital, una delle principali società brasiliane di consulenza patrimoniale che opera nell'ecosistema di XP. A seguito dell'operazione, Azimut detiene il 50% più una quota di Knox Capital che opererà con il marchio Azimut Knox.
Nonostante i futures Usa in leggero rialzo, i mercati del Vecchio Continente sono spenti (Dax -0,02%, Cac40 -0,15%, Ftse100 +0,04% e Ftse Mib +0,29% a 44.591 punti alle 13:10 con tutte le banche, Generali, Fineco, Buzzi, Ferrari, Tim e Saipem su di giri).
I prezzi del petrolio virano al rialzo (futures sul Brent +0,22% a 59,95 dollari al barile) dopo che alcuni droni ucraini hanno colpito per la prima volta una petroliera appartenente alla flotta ombra russa nel Mar Mediterraneo. In particolare, i droni hanno colpito la nave Qendil mentre si trovava a oltre 2.000 km dall'Ucraina, provocando ingenti danni. La nave era vuota al momento dell'attacco.
L’euro si indebolsice dello 0,05% a 1,1712 dollari. Dopo tre anni di stagnazione, la ripresa economica della Germania avrà un avvio sottotono l'anno prossimo, secondo quanto è emerso dall’aggiornamento semestrale delle proiezioni economiche della Bundesbank.
«Anche se i progressi saranno inizialmente contenuti, poi aumentaranno lentamente», ha detto il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel. «A partire dal secondo trimestre del 2026, la crescita economica si rafforzerà notevolmente, soprattutto grazie alla spesa pubblica e alla ripresa delle esportazioni».
La Bundesbank vede ora una crescita dello 0,2% nel 2025, al di sopra della precedente previsione di una stagnazione, mentre per il prossimo anno è previsto un +0,6% rispetto alla proiezione di giugno di un +0,7%. Il rendimento del Bund 10 anni sale al 2,88% e quello del Btp 10 anni al 3,54% con lo spread in leggero aumento rispetto all’apertura a 65,4 punti base.
I mercati azionari europei si confermano in frazionale rialzo. Milano, comunque, allunga il passo (+0,37% a 44.627 punti alle 11:30 con Buzzi e Tim che guadagnano oltre due punti percentuali; soffrono, viceversa, Campari, Amplifon, Unicredit, Inwit e Tenaris) con lo spread Btp/Bund schiacciato a 64,8 punti base dopo che a ottobre il fatturato dell'industria italiana è diminuito in valore dello 0,5% e ha registrato un leggero incremento in volume (+0,1%).
I prezzi del petrolio restano in ribasso e si avviano verso il secondo calo settimanale consecutivo con il potenziale eccesso di offerta e le prospettive di un accordo di pace tra Russia e Ucraina che compensano i timori per le interruzioni dovute al blocco delle petroliere venezuelane. I futures sul Brent perdono lo 0,27% a 59,66 dollari il barile.
Le borse europee sono fiacche (+0,06% il Dax, +0,01% il Cac40, +0,04% il Ftse100 e +0,22% a 44.559 punti il Ftse Mib alle 10:20 con Buzzi in testa, mentre si avvicina la pace in Ucraina e si scommette sulla ricostruzione, seguito a stretto giro da Stm, Tim, Ferrari, Generali e Leonardo che ha ottenuto due contratti del valore superiore a 120 milioni di dollari per la fornitura di soluzioni di smistamento bagagli negli aeroporti di Houston Hobby e Melbourne Orlando).
Lo spread Btp/Bund staziona a quota 64,6 punti base e l’euro è stabile a 1,1711 dollari. A dicembre l’indice sulla fiducia dei consumatori in Italia è salito da 95 a 96,6 e quello sulla fiducia delle imprese da 96,1 a 96,5.
L’Istat ha spiegato che l'indice di fiducia delle imprese è aumentato raggiungendo il massimo da marzo 2024 con la crescita sostenuta dal comparto dei servizi di mercato. Tra i consumatori, si evidenzia un generale miglioramento delle opinioni, soprattutto di quelle sulla situazione personale e corrente: il clima personale è aumentato da 94,5 a 96,4, il clima corrente da 98,6 a 100,2, il clima futuro da 90,2 a 91,6 e quello economico da 96,5 a 97.
Invece, con riferimento alle imprese, l'indice di fiducia è cresciuto nei servizi di mercato (da 97,8 a 100), è rimasto sostanzialmente stabile nel commercio al dettaglio (da 107,3 a 107,2) ed è diminuito nell'industria (nella manifattura è sceso da 89,5 a 88,4 e nelle costruzioni da 102,6 a 101).
Borse europee caute in avvio di seduta. Francoforte perde lo 0,12%, Parigi lo 0,06%, Londra lo 0,12% e Milano avanza solo dello 0,08% a 44.497 punti dopo che il vertice europeo dedicato al dossier Kiev ha optato per un semplice prestito per sostenere la difesa ucraina nei prossimi due anni, evitando di usare i beni russi congelati dal momento che l'argomento resta troppo divisivo. Il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, ha annunciato che verranno stanziati all'Ucraina 90 miliardi di euro garantiti dal bilancio Ue.
La Commissione Europea continua nel frattempo a lavorare sul dossier degli asset russi immobilizzati, pari a 210 miliardi di euro, opzione al momento impraticabile soprattutto per la resistenza del Belgio, dove è concentrata la maggior parte dei fondi. La premier italiana, Giorgia Meloni, si è detta soddisfatta del risultato, «contenta che abbia prevalso il buon senso».
Lo spread Btp/Bund resta schiacciato a 64,2 punti base e l’euro è stabile a 1,17086 dollari anche se l’indice sulla fiducia dei consumatori tedeschi, pubblicato dall'istituto di ricerche di mercato Gfk, è sceso a -26,9 punti a gennaio da una lettura di -23,4 punti, leggermente rivista al ribasso. Un dato inferiore alle previsioni degli economisti a -23,2 punti.
In particolare, la propensione al risparmio ha raggiunto il livello più alto da giugno del 2008 perché le famiglie temono un'inflazione più elevata e sono incerte per le discussioni politiche sul futuro delle pensioni. Inoltre, l’economia tedesca dovrebbe crescere di appena lo 0,2% nel 2025. Hanno deluso anche i prezzi alla produzione dei prodotti industriali in Germania, calati più delle attese a novembre: -2,3% su base annua (invariati rispetto al mese precedente).
Sul listino milanese Mps sale dello 0,81% a 8,87 euro dopo che il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ha negato qualsiasi interferenza o pressione nei confronti del sistema finanziario italiano durante la vendita della quota del Monte avvenuta tramite accelerated book building nell'autunno del 2024.
Invece, Banca Ifis è stabile a 25,38 euro dopo aver concluso le attività di due diligence su illimity in seguito all'acquisizione e aver confermato la stima di sinergie di costo e ricavo a regime formulate l’8 gennaio per 75 milioni di euro l’anno, prima delle imposte.
Non si muove neppure Generali (quota a 35,21 euro) che riunisce il cda: chiuderà ufficialmente il dossier dell’alleanza con Natixis nel settore del risparmio gestito, un progetto dal valore di 1.900 miliardi di euro. Le trattative con la banca transalpina Bpce, che controlla Natixis, sono state prolungate fino alla fine del 2025 dal ceo della compagnia triestina, Philippe Donnet, che aveva cercato di rivedere le condizioni dell'accordo per renderlo più accettabile agli azionisti contrari, tra cui il gruppo Caltagirone e vari esponenti del governo, preoccupati per il rischio di una fuga di capitali all'estero.
E se Stellantis (-0,48% a 9,95 euro) ha annunciato che ridurrà la produzione nel suo stabilimento di Mulhouse, in Francia, del 28% rispetto ai livelli attuali all'inizio del prossimo anno, al fine di adeguarsi alla domanda del mercato: dal 19 gennaio in poi la produzione dello stabilimento di Mulhouse scenderà da 640 a 460 veicoli al giorno, Pirelli (+0,14% a 5,89 euro) ha detto che quasi tutti i detentori delle sue obbligazioni da 500 milioni di euro in scadenza il 22 dicembre hanno scelto di convertirle in nuove azioni della società, diluendo le partecipazioni detenute dagli attuali azionisti.
I detentori hanno optato per la conversione delle obbligazioni in azioni per il 99,3% del valore totale delle obbligazioni, al prezzo di 5,8493 euro per azione annunciato a giugno. Per soddisfare la conversione, Pirelli emetterà un totale di circa 84,88 milioni di nuove azioni.
La quota della cinese Sinochem, primo azionista, sarà ridotta dal 37% attuale al 34,1%, mentre quella di Camfin, veicolo di Marco Tronchetti Provera, scenderà dal 27,4% al 25,3%.
Stabile a 84,28 euro anche Prysmian che, in linea con quanto comunicato precedentemente, procederà al pagamento di un earn-out pari a 200 milioni di dollari, in conformità con i termini previsti dal contratto di acquisizione e con le performance di Channell, pienamente integrata all’interno del perimetro di rendicontazione finanziaria del gruppo guidato dal ceo, Massimo Battaini, a partire dal 1° giugno del 2025.
Meglio Saipem con un +0,56% a 2,34 euro che ha comunicato la terza estensione del contratto con Aker Bp per lo Scarabeo 8 per attività di perforazione offshore in Norvegia fino al 2028. Restando nel settore oil stona Tenaris (-1,64% a 16,18 euro).
Quanto ad Avio, spunta un +2,13% a 28,75 euro dopo aver comunicato la firma di due nuovi contratti per servizi di lancio con il vettore Vega C, per un valore complessivo di circa 100 milioni di euro da spalmare tra il 2028 e 2030.
Infine, Safilo (-0,11% a 1,846 euro) ha comunicato di aver acquistato tra il 15 e il 18 dicembre azioni di Inspecs Group pari complessivamente al 25% del capitale della società britannica, per un corrispettivo totale di circa 21,7 milioni di sterline.
Borse europee attese in calo (-0,26% il futures sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta in linea con i futures statunitensi (-0,28% quello sul Dow Jones). Meglio i listini asiatici, soprattutto il Nikkei (+1,23%) dopo che la Bank of Japan ha aumentato i tassi di interesse di 25 punti base, come previsto, e ha dichiarato di essere pronta ad alzarli ulteriormente qualora le condizioni economiche migliorassero e l’inflazione rimanesse elevata.
La BoJ, con una decisione approvata all’unanimità e data per scontata dagli economisti, ha portato il tasso di interesse di riferimento a breve termine allo 0,75% dallo 0,5%, collocandolo al livello più alto dal 1995. L’aumento rappresenta il secondo intervento di questo tipo nel corso dell’anno, dopo il rialzo di 25 punti base effettuato a gennaio. Dopo la mossa, il cambio dollaro/yen ha ridotto parte dei guadagni intraday, attestandosi a 156 (+0,31%).
Mentre l’euro è stabile a 1,1719 dollari in attesa alle 8 del dato sui prezzi alla produzione a novembre e dell’indice sulla fiducia dei consumatori a gennaio della Germania. Invece, dalla Gran Bretagna arrivano le vendite al dettaglio a novembre. Alle 10 è in agenda l’indice sulla fiducia dei consumatori a dicembre e quello sulla fiducia delle imprese manifatturiere sempre a dicembre dell’Italia per proseguire alle 11 con il fatturato industriale a ottobre.
Dagli Stati Uniti alle 14:30 arriva la spesa per consumi a ottobre, il deflatore a ottobre e i redditi delle famiglie nello stesso mese. Per chiudere alle 16 con l’indice sulla fiducia dei consumatori preliminare a dicembre, le vendite di case esistenti a novembre e l’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan finale a dicembre. Invece, dopo il nulla di fatto della Bce sul fronte tassi, nella mattinata sono previsti gli interventi di alcuni esponenti: alle 9 Wunsch, alle 10 Kocher, alle 13 Cipollone e alle 16:10 Lane.
I prezzi del petrolio scendono e si avviavano a chiudere in calo la seconda settimana consecutiva, poiché le prospettive di un accordo di pace tra Russia e Ucraina compensano le preoccupazioni legate alle interruzioni dell’offerta dovute al blocco delle petroliere venezuelane.
Il tutto mentre il Consiglio Europeo ha approvato la decisione di stanziare 90 miliardi di euro all'Ucraina per il periodo 2026-2027 dopo non essere riusciti a raggiungere un'intesa sull'utilizzo degli asset russi congelati per finanziare Kiev. I futures sul greggio Brent calano dello 0,25% a 59,67 dollari al barile e quelli sul Wti dello 0,27% a 55,85 dollari al barile. Su base settimanale, il Brent ha registrato un calo del 2,3%, mentre il Wti del 2,5%.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato il 18 dicembre di ritenere che i colloqui per porre fine alla guerra in Ucraina stanno «andando verso qualcosa di concreto», in vista dell’incontro tra funzionari statunitensi e russi previsto per questo fine settimana.
Per quanto riguarda l’altro potenziale catalizzatore geopolitico, non è chiaro come gli Stati Uniti faranno rispettare l’annuncio di Trump di bloccare le petroliere soggette a sanzioni in entrata e in uscita dal Venezuela, che rappresenta l’1% delle forniture globali dopo che con una mossa senza precedenti la Guardia Costiera degli Stati Uniti ha sequestrato la scorsa settimana una petroliera venezuelana. Secondo gli analisti, ulteriori misure che prendano di mira il petrolio russo potrebbero rappresentare un rischio maggiore per l’offerta rispetto al blocco delle petroliere venezuelane.
Sul listino milanese attenzione a Mps dopo che il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ha negato qualsiasi interferenza o pressione nei confronti del sistema finanziario italiano durante la vendita della quota del Monte avvenuta tramite accelerated book building nell'autunno del 2024.
Invece, Banca Ifis ha comunicato di aver concluso le attività di due diligence su illimity dopo l'acquisizione e ha confermato la stima di sinergie di costo e ricavo a regime formulate l’8 gennaio per 75 milioni di euro l’anno, prima delle imposte.
Mentre Generali riunisce il cda che chiuderà ufficialmente il dossier dell’alleanza con Natixis nel settore del risparmio gestito, un progetto dal valore di 1.900 miliardi di euro. Le trattative con la banca transalpina Bpce, che controlla Natixis, sono state prolungate fino alla fine del 2025 dal ceo della compagnia triestina, Philippe Donnet, che aveva cercato di rivedere le condizioni dell'accordo per renderlo più accettabile agli azionisti contrari, tra cui il gruppo Caltagirone e vari esponenti del governo, preoccupati per il rischio di una fuga di capitali all'estero.
E se Stellantis ha annunciato che ridurrà la produzione nel suo stabilimento di Mulhouse, in Francia, del 28% rispetto ai livelli attuali all'inizio del prossimo anno, al fine di adeguarsi alla domanda del mercato: dal 19 gennaio in poi la produzione dello stabilimento di Mulhouse scenderà da 640 a 460 veicoli al giorno, Pirelli ha detto che quasi tutti i detentori delle sue obbligazioni da 500 milioni di euro in scadenza il 22 dicembre hanno scelto di convertirle in nuove azioni della società, diluendo le partecipazioni detenute dagli attuali azionisti.
I detentori hanno optato per la conversione delle obbligazioni in azioni per il 99,3% del valore totale delle obbligazioni, al prezzo di 5,8493 euro per azione annunciato a giugno. Per soddisfare la conversione, Pirelli emetterà un totale di circa 84,88 milioni di nuove azioni.
La quota della cinese Sinochem , primo azionista, sarà ridotta dal 37% attuale al 34,1%, mentre quella di Camfin, veicolo di Marco Tronchetti Provera, scenderà dal 27,4% al 25,3%.
Da monitorare anche Prysmian che, in linea con quanto comunicato precedentemente, procederà al pagamento di un earn-out pari a 200 milioni di dollari, in conformità con i termini previsti dal contratto di acquisizione e con le performance di Channell, pienamente integrata all’interno del perimetro di rendicontazione finanziaria del gruppo guidato dal ceo, Massimo Battaini, a partire dal 1° giugno del 2025.
Quanto a Saipem ha comunicato la terza estensione del contratto con Aker Bp per lo Scarabeo 8 per attività di perforazione offshore in Norvegia fino al 2028.
Infine, Safilo ha comunicato di aver acquistato tra il 15 e il 18 dicembre azioni di Inspecs Group pari complessivamente al 25% del capitale della società britannica, per un corrispettivo totale di circa 21,7 milioni di sterline.
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